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NOTIZIE DALL’AFRICA ( GIBUTI -ERITREA DISCUSSUONI SUI CONFINI)(DUE SUORE MORTE)

venerdì 9 maggio 2008

 

9/5/2008   18.51    
PER ERITREA “NESSUN PROBLEMA AL CONFINE”, GIBUTI RIBADISCE VIOLAZIONE   
 
 
“Non ci sono problemi con Gibuti, non ce ne sono mai stati” ha sostenuto Grirma Asmerom, ambasciatore eritreo presso l’Unione europea, in reazione alle accuse di Gibuti, secondo cui l’esercito eritreo avrebbe sconfinato e costruito postazioni militari difensive all’altezza di Ras Doumeira. Tre giorni fa il ministro degli Esteri di Gibuti aveva interpellato sulla questione il Consiglio di sicurezza dell’Onu, dopo averlo fato con l’Unione africana (UA) e la Lega Araba. Oggi in alcune interviste alla stampa internazionale il presidente di Gibuti, Ismael Omar Guelleh, ha ribadito che l’esercito eritreo ha violato l’integrità territoriale del proprio paese e che “i due eserciti si trovano l’uno di fronte all’altro” in un clima “non amichevole”, pur ammettendo che finora non c’è stato da parte dei militari eritrei alcun atteggiamento bellicoso. Secondo Guelleh, Asmara è al corrente dei lavori in corso al confine ma il presidente Asayas Afeworki non sembrerebbe capire che i suoi militari si trovano in territorio straniero. Doumeira è un piccolo villaggio di confine abitato da gente di etnia afar.
 

 

 

 BREVI DALL’AFRICA (Camerun, Namibia, Kenia, Kenia 2)
 
 Altro, Standard
 
 
CAMERUN – I prezzi dei generi alimentari non sono diminuiti, nonostante le misure prese a inizio marzo dopo le proteste per il carovita che hanno causato almeno 40 morti: la denuncia è delle associazioni della società civile camerunese. Il governo aveva annunciato la diminuzione del prezzo del riso, che era aumentato del 40 per cento tra settembre dell’anno scorso e febbraio, ma, se a marzo un chilogrammo costava tra i 273 franchi (0,41 euro) e i 499 franchi (0,76 euro), oggi nei supermercati un pacco viene acquistato per 585 franchi (0,89 euro).
 

NAMIBIA – Un esteso studio di valutazione sulla sicurezza alimentare nazionale sarà condotto dal Programma alimentare mondiale (Wfp), dopo che l’Unità di gestione delle emergenze (Emu) ha comunicato che in Namibia sarà “molto probabile” una crisi alimentare, a causa delle recenti inondazioni e della crisi del carovita internazionale. Gabriel Kangowa, direttore dell’Emu, ha detto che la valutazione sarà incentrata sulla condizione delle famiglie: “Vogliamo studiare le loro necessità e il modo in cui stanno affrontando il problema”, aggiungendo che ci sono state “buone piogge, ma hanno rovinato molti raccolti e alcuni campi sono stati completamente sommersi dall’acqua”.
 

KENIA – I nomadi del nord-est sono tra coloro che soffrono di più a causa dell’aumento dei prezzi alimentari. A El Ram, un isolato insediamento semi-nomade a 80 chilometri dalla frontiera con la Somalia, le popolazioni nomadi vendono il latte e il bestiame, ma molte persone sopravvivevano solo grazie agli aiuti distribuiti dalle Nazioni Unite. In seguito alle violenze cominciate dopo le elezioni presidenziali di dicembre, però, i camion che trasportano gli aiuti e i prodotti commerciali da Mombasa sono stati bloccati per motivi di sicurezza. “La vita della pastorizia è ora un dilemma” ha detto Abdul Sheikh, che si occupava di distribuire gli aiuti per conto delle Nazioni Unite, aggiungendo che il crescente numero di insediamenti, l’aumento della popolazione e la riduzione del numero di animali mettono a rischio la sopravvivenza di queste popolazioni dedite alla pastorizia.
 

