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INNO ACATISTOS ALLA MADRE DI DIO

Mercoledì 14 Maggio 2008

 acatisto.jpg

L’Acatisto (dal greco Akáthistos) è un antico inno in onore della Vergine Maria. L’ autore è anonimo, anche se molti attribuiscono la creazione dell’inno a Romano il Melode (V sec.), in ringraziamento per la protezione della città di Costantinopoli dall’invasione di orde barbariche. La parola Acatisto suggerisce che l’inno debba essere recitato in piedi; l’inno costituisce una forma del genere liturgico del “Kondakion“. A questo proposito scrive P. Olivier Raquez: “Il kondakion è un genere letterario di inni propriamente bizantini sviluppatosi a partire dalla fine del V secolo. Era composto di un proemio e di un numero variabile di strofe (ìkoi) più o meno numerose. Nei secoli successivi è scomparso a favore del genere del canone. Oggi, come complesso organico di più strofe, se ne conserva uno solo, il celebre inno Akathistos.” (O. Raquez, Guida alla Celebrazione dell’Ufficio Divino nelle Chiese di tradizione bizantina, LIPA, Roma, 2002).

L’Acatisto è recitato privatamente dai fedeli, come devozione personale, e pubblicamente nelle chiese: è frequentemente cantato durante la Grande Quaresima, soprattutto al venerdì: il quinto venerdì di Quaresima è appunto detto “dell’inno Acatisto”.

1


Accolto l’ordine dell’arcana missione, senza indugio l’Angelo si presenta alla dimora di Giuseppe e dice alla Vergine: Colui che discendendo fa piegare i cieli si racchiude senza mutamento tutto in te. E, vedendolo prendere nel tuo grembo la figura di servo, stupito e a te esclamo: Gioisci, o Sposa Semprevergine!

2


Il primo fra gli angeli fu inviato dal cielo a recare il saluto alla Madre di Dio e vedendoti assumere con la voce incorporea un corpo, o Signore, al solo saluto, restò attonito e rivolto a lei esclamava così:

Gioisci, per te splenderà la gioia;
Gioisci, per te cesserà la maledizione;
Gioisci, redenzione del caduto Adamo;
Gioisci, riscatto delle lacrime di Eva;
Gioisci, altezza inaccessibile all’intelligenza dell’uomo;
Gioisci, profondità insondabile alla mente degli angeli;
Gioisci, sei divenuta il trono del Re;
Gioisci, perché reggi Colui che tutto regge;
Gioisci, stella che annunci il sole;
Gioisci, grembo della divina incarnazione;
Gioisci, per te si rinnova la creazione;
Gioisci, per te si fa bambino il Creatore.
Gioisci, o Sposa Semprevergine!

3

Sapendosi in purezza, la Santa Vergine risponde a Gabriele senza timore: “La stranezza del tuo parlare risulta incomprensibile alla mia anima. Tu annunci una maternità in un seno verginale esclamando: Alleluia?”

4


Desiderando la Vergine conoscere il mistero, esclamò al santo servitore: “Dal mio grembo votato alla verginità, dimmi come può essere generato un figlio?” E l’Angelo le rispose con riverenza soltanto questo:

Gioisci, partecipante al mistero ineffabile;
Gioisci, credente di ciò che matura nel silenzio;
Gioisci, preludio ai miracoli di Cristo;
Gioisci, compendio dei suoi dogmi;
Gioisci, scala celeste per cui discese Iddio;
Gioisci, ponte che conduce dalla terra al cielo;
Gioisci, degli Angeli inaudito prodigio;
Gioisci, dei demoni terribile sconfitta;
Gioisci, perché generasti ineffabilmente la Luce;
Gioisci, perché a nessuno hai rivelato il mistero;
Gioisci, perché trascendi la conoscenza dei sapienti;
Gioisci, perché illumini la mente dei credenti;
Gioisci, o Sposa Semprevergine!

5


La potenza dell’Altissimo coprì allora con la sua ombra la Vergine affinché concepisse; e il suo seno senza frutto si trasformò in campo fertile per coloro che vogliono cogliervi salvezza, cantando: Alleluia!

