Archivio della Categoria 'Eventi'

BREVI DALL’AFRICA (Malawi, Sudan, Somalia, Rep. Dem. Congo)

Martedì 11 Novembre 2008

MALAWI – Nell’ultimo decennio, la popolazione è aumentata di oltre un quarto superando i 13 milioni di abitanti, nonostante l’alta incidenza di persone affette dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (Sida/aids): lo riferisce il ministro per la Pianificazione economica, Ken Lipenga, comunicando alla stampa i primi risultati del censimento realizzato a giugno e ricordando che nel 1998 gli abitanti del Malawi erano 9,8 milioni.

SUDAN – Un gruppo di uomini armati ha teso un agguato vicino il campo di Geneina Super, nella regione occidentale del Darfur, contro un convoglio di militari della missione congiunta delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana (Unamid), ferendo un “peacekeeper” e danneggiando seriamente un veicolo. Lo riferisce il portavoce dell’Unamid, diffondendo un comunicato nel quale ribadisce l’impegno della missione congiunta per ristabilire la pace in Darfur.

SOMALIA – Una nave cisterna filippina, con 23 persone a bordo, è stata sequestrata da uomini armati al largo delle coste somale, nel golfo di Aden. Il cargo trasporta materiali chimici ed era diretto in Asia, secondo l’Ufficio marittimo internazionale, che ha il compito di ridurre le frodi nei traffici navali e ridurre i rischi di pirateria. Tra l’inizio dell’anno e settembre nel mondo si sono registrati 219 atti di pirateria (tra riusciti e falliti), 81 dei quali nel golfo di Aden.

REP. DEMOCRATICA CONGO – Almeno nove persone sono morte a causa di un’infezione di colera che sta colpendo i campi profughi nella provincia orientale del Nord Kivu. Lo riferisce l’emittente radiofonica Okapi, citando il responsabile sanitario provinciale, Dominique Baabo, secondo il quale la situazione epidemiologica nei luoghi dove sono ospitate le persone in fuga dai combattimenti è “molto preoccupante”.[CO]

KENIA SUORE RAPITE DA BANDITI SOMALI

Martedì 11 Novembre 2008

Non ci sono novità di rilievo su suor Caterina Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, le religiose del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld di Cuneo, rapite nella notte tra domenica e lunedì a Elwak, in Kenya. Secondo fonti somale della MISNA, le due suore sarebbero state condotte in Somalia dal gruppo armato che le aveva sequestrate a Elwak. Intanto, il nunzio apostolico in Kenya, monsignor Alain Paul Lebeaupin, in un’intervista a Radio Vaticana, ha invitato i sequestratori a tornare sui loro passi: “Tutti – ha detto il nunzio – speriamo che, il più rapidamente possibile, siano rilasciate le suore… nello stesso momento, sappiamo che c’è gente che nella zona soffre per una tale situazione, anche e non solo per il rapimento delle suore”. Il nunzio ha sottolineato che non ci sono mai stati problemi con la comunità musulmana, maggioritaria in quella zona del Kenya: “Non ci sono problemi con il mondo dell’islam e questo è importante dirlo” ha detto monsignor Lebeaupin ricordando che l’opera delle due religiose si riflette all’interno di “una presenza anche caritatevole, molto discreta, tutta basata sull’essere accanto alla gente”. L’invito a pregare e ad aspettare in silenzio è stato ribadito dal Movimento cui appartengono le due suore che dalle pagine del suo sito internet ha chiesto ai giornalisti “di non comunicare ipotesi azzardate sul sequestro o supposizioni non fondate su luoghi dove potrebbero trovarsi le rapite”. Per la liberazione di suor Caterina e suor Maria Teresa stanno comunque attivamente collaborando le autorità somale, kenyane e italiane, e il ministero degli Esteri di Roma ha chiesto massimo riserbo.[ GB]