KENIA – 30.000 ettari coltivati a mais nella regione del monte Kenya, sono stati distrutti da un invasione di vermi soldato (Pseudaletia unipuncta), mettendo in serio rischio la sicurezza alimentare del paese.”Abbiamo preso delle misure per evitare che questa specie distruttiva di vermi si diffonda dappertutto: i nostri funzionari hanno usato immediatamente gli insetticidi chimici”: l’ha detto Wycliffe Ogalo, amministratore locale. La crisi politica che si è sviluppata in Kenia dopo le elezioni di dicembre ha danneggiato la produzione agricola interna, contribuendo a far diminuire le previsioni di crescita del paese dal 7% al 4,5%.[CO]

 

TANZANIA
9/5/2008   20.02    
DUE MISSIONARIE MUOIONO IN INCIDENTE STRADALE 
 
 
Ci sono anche due suore missionarie tra le 15 vittime del grave incidente stradale avvenuto questa mattina nel centro della Tanzania. Lo riferiscono fonti religiose locali, precisando che le due religiose – suor Neeta Baa delle Suore di Maria Immacolata, originaria dell’India, e Suor Renita, delle Salesiane di Don Bosco – si trovavano a bordo dell’autobus che collega le città di Morogoro e Dodoma e che stamani ha avuto uno scontro frontale con un camion, provocando la morte di 15 passeggeri. Secondo il Catholic information service for Africa (Cisa), le due suore si trovavano nei primi posti dell’autobus e sarebbero morte sul colpo al momento dell’incidente. I funerali delle due religiose si terranno domani a Dodoma. [CC]

 

 

 

 

ULTIME NOTIZIE DALL’AFRICA (Aprile 2008)

domenica 4 maggio 2008

SUDAFRICA – “Comportamenti collusivi in alcuni settori dell’economia, in particolare nell’industria alimentare sono motivo di preoccupazione per molti sudafricani” ha detto mattina alla stampa il portavoce del governo Themba Maseko alla fine di una riunione del gabinetto dei ministri dedicata al problema dell’inflazione e durata tutta la notte. “I ministri dei dicasteri economici e sociali hanno avuto incarico di sviluppare strategie per affrontare il problema e riferire al consiglio” ha continuato Maseko, aggiungendo che l’esecutivo si attende dagli uffici competenti di vigilare e intraprendere azioni severe contro pratiche che abbiano contribuito a far salire i prezzi. La federazione dei sindacati sudafricani ha indetto una manifestazione di protesta davanti al municipio di Johannesburg; nell’ultimo anno, dicono i sindacalisti, il prezzo del mais, prodotto alla base dell’alimentazione dei più poveri, è salito del 40% così come sono aumentati pane, latte, uova, carne e pollo. (BF)

KENYA – Dopo la siccità, le alluvioni, l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, le violenze post-elettorali e gli sfollamenti di popolazione, la crisi alimentare in Kenya, che colpisce direttamente circa 2,5 milioni di persone, viene ulteriormente aggravata da un fungo che sta attaccando le coltivazioni di riso. Secondo dati dell’Onu, il fungo ha già distrutto circa 5600 ettari di risaie nella provincia centrale, dove si trovano le principali coltivazioni del cereale nel paese, equivalenti a oltre 10% della produzione annuale. Alcuni esperti ritengono che il ‘fungo’ potrebbe portare a una diminuzione della produzione totale del riso di oltre il 20%. Questa situazione potrebbe costringere il governo a importare maggiormente riso, il cui prezzo sui mercati è salito del 75% negli ultimi due mesi. Il nuovo governo di coalizione ha chiesto all’ente nazionale per la produzione agricola di vendere ai contadini fertilizzanti a metà prezzo. (CC)

NIGERIA – “Abbiamo preso la decisione di importare 500.000 tonnellate di riso, che saranno poi vendute alla gente a tariffe agevolate” lo ha annunciato Segun Agagu, governatore dello stato sud-occidentale dell’Ogun, dopo una riunione tra il presidente nigeriano Umaru Yar’Adua e i governatori dei 36 stati del paese per discutere dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e e della crisi alimentare che rischiano di provocare. Il riso, che dovrebbe arrivare dalla Thailandia entro i prossimi tre mesi, dovrebbe costare al governo circa 600 milioni di dollari e sarà venduto alla popolazione a un prezzo di 41,6 dollari per ogni sacco da 50 chili.”Non possiamo dire che in Nigeria c’è già la fame, ma i prezzi dei generi alimentari stanno aumentando, mentre la loro reperibilità sta diminuendo in molti posti” ha continuato Agagu, aggiungendo che durante l’incontro è stato deciso anche di distribuire 11.000 tonnellate di grano conservate nei magazzini della Riserva strategica dei grani (Sgr). Inoltre, i governatori degli stati nigeriani hanno deciso di aumentare i fondi a disposizione del settore agricolo e della produzione alimentare per i prossimi quattro anni.(CO)

