DALL’AFRICA: ” I NOSTRI CUGINI HAITIANI…”

“I nostri cugini haitiani, discendenti di schiavi originari dall’Africa nera, sono stati colpiti da una terribile tragedia: non bastano i messaggi di compassione dei nostri governanti, non possiamo nasconderci dietro la nostra povertà per evitare di soccorrere”: lo scrive – ricordando la storia prima Repubblica nera a conquistare l’indipendenza il 1° Gennaio 1804 – la testata elettronica “Camerounlink”. E il Forum della Rinascita africana (Fora), associazione continentale di intellettuali, aggiunge: “Oggi più che mai Haiti ha bisogno dell’Africa: i popoli africani, l’Unione Africana, i capi di stato e di governo africani devono organizzare ogni forma di aiuto possibile per venir in soccorso ed esser solidali con la patria di Toussaint Louverture” affinché “gli haitiani possano percepire la forza dei legami che ci uniscono a loro”. L’articolo della testata camerunense sottolinea “la storia, le basi comuni delle nostre culture che devono spingere l’Africa a condividere i momenti di sofferenza con i nostri fratelli e sorelle, anche con quei pochi mezzi che abbiamo. Se non possiamo inviare fondi e soldati, mobilitiamo i nostri uomini!”. I legami storici tra il continente e Haiti sono ricordati con forza da Kadiatou Konaré, figlia dell’ex-presidente del Mali Alpha Oumar Konaré e fondatrice della casa editrice ‘Cauris’: “Oggi, come non sentirsi haitiano? Haiti, simbolo della nostra fierezza riconquistata di essere Neri. Eppure Haiti non ha mai smesso di pagare il prezzo forte della sua indipendenza, della sua posizione strategica nella lotta contro la schiavitù sia nelle colonie delle Americhe che nella conquista delle sovranità nazionali in Africa”. Sul sito ‘Journal du Mali.com’ la Konaré sollecita la solidarietà dei popoli e dei governi del continente affinché “la nostra prima Repubblica indipendente non affondi. Haiti è un esempio per il suo coraggio, per la speranza che rappresenta”. Il portale d’informazione dei camerunensi in Belgio ha scelto le parole di Aimé Césaire, poeta francese originario della Guadalupe nonché fondatore del movimento letterario della ‘Negritudine’, per testimoniare la sua vicinanza all’isola Hispaniola : “Povera Africa! Povera Haiti! Del resto è la stessa cosa (…) Non ho mai dimenticato che quest’isola ha conquistato la libertà ormai 200 anni fa, non le è stata data. Gli haitiani hanno lottato per ottenerla. Bisogna insistere sul fatto che l’hanno conquistata non solo per loro ma per tutti noi. Dobbiamo esserne loro riconoscenti”. L’articolo prosegue con un’analisi più politica delle carenze delle infrastrutture di Haiti, presenti anche in Africa e nei paesi del Sud del mondo in generale. Un problema che rende più difficile sia la prevenzione sia la risposta a simili eventi: “I nostri governi, più propensi a stringere legami di complicità con i predoni delle nostre ricchezze dovrebbero servirsi della tragedia che ancora una volta affligge i nostri fratelli haitiani per riflettere sulla gestione da loro scelta”. [VV]

Scrivi un commento