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BUON FINE SETTIMANA

venerdì 29 febbraio 2008

Io andro’ a celebrare la domenica con l’unico cristiano (volontario francese che dirige una scuola di alfabetizzazione ) a ALI SABIEH al confine con la Somalia.Attraversamento del desero questa volta di sabbia,150 km.

A lunidì con altre nuove esperienze di fede e di amore per i nostri fratelli,vi chiedo ancora di seguirmi con la preghieravi abbraccio tutti P.Fra

AMICI CARISSMI

sabato 9 febbraio 2008
Amici carisimi,ecco il mio programma per i prossimi giorni.

Lunedi’ mattina con i carissimi amici Arianna e Raffaele andro’ a Roma.Il 13 ho l’appuntamento al Consolato per il visto e il 15 alle 2,35 con un volo Etiopian Airline volero’ ad Adis Abeba dove restero’ qualche ora e se Dio vorra’ alle 12,30 ora locale saro’ a Gibuti.

Ecco il mio indirizzo e tel di Gibuti :MISSIONNAIRES DE LA CONSOLATAROUTE DE L’AEROGARE  -B.P.41 DJIBOUTI-AMBOULI-REP.DE DJIBOUTI   TEL.00253 340936.( Vi sono 3 ore di differenza)

Vi chiedo ancora una preghiera,e se Dio vorra’ qundo arriveranno le rondini ritornero’.ARRIVEDERCI VOSTRO AMICO MISSIONARIO p.FRANCESCO.   MIE NOTIZIE DA GIBUTI POTRETE SEMPRE LEGGERLE QUI’.

Incontro con Suor Carletta Bondi

martedì 2 ottobre 2007

Suor Carletta Bondi è una missionaria della Consolata che vive da anni nella missione di Wanda in Kenya.

Ora si trova per qualche giorno in Italia e domani sera terrà un piccolo incontro per raccontare della sua esperienza e della realtà di missione dove vive.

L’appuntamento è per domani sera 3 ottobre alle ore 20:30 presso la sala parrocchiale di Bulgaria. Siete tutti invitati a partecipare.

DA LUNEDI’ CON TUTTI VOI IN CAMERUN

venerdì 14 settembre 2007

Carissimi,vi chiedo preghiere per il mio viaggio in Camerun.Ritorno ancora tra le nostre amiche Carmelitane per vivere con loro momenti di preghiera.Avevo promesso di ritornare da loro per predicare gli esercizi ,cosi’ ,se il Signore vorrà,lunidi’ sera saro’ da loro e dopo pochi giorni inizieremo gli ESERCIZI SPIRITUALI. Incontrero’ anche i giovani della Parrocchia di Etudi’,e portero’ ,con le magliette animafrica,i vostri saluti e la vostra amicizia.Saro’ di ritorno il 7 ottobre.

Resteremo in comunione tramite la gioia di vivere la stessa fede-speranza-amore per i nostri fratelli africani.Se internet lo permetterà,con Sr.Giovanna cercheremo di inviarvi notizie del nostro cammino spirituale.Conto molto sul vostro ricordo e preghiera.Vi abbraccio tutti P.Francesco

DAL DIARIO DELLA NOSTRA AMICA LUCIA ,HA INCONTRATO P.ANGELO IN COLOMBIA

mercoledì 8 agosto 2007

Sto sorvolando l’oceano Atlantico a 9000 metri d’altezza, rotta Bogotá-Madrid. Guardo dal finestrino lo spettacolo stupendo delle nubi che prendono varie forme ma il mio sguardo va oltre, e la mente ripercorre a ritroso lo stesso viaggio iniziato il 5 maggio 2007.
Tutti sulla stessa barca
Il viaggio che mi porta a Remolino del Caguan, in piena foresta amazzonica, nella missione dove é parroco p.Angelo Casadei, inizia da Bogotá, la capitale della Colombia, e dopo 10 ore con il bus di linea arrivo a Florencia, la capitale del Caquetá, quindi con un pulmino di linea dopo altre 5 ore di strada sterrarta arrivo a Cartagena del Chairá.
Da ora in poi la strada sará il fiume Caguan.
La partenza per Remolino é molto attesa e né la pioggia ed i consueti ed insistenti controlli dell’esericito riescono a turbare la mia serenitá.
Il viaggio via fiume dura 5 ore circa.
La barca o meglio il deslizador, fila veloce lungo questo immenso fiume dove si affaccia la meravigliosa foresta amazzonica che mi lascia incantata e senza fiato.
Ogni tanto attracchaimo in qualche piccolo porticciolo, a volte é solo una piccola scala scavata nella terra e la passerella scende quasi sotto l’ acqua.
C’é chi scende, chi sale, con varie mercanzie, ma tutti sembrano conoscersi e si aiutano facendo acrobazie che sembrano sfidare l’equilibrio della barca.
Lungo le sponde del fiume spesso insidioso a causa dei detriti naturali: tronchi, grossi rami… si possono scorgere le case dei campesinos, cavalli e mucche che liberamente pascolano, uccelli dai colori variopinti e colonie di tartarughe che pigramente si gustano il sole.
Si sta facendo sera quando arrivo alla meta. Il piccolo porto si riempie di voci quando i bambini si accorgono che sta arrivando padre Angelo. Scendo un po’ commossa ed occhi curiosi mi seguono lungo il breve tratto di strada che mi porta alla missione
Quante storie, situazioni, volti scorrono nel mio cuore mentre l’aereo mi riporta in Italia