MOZAMBICO – “Il prezzo dei generi alimentari è decisamente aumentato nell’ultimo periodo: non sappiamo come reagirà la popolazione, ma ci saranno sicuramente grossi cambiamenti, perché la gente non è più in grado di sostenere la situazione”: lo dicono alla MISNA fonti della società civile contattate a Maputo dove sono sempre più tangibili gli effetti del carovita mondiale che colpisce in particolare i paesi africani. Negli ultimi mesi, spiegano le stesse fonti, il Mozambico ha registrato una serie di devastanti fenomeni climatici, che hanno danneggiato seriamente le colture agricole: ripetuti cicloni hanno colpito le regioni costiere costringendo almeno 50.000 persone ad abbandonare le proprie case, altre migliaia sono state accolte in campi per sfollati dopo le inondazioni nel centro del paese, mentre la siccità ha interessato le regioni settentrionali. I prezzi, in particolare quelli di tutti i prodotti alimentari di base, sono aumentati costantemente a causa della produzione interna molto bassa e dell’impennata del costo del petrolio, mentre gli stipendi sono rimasti invariati: il governo starebbe valutando la possibilità di aumentare del 10 o del 15% il livello dei salari minimi, che oggi sono intorno ai 1600 metical (circa 60 euro) al mese.

SENEGAL – Una persona è morta e diverse sono rimaste ferite oggi quando il minibus su cui viaggiavano è stato investito dall’esplosione di una mina collocata sul ciglio di una strada in Casamancia, nel sud del paese. L’incidente – hanno riferito fonti mediche – è avvenuto tra i villaggi di Sindian e Tounkara a una cinquantina di chilometri da Ziguinchor, una delle principali città della regione, teatro di una ribellione armata indipendentista ad opera del Movimento delle forze democratiche della Casamancia (Mfdc).

BURUNDI – Un soldato e quattro ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl) sono rimasti uccisi ieri nel corso di combattimenti sulla collina di Kirombwe, 10 chilometri a est di Bujumbura. “Oltre 3.500 persone sono state costrette alla fuga dai combattimenti – ha dichiarato un responsabile dell’amministrazione locale di Muyira – e non hanno più niente da mangiare da ieri”. Il portavoce dell’esercito regolare ha confermato la notizia degli scontri precisando che sarebbero stati provocati da un’imboscata tesa dall’Fnl ai militari.

MALI – Tre militari presi in ostaggio da ribelli Tuareg il 20 marzo scorso nel nord del paese sono stati liberati e consegnati a un emissario del governo libico. Sono ancora una trentina i soldati maliani nelle mani dei ribelli guidati da Ibrahim Ag Bahanga. Lo scorso 3 aprile a Tripoli il governo e i ribelli hanno firmato un accordo che prevede la liberazione di tutti gli ostaggi a fronte di un parziale ritiro dell’esercito regolare da alcune delle aree settentrionali di cui gli uomini di Bahanga reclamano il controllo.

SUDAFRICA – Sono 9 i minatori rimasti uccisi ieri in una miniera della società sudafricana Gold Fields, a ovest di Johannesburg, quando il cavo del montacarichi su cui si trovavano di è spezzato precipitandoli per decine di metri. All’incidente ne era preceduto un altro,la scorsa settimana, nella stessa miniera, in cui avevano perso la vita altri cinque operai. Le autorità locali hanno annunciato un’inchiesta per verificare il rispetto degli standard di sicurezza da parte della società.

