INCONTRO EUROPA-AFRICA (2), DIRITTI E DEMOCRAZIA ‘MINACCIATI’ DALLA FAME

“Parlare di democrazia e diritti umani a gente con lo stomaco vuoto non ha senso”: lo ha detto il presidente della Commissione dell’Unione Africana Jean Ping al termine della riunione con i responsabili europei svoltasi oggi a Bruxelles. “In Africa abbiamo scontri causati dalla fame” ha affermato Ping al termine dell’incontro incentrato, oltre che sull’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e la crisi economica mondiale, su Obiettivi del Millennio, immigrazione, energia, e cambiamenti climatici. Riguardo le situazioni di crisi in atto in Zimbabwe e Mauritania, Ping ha sottolineato che l’UA dovrà monitorare la “corretta attuazione” dell’accordo raggiunto da governo e opposizione ad Harare per la distribuzione dei seggi nel nuovo governo, mentre chiederà a Nouakchott il “ritorno allo stato di diritto, sotto minaccia di sanzioni”. Parlando della crisi in Sudan, uno degli argomenti più ‘delicati’ nell’agenda dell’incontro, ha osservato che la Corte penale internazionale dell’Aja deve sospendere, per un periodo di dodici mesi, il mandato d’arresto nei confronti del presidente Omar Hassan al Beshir, e “dare una possibilità alla pace”. A Bruxelles, inoltre, l’UA ha presentato 19 nuovi progetti nell’ambito di accordi strategici relativi alla diffusione di Internet in Africa, allo sviluppo delle risorse scientifiche e al contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici . Dal canto suo, il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso ha rivolto un appello al Parlamento europeo e ai governi dei 27 perché approvino il piano di aiuti di un miliardo di euro, finanziato con il denaro risparmiato dalla politica agricola comune dell’Unione. “Il problema è quello di avere una struttura organizzativa efficace, in cui, oltre al Consiglio di sicurezza, l’Unione africana e le rappresentanze regionali siano attrezzate per poter dare un contributo alla pace – ha detto Romano Prodi, nelle nuove vesti di capo della commissione speciale Onu per le missioni di pace in Africa - bisogna dare forza a strutture di lungo periodo. Non solo strutture occasionali per intervenire quando le crisi sono già in corso”. [AdL]

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