Il paese
Remolino del Caguan adagiato lungo il fiume ha una storia dura e difficile imperniata nella coltivazione della coca e dove Esercito Nazionale e guerriglia della Farc si contendono questo luogo, perché posto in una posizione strategica.
Ora con il Plan Colombia, lo Stato, é presente in massa (3000 soldati) per una repressione che ha fatto spopolare il paese e non aiuta certo ad una convivneza serena.
La mancanza di acqua potabile, energia elettrica, strade… fanno di Remolino un luogo fuori dal mondo.
Nella piazza principale “El parque” circondata da palme si trova il monumento, alcuni giochi per i bambini e il campetto per giocare le partite a calcetto. Tutto attorno vi sono le case costruite per la maggior parte con assi di legno e con tetto in lamiera l’una vicina all’altra. Molte peró sono vuote ed ora vengono occupate dai militari. Lungo la strada principale si aprono i vari negozietti che vengono riforniti grazie ad un barcone che oltre al trasporto della merci diventa anche un mezzo per conoscere le ultime novitá da Florencia, capoluogo della regione, e notizie di amici e parenti.
Da un lato troviamo la chiesa con annessa la canonica ed il Club, l’oratorio, che dovrebbe diventare un punto di riferimento per i ragazzi.
Un po’ fuori si trova il piccolo ambulatorio, purtroppo poco servito, quindi l’hogar infantil (scuola materna) e le scuole elementari e superiori dove confluiscono vari ragazzi anche di altre veredas. (villaggi)

La gente
Mani, occhi, sorrisi, sono questi gli elementi che caratterizzano la gente ch qui vive.
Le mani: sempre pronte al saluto, mani costrette a raccogliere la coca, mani che parlano di un duro vivere, mani che accarezzano i molti bambini, mani protese verso un futuro tutto da inventare e che devono loro stesse costruire
Gli occhi: occhi di uomini, donne, bambini, che guardano alla vita con delusione, rabbia speranza…
I sorrisi: sorrisi che mai mancamo in questi volti, sorrisi forzati che nascondono ansie, paure..sorrisi ancora ingenui…sorrisi..
La gente é sempre pronta al sorriso ed al saluto ma nasconde nel cuore le ansie e le paure di un ambiente radicato nella violenza .
Molti sono coloro che per forza o per presa di coscienza hanno abbandonato le coltivazioni coca. Questo sta portando ad un cambiamento di mentalitá difficile peró da fare proprio. Molti infatti se ne sono andati solo per trovare un luogo piú sicuro per poterla coltivare nuovamente.
La gente é accogliente nella sua semplicitá e generositá, ti offre ció che ha con gioia, apprezza lo stare assieme, é molto curiosa.
La vita quotidiana scorre lentamente a ritmo del fiume, senza fretta, ogni novitá é occasione per fare festa.
Sembra che la precarietá del lavoro, la mancanza di beni essenziali, l’incertezza per il futuro non appartenga a loro, c’é quasi una rassegnazione, un fatalismo pericoloso perché non produce un desiderio di miglioramento

Il lavoro
Il lavoro si svolge per lo piú nelle finca, fattorie, dovi si coltiva il cacao, gli alberi di frutta amazzonica, l’allevemanto delle mucche, maiali sorretti dai vari progetti che la parrocchia nel corso degli anni ha incentivato
Non tutti peró aderiscono, proprio perché ció comporta una cambiamento radicale della propria vita ed allora ci si accotenta di piccoli lavori occasionali per quel tanto che basta per la sopravvivenza.
C’é chi con il proprio impegno e buona volontá ha avviato una falegameria, un panificio, una macelleria: piccoli segni di speranza.

Lo Stato
Bogotá dista 900 km da Remolino, non molto se le vie di comunicazione fossero come in Italia. Se ci vogliono 22 ore per arrivarci per lo Stato deve ancora iniziare il viaggio.
In questo territorio la sua assenza é ben visibile: l’energia elettrica viene attivata dalle 18 alle 22 mentre nei giorni festivi dalle 10 alle 24. Ecco allora che musiche e canzoni si rincorrono per le vie del paese. L’acquedotto pesca direttamente l’acqua insalubre del fiume, la salute viene garantita da un’infermiera che é presente saltuariamente, quindi quale prevenzione, cure possono essere effettuate!
L’ospedale piú vicino é a Cartagena del Chairá ma dista 5 ore di barca. Le scuole presenti sulla carta in realtá scarseggaino di professori e l’istruzione ne viene penalizzata. Per i piú piccoli il Bienestar Familiar, una organizzazione statale, gestisce l’Hogar Infantil dove, grazie alla buona volontá del personale presente i bambini oltre ad una crescita di apprendimento ricevono un pasto sano.
Ad ogni modo lo Stato é ben presente con il suo esercito che nonostante voglia vestire i panni di un servizio alla gente le pattuglie ben armate che girano per il paese ed i numerosi controlli provocano tensione e disagi notevoli.