YEMEN
2/5/2008   17.37
ATTENTANTO IN MOSCHEA, NUMEROSE VITTIME CIVILI
Altro, Brief

E’ di almeno 18 morti e 45 feriti il bilancio provvisorio dell’esplosione avvenuta oggi all’ingresso di una moschea di Saada, nel nord-ovest del paese. Lo hanno annunciato fonti della polizia locale precisando che l’ordigno è esploso al momento dell’uscita dei fedeli dalla preghiera del venerdì. Secondo le prime contrastanti ricostruzioni l’esplosivo era stato piazzato a bordo di un minibus, ma secondo alcuni testimoni si trattava di una motocicletta, e mirava ad uccidere la folla di fedeli o forse lo stesso imam della moschea Bin Salman, rimasto illeso. Fino ad ora l’attentato non è stato rivendicato e il capo ribelle Abdul-Malik al Houthi ha negato ogni coinvolgimento dei suoi sostenitori nell’attacco. “Critichiamo e condanniamo questo spiacevole incidente, neghiamo completamente di aver avuto alcun ruolo”, ha detto al Houthi alla televisione araba al Jazeera. La zona di Saada è teatro di una sanguinosa rivolta da parte della comunità Zaidi – ramo della shi’a – che dal 2004 ha provocato migliaia di morti.
[AdL]

DIALOGO INTERRELIGIOSO: CRISTIANI E MUSULMANI “OLTRE LA TOLLERANZA”

domenica 4 maggio 2008

“Cristiani e musulmani dovrebbero andare oltre la reciproca tolleranza, accettando le differenze, prestando attenzione ai punti in comune e ringraziando Dio per questi ultimi”. E’ uno dei concetti espressi nel comunicato congiunto diffuso oggi, al termine del sesto incontro tra i vertici del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso presieduto dal cardinale Jean-Louis Tauran, e otto delegati dello ‘Islamic Culture and relations organization’ di Teheran, diffuso dalla Sala stampa vaticana. “Entrambe le parti concordano sulla necessità di promuovere la spiritualità e le virtù morali e incoraggiare il rispetto per i simboli sacri” si legge ancora nel documento, che sottolinea inoltre come “le tradizioni e i credi religiosi non possano essere giudicati sulla base di un singolo verso o passaggio presente nei rispettivi libri sacri”. Il colloquio congiunto tra il dicastero vaticano e il gruppo iraniano, sul tema “Fede e ragione nel cristianesimo e nell’Islam”, cominciato lunedì scorso in Vaticano, si è concluso con l’udienza di Benedetto XVI che si è detto “particolarmente soddisfatto” per la scelta dell’argomento e le conclusioni raggiunte. Il prossimo incontro tra le due delegazioni si terrà tra due anni a Teheran e sarà preceduto da una riunione preliminare.
[AdL]

DIALOGO CRISTIANI MUSSULMANI

giovedì 10 aprile 2008

Cristiani e musulmani: vivere insieme con Gesù diversi       

Scritto da Samir Khalil Samir, sj – AsiaNews    

Il 20 marzo scorso, diverse agenzie di stampa hanno riportato da Riyadh la seguente notizia: “Se il Papa non riconoscerà la figura del profeta Maometto non potrà essere costruita alcuna chiesa in Arabia Saudita”: sarebbe questa la proposta avanzata da alcuni mediatori di Riyadh impegnati con le autorità vaticane nella trattativa per erigere un luogo di culto cattolico nel regno.

A rivelarlo è Anwar Ashiqi, presidente del centro saudita di studi strategici ‘Medio Oriente’, intervistato dalla Tv satellitare ‘al-Arabiya’:

“Ho partecipato a diversi incontri nell’ambito del dialogo islamico-cristiano – spiega – e ci sono state trattative su questo tema. Noi abbiamo risposto che – dal momento che la nostra religione riconosce quella cristiana e le figure di Gesù, di Mosè e degli altri profeti – si potrebbero avviare trattative ufficiali per costruire una chiesa in Arabia Saudita solo dopo che il Papa e tutte le chiese cristiane abbiano riconosciuto il profeta Maometto”.

* * *

C’è un malinteso da chiarire. Lo sheikh Anwar Ashiqi dice: “Dal momento che la nostra religione riconosce quella cristiana e le figure di Gesù, di Mosè e degli altri profeti, …”.

 

L’islam riconosce la religione cristiana e la figura di Gesù?

 

Che significa “riconosce quella cristiana”? Se significa “riconosce la verità della religione cristiana come si auto-definisce”, allora l’islam non sarebbe più l’islam. Come farebbe Anwar Ashiqi a riconoscere la Trinità, l’Incarnazione, la Redenzione e tutto il dogma cristiano, quando il Corano nega chiaramente questi dogmi?

