Archivio di dicembre 2006

preghiera

venerdì 8 dicembre 2006

2° dom. avv.
 

A ben guardare, un rischio lo corriamo anche noi: far risaltare troppo alcune immagini di Gesù e dimenticare la vera grandezza della sua missione. A tutti è familiare l’immagine di un “Gesù Bambino” che giace nella mangiatoia. Meno incisiva sembra essere l’idea di questo uomo ormai adulto che passa di villaggio in villaggio ad annunciare il Regno di Dio, operando miracoli e donando il perdono a chi si apre al suo amore. Ecco perché siamo invitati anche noi a spianare e raddrizzare le strade del nostro cuore, allontanando ciò che ci impedisce di andare speditamente dietro a lui, metterci tra i suoi discepoli. Discepoli non di un eterno bambino, ma di un Maestro che vive, muore e risorge per noi.  Queste sono le “grandi cose” che il Signore continuamente opera per noi e per tutti gli uomini, se sanno riconoscere il dono di cui sono oggetto. Noi siamo in attesa della sua venuta come Salvatore potente.
 

O Dio, abbiamo scoperto ancora una volta che tu sei “grande nell’amore” perché “chiami gli uomini alla luce gloriosa del tuo regno”.

 Ti chiediamo: “raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio” che impariamo ad attendere ed accogliere in questo tempo che tu ci doni, o Dio che sempre ci ami.

PREGHIERE PER LA FAMIGLIA 2° SETTIMANA DI AVVENTO

venerdì 8 dicembre 2006

Ogni sera preghiamo insieme

 

I componenti la famiglia ogni sera pregano insieme. Chi è solo si incontra con altri: vicini di casa o amici.
Genitori:Gesù ci chiama non soltanto ad ascoltare, ma soprattutto a vivere la sua Parola. Ciò è impossibile con le sole nostre forze, per questo invochiamo il suo aiuto nella preghiera.

 figli: “Gesù, attraverso la parola di Giovanni tu ci richiami alla conversione”.Donaci di accogliere con totale disponibilità questo tuo invito. Noi ti preghiamo:

   Tutti: Ascoltaci Gesù
 figli: Gesù, insegnaci a preparare la strada della tua venuta, eliminando tutti gli ostacoli che ci separano da te: il peccato soprattutto. Noi ti preghiamo:
   Tutti: Ascoltaci Gesù
  figli: Per coloro nei quali la durezza della vita ha spento ogni speranza, perché la nostra preghiera e la nostra fraternità facciano rifiorire la fiducia e la volontà di impegnarsi per un domani migliore.Noi ti preghiamo.
   Tutti: Ascoltaci Gesù



Atto di Dolore

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo, con il tuo santo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire dalle occasioni prossime di peccato.

  Signore, misericordia, perdonami.

   figli: Per i giovani di oggi, fatti conoscere o Signore perché   
  vedano in te il modello della loro vita e siano secondo il tuo insegnamento.Noi ti preghiamo:
  Tutti: Ascoltaci Gesù
 

Si recitano insieme:
Ave Maria,
Atto di dolore.
genitori: Preghiamo.
Padre, Gesù tuo Figlio,
è venuto per salvarci
dal peccato e dalla morte.
Donaci di essere, con Lui e come Lui,
lieti e generosi annunciatori e portatori della tua salvezza.
Tutti: “Amen”

SECONDA SETTIMANA

DI AVVENTO

10 – 16 Dicembre

 

 

 


Domenica 10 dicembre: partecipa alla S.Messa festiva e raccogli le riflessioni del sacerdote. Puoi anche leggere le riflessioni delle tre letture sul foglietto della domenica che trovi in chiesa ed eventualmente portarti a casa il foglietto se le vuoi rileggere e meditare.

 

Tema della settimana: Cambiare Vita

 

 

Dal Vangelo secondo Luca                                    (3, 1-6)
 

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governante della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la Parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
 Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano dritti; i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!”
 