La missione
In tutto questo contesto cosí tormentato si inserisce la missione dei Missionari della Consolata. Nata nel 1987 con padre Giacinto Franzoi durante il periodo della forte coltivaizone di coca, prosegue ora anche con padre Angelo Casadei, parroco da poco piú di un anno. La parrocchia é composta da 40 veredas (villaggi) raggiungibili solo per via fiume.
Da sempre la missione ha incentivato e promosso colture alternative alla coca : cacao caucciú, produzione di marmellate che vengono accolte con entusiasmo ma che a volte faticano a proseguire per svariate cause. La missione poi con progetti di promozione umana come: la fabbrica di cioccolato Chocaguan, il nuovo acquedotto per portare l’acqua potabile a tutto il paese, l’Aldea Juvenil Emaús (Collegio-Fattoria Amazzonica) dove i ragazzi dopo aver frequentato la scuola statale possono imparare un lavoro ed essere seguiti non solo dal punto di vista scolastico ma anche umano e cristiano grazie anche alla presenza di 4 suore colombiane “Hermanas de la Paz” va a sostituire le carenze governative.
Tutto questo peró potrá essere di sostegno a Remolino se assieme si riuscirá a creare una coscienza anche cristiana. Il lavoro che sta iniziando a portare avanti padre Angelo é proprio questo: ed é quello piú difficile. Andando al passo della gente, capendo ció che porta nel cuore, far penetrare i germi del Vangelo per creare una mentalitá nuova apportatrice di valori. La parrocchia é molto vasta e difficile da raggiungere . Il contatto con la gente delle veredas é periodico e padre Angelo le effettua con la piccola imbarcazione della parrocchia che si perde nell’immensitá del fiume, per poi addentrasi nel caldo della foresta amazzonica a cavallo o a piedi.
La sua presenza diventa molto importante per questi campesinos che spesso non riescono ad avere il denaro sufficiente per il trasporto e l’accoglienza é sempre calorosa affettuosa. L’altare, un tavolo traballante, é sempre preparato con cura e con bellissimi fiori. Tutto il villaggio si riunisce per la S.Messa e spesso i campesinos, compresi i bambini, compiono 2-3 ore di cammino per assistere alla celebrazione.
Ecco allora la nuova sfida che padre Angelo lancia: preparare persone che si impegnino a diventare catechisti, animatori della Parola di Dio, responsabili della propria comunitá e punto di riferimento prezioso per il missionario. E’ una sfida impegnativa, difficile per la situazione sociale, per i costi elevati che la missione deve sostenere per le visite nelle veredas, ma é questo il compito del missionario trasmettere la fede e far amare Gesú, il resto verrá di conseguenza.

La natura
Se dovessi disegnare il paradiso terrestre prenderei i tramonti dorati o infuocati, il verde smeraldo della foresta amazzonica colombiana, i colori intensi dei fiori, la maestositá degli alberi, l’eleganza degli uccelli, la vastitá dei fiumi…
Mentre l’aereo sta atterrando, un’immagine resta fissa nei miei pensieri: una barca piena di gente che scivola verso il futuro. In quella barca ci siamo tutti noi…sí siamo nella stessa barca perché viviamo in un’unica grande famiglia, e dobbiamo fare in modo che tutti possano vivere con le stesse opportunitá.

Sono venuto perché abbiano la vita piena ed abbondante. Gesú.

Pagnossin Lucia missionaria laica della Consolata

14 LUGLIO INCONTRO ALLA CONSOLATA DI GAMBETTOLA

sabato 14 luglio 2007

Questa sera 14 luglio ci incontriamo alle 19 per la s. Messa di ringraziamento.E’ bello ricordarci ogni tanto di ringraziare il Signore che ci protegge e ci mantiene ancora in vita,nonostante le nostre negligenze e i pericoli nei quali spesso ci mettiamo.Vi invito allora a ringraziare anche la Madre del cielo con me e per i miei 62 anni felicemente vissuti.

Al termine della S.Messa ci incontreremo per vedere assieme di fare un po’ il bilancio ,come amici della mondialita’,di questo anno specialissimo e progammare assieme il futuro,se il Signore ci vorra’ fare grazia di un’altro anno.

Al termine andremo FUORI PORTA per una pizzata assieme.

Vi attendo ,sopratutto vorrei incontrare chi non ho ancora salutato personalmente.

Vi abbraccio tutti

GRAZIE GRAZIE GRAZIE,DAL 27 GIUGNO SERA SONO A GAMBETTOLA

venerdì 29 giugno 2007

Carssimi ,ringraziete con me la Consolata,dopo tante peripezie che vi raccontero’ al piu’ presto, sono riuscito a portare un po’ di pelle e ossa,non la carne,perchè l’ho lasciata tutta ad Isiro(ho perso 8 kg. e non ero grasso).Prima di salire sul piccolo aereo che da Isiro mi ha portato a Kampala,hanno pesato me e le valigie,e queste,piene di ebano lavorato erono piu’ pesanti di me.Ed ora eccomi ancora tra gli amici che si prendono cura della mia salute.

Assunta ,Claudia e tutti gli altri infermieri e medici,analisi gia’ fatte,riposo,mangiare…e da domenica incominciamo ad incontrarci.

Il GRUPPO DI GAMBETTOLA Nicompany,nostri carissimi amici hanno organizzato una mostra di quadri d’autore da vendere ,per aiutare i nostri progetti in Congo e……

DOMENICA 1 LUGLIO ALLE 20 FANNO L’ASTA DI QUESTI QUADRI

ci saremo anche tutti noi.Io presentero’ la mia esperienza di questi mesi passati in foresta a Isiro,corredata di immagini e films,e in un modo tutto particolare,ne approfittero’ per ringraziarvi del sostegno meraviglioso chemi avete dato.Riprenderemo con coraggio il nostro fraterno incontrarci per accogliere e riflettere sull’ALTRO,nostro fratello e nostra ricchezza.