DUNGU: DOPO ATTACCHI RIBELLI UGANDESI, COPRIFUOCO E INSICUREZZA

Martedì 11 Novembre 2008

“In due quartieri di Dungu sono rimaste soltanto capre e cani, gli abitanti si limitano a tornarvi soltanto per poche ore al giorno, poi preferiscono passare la notte in un terzo quartiere ritenuto più sicuro o anche nella foresta”: una fonte locale della MISNA che preferisce mantenere l’anonimato per motivi di sicurezza, descrive con queste parole la situazione nella cittadina della Provincia Orientale (al confine con Repubblica Centrafricana e Sudan), dallo scorso 17 settembre teatro di continue incursioni e violenze dei ribelli ugandesi dell’Esercito del Signore (Lra, Lord’s resistance army). “Dopo un attacco avvenuto il primo novembre sembrava che la gente stesse lentamente facendo ritorno – ha aggiunto la fonte - ma a due settimane da allora e con notizie di violenze che arrivano da altre parti della regione, in molti hanno preferito cercare un rifugio se non trasferirsi temporaneamente altrove”. Da una settimana a Dungu è entrato in vigore il coprifuoco e l’esercito, presente in città e nei dintorni con 2000 militari, ha cominciato a pattugliare le strade anche durante la notte. Ciononostante i ribelli continuano a muoversi liberamente, hanno loro sentieri, usano telefoni satellitari per tenersi in contatto tra loro, hanno perfino piccoli pannelli solari per ricaricare le batterie dei cellulari. A seguito delle loro incursioni, diversi civili sono stati uccisi – più di 20 hanno sicuramente perso la vita a Dungu il primo novembre – e decine sono gli adolescenti rapiti di cui non si conosce la sorte. Una situazione di precarietà aggravata dall’impossibilità dei contadini di poter lavorare le loro terre: “In questo momento – conclude la fonte della MISNA – sarebbe il momento di raccogliere il riso, ma nessuno lo sta facendo; così se al momento non ci sono emergenze alimentari e sanitarie, non è detto che la situazione rimanga la stessa nei prossimi mesi a meno di una cessazione delle ostilità”. [ GB]

RICORDANDO ABBA (3): “ADDIO FRATELLO”

Martedì 16 Settembre 2008

Manifestazioni di vario genere, istituzionali e spontanee, dovute anche all’esclusione dell’aggravante dell’odio razziale dalle procedure giudiziarie a carico dei responsabili dell’assurdo delitto, sono in corso stasera: a Milano, con un presidio a piazza San Babila, e a Cernusco sul Naviglio, il paese alla periferia del capoluogo lombardo dove viveva Abba, il ragazzo ucciso ieri a sprangate in testa. “Addio fratello” è scritto su uno dei due cartelloni che Prince, un giovane grafico, uno dei migliori amici di Abba, porta con sé mentre sta prendendo il treno per Cernusco. Prince, che preferisce non precisare il suo cognome (ed è significativo) dice alla MISNA: “Il punto non è essere neri o bianchi, il punto è che non si può morire per un biscotto”. Ha preparato anche un altro cartellone più duro e polemico: “Meglio uno ‘sporco negro’ che un bianco assassino bastardo” e aggiunge: “Immagino che quest’ultimo creerà qualche reazione, ma vedendo giornali che già cominciano a scrivere che era un ladro, è bene ricordare che c’è stata una persona barbaramente uccisa, che ci sono il dramma di una famiglia e la disperazione di una fidanzata. Poi, ripeto, buoni e cattivi possono essere di qualunque colore”. Secondo Prince, Abba era “un ragazzo buono… di cuore”. Con Prince ci sono gli amici di Lecco, Varese, Milano: “A Cernusco ricorderemo Abba – dice ancora il ragazzo terminando la breve telefonata – un ragazzo originario del Burkina Faso ma da sempre in Italia, cittadino italiano, precario, che il fine settimana, se poteva, andava a ballare”. A Cernusco, Abba aveva casa insieme a una sorella e tre fratelli; suo padre Assane Guibre – giunto in Italia 30 anni fa - lavora in una fabbrica di ascensori e l’ultima volta che si erano visti avevano parlato proprio di futuro, di lavoro. Abba aveva il diploma di scuola media, aveva studiato per due anni al Centro di formazione professionale di Gorgonzola, poi si era iscritto a un’agenzia di lavoro interinale. Quindi una vita da precario, con mille lavoretti alle spalle, come tanti suoi coetanei. Intanto, quando la notte è già calata, alla MISNA arriva una telefonata di Prince, si sente un vociare confuso, slogan urlati a squarcia gola e lui che dice: “Ci stiamo facendo sentire, devono capire che così non può andare avanti”. [GB] [CO]

SCONTRI ARMATI AL CONFINE TRA L’ESERCITO DI GIBUTI E QUELLO DELL’ERITREA - PREGHIAMO LA CONSOLATA PER LA PACE

Venerdì 13 Giugno 2008

13 giugno preghiamo S.ANTONIO che ci faccia trovare la pace-Noi lo abbiamo festeggiato con il vescovo,padovano,nella bella missione di Arta.