 

Nega la Trinità (“O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Dio altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria, non è altro che un messaggero di Dio, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno Spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Dio e nei Suoi messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Dio è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui!” = Corano 4:171). Nega la divinità di Cristo (“O Gesù, figlio di Maria, sei tu che hai detto alla gente: “Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Dio?” = 5:116). Nega la morte di Cristo in croce (“Non l’hanno ucciso, non l’hanno crocifisso, ma è sembrato loro” = Corano 4:157)? Insomma, il Corano e i mussulmani negano i dogmi essenziali del cristianesimo. E questo è il loro diritto più assoluto!

 

E che significa che l’islam “riconosce … le figure di Gesù, di Mosè e degli altri profeti”? Il Corano presenta una sua figura di Gesù, che in alcuni punti coincide con quella dei Vangeli, e in altri certamente no. Qualcuno potrebbe addirittura trovare che la figura coranica di Gesù è più bella di quella dei Vangeli. Cio’ che importa è che non coincide con quella dei Vangeli. E questo è il loro diritto più assoluto, purché sia chiaro che si tratta della figura coranica di Gesù!

 

E lo stesso vale per cio’ che chiamano “profeti”, che sono spesso figure bibliche, non necessariamente dei profeti. Quanto ai grandi profeti della Bibbia (Isaia, Geremia, Zaccharia, ecc) non sono nemmeno menzionati né nel Corano né nella Sunna.

 

Il Papa e i cristiani possono riconoscere Muhammad come profeta?

 

E che significa “che il Papa e tutte le chiese cristiane” devono prima riconoscere “il profeta Maometto”? E che c’entra il Papa con “tutte le chiese cristiane”, trattandosi dell’eventuale costruzione di una chiesa per i cattolici, che era la richiesta fatta il 6 dicembre scorso nell’incontro tra il Papa e il re Abdallah? Come se il Papa avesse una qualunque autorità su altre chiese … o vice versa!

 

Ma la cosa più strana è che il Papa dovrebbe riconoscere il carattere profetico di Muhammad. E come si fa a riconoscerlo tale? Anzi, a riconoscere che egli è “il sigillo dei profeti” secondo l’espressione coranica ripresa da tutta la tradizione musulmana? Come il cristiano può credere, nello stesso tempo, che Cristo è il Verbo di Dio, il messaggio ultimo di Dio all’umanità, la Parola divina incarnata, e che dopo di lui Dio suo Padre abbia mandato un altro profeta a chiudere la Rivelazione, cioè a completare, correggere, contraddire ciò che di lui si dice nei Vangeli?

 

C’è un principio di coerenza e di non auto-contraddizione, oltre a questioni dogmatiche, che impediscono al Papa come al semplice fedele, di affermare che Muhammad è stato mandato da Dio al mondo intero (e non solo agli Arabi) per proclamare il Messaggio divino messo nel cuore di Adamo (che era mussulmano, come lo dice il Corano) e rivelato in plenitudine con lui.

 

Capisco che il musulmano si sente afflitto dal fatto che nessun cristiano coerente può proclamare che Dio abbia mandato messaggeri dopo Cristo, se non per seguire Cristo, imitarlo, e proclamare il suo messaggio. Anzi, il mussulmano sente una forma d’ingiustizia: “Noi, pensa, riconosciamo Gesù come profeta di Dio, perché voi non riconoscete Muhammad come profeta di Dio?”

 

La risposta è che non si tratta di scambiare dei favori: “Ti do questo e tu mi dai quello!” Non siamo al mercato. Si tratta di dire la propria fede, con sincerità e onestà, non per aggredire o umiliare chiunque, ma per non cadere nell’ipocrisia o il doppio linguaggio. Io cristiano non posso chiedere al mussulmano di riconoscere la divinità di Cristo, in cambio del riconoscimento della profezia di Muhammad. E se il musulmano fosse pronto a farlo, allora dovrebbe farsi battezzare e diventare cristiano.

 

Ugualmente, se il cristiano riconoscesse che Muhammad è profeta, per forza dovrebbe essere riconosciuto come musulmano. Perché? Perché è musulmano chiunque recita la doppia professione di fede: “Rendo testimonianza che non c’è Dio al di fuori di Dio, e che Muhammad è il messaggero di Dio”. Ora, la prima testimonianza la facciamo tutti i giorni; se aggiungo la seconda, allora sono irrimediabilmente diventato musulmano.