LA NICOMPANY,CI ACCOGLIERà e ci offrira’ anche il gelato,sperando che i quadri possano darci l’occasione di incontrarci e aiutare chi ormai voi conoscete bene i nostri amici della casa oscar.

ALLORA PER RIASSUMERE:

PRIMO INCONTRO DELLA MONDIALITA’ DOMENICA PRIMO LUGLIO,ORE 20

SALA FELLINI GAMBETTOLA .

In quella occasione cercheremo di decidere anche cosa fare assieme questa estate.

VI ASPETTO TUTTI COME SEMPRE E MEGLIO DI SEMPRE

ARRIVEDERCI A DOMENICA  P.FRANCESCO

UN INCONTRO PER RIFLETTERE IO VADO

giovedì 7 giugno 2007

2° LIVELLO - MONTANINO DI CAMALDOLI (AREZZO), 25 -29 LUGLIO 2007
DAL DIO DEI BISOGNI AL DIO DEL DESIDERIO
Quali sono le immagini di Dio che ci portiamo dentro e come le interpretiamo? Dio o meglio il modo in cui ce lo rappresentiamo è trasversale alla vita di ogni uomo ma riflette anche i fatti sociali in cui siamo coinvolti.
La lettura e l’elaborazione dei nostri vissuti religiosi ci aiuteranno a sperimentare in modo più adulto la nostra relazione con Dio.
L’incontro si terrà presso la Casa Oasi Divin Maestro, tel. 0575/556.016.
 
Superato il Monastero di Camaldoli, dopo circa 2 km si trova l’Oasi Divin Maestro.
Dal 25 al 29 luglio
 
GUIDERANNO GLI INCONTRI:

Arturo Paoli

Piccolo fratello del Vangelo di Charles di Foucauld. Dal 1960 al 2000 ha vissuto in America Latina, in particolare in Brasile a Foz do Iguaçu, dove ha dato vita a diversi progetti di solidarietà per i poveri della favela, diventando figura di riferimento per la spiritualità della liberazione. Attualmente vive a Lucca dove ha fondato nel 2006 la “Casa beato Charles de Foucauld”, luogo di incontri e vita fraterna condivisa.

Don Mario De Maio

Sacerdote e psicoanalista. Vive e lavora a Roma. È presidente dell’Associazione Ore undici, con la quale svolge attività di formazione, consulenza e orientamento a singoli e gruppi. Dal 2006 è anche presidente dell’Associaçao Madre Terra a Foz do Iguaçu, in Brasile, che cura un progetto di solidarietà rivolto a giovani svantaggiati.

Agnese Mascetti

Psicologa. Dopo aver condiviso per una decina d’anni l’esperienza di una comunità monastica, è impegnata nella ricerca di cammini che integrino crescita umana e spirituale.
 
Io vado francesco
 

HANNO TESTIMONIATO IL VANGELO CON LA VITA NEL 2006

giovedì 22 marzo 2007
Hanno testimoniato con il sangue PDF Stampa E-mail
Scritto da Fides.org   
“Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace” (Gc 3,16-18). Queste parole fanno pensare alla testimonianza di tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò “artigiani” di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue… Non c’è dubbio che seguire Cristo è difficile, ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà (cfr Mc 8,35), dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c’è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica.

(Papa Benedetto XVI, Angelus 24 settembre 2006)

Come ogni anno l’Agenzia Fides pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2006. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest’anno sono stati uccisi 24 tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici, uno in meno rispetto all’anno precedente. Come sempre negli ultimi tempi, il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di apostolato. I corpi di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, spesso vittime – almeno in apparenza – di aggressioni, rapine e furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza, degrado umano e povertà, che questi “artigiani di pace” cercavano di alleviare con la loro presenza e la loro opera.

Non usiamo volutamente il termine “martiri”, per non entrare minimamente in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il loro sacrificio, ben noto a Dio, non sia dimenticato neanche dagli uomini, e per il tributo che hanno dato alla crescita della Chiesa in ogni parte del mondo, al servizio della promozione umana e dell’evangelizzazione.

Come ha sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI ricordando alla preghiera dell’Angelus del 24 settembre proprio una di queste missionarie uccise, suor Leonella Sgorbati, tanti cristiani, “con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò “artigiani” di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue… Non c’è dubbio che seguire Cristo è difficile, ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà (cfr Mc 8,35), dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c’è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica.”

Riguardo ai continenti dove nel 2006 sono state registrate il maggior numero di vittime, figura al primo posto l’Africa, che ha visto la morte violenta di 9 sacerdoti, 1 religiosa e 1 volontaria laica. La nazione con il maggior numero di sacerdoti uccisi è il Kenya, con 3 sacerdoti morti violentemente, cui fa seguito la Nigeria, con 2 sacerdoti uccisi. L’unica religiosa uccisa in Africa è suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, uccisa a Mogadiscio (Somalia), mentre la volontaria laica, di nazionalità portoghese, è stata uccisa in Mozambico.

Il secondo continente per numero di vittime del 2006 è l’America, dove sono stati uccisi 6 sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico, Cooperatore Salesiano. Il Brasile è le nazione in cui la Chiesa ha pagato un duplice tributo di sangue. Tra le vittime in questo continente si conta anche una religiosa statunitense impegnata nel reinserimento sociale degli ex detenuti, che proprio da uno di loro è stata uccisa, ed un laico, Cooperatore Salesiano, ucciso in Guatemala, molto probabilmente per non essersi piegato a ricatti e corruzioni.