 

GIOVANNI INDICA 4 VERBI PER IMPEGNARCI:

 

P_ _ _ _ _ _ _ _   
R_ _ _ _ _ _ _ _ _ _
R_ _ _ _ _ _ _
A_ _ _ _ _ _ _ _ 

L’evangelista Luca nel suo vangelo ci dà le coordinate geografiche dei luoghi dove i fatti sono realmente avvenuti e spiega cosa Giovanni intende per conversione.
Quali sono dunque per Giovanni le colline da abbassare e i burroni da colmare nella nostra vita?
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Spiritualità: rileggi ogni giorno
il brano del Vangelo
 

LUNEDÌ 11 Dicembre
 

Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
 

È vero che l’uomo moderno è poco disponibile a seguire l’insegnamento di Gesù perché è superbo (sentiero da raddrizzare), pieno e soddisfatto delle sole proprie idee? Ed io? Voglio abbassare la mia superbia? Ascoltare di più quello che Gesù insegna e pretendere di meno di fare solo ciò che mi piace? (burrone da riempire)
MARTEDÌ 12 Dicembre
Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
 

Mi succede di misurare la mia superbia, con altre persone, per cui dico a me stesso: gli altri sono peggiori di me, oppure mi misuro con la Parola di Dio e cerco di essere migliore: più disponibile ad aiutare chi mi è vicino, per farmi umile?
MERCOLEDÌ 13 Dicembre
Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
 

So compiere qualche azione significativa per allenare la mia volontà? Una rinuncia tra molte cose superflue, o nel cibo, o nei vestiti, o negli oggetti di uso? A cosa voglio rinunciare?
 

GIOVEDÌ 14 Dicembre
Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
Credo che il Regno di Dio, anche se uomini malvagi lo contrastano, prosegue il suo cammino? L’invito di Giovanni Battista a collaborare mi trova impegnato a proporre a me stesso e ad altre persone azioni giuste e generose, per contrastare le azioni del male?

 

VENERDÌ 15 Dicembre
 

Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
È chiaro e deciso il mio punto di forza, la persona di Gesù, per attuare il mio impegno? Ascolto la Sua Parola? Penso a Lui? Lo sento a me vicino? Prego rivolto a Lui perchè mi aiuti?
SABATO 16 Dicembre
Che cosa possiamo capire delle parole di Giovanni?
Riconosco nelle azioni di Cristo che il sacerdote  compie, cioè i Sacramenti: l’azione per eccellenza di Cristo che mi incontra per farmi quei doni soprannaturali e spirituali che mi trasformano da peccatore in santo? Mi accosto al Sacramento della Confessione e Comunione? Ogni quanto?

 

 

2° DOMENICA DI AVVENTO

venerdì 8 dicembre 2006

L’avvento è il tempo che ci diamo affinchè il giorno della venuta del Signore non ci piombi addosso all’improvviso. Siamo chiamati, cioè, a fare in modo che il Natale sia davvero lo spalancare il cuore all’immensità di un Dio che diventa bambino.
 

Certo, non è facile e tutto ci rema contro: il clima dolciastro, lo scippo natalizio perpetrato dal marketing che fa leva sui buoni sentimenti, le difficoltà della vita di tutti i giorni.

Non è facile, ma è possibile: Cristo ci chiede di alzare lo sguardo, invece di lamentarci, di guardare oltre, altrove, al di là. L’importante è arrivare al Natale, a quello vero, con il cuore, leggero, senza lasciarlo appesantire dalla dissipazione, dallo stordimento, dalle preoccupazioni della vita.
Dio viene, lui prende l’iniziativa, è suo il primo passo.

La Scrittura ci rivela il volto di un Dio che intesse relazioni, che cerca l’uomo, che lo corteggia. La storia, splendida e drammatica, fra Israele e il suo Dio non è sempre stata fortunata e feconda.

