Riflettendo con…P.Stefano Camerlengo IMC

UN MISSIONARIO DELLA CONSOLATA, SULLE “SENTINELLE DEL MATTINO”

Chiesa e Missione, Brief

“I missionari sono come le “sentinelle del mattino”, perché vivono ai confini geografici, sociali, culturali, ambientali, politici…proprio perché, per vocazione, vivono situazioni di limiti, i missionari riescono a cogliere i segni premonitori dei tempi e sono sempre pronti a cercare delle risposte alle sfide epocali, come anche oggi in questa crisi che tocca tutti gli aspetti della convivenza umana, sociale, ambientale, religiosa e finanziaria…I missionari, però, non sono tutti uguali; difatti ci sono quelli che creano eventi, a volte carismatici, sorprendenti e originali allo scopo di scuotere l’immaginario degli altri, provocarli e stimolarli per uscire dagli schemi stereotipi; altri invece vivono la loro fedeltà alla missione nella quotidianità, nella semplicità della testimonianza e nel nascondimento. Questi due modi di affrontare le sfide sono ambedue necessari e non devono essere contrapposti, anzi devono articolarsi sempre più – meglio se si realizzano nella vita di ogni missionario – mettendo bene a fuoco prima di tutto l’obiettivo della missione, che è quello di promuovere la vita in abbondanza per tutti, soprattutto per i poveri; in secondo luogo creare fraternità universale, tessendo quella rete di rapporti umani, sociali, interculturali per superare ogni frammentarietà e autoreferenzialità e tendere al progetto del Dio di Gesù Cristo che vuole formare una unica e grande famiglia universale. Il più grande equivoco per un missionario, laico o consacrato, uomo o donna, giovane o anziano, è quello di pensare che sia il luogo geografico a determinare il suo impegno, l’intensità e la qualità della sua azione; oppure pensare che per raggiunti limiti di età, per circostanze varie possa ritirarsi a vita privata e in un certo senso pensare che la “sua” missione sia compiuta. Il missionario sa che la vocazione è un dono e per questo rimane tale sempre e dovunque: in Africa, in Asia, in America, in Europa; solo che a differenza del passato deve tenersi allenato a vivere e a pensare sempre più in un contesto di missione globale”.

[Incipit dell'articolo "Vivere la missione in tempi di crisi" di padre Stefano Camerlengo (Istituto Missionari della Consolata, IMC), pubblicato sul sito ufficiale della Congregazione; continua più avanti] [PMB]

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