L’Asia è stata bagnata dal sangue di 2 sacerdoti, una religiosa e un laico. In India sono stati uccisi un parroco ed un laico, mentre ad Ambon, nelle Molucche, teatro negli ultimi anni di sanguinosi scontri e violenze, è stata uccisa una religiosa. Ad essi va aggiunto il nome di don Andrea Santoro, missionario Fidei donum in Turchia, ucciso a Trabznon mentre era in preghiera nella sua chiesa.

Anche l’Oceania ha versato il suo contributo di sangue alla causa del Vangelo con un religioso dei Fatebenefratelli ucciso a Port Moresby, in Papua Nuova Guinea.

A questo elenco provvisorio deve comunque essere aggiunta la lunga lista dei tanti “militi ignoti della fede” di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. “Penso anche a quei cattolici che mantengono la propria fedeltà alla Sede di Pietro senza cedere a compromessi, a volte anche a prezzo di gravi sofferenze. Tutta la Chiesa ne ammira l’esempio e prega perché essi abbiano la forza di perseverare, sapendo che le loro tribolazioni sono fonte di vittoria, anche se al momento possono sembrare un fallimento” (Papa Benedetto XVI, Angelus 26 dicembre 2006).

Cenni biografici e circostanze della morte

P. Elie Koma, della Compagnia di Gesù (SJ), di nazionalità burundese, è stato ucciso nella capitale, Bujumbura, nella serata di sabato 4 febbraio 2006. Il gesuita, 59 anni, passava in automobile nei pressi di un bar sulla strada principale dove un gruppo di uomini armati aveva aperto il fuoco contro un Maggiore delle Forze Nazionali di Difesa del Burundi, Ruguraguza, e sua moglie. Padre Koma sarebbe stato ucciso per eliminare un possibile testimone del delitto: l’auto su cui viaggiava è stata infatti fermata sparando alle gomme, quindi il sacerdote è stato ucciso con cinque proiettili alla schiena. Il sacerdote era stimato e benvoluto da tutti, molto attivo soprattutto nella pastorale e nella direzione degli esercizi spirituali per gli istituti religiosi femminili autoctoni ed i movimenti mariani. Sacerdote dal 1980, da 3 anni era il responsabile della chiesa dei Gesuiti di Kamenge, in uno dei quartieri più poveri di Bujumbura.

Don Andrea Santoro, sacerdote Fidei donum della Diocesi di Roma, ucciso a Trabzon (Turchia) il 5 febbraio 2006 mentre era raccolto in preghiera nella chiesa di Sancta Maria Kilisesi. Don Santoro, del clero romano, era nato a Priverno (LT), il 7 settembre 1945 ed era stato ordinato presbitero per la Diocesi di Roma il 18 ottobre 1970. Dopo aver prestato servizio religioso in diverse comunità parrocchiali di Roma, nel 2000 era partito come missionario “Fidei donum” per la Turchia, stabilendosi nella località di Trabzon, sul Mar Nero. Gli era stata affidata la chiesa di Sancta Maria Kilisesi. Nel 2003 aveva fondato l’Associazione “Finestra per il Medio Oriente”: un gruppo dedicato allo studio, alla preghiera ed al dialogo per far incontrare il mondo occidentale ed il Medio Oriente. Don Andrea era tornato in Italia nell’ultima settimana di gennaio, come faceva regolarmente, per guidare alcune giornate di studio e di preghiera.

P. José Alfonso Moreira, della Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani), di nazionalità portoghese, ucciso il 9 febbraio 2006 nella sua residenza a Bailundo, in Angola. Il missionario, 80 anni, di cui 40 trascorsi a Bailundo, è stato ucciso con 7 colpi di arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata. Era appena andato a dormire quando una quindicina di persone armate, molto probabilmente banditi, hanno fatto irruzione nella sua camera e lo hanno ucciso senza neanche dargli il tempo di scendere dal letto, quindi hanno messo a soqquadro la casa. P. Moreira era benvoluto da tutti perché ha reso un’autentica testimonianza di amore per la missione anche in tempi difficilissimi. Durante la drammatica guerra civile del 1975-2002 la località dove si trovava a svolgere la sua missione era stata conquistata dalla guerriglia dell’UNITA (Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola) e poi dall’esercito di Luanda. Ma P. Moreira era riuscito sempre a conservare la propria neutralità, senza cedere a compromessi con nessuno, per poter annunciare il Vangelo e servire il prossimo nella piena libertà dei figli di Dio.

Don Michael Gajere, sacerdote nigeriano, è stato ucciso da un gruppo di uomini armati a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno (Nigeria), il 18 febbraio 2006, nel corso di gravi violenze seguite ad una manifestazione di protesta iniziata pacificamente. Negli scontri hanno trovato la morte almeno 15 persone, sono state bruciate 4 chiese cattoliche, l’abitazione del Vescovo, alcune strutture di altre confessioni cristiane e diverse abitazioni di fedeli cristiani. Il sacerdote, ordinato 14 anni fa, era arrivato solo da un mese come Parroco nella parrocchia di Santa Rita a Bulunkutu, quartiere di Maiduguri. Prima di essere ucciso don Michael è riuscito a mettere in salvo i leader dei gruppi giovanili della parrocchia.