Ora Dio viene per spiegarsi, per raccontarsi, per dirsi.
Dio viene a rivelarsi.
Incipit
L’aulico e solenne incipit della predicazione del Battista conferma l’intento di Luca di raccontare eventi storici, non edificanti racconti da pie devote. Luca, discepolo di Paolo, non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi è stato affascinato e sedotto dalla predicazione di Paolo e dal fuoco della sua parola. Luca, antiocheno, greco, colto e raffinato, ha scritto il suo vangelo dopo Marco, in contemporanea con Matteo. Ci tiene, Luca, a dimostrare (già allora!) che non è corso dietro a delle favole ma che l’annuncio si fonda su solide basi.

La descrizione della situazione geo-politica del tempo della predicazione del Battista ci lascia stupiti, noi figli di Dan Brown, e ci dice ancora e ancora che non corriamo dietro a delle favole (anche se certi cristiani si comportano come personaggi da operetta!) ma che la nostra fede appoggia su solide basi.

Volesse Dio che Luca ci facesse almeno un poco vergognare della nostra impressionante ignoranza evangelica!

Storie altre
Luca, però, vuole dire anche altre cose. Tutti i personaggi elencati, chi più, chi meno, detengono in mano il potere assoluto, sanno di potere decidere i destini dei popoli, si sentono e sono grandi. La Parola di Dio dribbla elegantemente tutti i signori dell’epoca e si posa su un macerato trentenne consumato dal vento del deserto e dal digiuno, un folle di Dio scontroso e rabbioso che si consuma sulle rive del Giordano, Giovanni il battezzatore.

Già Baruc, segretario di Geremia, nella prima lettura si rivolge al popolo disperso e vede un ritorno in grande stile. Parla a degli straccioni senza speranza, a dei deportati che si trascinano come schiavi in attesa di morire. E sogna.

Così è, amici, la Storia di Dio si sovrappone alla piccola e violenta storia degli uomini e la trasfigura.
Nessuno di noi conoscerebbe Erode se non avesse ucciso il Battista. Il procuratore Pilato viene nominato ogni domenica nella professione di fede non per la sua audacia politica e militare, ma per aver ucciso un falegname esaltato che si prese per Dio. E che lo era.

 

E noi, a che storia vogliamo appartenere? Le energie, i sogni, l’audacia che mettiamo per chi o cosa la mettiamo? Per la fragile storia degli uomini? O per quella di Dio?
Lavori in corso
Entrare nella storia altra significa, anzitutto, aprirsi allo stupore di Dio, attenderlo ed accoglierlo per ciò che egli è, non per ciò che vorremmo che fosse. L’avvento non aggiunge degli impegni alla nostra scarsa fede e alla nostra poca disponibilità alla preghiera, ma un tempo in cui ci è chiesto di accorgerci, di preparare la strada, di spalancare il cuore.

Citando Isaia, Giovanni è molto preciso sulle cose da fare: raddrizzare i sentieri, riempire i burroni, spianare le montagne.

Raddrizzare i sentieri, cioè avere un pensiero semplice, lineare, senza troppi giri di testa. La fede è esperienza personale che nasce nella fiducia, che diventa abbandono. La fede va interrogata, nutrita, è intelleggibile, ragionevole. Ma ad un certo punto diventa salto, ragionevole salto tra le braccia di questo Dio. Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni per poter accogliere la luce.

Riempire i burroni delle nostre fragilità. Tutti noi portiamo nel cuore dei crateri più o meno grandi, più o meno insidiosi, delle fatiche più o meno superate. Ebbene: occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o, peggio, mascherarle. Ognuno di noi porta delle tenebre nel cuore: l’importante è che non ci parlino, l’importante è non dar loro retta.
Spianare le montagne. In un mondo basato sull’immagine conta più l’apparenza della sostanza. Bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma. È bene curare il proprio modo di vestire. Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del cuore e dell’anima!
 Attendere con gioia

Essenzialità, verità, desiderio: questi gli strumenti per trovare un sentiero verso Dio.

E questo già ci procura gioia, l’attesa già ci scuote dentro, ci apre lo stupore… gioia come quella che san Paolo prova per la sua comunità greca di Filippi, come quella che il salmista descrive per il ritorno dei prigionieri da Babilonia a Gerusalemme.

