13 giugno preghiamo S.ANTONIO che ci faccia trovare la pace-Noi lo abbiamo festeggiato con il vescovo,padovano,nella bella missione di Arta.
Ricorre oggi la festività di sant’Antonio di Padova, ovvero del frate francescano portoghese Fernando Martim de Bulhões e Taveira Azevedo, alias Fernando Buglioni (Lisbona 1195 - Padova, 13 giugno 1231) proclamato anche Dottore della Chiesa, al cui nome è legata la tradizione del “pane benedetto dei poveri” distribuito, ogni anno in questa data non solo sul sagrato della Basilica padovana ma anche in molte Chiese in Italia e nelle comunità italiane all’estero. Con l’emergenza alimentare planetaria in corso, più acuta in tanti paesi del Sud del mondo, l’usanza assume un valore emblematico speciale e può forse suggerire la speranza che alla fine - come vuole una credenza popolare che indica in sant’Antonio colui che aiuta a ritrovare le cose smarrite – una “Tredicina” e un “Sequeri”, dal responsorio latino “Si quaeris” (se chiedi) possano contribuire a trovare il pane necessario a tutti i poveri del mondo. « Si quaeris miracula, mors, error, calamitas, demon, lepra fugiunt… Se miracoli tu brami, fugge error, calamità, lebbra, morte, spirti infami…»
12/6/2008 12.12
GIBUTI-ERITREA: SCONTRI AL CONFINE, SCHERMAGLIE POLITICHE
Sarebbero tuttora in corso gli scontri alla frontiera tra Gibuti e Eritrea: lo sostiene il ministero della Difesa di Gibuti secondo cui negli ultimi tre giorni i combattimenti tra soldati dei due eserciti avrebbero fatto nove morti e oltre 60 feriti tra i soldati gibutiani, con l’arresto di circa un centinaio di militari eritrei. Il ministero della Difesa di Gibuti ha diffuso un appello per il reintegro degli ex-ufficiali e militari congedati “per far fronte all’offensiva bellica” condotta dall’esercito eritreo nella zona di Ras Dumeira, estremo nord-ovest del paese. Accuse smentite dal governo di Asmara che, senza confermare né smentire i combattimenti (non verificabili con fonti indipendenti), rimprovera a Gibuti di voler “trascinare il governo eritreo in un clima di ostilità immotivato”. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri, l’Eritrea si dice “sorpresa” della “campagna diffamatoria messa in atto” dal paese confinante e ribadisce la sua intenzione di non lasciarsi condurre verso “alterchi che hanno lo scopo di insidiare i rapporti di buon vicinato”. Lo stesso presidente eritreo Isaias Afwerki aveva definito le accuse di Gibuti “pura invenzione”. La tensione tra i due paesi del Corno d’Africa è tornata a salire alla fine di marzo quando il governo di Gibuti aveva accusato Asmara di uno sconfinamento nell’area di Ras Doumeira, interpellando in proposito l’Unione Africana (UA), la Lega Araba e il Consiglio di sicurezza dell’Onu che avevano invitato le parti alla calma. Alla luce dei recenti sviluppi, l’UA ha inviato lo scorso fine settimana a Gibuti una missione per verificare la situazione sul campo, ma le conclusioni non sono ancora note. [AdL]
ERITREA-GIBUTI: ONU CONDANNA ‘AZIONE MILITARE’ DI ASMARA
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato, con una dichiarazione adottata all’unanimità, “l’azione militare dell’Eritrea contro Gibuti” alla frontiera tra i due paesi. Il Consiglio “condanna l’azione bellica eritrea a Ras Dumeira e nell’isola di Dumeira” esortando le parti “ad un cessate-il-fuoco immediato”, e in particolare l’Eritrea a “fare prova di autocontrollo riportando le proprie truppe alle posizioni che tenevano prima degli incidenti”. Il Consiglio ha invitato i due paesi a “risolvere per via diplomatica e conformemente al diritto internazionale le dispute di confine”, e incoraggiato il Segretario Generale Ban Ki-moon a “dispiegare con urgenza i suoi buoni uffici per facilitare discussioni bilaterali e far diminuire la presenza militare lungo la frontiera”. Nei giorni scorsi il governo di Gibuti aveva accusato le truppe di Asmara di aver attaccato le proprie postazioni lungo il confine, causando scontri a fuoco e la morte di almeno 9 soldati. L’Eritrea, che non ha né confermato né smentito gli scontri, ha rigettato le accuse di aggressione definendole “infondate”.