Suor Maria Yermine Yamlean, 33 anni, delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore (FDNSC), nativa di Arui Das-Ambon (Indonesia) e residente nel convento di Jalan Pattimura, nella città di Ambon, capitale delle isole Molucche, è stata uccisa la mattina del 10 marzo 2006. La religiosa aveva sorpreso un intruso nel convento, forse un ladro, che spaventato l’ha aggredita e colpita con un coltello. Quando le consorelle l’hanno rinvenuta era ormai in gravi condizioni. Portata all’ospedale, è deceduta poco dopo il ricovero. La religiosa era molto attiva nella pastorale e nel Movimento Carismatico, era membro del Consiglio Provinciale della sua Congregazione, Vicesuperiora della Comunità di Ambon e guida della formazione delle aspiranti.

P. Eusebio Ferrao, 61 anni, parroco della chiesa di San Francesco a Macasana, nella parte meridionale di Goa (India), è stato ucciso nella notte fra il 17 e il 18 marzo 2006. Il sacerdote è stato ritrovato la mattina del 18 marzo dai suoi parrocchiani che lo attendevano per la celebrazione della Santa Messa mattutina. Non vedendolo arrivare lo sono andati a cercare nella sua abitazione, dove però lo hanno trovato morto, sembra soffocato con un cuscino. Secondo i suoi parrocchiani p. Ferrao era un uomo pacifico che non aveva nemici. Era impegnato nella Commissione per la Liturgia della diocesi e serviva la sua comunità parrocchiale (circa 3.200 fedeli ) con zelo e umiltà.

Mons. Bruno Baldacci, sacerdote Fidei Donum della diocesi di La Spezia (Italia), 63 anni, è stato ritrovato la mattina di giovedì 30 marzo nella sua stanza, presso la parrocchia di Nossa Senhora das Candeias di cui era parroco, a Vitória da Conquista, stato di Bahia (Brasile). La segretaria e la portinaia lo hanno trovato che giaceva sul letto, nella sua stanza, con evidenti segni di percosse, mentre il locale era stato messo a soqquadro. Mons. Baldacci aveva trascorso 42 anni in Brasile, ove era giunto seguendo un Vescovo missionario, lì era stato anche ordinato sacerdote nel 1968. Negli ultimi tempi si era dedicato in particolare ai poveri ed a strappare i giovani dalla tossicodipendenza.

Don Luis Montenegro, 77 anni, da oltre 30 parroco di Nuestra Senora del Rosario a La Calera, nei pressi di Cordoba (Argentina), è stato trovato morto la mattina del 12 aprile 2006, ucciso a coltellate nel sonno. Autore del crimine un giovane pregiudicato, fermato dalla polizia, che aveva aggredito il sacerdote probabilmente a scopo di rapina.

Suor Karen Klimczak, 62 anni, delle Suore di San Giuseppe di Buffalo (SSJ), è stata uccisa nella città di Buffalo, stato di New York (Stati Uniti d’America), nel giorno di Venerdì santo, 14 aprile 2006. La religiosa aveva dedicato tutta la sua vita ai poveri. Lavorava nella “Bissonette House”, una casa di accoglienza per ex detenuti che la religiosa aiutava a reinserirsi nella società. Proprio uno di loro, ospite della casa, l’ha aggredita per rapina e, dopo averla uccisa, preso dal panico, ha nascosto il suo corpo in una abitazione abbandonata ad alcune miglia dalla Bissonette House, dove è stato ritrovato la domenica di Pasqua. La religiosa era molto conosciuta in tutta Buffalo per la sua attività a favore dei poveri e della pace, cui aveva dedicato la vita.

Don Galgalo Boru, sacerdote kenyano della parrocchia di Bulesa, nel Vicariato apostolico di Isolo (Kenya), è stato ucciso nel mese di aprile 2006 nella località di Lososia, distretto di Samburu, da alcuni banditi che hanno assalito il veicolo su cui stava viaggiando, aprendo il fuoco da entrambi i lati della strada. Insieme al sacerdote è morta un’altra persona che era a bordo dell’automobile.

Don Jorge Piñango Mascareño, Sottosegretario della Conferenza Episcopale Venezuelana, è stato trovato morto lunedì 24 aprile 2006 a Caracas. La Conferenza Episcopale Venezuelana, in un suo comunicato afferma che “il percorso umano e sacerdotale del Padre Piñango, è stata marcato, per più di venti anni, dal ministero sacerdotale, dallo spirito delle Beatitudini evangeliche e dalla sua chiara vocazione di servizio. Spetterà alle autorità competenti chiarire debitamente la sua morte, accaduta in strane circostanze. Da parte nostra, offriremo tutta la collaborazione che ci sarà richiesta, e vigileremo per onorare la verità e la giustizia”. P. Jorge Piñango Mascareño era nato nel 1959 a Barquisimeto ed era stato ordinato sacerdote il 10 agosto 1985. Aveva studiato alla Pontificia Università Javeriana di Colombia ed alla Pontificia Università Gregoriana a Roma. Aveva ricoperto il ruolo di docente in diverse Università e Seminari. Era stato nominato Sottosegretario della CEV nel 2002.

