BUON NATALE
AUGURI, BUON NATALE 2009
‘’C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».’’
(Dal vangelo di Luca 2,13)
Carissimi, a Natale non sarò tra voi, ma nel deserto di Gibuti con i pastori nomadi Afar, che del Natale di Gesù non sanno proprio nulla. La nostalgia in questo periodo si sente di più. Faccio scorrere nella mia mente tutti i vostri volti, sorridenti, intenti a cantare davanti il presepio le più belle melodie che commuovono. Penso allora all’amore che condividete con me e con i fratelli poveri del deserto e il sorriso ritorna anche sul mio volto.Quì ogni notte è il Natale del mondo, ci sono tutti gli ingredienti per un vero presepe dove natura, animali e persone, vivono nella speranza di una gioia universale, dove ogni uomo si sente fratello di tutti è la famiglia dei figli di Dio Amore, Allah, Yaveh.
Il sole è tramontato da poco, ma qui nel deserto la luna rischiara l’accampamento dei nomadi come fosse di giorno.Le capre sono già sdraiate nel loro recinto, solo qualche piccolo ancora si lamenta per non riuscire a fare l’ultima poppata, ma anche lui tra un po’ il sonno lo prenderà.Ibraim e la sua famigliola di cinque figli e la moglie Aissa, stanno consumando il loro frugale pasto, prima di sdraiarsi sulle stuoie e concedersi il meritato riposo.Per loro la giornata è iniziata prestissimo e tutto il giorno hanno camminato, con il loro gregge di capre e cammelli per valli e montagne brulle e secche in cerca di qualche arbusto e dell’acqua così rara qui nel deserto.
Io sono con loro a celebrare il Natale sul mondo, un Natale di semplicità, di povertà piena di speranza e amore.
Sono seduto sulla stuoia davanti alla capanna a forma di igloo, coperta da stuoie intrecciate di canapa, e guardo, contemplo la scena che è davanti a me a pochi metri. Una scena davvero meravigliosa colma di silenzio di pace, di mistero.Prorpio come quella notte di 2000 anni fa? Non so, ma quando Ibraim mi viene a portare un bicchiere di latte di capra caldo per augurarmi la buona notte, il mistero che mi circonda si svela d’incanto e scopro che la notte di Natale è silenzio, pace profonda, ma soprattutto Amore da condividere, ed è gioia vera, per me e per tutti. E’ notte fonda, sto ancora ammirando il fuoco che manda verso il cielo le sue ultime “lucciole”, per ognuna di loro formulo una preghiera. Ormai anche la luna sembra essere stanca e scompare dietro una montagna rude e aspra come chi la abita, ma anche lei sembra avere un cuore buono questa notte, infatti accoglie nel suo seno la luna per riposarsi. Finalmente posso contemplare in tutto il suo fulgore le stelle. Sono tante, sono magnifiche sono infinite come i sogni di chi le guarda con gli occhi semplici delle persone del deserto. Non sono un esperto di stelle, mi piace solo in questo momento scorgere in ognuno di loro il volto luminoso di tutti i miei amici, voi, che con me e i nostri fratelli del deserto sognate un mondo più buono, fraterno e in pace.
Vorrei continuare ancora per molto a dialogare con il mio profondo è così bello qui, dove tutto mi parla di verità, umiltà, sincerità, ma gli occhi si chiudono, anche il mio corpo è stanco, ha sopportato il sole cocente della giornata, e domani sarà un altro giorno di fatica, allora mi sdraio, avvolgendomi nella coperta che suor Sigi(suora indiana)mi ha dato prima di partire da casa.Non fa freddo, ma c’è molta umidità e quindi è meglio coprirsi.La Bibbia questa notte mi servirà da cuscino.Domani notte sarà ancora Natale, per i nomadi del deserto di Gibuti, così ogni notte per sempre, fino a che Venga il Signore Gesù: Maranatà, vieni Signore Gesù, vieni a portarci la pace e la gioia del cuore che solo tu sai donarci.