Ricorre oggi la festività di sant’Antonio di Padova, ovvero del frate francescano portoghese Fernando Martim de Bulhões e Taveira Azevedo, alias Fernando Buglioni (Lisbona 1195 - Padova, 13 giugno 1231) proclamato anche Dottore della Chiesa, al cui nome è legata la tradizione del “pane benedetto dei poveri” distribuito, ogni anno in questa data non solo sul sagrato della Basilica padovana ma anche in molte Chiese in Italia e nelle comunità italiane all’estero. Con l’emergenza alimentare planetaria in corso, più acuta in tanti paesi del Sud del mondo, l’usanza assume un valore emblematico speciale e può forse suggerire la speranza che alla fine - come vuole una credenza popolare che indica in sant’Antonio colui che aiuta a ritrovare le cose smarrite – una “Tredicina” e un “Sequeri”, dal responsorio latino “Si quaeris” (se chiedi) possano contribuire a trovare il pane necessario a tutti i poveri del mondo. « Si quaeris miracula, mors, error, calamitas, demon, lepra fugiunt… Se miracoli tu brami, fugge error, calamità, lebbra, morte, spirti infami…»

 

12/6/2008   12.12    
GIBUTI-ERITREA: SCONTRI AL CONFINE, SCHERMAGLIE POLITICHE
 Sarebbero tuttora in corso gli scontri alla frontiera tra Gibuti e Eritrea: lo sostiene il ministero della Difesa di Gibuti secondo cui negli ultimi tre giorni i combattimenti tra soldati dei due eserciti avrebbero fatto nove morti e oltre 60 feriti tra i soldati gibutiani, con l’arresto di circa un centinaio di militari eritrei. Il ministero della Difesa di Gibuti ha diffuso un appello per il reintegro degli ex-ufficiali e militari congedati “per far fronte all’offensiva bellica” condotta dall’esercito eritreo nella zona di Ras Dumeira, estremo nord-ovest del paese. Accuse smentite dal governo di Asmara che, senza confermare né smentire i combattimenti (non verificabili con fonti indipendenti), rimprovera a Gibuti di voler “trascinare il governo eritreo in un clima di ostilità immotivato”. In un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri, l’Eritrea si dice “sorpresa” della “campagna diffamatoria messa in atto” dal paese confinante e ribadisce la sua intenzione di non lasciarsi condurre verso “alterchi che hanno lo scopo di insidiare i rapporti di buon vicinato”. Lo stesso presidente eritreo Isaias Afwerki aveva definito le accuse di Gibuti “pura invenzione”. La tensione tra i due paesi del Corno d’Africa è tornata a salire alla fine di marzo quando il governo di Gibuti aveva accusato Asmara di uno sconfinamento nell’area di Ras Doumeira, interpellando in proposito l’Unione Africana (UA), la Lega Araba e il Consiglio di sicurezza dell’Onu che avevano invitato le parti alla calma. Alla luce dei recenti sviluppi, l’UA ha inviato lo scorso fine settimana a Gibuti una missione per verificare la situazione sul campo, ma le conclusioni non sono ancora note. [AdL]
ERITREA-GIBUTI: ONU CONDANNA ‘AZIONE MILITARE’ DI ASMARA
 Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato, con una dichiarazione adottata all’unanimità, “l’azione militare dell’Eritrea contro Gibuti” alla frontiera tra i due paesi. Il Consiglio “condanna l’azione bellica eritrea a Ras Dumeira e nell’isola di Dumeira” esortando le parti “ad un cessate-il-fuoco immediato”, e in particolare l’Eritrea a “fare prova di autocontrollo riportando le proprie truppe alle posizioni che tenevano prima degli incidenti”. Il Consiglio ha invitato i due paesi a “risolvere per via diplomatica e conformemente al diritto internazionale le dispute di confine”, e incoraggiato il Segretario Generale Ban Ki-moon a “dispiegare con urgenza i suoi buoni uffici per facilitare discussioni bilaterali e far diminuire la presenza militare lungo la frontiera”. Nei giorni scorsi il governo di Gibuti aveva accusato le truppe di Asmara di aver attaccato le proprie postazioni lungo il confine, causando scontri a fuoco e la morte di almeno 9 soldati. L’Eritrea, che non ha né confermato né smentito gli scontri, ha rigettato le accuse di aggressione definendole “infondate”.