Don Josè Carlos Cearense, sacerdote diocesano brasiliano di 44 anni, è stato trovato ucciso a coltellate, con le mani legate dietro la schiena, nella casa parrocchiale accanto alla chiesa di Santa Maria dos Anjos, di cui era parroco, nella località di Delta, nello stato di Minas Gerais (Brasile). Il suo corpo è stato trovato la mattina del 9 maggio dalla donna che era andata a fare le pulizie. L’omicidio sarebbe avvenuto la sera prima, 8 maggio, intorno alle ore 22. Nei giorni seguenti la polizia ha arrestato il suo assassino, un maniaco che aveva compiuto una serie di omicidi tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Don Jude Kimeli Kibor, sacerdote keniano, 57 anni, impegnato nella pastorale carceraria da 5 anni, è stato trovato morto l’11 maggio 2006 nei pressi di Eldoret, mentre stava recandosi a celebrare la Messa, apparentemente a scopo di rapina. La sua cartella è stata rubata e la sua automobile è stata ritrovata a 10 chilometri dal luogo dove era il suo corpo. Il sacerdote aveva studiato a Springfield (USA) e contemporaneamente aveva svolto il ministero sacerdotale in diverse parrocchie. Era poi tornato nel suo paese di origine deciso ad aiutare il suo popolo, consapevole dei rischi che avrebbe corso.

Fra Luis Alfonso Herrera Moreno, francescano (OFM) colombiano di 46 anni, è stato ucciso a colpi di pietra in località Bonda (Colombia). Il religioso era economo del collegio San Luis Beltran, gestito dalla comunità francescana di Santa Marta. Il 28 giugno era salito sulla sua automobile per andare a svolgere alcune commissioni. Il giorno seguente è stato ritrovato il suo corpo senza vita. L’unico indizio è che sia stato ucciso in un tentativo di rapina.

Don John Mutiso Kivaya, 35 anni, sacerdote keniano assistente nella parrocchia di Masinga (Kenya), è stato ucciso a Tala, diocesi di Machakos, la notte del 31 luglio 2006 da alcuni teppisti che hanno fatto irruzione nel ristorante dove stava consumando la cena insieme ad altri due sacerdoti. Il sacerdote si trovava nella sua città natale per fare visita ai familiari. I banditi, che hanno rapinato i presenti del denaro e dei telefoni cellulari, hanno ucciso oltre al sacerdote altre due persone, e ferito tre persone.

Don Chidi Okorie, 31 anni, nigeriano, ucciso ad Afikpo (stato dell’Ebonyi) in Nigeria, nella notte del 4 agosto 2006. E’ stato aggredito e pugnalato nella sua abitazione presso la St.Mary’s Catholic Church. Subito soccorso e trasportato in ospedale, vi è deceduto poco dopo. Molto probabilmente è stato vittima di ladri che si erano introdotti nella abitazione, da cui mancavano denaro ed altri beni. Il giovane sacerdote era stato ordinato nel giugno 2004.

Fratel Augustine Taiwa, 40 anni, dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli), originario della Nuova Britannia orientale, è stato colpito a morte nella sera di lunedì 28 agosto 2006, nei pressi della capitale della Papua Nuova Guinea, Port Moresby. Il missionario è stato aggredito vicino all’Istituto Xavier di Bomana, dove negli ultimi tre anni aveva ricoperto l’incarico di Coordinatore dei corsi pastorali. Il religioso è stato colpito con una lancia di acciaio mentre stava guidando un furgone, a bassa velocità e con il finestrino abbassato per parlare con i venditori del mercato ambulante. Tre giovani che erano ubriachi lanciavano pietre e altri oggetti contro le macchine di passaggio. Uno di loro ha scagliato una lancia contro la vettura del religioso, che lo ha colpito alla testa uccidendolo immediatamente. La polizia è intervenuta tempestivamente e lo ha portato al Port Moresby General Hospital, dove però hanno solo constatato il suo decesso.

Suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, italiana, 66 anni, è stata uccisa il 17 settembre 2006 a Mogadiscio (Somalia) colpita a morte mentre si recava all’ospedale in cui prestava servizio, da alcuni sicari che si erano appostati dietro una automobile. La religiosa nel 1970 era stata inviata in Kenya, dal 1970 al 1983 aveva prestato servizio negli ospedali della Consolata di Mathari, di Nyeri e di Nazareth, alla periferia di Nairobi. Nel 1985 era diventata l’insegnante principale nella scuola d’infermiera presso l’ospedale Meru di Nkubu. Il 26 novembre 1993 era stata eletta superiore regionale delle Missionarie della Consolata del Kenya, compito che ha svolto per 6 anni. Nel 2001 Suor Leonella aveva trascorso diversi mesi a Mogadiscio per verificare la possibilità di creare una scuola infermieristica nell’ospedale locale gestito da una Ong. Il 18 aprile 2002 erano iniziati i primi corsi della scuola professionale, i primi allievi si sono diplomati nel 2006. In agosto, vincendo forti resistenze burocratiche, Suor Leonella era riuscita a ottenere per i propri allievi un diploma internazionalmente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Don Ricardo Antonio Romero, 53 anni, salvadoregno, è stato ucciso all’alba del 25 settembre 2006 a colpi di pietra e bastone, mentre stava percorrendo la strada che congiunge Acajutia a Sonsonate (El Salvador). Il corpo senza vita è stato trovato vicino alla sua jeep. La polizia sospetta che l’omicidio sia stato compiuto da una delle bande giovanili che imperversano nella zona. Il sacerdote era parroco di Santa Catarina Masahuat, diocesi di Sonsonate, ed era molto conosciuto soprattutto per l’instancabile opera di evangelizzazione che portava avanti e l’assistenza ai poveri e ai più bisognosi.