Allora, amici resistenti, carbonari dello spirito, discepoli del Rabbì, su di voi piccoli e fragili e dispersi Dio fa scendere la sua Parola.

Alzate lo sguardo, ve ne prego.
Animo, mano ai badili spirituali e ai picconi interiori: c’è da fare in settimana…

COSI’ HO INIZIATO L’AVVENTO

venerdì 8 dicembre 2006

E’ molto impotante per me vivere anche lla dimensione pastorale e liturgica.La mia comunita’ sono i giovani studenti di Isiro ,ho già proposto loro la S:Messa dello studente che celebriamo la domenica pomeriggio alle 16 e gia’ domenica scorsa c’era un bel gruppo che ha animato con canti e omelia partecipata la S.Messa della prima dom di avvento.Al mattino presto però sono andato in una comunità cristiana(cappella) lontana una trentina di km. da isiro a confessare e celebrare.Il percorso era molto impervio come vedete dalle foto,ma la gioia di quei cristiani che da 2 anni non ricevevano l’Eucarestia compensa tutte le fatiche del viaggio.Abbiamo pregato,cantato ballato assieme,e la festa è veramente grande ho pregato anche per tutti voi.

Del viaggio ho preso per voi delle foto che vi mando

[senza titolo]

giovedì 7 dicembre 2006

$ Lettura

“Resta un’esperienza di eccezionale valore l’aver imparato infine a guardare i grandi eventi della storia universale dal basso, dalla prospettiva degli esclusi, dei sospetti, dei maltrattati, degli impotenti, degli oppressi e dei derisi, in una parola, dei sofferenti.

Se in questi tempi l’amarezza e l’astio non ci hanno corroso il cuore, se dunque vediamo con occhi nuovi le grandi e le piccole cose, la felicità e l’infelicità, la forza e la debolezza […] tutto questo è una fortuna personale”.

Dietrich Bonhoeffer

VEDI FOTO


UN CANTO UNA PREGHIERA

giovedì 7 dicembre 2006

% Canto E PREGHIERA

 

Io lo so Signore, che vengo da lontano
prima nel pensiero e poi nella Tua mano.
Io mi rendo conto che Tu sei la mia vita
e non mi sembra vero di pregarti così:
“Padre d’ogni uomo” – e non ti ho visto mai -
“Spirito di vita” – e nacqui da una donna -
“Figlio mio fratello” – e sono solo un uomo -
eppure io capisco, che Tu sei Verità.
 

E imparerò a guardare tutto il mondo
con gli occhi trasparenti di un bambino
e insegnerò a chiamarti “Padre nostro”
ad ogni figlio che diventa uomo. (2v)
Io lo so Signore che Tu mi sei vicino
luce alla mia mente, guida al mio cammino,
mano che sorregge, sguardo che perdona,
e non mi sembra vero che Tu esista così.
Dove nasce amore Tu se la sorgente;
dove c’è una Croce Tu sei la speranza;
dove il tempo ha fine Tu sei vita eterna;
e so che posso sempre contare su di Te!
 

E accoglierò la vita come un dono
e avrò il coraggio di morire anch’io
e incontro a Te verrò col mio fratello
che non si sente amato da nessuno.
E imparerò…
 

BUONA FESTA DELL’IMMACOLATA

giovedì 7 dicembre 2006

 

Omelia: Immacolata Concezione – 8 Dicembre 2006   

 

Prima lettura: Isaia 63,16-17.19;64,1-7; seconda lettura: 1 Corinti 1,3-9 Vangelo: Marco 13,33-37

 

 

 

 

 

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE

Atteggiamento vigilante tra l’attesa e la speranza: ecco il punto nucleare delle letture liturgiche. Il vangelo ripete per tre volte: “vigilate, state allerta, vegliate”, perchÈ non sapete quando giungerà il momento, quando giungerà il padrone di casa. Nella prima lettera ai corinzi, Paolo dice di aspettare la manifestazione di nostro Signore Gesù Cristo, che “vi confermerà fino alla fine”. La bellissima invocazione a Dio del terzo Isaia esprime il desiderio che il Signore irrompa con il suo potere nella storia, come se si trattasse di un nuovo Esodo, ricordando che “Tu, Signore, sei nostro padre”.