AFRICA
13/6/2008   12.21    
ERITREA-GIBUTI (2): ANCHE MILITARI FRANCESI ALLA FRONTIERA
 Un dispositivo militare francese è stato dispiegato a fianco delle truppe di Gibuti presenti al confine con l’Eritrea teatro negli ultimi giorni di intensi scontri tra gli eserciti dei due paesi. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale (Adi, ‘Agence djiboutienne d’information’), citando fonti militari le quali hanno affermato, senza fornire dettagli sul numero, che “soldati francesi si trovano attualmente a Moulouhlé (una quindicina di chilometri dalla frontiera) con il compito di sostenere l’esercito gibutiano”. Le stesse forze francesi, riferisce sempre l’Adi, “forniscono, da quando sono iniziate le ostilità, appoggio logistico, sanitario” sulla base degli accordi difensivi sottoscritti dai due paesi nel 1977. La notizia non trova per ora conferme da fonti francesi – Parigi ha proprio a Gibuti la sua più importante base militare del continente africano – o internazionali. Intanto, mentre il presidente, Ismail Omar Guelleh, ha detto ai giornalisti che lo aspettavano fuori dall’ospedale militare francese dove nelle scorse ore ha visitato i feriti dei combattimenti con l’esercito eritreo che Gibuti è “assolutamente” in guerra con l’Eritrea, inviti ad abbassare i toni e a risolvere le differenze tra i due paesi col dialogo sono arrivati anche dall’Egitto e dalla Lega Araba. In un appello lanciato ieri sera al termine di un incontro urgente dedicato alle tensioni tra i due paesi del Corno d’Africa, il vice Segretario generale della Lega, Ahmed Ben Helli, ha chiesto ad Asmara di ritirare le sue truppe al più presto, precisando che contatti tra l’organismo pan-arabo e l’Eritrea sono già in corso. Il governo eritreo avrebbe inoltre accettato l’arrivo nel paese di una commissione speciale incaricata di indagare sugli scontri al confine. [MZ]
 

 

12/6/2008   18.03    
BREVI DALL’AFRICA (R.D. Congo, Burundi, Sao Tomé, Sudan)
 R. D. CONGO – E’ stato aggiornato a data da destinarsi il primo processo della Corte penale internazionale (Cpi) contro Thomas Lubanga Dyilo, ex signore della guerra congolese accusato di crimini di guerra e arruolamento di minori. “Il processo non comincerà il 23 giugno come previsto” ha reso noto la Cpi precisando che motiverà la decisione del rinvio e la data della nuova udienza la prossima settimana.
 

BURUNDI - Il parlamento ha accolto 21 nuovi deputati chiamati a sostituire altrettanti rappresentanti dell’Assemblea destituiti da una sentenza della Corte Costituzionale. I parlamentari destituiti, tutti appartenenti al partito di maggioranza, erano accusati di assenteismo o di essere passati all’opposizione. “Una pratica incostituzionale” secondo l’opposizione per cui queste accuse non possono motivare l’esclusione dai lavori di deputati democraticamente eletti.
 

SAO TOME E PRINCIPE – Il nuovo governo sarà formato dal Movimento di Liberazione/Partito sociale democratico (Mlstp) seconda forza politica del paese diretta da Rafael Branco. Lo ha annunciato Fradique de Menezes, presidente dell’arcipelago che attraversa una crisi istituzionale dalla caduta del precedente esecutivo, il 20 maggio scorso, in seguito a un voto di sfiducia del parlamento. Branco sarà nominato primo ministro nei prossimi giorni e comincerà le consultazioni per la creazione di una squadra di governo.