6


Accolto Dio nel grembo, la Vergine corse verso Elisabetta e il figlio di costei riconobbe subito il suo saluto e gioì e con balzi, quasi cantici, esclamava alla Madre di Dio:

Gioisci, virgulto di pianta che non si dissecca;
Gioisci, possesso di un frutto che non marcisce;
Gioisci, perché allevi Colui che con amore nutre gli uomini;
Gioisci, perché generi Colui che crea la nostra vita;
Gioisci, terreno che produce abbondanza di misericordia;
Gioisci, mensa che porti ricchezza di propiziazione;
Gioisci, perché fai fiorire il giardino di delizie;
Gioisci, perché prepari un rifugio per le anime;
Gioisci, profumo che rende gradite le suppliche;
Gioisci, propiziatrice di perdono al mondo intero;
Gioisci, compiacenza di Dio verso gli uomini;
Gioisci, fiducia degli uomini verso Dio;
Gioisci, o Sposa Semprevergine!


7



Aveva dentro di sé una tempesta di pensieri contrastanti il prudente Giuseppe. Era sconvolto: ti sapeva vergine ma sospettava un’unione furtiva, o Immacolata. Ma appena apprese il tuo concepimento per opera dello Spirito Santo disse: Alleluia!

A Te, o Madre di Dio, che guidasti la nostra difesa, innalziamo l’inno della vittoria e della riconoscenza, per essere stata salvati da terribili sciagure. Tu, dunque, nella tua potenza invincibile, liberaci da ogni sorta di pericoli, cosicché a Te si esclami: Gioisci, o Sposa Semprevergine.


8


I pastori udirono gli angeli che inneggiavano alla venuta di Cristo incarnato e, accorrendo a lui come verso il Pastore, lo videro quale Agnello senza macchia nutrirsi nel seno di Maria e dissero inneggiando a lei:

Gioisci, Madre dell’Agnello e del Pastore;
Gioisci, ovile del gregge spirituale;
Gioisci, difesa contro i nemici invisibili;
Gioisci, chiave che apre le porte del Paradiso;
Gioisci, perché il cielo si rallegra con la terra;
Gioisci, perché la terra si allieta con i cieli;
Gioisci, voce degli Apostoli che mai tace;
Gioisci, coraggio invincibile dei martiri;
Gioisci, forte baluardo della fede;
Gioisci, fulgido vessillo della grazia;
Gioisci, perché spogliasti il regno dei morti;
Gioisci, perché ci rivestisti di gloria;
Gioisci, o Sposa Semprevergine!
(continua alla prossima)

GRAZIANA POESIE

Mercoledì 14 Maggio 2008

“L’unica cosa importante
quando ce ne andremo,
saranno le tracce d’amore
che avremo lasciato”
(Albert Schweitzer)
Ciao, a te ed a tutti voiCarissimo P.Francesco,

 

                       mi fa piacere sapere che ricevete volentieri le mie meditazioni, ma non sempre scaturiscono, non so se dalla mente o dal cuore o da entrambi, quando sono in sintonia.

 

                       Fa niente se, in alternativa, trascrivo alcuni dei miei versi, scritti in momenti in cui la mente ed il cuore erano collegati? (li avevo radunati, - i versi, non la mente ed il cuore! - un paio di mesi fa, per partecipare ad un concorso che richiedeva una cinquantina di testi ma, non avendo ricevuto alcun riconoscimento ufficiale dalla casa editrice, mi assegno io il premio di mandarli nel deserto, dagli Amici che vivono la Poesia dell’Amore)

 

 

“L’Amore é…”

 

 

L’Amore é accettazione,

per fede,

di ciò che é l’Altro;

é condivisione,

é silenziosa partecipazione

di ciò che l’Altro é;

é la fatica

di arrivare a capire

ciò che intende,

che fa, che spera;

é il desiderio

di vivere col suo cuore,

di farlo vivere con il tuo;

é fiduciosa attesa

di arrivare, un giorno,

ad essere insieme

anche nelle speranze.

E’ cercare di capire,

in silenzio,

ciò che sente il suo cuore

e la sua voce non dice

e non dirà mai.

 

 

“Preghiera”

 

 

Signore,

 

dammi la forza

di sorridere sempre;

dammi il coraggio

di sperare comunque;

dammi la pazienza

di accettare,

l’umiltà di ascoltare

le ragioni altrui.

 

Dà a chi amo

la gioia di cercarti,

di sentire la tua voce

nel vento,

di scoprire il tuo sorriso

in ogni angolo del mondo

che ci hai regalato

per essere felici,

per volerci bene.

 

 

“Cosa conta”

 

 

Il mondo, senza amici,

non sarebbe umano.

 

La vita, senza sole,

non sarebbe gioia.

 

Il mattino, senza rugiada,

sarebbe stanco

 

e tutto, senza la speranza,

sarebbe niente.