AFRICA
13/6/2008 12.21
ERITREA-GIBUTI (2): ANCHE MILITARI FRANCESI ALLA FRONTIERA
Un dispositivo militare francese è stato dispiegato a fianco delle truppe di Gibuti presenti al confine con l’Eritrea teatro negli ultimi giorni di intensi scontri tra gli eserciti dei due paesi. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale (Adi, ‘Agence djiboutienne d’information’), citando fonti militari le quali hanno affermato, senza fornire dettagli sul numero, che “soldati francesi si trovano attualmente a Moulouhlé (una quindicina di chilometri dalla frontiera) con il compito di sostenere l’esercito gibutiano”. Le stesse forze francesi, riferisce sempre l’Adi, “forniscono, da quando sono iniziate le ostilità, appoggio logistico, sanitario” sulla base degli accordi difensivi sottoscritti dai due paesi nel 1977. La notizia non trova per ora conferme da fonti francesi – Parigi ha proprio a Gibuti la sua più importante base militare del continente africano – o internazionali. Intanto, mentre il presidente, Ismail Omar Guelleh, ha detto ai giornalisti che lo aspettavano fuori dall’ospedale militare francese dove nelle scorse ore ha visitato i feriti dei combattimenti con l’esercito eritreo che Gibuti è “assolutamente” in guerra con l’Eritrea, inviti ad abbassare i toni e a risolvere le differenze tra i due paesi col dialogo sono arrivati anche dall’Egitto e dalla Lega Araba. In un appello lanciato ieri sera al termine di un incontro urgente dedicato alle tensioni tra i due paesi del Corno d’Africa, il vice Segretario generale della Lega, Ahmed Ben Helli, ha chiesto ad Asmara di ritirare le sue truppe al più presto, precisando che contatti tra l’organismo pan-arabo e l’Eritrea sono già in corso. Il governo eritreo avrebbe inoltre accettato l’arrivo nel paese di una commissione speciale incaricata di indagare sugli scontri al confine. [MZ]
12/6/2008 18.03
BREVI DALL’AFRICA (R.D. Congo, Burundi, Sao Tomé, Sudan)
R. D. CONGO – E’ stato aggiornato a data da destinarsi il primo processo della Corte penale internazionale (Cpi) contro Thomas Lubanga Dyilo, ex signore della guerra congolese accusato di crimini di guerra e arruolamento di minori. “Il processo non comincerà il 23 giugno come previsto” ha reso noto la Cpi precisando che motiverà la decisione del rinvio e la data della nuova udienza la prossima settimana.
BURUNDI - Il parlamento ha accolto 21 nuovi deputati chiamati a sostituire altrettanti rappresentanti dell’Assemblea destituiti da una sentenza della Corte Costituzionale. I parlamentari destituiti, tutti appartenenti al partito di maggioranza, erano accusati di assenteismo o di essere passati all’opposizione. “Una pratica incostituzionale” secondo l’opposizione per cui queste accuse non possono motivare l’esclusione dai lavori di deputati democraticamente eletti.
SAO TOME E PRINCIPE – Il nuovo governo sarà formato dal Movimento di Liberazione/Partito sociale democratico (Mlstp) seconda forza politica del paese diretta da Rafael Branco. Lo ha annunciato Fradique de Menezes, presidente dell’arcipelago che attraversa una crisi istituzionale dalla caduta del precedente esecutivo, il 20 maggio scorso, in seguito a un voto di sfiducia del parlamento. Branco sarà nominato primo ministro nei prossimi giorni e comincerà le consultazioni per la creazione di una squadra di governo.
R.D. CONGO (2) – Delegazioni della Repubblica democratica del Congo e dell’Uganda si sono incontrate per discutere la definizione dei reciproci confini, all’origine di recenti scaramucce lungo la frontiera. Le consultazioni, che si svolgono a Kinshasa alla presenza di comitati tecnici di entrambe le parti e mirano a raggiungere un accordo risolutivo sulla questione dei confini, si concluderanno domani.
SUDAN - I governi di Khartoum e Pechino hanno firmato otto accordi in materia di cooperazione economica e tecnologica, finanza, agricoltura e sanità pubblica. Le intese, firmate in occasione del viaggio del vicepresidente sudanese Ali Osman Mohamed Taha in Cina, prevedono la costruzione di un ospedale nella regione del Blue Nile con l’assistenza di ingegneri cinesi e la firma di un memorandum d’intesa per i lavoratori cinesi in Sudan.
YEMEN
12/6/2008 20.06
GOLFO DI ADEN: DECINE DI MORTI DALL’INIZIO DI GIUGNO
Sarebbero almeno una cinquantina i migranti africani morti nel tentativo di raggiungere la costa yemenita dall’inizio del mese di giugno, secondo Hussein Haji, console somalo ad Aden. L’8 giugno otto persone sono morte di sete e di fame a bordo di un barcone rimasto per alcuni giorni alla deriva nelle internazionali tra la Somalia e lo Yemen a causa di un’avaria al motore; in un altro incidente, 40 somali ed etiopi sono annegati tentando di raggiungere a nuoto le rive dello Yemen, dopo essere stati costretti ad abbandonare la nave con cui avevano attraversato il golfo di Aden, mentre altri 80 che avevano viaggiato con loro sono sopravvissuti nuotando per almeno tre ore. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), sarebbero oltre 18.000 i migranti che sono arrivati in Yemen e più di 400 i morti in mare.
SOMALIA
12/6/2008 23.01
DIRITTI UMANI: AUMENTANO LE VIOLAZIONI CONTRO I BAMBINI
Sono aumentate costantemente durante lo scorso anno le violazioni dei diritti umani nei confronti dei bambini: lo ha denunciato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in un rapporto presentato oggi al Consiglio di sicurezza, in cui sono riferiti casi di omicidio e di rapimento, reclutamenti forzati e mancato accesso agli aiuti umanitari per coloro che si trovano in condizioni di bisogno. “Violazioni si sono verificate nel contesto del conflitto in corso in Somalia, ma anche singoli individui hanno approfittato della mancanza di uno stato di diritto e della disponibilità di armi per commettere reati violenti nei confronti dei bambini e di altri gruppi vulnerabili della popolazione”, ha detto Ban Ki-moon, che ha accusato sia il governo federale di transizione (Tfg) sia i gruppi anti-governativi di aver commesso gravi crimini contro i minori.