R.D. CONGO (2) – Delegazioni della Repubblica democratica del Congo e dell’Uganda si sono incontrate per discutere la definizione dei reciproci confini, all’origine di recenti scaramucce lungo la frontiera. Le consultazioni, che si svolgono a Kinshasa alla presenza di comitati tecnici di entrambe le parti e mirano a raggiungere un accordo risolutivo sulla questione dei confini, si concluderanno domani.
SUDAN - I governi di Khartoum e Pechino hanno firmato otto accordi in materia di cooperazione economica e tecnologica, finanza, agricoltura e sanità pubblica. Le intese, firmate in occasione del viaggio del vicepresidente sudanese Ali Osman Mohamed Taha in Cina, prevedono la costruzione di un ospedale nella regione del Blue Nile con l’assistenza di ingegneri cinesi e la firma di un memorandum d’intesa per i lavoratori cinesi in Sudan.
 

YEMEN
12/6/2008   20.06    
GOLFO DI ADEN: DECINE DI MORTI DALL’INIZIO DI GIUGNO
 Sarebbero almeno una cinquantina i migranti africani morti nel tentativo di raggiungere la costa yemenita dall’inizio del mese di giugno, secondo Hussein Haji, console somalo ad Aden. L’8 giugno otto persone sono morte di sete e di fame a bordo di un barcone rimasto per alcuni giorni alla deriva nelle internazionali tra la Somalia e lo Yemen a causa di un’avaria al motore; in un altro incidente, 40 somali ed etiopi sono annegati tentando di raggiungere a nuoto le rive dello Yemen, dopo essere stati costretti ad abbandonare la nave con cui avevano attraversato il golfo di Aden, mentre altri 80 che avevano viaggiato con loro sono sopravvissuti nuotando per almeno tre ore. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), sarebbero oltre 18.000 i migranti che sono arrivati in Yemen e più di 400 i morti in mare.
 

SOMALIA
12/6/2008   23.01     
DIRITTI UMANI: AUMENTANO LE VIOLAZIONI CONTRO I BAMBINI
 Sono aumentate costantemente durante lo scorso anno le violazioni dei diritti umani nei confronti dei bambini: lo ha denunciato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in un rapporto presentato oggi al Consiglio di sicurezza, in cui sono riferiti casi di omicidio e di rapimento, reclutamenti forzati e mancato accesso agli aiuti umanitari per coloro che si trovano in condizioni di bisogno. “Violazioni si sono verificate nel contesto del conflitto in corso in Somalia, ma anche singoli individui hanno approfittato della mancanza di uno stato di diritto e della disponibilità di armi per commettere reati violenti nei confronti dei bambini e di altri gruppi vulnerabili della popolazione”, ha detto Ban Ki-moon, che ha accusato sia il governo federale di transizione (Tfg) sia i gruppi anti-governativi di aver commesso gravi crimini contro i minori.
 

 

IL ‘68 NELLA CHIESA

Mercoledì 11 Giugno 2008

L’anno in cui Dio scese all’Inferno 

Se a 40 anni di distanza il ‘68 è di nuovo oggetto di attacchi di particolare virulenza, una ragione ci deve essere. Ed è, probabilmente, quella che attraverso l’attacco alle ragioni ideali di quella stagione di lotte (come di altre) si intende squalificare anche coloro che oggi continuano a battersi affinché – almeno in parte – quel patrimonio di energie, di istanze, di conquiste, nonché l’aspirazione stessa alla giustizia sociale, l’insofferenza verso ogni dogmatismo, la critica di ogni potere o gerarchia possa continuare ad avere cittadinanza. Vale la pena, allora, al di là della retorica delle celebrazioni, continuare a far parlare il ’68, e precisamente il ’68 vissuto e sofferto all’interno della Chiesa cattolica in Italia. Dobbiamo quindi premettere che il vero ’68, nella Chiesa, comincia nel 1965, quando, con la chiusura del Concilio, si innescò un processo di rinnovamento che a fatica - e al prezzo di una durissima repressione - riuscirà a mettere in discussione un apparato rimasto sostanzialmente immutato dai tempi della Controriforma. Se il ‘68 degli studenti non risparmiò nessuno dei simulacri del potere borghese, dai giornali ai tribunali, dalle fabbriche alla scuola, dal mondo della cultura alla famiglia, dall’università ai partiti politici (compresi – anzi, soprattutto – quelli della sinistra istituzionale), nella Chiesa il ‘68 mise in discussione il simbolo stesso della sacralità e dell’immutabilità dell’istituzione: la gerarchia cattolica. E la scintilla divenne incendio, grazie a figure come don Milani, padre Camillo Da Piaz, padre David Maria Turoldo, padre Ernesto Balducci, solo per citare i più noti. E grazie anche ai teologi del postconcilio, a quelli del Terzo Mondo, agli esponenti della Chiesa latinoamericana di Medellín, alle migliaia di credenti che sui sagrati e nelle Chiese di tutta Europa celebravano liturgie alternative, che incarnavano la volontà di cambiamento nella scelta di stare dalla parte degli oppressi. 