 

PENSANDO A TE MARIA MADRE DI GESU’ E MADRE NOSTRA HO TROVATO CONSOLAZIONE

Venerdì 9 Maggio 2008

Ho pensato a te, Maria
(Annie Cagiati)
               24800.jpg Ho pensato a te, Maria,
e la mia solitudine
si è fatta meno pesante.
Ho pensato alla tua vita in quegli anni,
quando sembrava che tutti
ti avessero dimenticata. Anche tuo Figlio.

Sembrava che lui il mondo
lo stesse salvando da solo.
Invece tu eri presente ad ogni istante.
Eri presente nel suo cuore
quando parlava e quando taceva.
Quando pregava e quando agiva.
Quando ammaestrava e quando guariva…

Ho pensato a te, Maria.
E ho scoperto che una madre
non è mai tanto «sulla breccia»,
come quando si crede inutile.
Perché la sua missione esteriore finisce.
E comincia quella della presenza
silenziosa, discreta.
Che sa sparire per anni.
E ricomparire al momento in cui
tutti gli altri abbandonano… tradiscono.
Una presenza tanto più viva,
in quanto non chiede nulla per sé.
Né tempo, né attenzioni.
E neppure il ricordo.

Oggi ho pensato a te, Maria.
E ho capito il valore
di questa mia vita,
fatta di attese, di discrezione,
di apparente dimenticanza.
Una vita fatta solo d’amore.

PREGHIERA ALLO SPIRTO SANTO

Venerdì 9 Maggio 2008

Preghiera allo Spirito Santo
(Edit Stein (S. Teresa Benedetta della Croce))
Spirito Santo, eterno Amore,
che sei dolce Luce che mi inondi
e rischiari la notte del mio cuore;
Tu ci guidi qual mano di una mamma;
ma se Tu ci lasci non più d’un passo solo avanzeremo!
Tu sei lo spazio che l’essere mio circonda e in cui si cela.
Se m’abbandoni cado nell’abisso del nulla,
da dove all’esser mi chiamasti.
Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell’intimo mio.
Eppur nessun Ti tocca o Ti comprende
e d’ogni nome infrangi le catene.
Spirito Santo, eterno Amore.

PREGHIERE PER FIDANZATI E SPOSI

Venerdì 9 Maggio 2008

Preghiera dei fidanzati
(Card. Giovanni Battista Montini)
Nel mio cuore, o Signore,
si è acceso l’amore per una creatura
che anche tu conosci ed ami,
Ti ringrazio di questo dono
che mi inonda di una gioia profonda,
mi rende simile a te che sei l’Amore,
e che mi fa comprendere il valore
della vita che mi hai donato.
Fa’ che io non sciupi
questa immensa ricchezza
che mi hai messo nel cuore:
insegnami che l’amore è un dono
e non può mescolarsi con nessun egoismo,
che l’amore è puro
e non può stare con nessuna bassezza,
che l’amore è fecondo
e deve fin da oggi
produrre una nuova vita in me
e chi mi ha scelto.
Ti prego per chi mi aspetta e mi pensa,
per chi mette in me tutto il suo avvenire;
Rendici degni l’un dell’altro.
Preparaci al matrimonio, alla sua grandezza,
alle sue responsabilità,
perché le nostre anime e i nostri cuori
siano fin d’ora uniti nello stesso amore.

 

 

Preghiera degli sposi
Ci hai chiamati, Signore,
a fondare insieme questa famiglia;
dacci la forza d’animarla del tuo amore
il quale possa sostenere
tutti quanti vivranno in essa.
 

Che la nostra casa sia accogliente
a quanti vorranno riscaldarsi.
 

Insegnaci a progredire nell’aiuto reciproco
sotto il tuo sguardo,
a fare la tua volontà
tutti i giorni della nostra vita,
a manifestarti i nostri progetti,
a offrirti le nostre gioie e le nostre sofferenze,
a portare a te i figli che ci vorrai dare.
 

Ti ringraziamo del nostro amore,
tu che sei l’amore,
Signore.
 

I MISSIONARI MARTIRI -STIMOLO PER TUTTA LA CHIESA-RICORDIAMOLI

Giovedì 3 Aprile 2008

I missionari martiri, stimolo per tutta la Chiesa       
Scritto da AsiaNews    
Alla luce della Risurrezione di Cristo “acquista particolare valore il ricordo e la preghiera per i missionari martiri caduti durante il 2007 mentre svolgevano il loro servizio missionario. E’ un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa ed uno stimolo per ciascuno di noi”. Lo ha detto ieri Benedetto XVI dopo la recita del Regina Caelis, in occasione dell’annuale Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri che  ricorre in occasione dell’anniversario del martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador.
 