Don Pascal Koné Naougnon, 51 anni, della diocesi del Callao (Perù) è stato ucciso il 31 ottobre 2006 a Divo, in Costa d’Avorio, dove si trovava missionario dal 2003. E’ stato vittima di un tentativo di rapina nella casa parrocchiale della parrocchia della Sacra Famiglia di Divo: stava per coricarsi quando, insospettito da alcuni rumori provenienti dal salotto, è andato ad accertarsi di cosa stesse succedendo e si è trovato faccia a faccia con i banditi che non hanno esitato a sparare. Portato dai suoi confratelli nel vicino ospedale, il sacerdote è morto per le gravi ferite riportate. Nato a Bouaké (Costa d’Avorio) in una famiglia animista, a 12 anni aveva chiesto di ricevere il Battesimo. A 25 anni entrò a far parte del Cammino Neocatecumenale, e qui scoprì la sua vocazione al sacerdozio. Nel 1990, dopo aver partecipato ad un incontro internazionale, venne mandato in seminario in Perù, nel Seminario Redemptoris Mater del Callao. Nel 1999 fu ordinato sacerdote e ha svolto il suo ministero sacerdotale in diverse zone del Perù, dove si distinse per il suo carattere generoso e lo spirito di servizio. Nel 2003, su richiesta del Vescovo di Gagnoa, don Pascal fu inviato a servire la Chiesa ivoriana e nella parrocchia “Sacra Famiglia” di Divo. Si fece apprezzare da tutti per il suo stile semplice e il suo impegno per la promozione umana. Seguiva in particolare i giovani, che avevano abbandonato la scuola, offrendo una formazione tecnica per trovare un lavoro.

Padre Waldyr dos Santos, gesuita brasiliano, 69 anni, e la volontaria laica portoghese Idalina Neto Gomes, 30 anni, sono stati uccisi alle prime ore del 6 novembre 2006 da un gruppo di uomini armati che ha assalito la residenza di Angonia, nella provincia di Tete (Mozambico), ferendo altre due persone. Gli assalitori, dopo aver rubato denaro e altri oggetti, sono fuggiti a bordo delle auto della comunità. Idalina Neto Gomes, avvocato, faceva parte dell’Associazione portoghese “Laici per lo sviluppo” e si trovava nella comunità dei gesuiti con altri membri dell’Associazione. In questa zona di frontiera tra Mozambico, Malawi, Zambia e Zimbabwe, la delinquenza ha ripetutamente colpito le missioni cattoliche e le comunità religiose. I Gesuiti hanno una lunga storia in questo territorio, e si dedicano all’evangelizzazione, all’educazione, alla sanità e ai progetti sociali per lo sviluppo della popolazione.

Jacob Fernandez, laico cattolico, gestore della libreria annessa al Santuario del Monte di San Tommaso a Chennai, nello stato del Tamil Nadu (India), il 26 novembre 2006 è stato aggredito senza motivo mentre era sul posto di lavoro, da un uomo che lo ha ucciso a colpi di machete. Secondo la ricostruzione, l’uomo, in uno stato di esaltazione violenta, chiedeva di incontrare il parroco e gridava rivendicando la proprietà indù del colle dove sorge il Santuario. La polizia ha arrestato l’omicida definendolo “mentalmente instabile”. Secondo le testimonianze di alcuni fedeli che lo conoscevano, Jacob, che lascia la moglie e tre figli, era un laico cattolico molto devoto, che partecipava ogni mattina alla Santa Messa nel Santuario, e viveva la sua vita come una missione.

Johnny Morales, 34 anni, Cooperatore Salesiano del Guatemala, è stato ucciso l’8 dicembre 2006 in seguito ad una imboscata che gli è stata tesa mentre usciva dal lavoro. Il veicolo sul quale si trovava è stato crivellato di proiettili sparati da vari punti che hanno provocato la sua morte immediata. Johnny Morales collaborava con il “Centro Salesiano P. Sergio Checchi” insieme a sua moglie, anche lei Cooperatrice Salesiana nello stesso Centro. Si erano sposati appena un anno fa. Johnny lavorava nella Segreteria dell’Amministrazione Tributaria (SAT) e solo due giorni prima era stato destinato alla frontiera di Tecún Umám (Messico), dove c’è un elevato livello di narcotraffico e contrabbando. La causa del crimine sembra vada ricercata proprio nella sua integrità, in quanto avrebbe rifiutato di compiere atti illeciti.

16 FEBBRAIO FESTA DEL BEATO GIUSEPPE ALLAMANO FONDATORE DEI MISSIONARI DELLA CONSOLATA

mercoledì 14 febbraio 2007

Ormai penso che incontrandoci speso su questo blog siamo diventati famiglia e quindi voglio farvi partecipare a tutte le feste che la nostra famiglia celebra e questa del nostro Fondatore per noi e la festa del buon Papa’ che ci ha radunati sotto questa unca voazione missionaiaper inviarci nel mondo ad annunciare la consolazione agli uomini e donne di buona volonta’.Voi armai siete diventati mssionari con noi e quindi e’ bello che conosciate un po’ la storia delle nostre origini,come famiglia nissionaria.Giuseppe Allamano è stato fatto beato proprio per il suo carisma di santita’ che vveva e proponeva a coloro che volevano partire per terre lontane ad aiutare a crescere umaname e spiritualmente.Vi invio la meditazione che faro’ ai confratelli venerdi’,poi in seguito vi inviero’ alcune note della vita del nostro Padre Fondatore.