Certo, non mancarono segnali di un potere che non era disposto a cedere: basti pensare alla “rimozione forzata” del card. Lercaro, arcivescovo di Bologna, a causa della sua opposizione alla guerra in Vietnam), o alla chiusura dell’Avvenire d’Italia

Ci fu poi con don Giussani la nascita, sulle ceneri di Gioventù Studentesca, di Comunione e Liberazione che assumeva, come altri movimenti, le forme e gli slogan del ‘68, ma che veicolava contenuti reazionari. Ciononostante la contestazione assumeva, anche nella Chiesa, le proporzioni di un fenomeno di massa. E si espandeva a macchia d’olio: a Trento, un gruppo di giovani cattolici organizzò un controquaresimale di fronte al Duomo (in quella stessa città si era appena conclusa l’occupazione della facoltà di Sociologia, sostenuta da 9 preti iscritti alla facoltà); ci fu la contestazione degli studenti della Cattolica, a Roma, in piazza S. Pietro (la Cattolica verrà occupata 4 volte e l’ultima durerà 15 giorni con il Rettore chiuso nel suo ufficio); la nascita, a Torino, della comunità del Vandalino e a Genova del movimento dei Camillini (che iniziò la contestazione al card. Siri) e, successivamente, della comunità di Oregina intorno a padre Agostino Zerbinati; a Udine si iniziò a stampare I quattro gatti, un giornale fatto da credenti posizionati sulla linea del dissenso; a Napoli nacque Il tetto, guidato da Pasquale Colella; a Verona, i giovani francescani del convento di San Bernardino contestavano le logiche mondane del loro Ordine. A novembre, il Consiglio pastorale della diocesi di Ivrea si pronunciò contro la partecipazione azionaria del Vaticano alla Lancia. Intanto le Acli prendevano le distanze dal collateralismo con la Dc, mentre l’Azione Cattolica di Vittorio Bachelet si preparava alla grande svolta della “scelta religiosa” (1969). A Roma, intanto, muoveva i primi passi l’Agenzia di stampa Adista considerata subito voce della sinistra cristiana e in seguito del dissenso cattolico e delle Comunità di Base. Il clou arrivò in settembre, quando giovani cattolici (alcuni della Fuci) occupano la cattedrale di Parma per denunciare i finanziamenti delle banche alla Chiesa. La parrocchia dell’Isolotto di Firenze, insieme ad altre due parrocchie fiorentine, espresse solidarietà agli occupanti. Il card. Ermenegildo Florit, colse al volo l’occasione per destituire i preti dell’Isolotto don Enzo Mazzi 

 

IN ATTESA DELLA ‘’PROVIDENZA'’ FRANCESCA E MATTEO

Giovedì 15 Maggio 2008

Potete indovinare come quì si atendono gli amici,gia’ ieri,le suore il Vescovo,i ragazzi della Caritas mi chiedevano dei mie amici ,se e quando arrivavano.Venerdì quì è festa e la nostra cuoca è in vacanza,allora le suore si sono offerte a fare il pranzo per gli amici che arriveranno a Gibuti alle 12,45(ora italiana 11,45)dopo aver fatto uno scalo a Adis Abeba.Auguriamo loro buon viaggio e presto vi daremo notizie del loro arrivo.Preghiamo tutti il Signore che possano fare un bellissimo viaggio e di meravigliosi incontri.A presto nostre notizie

UNA GOCCIA NELL’OCEANO-UN SOGNO REALIZZATO-GRAZIE ALLA PROVVIDENZA CHE SIETE VOI-TORTE ALLA CARITAS DI GIBUTI-

Mercoledì 7 Maggio 2008

Alla Caritas di gibuti i responsabili da anni assistono i ragazzi di strada con vari progetti,ma le ragazze non erono mai entrate a far parte di questi.