 

Si può essere e musulmano e cristiano?

 

Vorrei tanto poter essere e musulmano e cristiano. Ma non si puo’. Perché su alcuni punti le due religioni, non solo sono diverse, ma sono opposte. E questo non è un male. Come dice Muhammad ai pagani, nel Corano: “Avete la vostra religione, e io ho la mia!”. L’importante è il rispetto che ci portiamo gli uni agli altri. Più ancora del rispetto: l’affetto e l’amore.

 

Caro fratello musulmano, Dio ti ama come ama ogni sua creatura umana. Si fedele alla tua fede, e spingimi ad essere fedele alla mia. Anch’io ho il dovere di essere fedele alla mia fede, e di spingerti ad essere fedele alla tua. Ma non si può fare un ricatto dicendo: “Se il Papa non riconoscerà la figura del profeta Maometto, non potrà essere costruita alcuna chiesa in Arabia Saudita!”. Ne si può ricattare dicendo: “Se i musulmani non riconosceranno la figura di Cristo Figlio di Dio, non potrà essere costruita alcuna moschea in Occidente!”

 

La vera tolleranza è riconoscere l’altro com’è, non come vorrei che fosse! Tu non puoi riconoscere la divinità di Cristo (che è pure il dogma essenziale dei cristiani), come io non posso riconoscere la profezia di Muhammad (che è pure il dogma essenziale dei mussulmani).

 

Invece, posso provare a capire perché è fondamentale per te che Muhammad sia profeta di Dio, anzi il “sigillo dei profeti”, e rispettare per questo motivo la figura di Muhammad. E tu puoi provare a capire perché è fondamentale per me che Cristo sia il “Figlio di Dio”, e rispettare per questo motivo la figura di Gesù. Allora si, potremmo vivere insieme da buoni amici o addirittura da fratelli, avendo riconosciuto che siamo diversi ed essendo felice per questa diversità.

DAL MONDO LE 10 CRISI DIMENTICATE DAI MEDIA GENERALISTI

mercoledì 12 marzo 2008
MONDO
12/3/2008   16.31 DALLA SOMALIA ALLO SRI LANKA, LE DIECI CRISI DIMENTICATE DAI MEDIA GENERALISTI Giustizia e diritti umani, Standard

Attraversano tutto il Sud del mondo – dalla crisi umanitaria degli sfollati in fuga per la guerra somala al coinvolgimento di civili nel conflitto cingalese, dall’aggravarsi della crisi nella Repubblica democratica del Congo orientale alla precarietà nelle zone di conflitto colombiano – le 10 crisi umanitarie più ignorate nel 2007 dai mezzi d’informazione “generalisti”. Anche l’attenzione dei principali telegiornali italiani per le crisi umanitarie in generale sarebbe diminuita secondo il nuovo rapporto di Medici senza frontiere, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio dei media di Pavia; le notizie dedicate al Sud del mondo sarebbero diminuite dal 10% del totale nel 2006 all’8% nel 2007, scendendo a 6426 su 83.200. Nessuno spazio è stato dedicato agli scontri tra forze governative e vari gruppi ribelli nel nordovest della Repubblica Centrafricana che, dal 2005 a oggi, hanno costretto la popolazione ad abbandonare i propri villaggi e a cercare rifugio nelle inospitali foreste, o nei vicini Camerun e Ciad meridionale. Un anno dopo le prime elezioni democratiche nella Repubblica democratica del Congo, solo cinque notizie sono state dedicate agli scontri tra gruppi armati nel Kivu e in Ituri. Di Somalia, Sri Lanka, Colombia, tubercolosi farmacoresistente si è parlato solo per il coinvolgimento di italiani o occidentali. In sordina le notizie sulla crisi dello Zimbabwe o la malnutrizione che ogni anno uccide nel mondo cinque milioni di bambini sotto i cinque anni. “È importante che i media si impegnino per informare sulla realtà dei tanti contesti di crisi nel mondo perché raccontare significa sollevare problemi che altrimenti resterebbero nascosti e richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni” ha detto Kostas Moschochoritis, direttore di Msf italia sottolineando anche “non è vero, come viene spesso affermato, che queste notizie non interessano: 30.000 italiani lo scorso anno hanno aderito alla campagna ‘Dimmi di più’ chiedendo un’informazione più attenta alle crisi umanitarie”.
[CO]