La Giornata, di solito dedicata alla preghiera ed al digiuno, cade nel primo giorno dopo Pasqua.
 

 

Il Papa, molto spiritosamente, ha consigliato visto il clima di festa, a non digiunare ma a pregare: “Ricordare e pregare, forse non digiunare, per questi nostri fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti lungo il 2007, mentre svolgevano il loro servizio missionario è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore”. Prima della preghiera, che sostituisce l’Angelus nel tempo pasquale, il Papa ha ricordato che “nella solenne Veglia pasquale è tornato a risuonare, dopo i giorni della Quaresima, il canto dell’Alleluia, parola ebraica universalmente nota, che significa “Lodate il Signore”. Nei giorni del tempo pasquale questo invito alla lode rimbalza di bocca in bocca, di cuore in cuore. Riecheggia a partire da un avvenimento assolutamente nuovo: la morte e risurrezione di Cristo. L’alleluia è sbocciato nei cuori dei primi discepoli e discepole di Gesù in quel mattino di Pasqua, a Gerusalemme” Da quella stessa esperienza, riprende Benedetto XVI, “deriva anche la preghiera che noi recitiamo quest’oggi e ogni giorno del tempo pasquale al posto dell’Angelus: l’antifona mariana Regina Caeli. Il testo è breve e ha la forma diretta di un annuncio: è come una nuova “annunciazione” a Maria, fatta questa volta non da un angelo, ma dai cristiani che invitano la Madre a rallegrarsi perché il suo Figlio, da lei portato nel grembo, è risorto come aveva promesso”. E’ auspicabile, continua il Papa, “che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi, così che non sia soltanto una parola, ma l’espressione della nostra stessa vita: l’esistenza di persone che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno con il loro comportamento da “risorti”. “Prega il Signore per noi”, diciamo a Maria, affinché Colui che, nella risurrezione del suo Figlio, ha ridato la gioia al mondo intero, ci conceda di godere di questa gioia ora e nella vita senza fine”. In conclusione, Benedetto XVI ha ricordato la Giornata Mondiale per la Lotta contro la Tubercolosi e si e’ detto “particolarmente vicino ai malati e alle loro famiglie. Auspico che cresca l’impegno a livello mondiale per debellare questo flagello. Il mio appello si rivolge soprattutto alle istituzioni cattoliche, affinché quanti soffrono possano riconoscere, attraverso la loro opera, il Signore Risorto che dona ad essi guarigione, conforto e pace”.

GESU’ OGGI VUOL DIRTI:'’TI AMO'’

Martedì 18 Marzo 2008

Amore non è possesso
Amore è desiderare il Vero Bene
Amore non si pronuncia
se non è ispirato dall’Amore di Dio.
Voglio dirti “ti Amo”
perché sei importante e speciale
ogni volta che t’incontro
perché te come tutti gli altri
siete dono particolare,
ognuno con una diversa qualità!
Non te lo dico per desiderare
un abbraccio.
Non te lo dico per avere
un consenso.
Te lo dico perché desidero
che i tuoi occhi brillino d’Amore
per donarlo agli altri
con l’ascolto,
nel dolce silenzio Amico,
e perché desidero donarti il mio cuore
che non può essere esclusivo
in quanto sempre sovrabbonda…

E prima che giunga un qualsiasi peccato
voglio approfittarne,
sia con la parola che con l’azione
per dimostrare a tutti,
- da quelli che conosco
a quelli che “capitano” -
che voglio Amare
e voglio poterlo dire
a chi ha un cuore così puro
da saper accogliere nel giusto
una parola così bella!

SAI VIVERE NEL PRESENTE ED ESSERE FELICE?

Martedì 18 Marzo 2008

Preghiera per vivere il presente

(Soren Kierkegaard, filosofo e teologo, 1813-1855)Signore,
aiutaci a vivere l’oggi,
a non indugiare nel passato.
Ciò che è stato è stato,
e tutto il mio rammarico
non lo farà risorgere.
Il momento immediatamente presente
è quasi sempre tollerabile.
Soltanto il rimpianto del passato
e l’apprensione del futuro
lo rendono insopportabile.
Adattarsi alle circostanze
è assai più facile
che piegarle alla nostra volontà.
Aiutaci a capire
che accettare il dono di ogni giorno
è lasciarsi guidare
docilmente da Te.