 

 

MESSAGGIO DOTTRINALE

Il giorno del Signore. Nell’avvento, la tradizione della Chiesa ha unito due venute: quella del Verbo nella debolezza della carne, che celebreremo il giorno di Natale, e quella del Signore nella maestà della sua gloria, che appartiene, quanto al tempo e al modo di realizzarsi, al regno del mistero nascosto nel cuore del Padre. Tra entrambe corre un filo di continuità: la venuta storica di Gesù preannuncia ed anticipa in certo modo la sua venuta ultima, alla fine della storia; chi esce con gioia incontro a Gesù di Nazareth nel mistero della sua nascita, non ha motivo per temere o disperare dell’incontro estremo e definitivo con il Cristo glorioso, Signore dell’universo e della storia. Per il fedele cristiano, il giorno del Signore non deve essere rivestito di scene terrificanti, di timori attanaglianti, di orribili fantasmi che paralizzano, di abbaglianti visioni apocalittiche. Con san Paolo, il cristiano è sicuro che “il Signore vi confermerà sino alla fine, perchÈ nessuno abbia di che accusarvi nel giorno di nostro Signore Gesù Cristo” (seconda lettura). Il giorno del Signore richiama il cristiano, ed ogni essere umano, alla responsabilità di fronte al mistero infinito dell’incarnazione e della redenzione.

 

Certezza e ignoranza. La rivelazione di Dio ci ha svelato la certezza dell’ultima venuta di Gesù, alla fine dei tempi. Su questo, noi cristiani non possiamo avere alcun dubbio. Ma Dio ci ha lasciato all’oscuro rispetto al tempo e alla maniera in cui avrà luogo la parusia. Si vede che per Dio queste questioni non hanno importanza. Dio non si rivela per soddisfare la nostra curiosità, nÈ per strappare dalla nostra anima la salutare speranza: si rivela per il nostro bene e per la nostra salvezza.

 

L’ignoranza sul quando e sul come mantiene noi uomini, generazione dopo generazione, in stato di allerta e di vigilanza, che è ciò a cui Gesù ci invita nel vangelo.

 

Abbandono nelle mani del Padre. Insieme a questo atteggiamento evangelico, il testo di Isaia ci propone l’atteggiamento di abbandono filiale, poichè Dio è nostro padre e nostro liberatore, il nostro ceramista, e noi siamo la sua argilla. Un atteggiamento che si ottiene e si configura in modo speciale nella preghiera, crogiolo dello spirito filiale e della fede solida in Dio. Questo spirito filiale fa gridare al profeta con invidiabile fiducia: “Magari squarciassi i cieli e scendessi!”. Cinque secoli dopo, il desiderio di sarebbe trasformato in realtà con l’incarnazione del Verbo. Quando sarà stabilito nei disegni di Dio, il cielo tornerà di nuovo a squarciarsi e apparirà il figlio dell’uomo per giudicare vivi e morti e per stabilire definitivamente il suo reame di giustizia, di amore e di pace.

 

SUGGERIMENTI PASTORALI

Vigilanza! Giunge il Natale. Nella nostra società corriamo il pericolo di “passare bene” il Natale, come si passano bene le vacanze estive o un giorno di festa nazionale. Cioè, andiamo forse alla messa di mezzanotte, perchè “la tradizione lo obbliga”, adorniamo la nostra casa con un alberello di luci e un presepio, festeggiamo in famiglia con un banchetto sontuoso, vediamo in televisione qualche programma relativo alle feste natalizie, facciamo bei regali ai nostri amici e alle persone care, ravviviamo i legami familiari intorno al focolare… tutte cose buone! Ma la sostanza del Natale, il mistero più sublime della storia: Dio tra noi, Emanuele, ci sfugge come acqua tra le dita delle mani o svanisce come fumo nella nostra mente superficiale e poco propensa alla meditazione seria delle cose che realmente valgono la pena. Oggi la liturgia ci dice: Attenti! Vigilate per non perdere l’occasione di meditare su qualcosa di importante, di valutare dovutamente il mistero che stiamo per celebrare.