DIALOGO INTERRELIGIOSO

mercoledì 12 marzo 2008
    14:18DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO: QUESTO POMERIGGIO UN INCONTRO ALL’UNIVERSITÀ LATERANENSE “Favorire la mutua comprensione tra musulmani e cristiani”, oggi più che mai “di vitale importanza”. Questo, spiegano gli organizzatori, l’obiettivo della Giornata di studio in programma questo pomeriggio a Roma presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia (Università Lateranense). Sul tema dell’incontro, “Concezione islamica e concezione cristiana dell’unione tra l’uomo e la donna”, si confronteranno l’islamica Hmida Ennaifer, dell’Università Zeituna di Tunisi, e il cristiano Eduardo Ortiz, dell’Università cattolica San Vicente Màrtir di Valencia. “È a tutti noto – proseguono gli organizzatori – quanto il servo di Dio Giovanni Paolo II si sia impegnato per la pace tra le religioni e l’Istituto che porta il suo nome intende operare in questa direzione”. Di qui la scelta del tema “di grande rilievo” dell’unione tra uomo e donna, perché “è utile che islam e cristianesimo si comprendano su un punto di vista cos importante per la vita personale e collettiva”. All’incontro interverrà anche il preside dell’Istituto, Livio Melina. Info: www.istitutogp2.it.  

GLI AMICI DI ISIRO (CONGO) CI SCRIVONO

martedì 4 marzo 2008

                                                                                                                                  Isiro, 1-3-08
Hola, P. Francesco !                            
 

Sango nini? Nous espérons que vous serez déjà bien installé à Djibouti. Le frère Domenico nous a transmis vos salutations et votre soutien économique. Merci beaucoup pour être avec nous malgré la distance. Nous avons appris quelque chose de la situation da la Consolata à Djibouti et nous sommes étonnés. Vous montrez un grand courage en allant à ce mission si difficile et dangereuse. Une autre fois c’est la foi en notre Père qui nous aime l’unique soutien des actes d’amour ; et ça nous encourage grandement à continuer notre mission de témoigner que le royaume de Dieu est ici avec nous. Nous remercions Dieu sa présence amoureuse dans votre témoignage.

 

A Isiro nous essayons de continuer votre tache commencé au sein de la Maison P. Oscar. La Bibliothèque virtuel ouverte au monde est déjà une réalité. Une soixantaine d’étudiants aidés par la Consolata sont en train de utiliser ce service, qui devient chaque fois plus important dans ce milieu si isolé. En plus, la communauté d’étudiants, sur tout ceux qui habitent dans la maison son déjà capables de transmettre vos enseignements aux nouveaux membres. Les semences que vous aviez semé sont entrain de se reproduire petit à petit entre les jeunes. Nous essayons de maintenir vivante cet esprit de communauté qui marche vers la maturité chrétienne. Les difficultés ne manquent jamais car le travail avec les jeunes n’est pas facile, mais le Seigneur nous donne la force pour continuer. Cette expérience nous apprenne chaque jour beaucoup de choses et tout ça nous fait croître aussi dans la foi. En tout cas nous sommes très remercies a vous pour nous avoir laissé le « champ » prêt. Tout votre travail nous a facilité grandement une tache que constitue plutôt la continuité de vos efforts.

 

A Isiro il y a beaucoup de personnes qui se rappellent de vous : l’évêque Julien, le recteur de l’Uniuélé, des abbés, beaucoup d’étudiants… Ils vous envoient beaucoup de salutations. Concrètement, les étudiants de la maison ne cessent jamais de raconter des anecdotes vécues avec vous. Ils vous souhaitent aussi une bonne expérience et un bon service de nouveau en Afrique.

Nous tous vous demandons vous rappeler de nous dans votre prière comme vous étés présent dans la notre. Bon apostolat!

                                                       Susi et David.

 

DON SANDRO CI SCRIVE E CI RINGRAZIA

martedì 26 febbraio 2008

Carissimi amici di ANIMAFRICA e tutti coloro che hanno pregato per me e si sono fatti prossimo alla mia sofferenza,garzie di cuore e che il Signore benedica voi tutti e le vostre famiglie,continuiamo a pregare in comunione fraterna e a batterci per la giustizia e la pace(n.d.r.)