-‘’ Non mi è possibile praticare il precetto della carità fraterna senza consacrare la mia vita a fare tutto il bene possibile a questi fratelli di Gesù ai quali manca tutto , manca loro Gesù … Quello che vorrei per me, lo devo fare per gli altri: “Fa’ quello che vuoi che ti facciano” (Lc 6,31), e lo devo fare per i più dimenticati, per i più abbandonati, andare alle pecore più sperdute, offrire il mio convito, il mio banchetto divino, non ai miei fratelli, né ai miei vicini ricchi (ricchi della conoscenza di tutto quello che questi non conoscono), ma a questi ciechi, a questi mendicanti, a questi storpi, mille volte di più da compiangere di quelli che soffrono nel corpo. E non credo di poter far loro maggior bene che portare loro, come Maria nella casa di Giovanni, alla Visitazione e a Betlemme al mondo, Gesù, il bene dei beni, il santificatone supremo, Gesù che sarà sempre presente tra loro nel tabernacolo, … Gesù che si offre ogni giorno sull’altare per la loro conversione; Gesù che li benedice ogni giorno: ecco il bene dei beni, il nostro tutto, Gesù: nello stesso tempo, pur tacendo, si fa conoscere ai nostri fratelli che lo ignorano, non con la parola, ma con l’esempio e soprattutto con l’universale carità, quella che è la nostra religione, quello che è lo spirito cristiano, quello che è il cuore di Gesù’…’’-
(Charles de Foucauld a padre Jérôme, Notre-Dame des Neiges, 17 luglio 1901)
Ed ecco il senso del mio continuare a vivere quì a Gibuti .dove non si puo’ fare nulla se non pregare ,celebrare l’Eucarestia e testimoniare l’amore con la vita.
A voi tutti Tanti Tanti Auguri di un felice Natale vostro amico Missionario P.Francesco Giuliani
GRAZIE DI ESSERE MISSIONARI CON ME
24 dicembre 2009 alle 22:16
Caro Francesco,
dobbiamo ammettere che invidiamo la tua condizione attuale, che ti offre la possibilità di vivere l’esperienza Cristiana più profonda ascoltando col silenzio alle orecchie il rumore dell’anima, che è pervasa dalla gioia per l’avvenimento che da duemila anni celebriamo, il più bel Dono che Dio poteva farci, suo figlio.
Quanto è grande l’amore di Dio che ci riscatta dalle tenebre offrendoci la luce. ABBIAMO TANTO BISOGNO DI SILENZIO PER ASCOLTARLO.
Sembra che esistiamo solo se siamo capaci di fare fare fare, non ci fidiamo di Dio, vorremmo essere come il Sole che riscalda la terra mentre dovremmo essere come la Luna che riflette la luce del Sole.
Chiediamo a Gesù che adoriamo e in questa notte riflettiamo sulla sua venuta che ci renda messaggeri d’amore di gioia, di pace, di essere testimoni al mondo della sua venuta con la gioia di vivere con la gioia di chi è amato e gioisce nell’amare.
Dio ti ha posto in quel luogo deserto ma pieno di esseri umani poveri emarginati perchè tu possa manifestare il suo amore non perchè sei bravo ma perchè ti Fidi di LUI ed è forse questo che stupisce chi non crede.
Questo per noi è stato un anno bellissimo ricco di avvenimenti importanti che ci correggono educandoci all’incontro con Dio.
Siamo stati alla festa della Vita a Saluzzo a Luglio e alla festa dei Giovani a Medjugorie in Agosto, siamo stati a nella Basilica di S.Pietro a Roma in ottobre per festeggiare il riconoscimento della chiesa alla comunità.
Abbiamo visto Jonathan cambiato ed abbiamo gioito.
Ora a capodanno andremo in pellegrinaggio nuovamente a Medjugorie dove è stato trasferito Jonathan e passeremo un bel periodo di festa pregando insieme.
Sei con noi e nelle nostre preghiere tutti i giorni,
ora salutiamo perchè ci prepariamo per la S.Messa.
Con affetto un grande abbraccio
Brayan Francesca e Fausto
24 dicembre 2009 alle 22:25
Scusateci, dimenticavamo di augurare un Buon Santo Natale a tutti coloro che ci conoscono
Brayan Francesca e Fausto
25 dicembre 2009 alle 18:55
Caro Francesco, é da quando sei partito nuovamente ( anche allora non ci siamo salutati con tempo giusto ) che non ci sentiamo…le nostre vite affannose per il lavoro e per gli eventi familiari non ci danno, anche per nostra disattenzione, il tempo da dedicare agli amici…in ogni caso sai che non puoi dubitare del nostro essere con te, nel tuo impegno di aiuto e verità a chi soffre.Noi ci limitiamo, forse non siamo così dentro il problema dei poveri del mondo, ma cerchiamo nella nosra vita di esserci: a scuola io ho occhi di bambini famelici di vita e di conoscenza, situazioni molto crude da seguire e facilitare nel difficile percorso della migrazione. Che il Natale ti rafforzi nel tuo impegno e ti faccia sempre riconoscere l’essenziale della vita, che forse a noi sfugge, ma che non é mai lontano dalla vera solidarietà e dal vero amore per i più poveri. Un abbraccio forte, in attesa di rivederti, assieme agli auguri fraterni più cari. Francesco e Mariagrazia, Francesca e Valentina
25 dicembre 2009 alle 20:56
Una grotta. Degli animali. Dei pastori, gente che emigra.