Da un mese ci si è accorti che per strada, senza genitori e molto povere ci sono anche le ragazze,e così Suor Anna Missionaria della Consolata ha allestito un programma di alfabetizzazione anche per loro e da qualche settimana una quindicina di ragazze frequentano il centro mattina e pomeriggio e i vari insegnanti si alternano nel prepararle a vivere una vita piu’ decente e umana.

Una settimana fa’ dopo la S.Messa ,incontrandoci con le suore della Consolata per parlare un po’ e stare assieme fraternamente,Sr.Anna mi disse:’’ Ho un sogno per le mie ragazze di strada,vorrei dare loro una possibilita’ di fare qualche soldino per comprarsi scarpe e vestiti e cibo,vorrei insegnare loro a fare delle torte che poi potrebbero vendere al mercato e così aiutarsi un po’ finanziariamente , ma mi manca il forno a gas per iniziare il progetto.’’

Voi sapete quanto sono sensibile ai sogni e mi sembrava davvero bellissimo realizzarlo con lei.Il giorno dopo siamo andati in un negozio di elettrodomestici e con lo sconto di 50 euri con 200 euri abbiamo portato alla Caritas il forno e questa mattina assieme abbiamo vissuto la bella esperienza di vedere ragazzine che fino a poco tempo fa’ bighellonavono per le  strade della citta’ chiedendo soldi ai turisti di passaggio ,attente ad imparare a fare TORTE.

Un quaderno dove scrivono le ricette ,dettate dalla Sr.Anna è la prima fase poi a due ,a due ,dalle piu’ grandicelle alle piu’ piccoline si passa al pratico.(Vedrete nelle foto la loro attenzione e la loro gioia nell’imparare ..questa ‘’magia.’’

Oggi hanno imparato a fare la torta allo yogurt.

Tutto è andato benissimo e dopo tre ore la tre piu’ grandi sono partite per il mercato a vendere i loro sachettini di plastica con una fetta di torta dentro,costo 50 centesimi Franchi di Gibuti.Se li venderanno tutti avranno guadagnato il salario che un operaio guadagna ogni giorno.Non ho aspettato il loro ritorno ma domani sara’ gioia grande per tutte quando si divideranno il ricavato.Dimenticavo di dirvi che prima loro stesse hanno assaggiato il frutto del loro lavoro e vi assicuro che tutte hanno definito la torta ottima.

Il Sogno si è avverato ancora una volta ,perché assieme ci siamo impegnati,senza giudicare chi non si impenga,come dice don Primo Mazzolari.

Grazie e coraggio a tutti ,come i piccoli così i grandi sogni se li facciamo assieme e ci impegnamo,con la Grazia del Signore ,si realizzeranno.

          Forse qualcuno potrebbe dire che è ben poca cosa difronte alla difficolta’ che affliggono il mondo ,ma nel deserto ho visto come le goccioline della rugiada notturna riescono a mantenere in vita grossi alberi che nonostante il caldo infuocato del giorno hanno ancora ,tra le grosse spine ,piccole foglioline verdi; ecco la mia, la vostra vocazione essere nel mondo goccioline di rugiada notturna per i nostri fratelli,lasciamo ad altri essere temporali estivi .Grazie ancora di essere solidali con me e la mia che è anche vostra missione nel mondo oggi.

BARBARA DA LATINA CI TESTIMONIA COME LO SPIRITO MISSIONARIO ANIMA I CUORI ALLA COMUNIONE E ALLA CARITA’

Mercoledì 23 Aprile 2008

 

Sabato 19 e Domenica 20 Aprile 2008, si è tenuta a Borgo Carso(Latina) la I Giornata della Missione, per la raccolta di fondi da destinare al progetto “Sostieni l’Africa con noi”.
 