DANZARE LA VITA

Martedì 18 Marzo 2008

“Noi abbiamo suonato il flauto e voi non avete danzato”

E’ il 14 luglio.GIORNO DEL MIO COMPLEANNO.PESA DELLA BASTIGLIA IN FRANCIA 
Tutti si apprestano a danzare.
Dappertutto il mondo, dopo anni dopo mesi, danza.
Ondate di guerra, ondate di ballo.

C’è proprio molto rumore.
La gente seria è a letto.
I religiosi dicono il mattutino di sant’Enrico, re.
Ed io, penso
all’altro re.
Al re David che danzava davanti all’Arca.

Perché se ci sono molti santi che non amano danzare,
ce ne sono molti altri che hanno avuto bisogno di danzare,
tanto erano felici di vivere:
Santa Teresa con le sue nacchere,
San Giovanni della Croce con un Bambino Gesù tra le braccia,
e san Francesco, davanti al papa.
Se noi fossimo contenti di te, Signore,
non potremmo resistere
a questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo,
e indovineremmo facilmente
quale danza ti piace farci danzare
facendo i passi che la tua Provvidenza ha segnato.
Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza
della gente che, sempre, parla di servirti col piglio da
condottiero,
di conoscerti con aria da professore,
di raggiungerti con regole sportive,
di amarti come si ama in un matrimonio invecchiato.

Un giorno in cui avevi un po’ voglia d’altro
hai inventato san Francesco,
e ne hai fatto il tuo giullare.
Lascia che noi inventiamo qualcosa
per essere gente allegra che danza la propria vita con te.

Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,
non occorre sapere dove la danza conduce.
Basta seguire,
essere gioioso,
essere leggero,
e soprattutto non essere rigido.
Non occorre chiederti spiegazioni
sui passi che ti piace di segnare.
Bisogna essere come un prolungamento,
vivo ed agile, di te.
E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l’orchestra
scandisce.
Non bisogna volere avanzare a tutti i costi,
ma accettare di tornare indietro, di andare di fianco.
Bisogna saper fermarsi e saper scivolare invece di
camminare.
Ma non sarebbero che passi da stupidi
se la musica non ne facesse un’armonia.

Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito,
e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica:
dimentichiamo che fra le tue braccia la vita è danza,
che la tua Santa Volontà
è di una inconcepibile fantasia,
e che non c’è monotonia e noia
se non per le anime vecchie,
tappezzeria
nel ballo di gioia che è il tuo amore.

Signore, vieni ad invitarci.
Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,
questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in
cui avremo sonno.
Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro,
quella del caldo, e quella del freddo, più tardi.
Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo
che sono tristi;
Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo
che sono logoranti.
E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo:
anche questo è danza.

Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno
avviato fra te e noi,
il ballo della nostra obbedienza.

Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:
in essa, quel che tu permetti
dà suoni strani
nella serenità di quel che tu vuoi.
Insegnaci a indossare ogni giorno
la nostra condizione umana
come un vestito da ballo, che ci farà amare di te
tutti i particolari. Come indispensabili gioielli.

Facci vivere la nostra vita,
non come un giuoco di scacchi dove tutto è calcolato,
non come una partita dove tutto è difficile,
non come un teorema che ci rompa il capo,
ma come una festa senza fine dove il tuo incontro si
rinnovella,
come un ballo,
come una danza,
fra le braccia della tua grazia,
nella musica che riempie l’universo d’amore.

Signore, vieni ad invitarci.

QUESTA PREGHIERA E’ PER TANTI DEL GRUPPO MONDIALITA’-SAMO I SOLITI FESSI-

Martedì 18 Marzo 2008

 I soliti fessi

(Tonino Lasconi)Signore, noi siamo i “soliti fessi”.
Quelli che “al dunque” non si tirano indietro.
Quelli che non sanno mai trovare la scusa per dire “Non sono potuto venire”
Quelli che dicono: “Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro”.
Quelli che si ritrovano “sempre gli stessi” a lavorare, a sgobbare.
Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri oltre a non lavorare ti prendono anche in giro.
Signore, è duro.
Siamo sempre in tanti ad avere idee, a progettare, a programmare.
Ma poi, a lavorare, chi scappa di qua, chi fugge di là, chi non può,
chi non si ricorda…

E noi siamo i “soliti fessi”.
Ci arrabbiamo, diciamo che questa è l’ultima volta; che non ci cascheremo mai più… Ma sappiamo che non è vero.

Perché non siamo soli. Ci sei Tu. Tu non hai mai tagliato la corda.
Aiutaci a stare in tua compagnia: anche Tu ci sei sempre!