Degli angeli, messaggeri di una buona novella.
Giuseppe uomo di coraggio e di fede.
Maria, la donna che ha accolto il Signore e gli ha dato la vita.
Un bambino, l’Emmanuele, Dio con noi, nato migrante …
Ricordo di una notte lontana?
Oggi milioni di uomini sono assetati di giustizia,
milioni costretti ad emigrare alla ricerca di uno spazio vitale.
Uomini che reclamano il diritto di costruire la loro storia.
Il diritto di essere uomini.
Natale è Dio che posa la sua dimora fra noi.
È oggi, è adesso. È ovunque l’uomo è amato,
ovunque il povero e lo straniero sono trattati da uomini.
Ovunque degli avversari si riconciliano o dove la giustizia
e la pace sono promosse o dove la solidarietà è realizzata.
Là è il Signore che viene.
26 dicembre 2009 alle 19:40
CARO FRANCESCO,IERI TI ABBIAMO SENTITO CON NOI GRAZIE ANCHE AL CALENDARIO. TI ABBIAMO VISTO DIETRO OGNI FOTO E CI SIAMO COMMOSSI.MANCAVI SOLO TU. CI SAREBBE PIACIUTO CHE TU FOSSI CON NOI PER CONDIVIDERE IL PRIMO NATALE DEL PICCOLO ALASSANDRO. ABBIAMO TRASCORSO TUTTA LA GIORNATA CON LA FAMILIA DELLA SORELLA DI WALTER FINO A NOTTE FONDA GODENDO DELLA PRESENZA AMICHEVOLE UNO DELL’ALTRO.
NOI TUTTI STIAMO BENE; IL PICCOLO ALESSANDRO A GIA’ FATTO DUE DENTINI E CRESCE IN PESO E ALTEZZA.
TIINVIO IL MESSAGGIO CHE NEERA CI HA INVIATO IL GIORNO DI NATALE, CHE SI ADATTA PERFETTAMENTE ALLA NOSTRA AMICIZIA:
Penso che nessun altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico,
la gioia della sua confidenza
o l’immenso sollievo di esserti confidato con lui
con assoluta tranquillità: appunto perchè amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti. (padre David Maria Turoldo)
GRAZIE DI ESSERE MISSIONARIO ANCHE PER NOI. UN ABBRACCIO FRATERNO.
WALTER-ASSUNTA-VALENTINA-ANTONIO-FRANCESCA-MICAEL-ALESSANDRO-MARIALETIZIA-MAURO-ANDREA-RAFFAELE-AGNESE-MATTEO-PEPPINO- ROSELLA- NONNE MARIA E PAOLA.
26 dicembre 2009 alle 22:38
carissimo francesco
grazie per le tue bellissime parole e per la profondità della tua esperienza di vita…
grazie, grazie e grazie ancora
FELICE SANTO NATALE
Fede e Andre
28 dicembre 2009 alle 16:50
Grazie Francesco perché condividi con noi la gioia e la profondità del silenzio del deserto. Ci dai quella pace che ci manca e di cui abbiamo tanto bisogno, testimoni anche a noi la profondità della vita e dell’amore vero.
Grazie di condividere con noi tutto questo.
Nonostante la lontananza e la difficoltà di comunicazione, anche noi ti pensiamo e ci manca la tua presenza fisica tra di noi, ma sentiamo che stai vivendo un’esperienza incomparabile di accoglienza e di amore.
Ti formuliamo un augurio di ogni bene, di pace e di serenità, di avere la forza di continuare nella missione e di superare i momenti difficili che anche tu incontri, nella speranza di riabbracciarti presto
Antonella e famiglia
14 gennaio 2010 alle 16:21
Ciao Francesco,
Gina mi ha dato notizie di te… quanto tempo è passato!!!
Vorrei unirmi anch’io agli auguri di un sereno 2010 e spero di incontrarti appena tornerai…
Un caro saluto a presto
Anna Maria e Luciano