 
 

Il progetto nasce dalla volontà di realizzare due obiettivi, il primo è sicuramente la raccolta di fondi  da destinare al sostentamento della scuola e dell’ospedale della missione di Isiro in Congo, il secondo, senza il quale il primo sarebbe vano, riguarda la diffusione della cultura della solidarietà.
 

La prima giornata della Missione, quindi, ha visto i volontari :
 

 
 

-        animare le Messe con segni e intenzioni di preghiera di ispirazione missionaria                                                                                                                                                                  
 

-        realizzare un mercatino di beneficenza
 

-        organizzare una pesca di beneficenza
 

 
 

 
 

Le attività, che hanno riscosso un grande successo, sono state realizzate da un gruppo di bimbi e adulti di Borgo Carso e dai giovani di Borgo Podgora.
 

 
 

Nel corso della due giorni missionaria, sono stati raccolti ben 700 €, frutto della pesca, del mercatino, della questua e delle offerte spontanee dei bimbi del catechismo
 

 
 

Ma, soprattutto, ha preso forma una collaborazione interparrocchiale senza precedenti.
 

 
 

La due giorni è stata anche l’occasione per promuovere la raccolta tappi, altra attività che consente di ricavare fondi da inviare in Africa.
 

 
 

Nel corso del 2007, primo anno di realizzazione della raccolta tappi, sono stati costantemente venduti 1900 Kg di tappi, per un totale di 450 €.
 

 
 

Forse qualcuno potrebbe pensare che la spesa non vale l’impresa, noi, invece, crediamo che ne valga la pena.
 

Ce ne danno conferma i sorrisi di questi “campioni”, premiati per l’impegno profuso nel diffondere tra parenti e amici la raccolta dei tappi!
 

 
 

Ce ne dà ragione anche la convinzione che questi piccoli gesti, costantemente ripetuti, mantenere alta l’attenzione sull’iniquità che regola i rapporti tra il nord e il sud del mondo.
 

 
 

A tutti coloro che hanno preso parte alle Messe o alle attività proposte, inoltre, è stata regalata una pergamena, con un messaggio di incoraggiamento a collaborare alla realizzazione del Regno dei cieli sulla terra:
 

L’ANFORA IMPERFETTA – Bruno Ferrero
Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.
L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione: “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”.
“E’ bellissimo, pieno di fiori”.
“Solo grazie a te”, disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada.
Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno…”
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, Dio sa fare meraviglie con le nostre imperfezioni.
 I responsabili del progetto “SOSTIENI l’Africa con noi” ringraziano tutti coloro che hanno generosamente contribuito alle attività del progetto in favore della Missione di Isiro in Congo.
 

Un particolare ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del mercatino di beneficenza e ai parroci per il sostegno al progetto.
 

 
 

Invitiamo tutti a continuare a raccogliere i tappi di plastica e a partecipare alle iniziative che proporremo
 

LINA E OLGA CI SCRIVONO DAL CANADA’

Mercoledì 23 Aprile 2008

Caro p. Francesco, grazie all’idea “dolci”,oggi abbiamo vissuto un pò la Pentecoste:Ci siamo radunati da Olga,molisani ,abruzzesi, calabresi e siciliani portando ognuno la sua specialità di pasticceria, lì, abbiamo preparato dei piccoli vassoi assortiti, poi scambiandoci le ricette li abbiamo comperati, per noi, per parenti e amici non presenti, abbiamo raccolto delle ordinazioni e pregato i presenti di fare un pò il passa-parola.
Ci siamo messi in comunicazione con Roma, Neisu, Gibuti, parlando una sola lingua: quella dell’AMORE.
Poi abbiamo pregato, testimoniato con gioia le meraviglie che il Signore fa, proprio fino ai confini della terra, servendosi di missionari
che generosamente hanno risposto il loro SI a essere testimoni generosi e coraggiosi.Offriamo il nostro deserto cittadino, per accompagnarvi
nella vostra missione. Sempre più vicini nella preghiera vi benediciamo nel nome di Gesù e Maria che saranno guida e sostegno in ogni passo.
con tanto affetto, lina e Olga