Visita a Tajoura ed Obok
Venerdì 5 Marzo siamo scesi dalla montagna percorrendo a ritroso il sentiero dell’andata ed abbiamo proseguito il nostro itinerario verso Tajoura, una città sul mare a Nord del Gibuti. Dopo circa un’oretta di macchina ed una sosta per ammirare lo splendido mare siamo giunti a Tajoura dove è presente un’altra missione diocesana. In tale missione vivono fratel Bruno ed una coppia di sposi francesi che gestiscono la scuola presente all’interno di tale missione, dove si insegnano agli studenti diverse arti e mestieri: informatica, elettricista, muratore, falegname. Al nostro arrivo siamo stati accolti calorosamente ed abbiamo potuto riposare e bere qualcosa di fresco. Qui abbiamo salutato Ibrahim che doveva tornare a Gibuti per lavorare. E’ una persona davvero speciale, ci ha salutato in maniera molto calorosa dicendoci che avrebbe pregato Allah per noi. Noi gli abbiamo assicurato che avremmo pregato Dio per lui e per la sua famiglia. La preghiera ci farà sentire fratelli, figli dell’unico Dio di Abramo. Durante la nostra permanenza a Tajoura (due notti 5 e 6 Marzo) ci siamo recati ad una spiaggia stupenda: “Sable Blanc”, un posto magnifico dove la pace e la tranquillità regnano e dove si può toccare con mano la bellezza del creato. In questo mare inizia la barriera corallina che poi continua lungo tutto il Mar Rosso. Abbiamo fatto il bagno immergendoci in quest’acqua trasparente e muniti di maschera abbiamo potuto ammirare i coralli, i pesci colorati, le conchiglie… Domenica 7 Marzo dopo aver ringraziato e salutato abbiamo ripreso il nostro tragitto verso Obock dove si trova un’altro centro di missione. Obok ci ha colpito particolarmente, è un piccolo villaggio di pescatori, è proprio sul mare! La sera abbiamo fatto un giro per il paese e abbiamo ritrovato tutto quello che padre Renato ha scritto nel suo bel libro “Lettere da Gibuti”, le capre sono padrone di qualsiasi luogo, una piazzetta ne era talmente piena che l’abbiamo ribattezzata piazza capre. Il nostro passeggio è proseguito poi per “via Roma”: la via centrale del paese dove ci sono tanti piccoli ristoranti (un tavolo di legno e tre panche messe attorno), negozietti che vendono un po’ di tutto, questa via è popolatissima la gente è tutta qui, si riposa mangia e chiacchera. Ad Obock siamo stati accolti dalle due suore indiane che vivono nella missione, noi abbiamo alloggiato nella casa degli ospiti dove abbiamo passato la notte; tale dimora non si trova all’interno della missione, ma dentro il villaggio di Obock ed è una baracca in muratuta. La notte è stata abbastanza travagliata e l’abbiamo vissuta tra il rumore delle migliaia di capre presenti per le strade, l’abbaiare dei cani, il grido del muezim che richiamava alla preghiera alle 4,15 del mattino e i rumori della natura … Alle 6,00 sveglia e poi S. Messa rigorosamente in francese nella cappella della missione. Celebrare l’Eucarestia tutti i giorni in francese ci ha fatto assaporare la bellezza dell’universalità della chiesa e nonostante le difficoltà linguistiche iniziali ci siamo sentiti in comunione con tutta la chiesa mondiale e con Cristo.
Alla prossima puntata.
Ai ragazzi dlla scuola di avviameto professionale abbiamo regalato 30 calcolatrici scientifiche per poter sviluppare i loro studi,grazie ai vostri aiuti(nota di P.F)

