10 settembre – i volti della povertà
sabato 10 settembre 2011puff, che stanchezza… per fortuna oggi ci siamo presi una giornata per riposare un po’. Tra il caldo spossante e alcuni intestini che imploravano pietà abbiamo deciso di rimanere qui all’ “ecole”. Anche perchè domani partiremo, andiamo a fare qualche giorno fuori. Attraverseremo chilometri e chilometri di strada che taglia deserto facendo tappa alle varie missioni sparse nel Gibuti. ATTENZIONE, avverto mamme, amici e morosi, per qualche giorno non avrete più nostre notizie! Potrete ricominciare a seguirci da mercoledi’… e mi raccomando, non intasateci il sito di commenti!! scherzo :P
ma tornando alla giornata di oggi… beh, in fin dei conti non si puo’ dire che ci siamo girati i pollici… affatto! Abbiamo preso l’occasione per fare un po’ più di servizio alla “pouponnière”. E, fidatevi, non è un lavoro cosi’ rilassante!! C’è molto da fare con pappine, pianti e pannolini, senza contare che questi bambini hanno molto bisogno d’affetto …e comunque, a stare qui’ non c’è mai tempo perso! Anche i momenti di pausa, quando si mangia, si viaggia o ci si riposa, sono sempre occasioni per parlare, confrontarci, conoscerci tra di noi, accendere dibattiti… e fare due risate
Il tema di oggi era la poverta’. La non ricchezza. Poverta’ materiale, ma anche poverta’ che risiede nella parte più profonda dell’ uomo. A questo punto non possiamo non raccontarvi dell’ esperienza fatta qualche giorno fa alla baraccopoli. Qualcuno nei commenti ha chiesto chi è Ibraim. Ibraim è un padre di famiglia che abita in una casa composta da due stanze buie, grandi tre metri quadrati, fatte di muratura e lamiera. è sempre circondato da una ventina di bambini, di cui undici sono suoi figli, ma non si ricorda bene quali sono. Ibraim è un fortunato, perchè ha trovato lavoro in città, possiede una mucca, una capra, e riesce a portare un po’ di cibo a casa. E’ indescrivibile il magone che provi quando, seduti sul loro unico tappeto, vedi che stanno stappando delle lattine fresche da offrirti. Loro, che come bagno hanno una latrina comune, che non possiedono niente oltre i vestiti bucati che hanno addosso, si, è loro che guardi negli occhi mentre bevi la cocacola che hanno comprato apposta per te. Diversamente da quello che si pensa, non è pietà quella che si prova, ma ammirazione ed impotenza.
Questa è una esperienza che non capita spesso nella vita, e ce ne ricorderemo per molto tempo. Questa è ricchezza.
..ora vi diamo la buona notte, che ci aspetteranno dei luuuunghi giorni
un bacione a tutti, e… non dimenticate di fare scommesse! ;D

