 

Vigilanza! Sei peccatore. Non sappiamo nè il giorno nè l’ora in cui verrà il Signore al termine della storia, ma conosciamo la sua venuta storica. Commetteremo il crimine audace di vivere indifferenti, al modo nocivo di peccatori incalliti, estranei del tutto al Bambino divino di Betlemme e al Signore della gloria? Siamo peccatori. Portiamo in noi l’inclinazione al peccato. Non possiamo smettere di vigilare, affinchè la venuta del Signore ci trovi preparati, vestiti con il vestito delle nozze. Siamo peccatori: il Natale ci ricorda che il Figlio di Dio si è fatto uomo per redimere l’uomo dal peccato. Ricordiamo! Vigiliamo! Che la venuta storica di Dio tra noi uomini ravvivi la nostra coscienza di peccatori e la nostra necessità di salvezza. Il Natale non è soltanto tempo per sentimenti di tenerezza, di intimità, di festa; lo è anche per risvegliare dal letargo la nostra coscienza e “far nascere Dio” nel nostro cuore.

 

ediente e fedeltà la mappa di viaggio che Dio ha tracciato alla nostra esistenza. E pensiamo che non camminiamo da soli. Al nostro fianco, nel nostro mezzo ambiente, nella nostra parrocchia, ci sono altri uomini e donne che fanno parte dello stesso disegno di Dio. Sentiamoci solidali gli uni con gli altri.

 

L’Immacolata Concezione. Era nel disegno di Dio che Maria fosse redenta in un modo assolutamente originale dai meriti di suo Figlio Gesù Cristo, e in previsione della sua vocazione di Madre di Dio. Il luogo privilegiato di Maria nel piano di Dio porta con sè doni e grazie corrispondenti, alcune di carattere unico. Dio arricchisce anche la tua vita con grazie più che sufficienti perchè tu realizzi con dignità e perfezione il posto che Egli ti ha assegnato nella storia della salvezza. Non conta tanto che il posto sia grande o piccolo, piuttosto che Dio starà con te e ti benedirà con i suoi doni perchè tu riesca ad occuparlo degnamente.

 

 

1° DICEMBRE BEATA ANNUARITE MARTIRE DI ISIRO FESTA MONENE=GRANDE

venerdì 1 dicembre 2006

Oggi è grande festa qui’ a Isiro si festeggia la suora beata Annuarite,è la martire del congo e in occasione di questa festa tutti i Vescovi del Congo sono arrivati fin aui’ con grandi difficoltà ,ma un pellegrinaggio prevede anche il sacrificio.Messa solenne 6ore,( vedi foto) veglie di preghiere ,canti danze e tutta la città radunata attorno alla cattedrele,che bello vivere queste gioie semplici e profondamente vere perchè partono de una fede sincera e grande.I cristiani si sono movimentati fin dalla settimana scorsa e sono arrivati in massa dopo aver percorso 100 e piu’ Km con tutti i mezzi possibili cioè a piedi.Ho alloggiato i pellegrini di Mbengu,e cosi’ mi sono fatto raccontare cosa avviene in quella zona.Ecco questa sera vorrei comunicarvi le vera gioia di chi sa ancora viverla,e tu sei felice dei piccoli miracoli che fuori di te e in te sono avvenuti oggi? Riconoscente a Dio e a voi vi saluto. Guardate le foto della festa.

ELIKIA =SPERANZA (in lingala)

venerdì 1 dicembre 2006

Sarà il sottotitolo del nostro blog.Vi annuncio che a milano c’è una bellissima mosta fotografica sul congo che ha questa titotolo ,i milanesi se la vanno a vedere poi mi possono dire e gli altri quando passano  a milano.