 

Se ho fatto bene i calcoli, ho passato 117 giorni in prigione. E’ solo una cifra, cui bisognerebbe anche aggiungere i 20 giorni di libertà provvisoria all’inizio, con tutte le tensioni permanenti del non sapere cosa sarebbe successo, i contatti coll’avvocato, e chi cercava di approfittarne. E prima ancora, il sapere che da anni c’era che diffondeva le voci contro di me, una diffamazione in effetti decennale, arrivata anche a Ali Sabieh. In una società orale, occupata a raccontarsi notizie vere o false che siano per gran parte della giornata intorno ai mazzetti di khat, la Coca Cola e l’incenso, immagino che ora moltissimi Gibutini sanno tutto di me, e che importa se è tutto falso! Probabilmente, almeno in senso negativo, la caratteristica del mio apostolato a Gibuti sarà riassunta da questi voci nascoste, dagli insulti che di tanto in tanto affiorano, e finalmente da questo essere un capro espiatorio in un affare di Stato fra Francia e Gibuti.
Grazie a Dio, la mia vita negli ultimi 15 anni non finisce qui; ci sono talmente tanti aspetti positivi…. prima di tutto la gente, pur se dura nella scorza, buoni quando li si conosce; il mare e il deserto; l’amicizia col mio Vescovo; tanti che hanno confermato nella prova il loro affetto per me; il cammino fatto con Dio.
Vorrei tanto poter considerare col cuore la prigionia come una gioia, basata com’è sulla menzogna: è quello che dicono Pietro e Paolo nelle loro lettere…… Non ne sono capace, e me ne trattiene il sentimento che forse è indipendente dal mio essere cristiano; che che non sono stato abbastanza prudente nei miei contatti coi giovani alla Caritas Djibouti o a Ali Sabieh, senza prendere in conto il veleno di chi voleva assassinarmi colla maldicenza. In ogni caso, prego sempre che finalmente io ne esca, che chi ne è all’origine si penta del giocare cosi’ colla vita e reputazione degli altri, e che il Signore mi dia un altro modo di testimoniare della sua parola e della sua vita in me. Nel frattempo, che abbia la pazienza e la fiducia che un giorno forse sarà di aiuto ricordare anche queste cose.
Don Sandro  GIBUTI  26 FEBBRAIO 2008
 

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI DALA PARTE DI DON SANDRO

sabato 23 febbraio 2008

Ho comunicato a don Sandro il vostro interessamento con le preghiere e le firme(in particolare all’interesse di Lucia)e lui vi ringrazie e contraccambia le preghiere,presto si fara’ vivo con uno scritto.

Buon fine settimana a tutti.P.Fra

VENERDI’ FESTA

venerdì 22 febbraio 2008

Carissimi spero che abbiate letto la bella notizia ,perchè sulla mia home page non appare piu’ nulla ma io speranzoso scrivo ugualmente per continuare ad incoraggiarvi a ringraziareil Signore che fa’ ancora miracoli e la vostra preghiera conta molta perchè ci fa bene restare in comunione.Sabato ,domenica e lunidì prossimo con il mio confratello andremo a Tagiura e a Obok a celebrare l’Eucarestia a suore e fratelli che testimoniano il vangelo in quelle citta’.Quindi non saro’ su skipe,al mio ritorno vi eaccontero’.No è facile abituarsi ai ritmi diversi di questi paesi….venerdi’ festa domenica giornata di lavoro….ma per chi non fa nulla tutto diventa piu’ sempice.Se verree qui’ dovete stare attenti a non dare la mano ,al venerdi’.a nessuno perche’ i nostri fratelli che si sono purificati per andare i moschea,dinventerebbero impuri toccandoci,queste e tante altre situazioni spesso mi fanno pensare molto.La cosa bella che mi sento in comunione con i nostri fratelli Mussulmani nel momento della preghiera.C’è una Moschea vicina alla nostra casa e gia’ alle 4,30 il muezin ci richiama alla preghera e cosi’ spesso anch’io ne appofitto.Il caldo umido sta aumentando …che sia a causa della luna piena?

Alla prossima vi abbraccio P.Fra