Archivio di febbraio 2007

Ti sto imparando uomo -Samuele-

martedì 13 febbraio 2007

Beati voi poveri…Beati voi che avete fame…
Strana domenica quella delle beatitudini vissuta dall’altra parte.
Che fatica guardar negli occhi Denise, contenta come tutte le mattine di vedermi arrivare e di essere presa in braccio per un volo nell’aria, quegli occhi fanno da specchio alle mie tante ricchezze alla mie tante comodità, che oltre tutto, nella mia fragilità ammetto, incominciano a far sentire la loro mancanza (ma ne sono sinceramente contento).
Che fatica guardar negli occhi il “lavoratore” della casa Oscar, sordo muto ma contento come sempre e voglioso di dir, a suo modo qualcosa, quante volte io ho chiuso le orecchie o non ho parlato per capricci stupidi.
Che fatica guardar negli occhi il ragazzino di 6-7 anni con 4 taniche di acqua da 25 litri sulla bicicletta, se non sbaglio i conti siamo sui 100kg, trasportati per due spicci, quanti pesi nella mia vagabondaggine ho lasciato li a terra facendo finta di non vedere perchè altrimenti avrei fatto fatica…

Che fatica guardar negli occhi la sofferenza di quest’Africa…


 Vorrei portare a casa le tante fotografie di quest’Africa che impressionano il cuore, vorrei farne tesoro per mettere in discussione i giorni “comodi”, vorrei farne tesoro per apprezzare la semplicità, un sorriso, un incontro, le piccole cose della quotidianità, vorrei farne tesoro…

 
Ti sto imparando uomo
t’imparo piano, piano.
Di questo difficile studio
gioisce e soffre il cuore
           
(Jerzy Libert)
 

VI DOMENICA DL T.O. LA FELICITA’…..CHI E’ VERAMENTE FELICE?

venerdì 9 febbraio 2007

L’amore è la realizzazione delle Beatitudini.


La lettura di Geremia dice che chi confida nell’uomo è maledetto, cioè destinato all’aridità e alla morte; è invece benedetto chi confida nel Signore.

Anche le Beatitudini hanno un contrario in Luca; cioè sono contrapposte ai “guai”. Gesù si oppone ai ricchi, ai sazi, ai gaudenti, a chi è riverito quaggiù, ed esalta come valori la povertà, la tribolazione, la persecuzione come capacità di accoglienza e di disponibilità al regno di Dio.

Chi ama davvero i fratelli realizza le Beatitudini. Questo si attua grazie alla risurrezione di Cristo che fa risorgere i suoi discepoli ad una vita sempre più buona, nell’attesa delle risurrezione finale, come dice la seconda lettura.

Le beatitudini non sono separabili dalla persona che le ha pronunciate, Gesù che è l’uomo delle beatitudini.

Solo perché lui è risorto è vero che sono beati i poveri, cioè quelli che confidano soprattutto in Dio e da lui solo attendono la loro consolazione, e la nostra fede non è vana.

La legge umana affida l’uomo alle proprie forze e lo incita ad adeguarsi fino all’estremo. Il Vangelo invece pone l’uomo di fronte al dono di Dio e lo incita a fare di tale dono il fondamento della vita. Per questo solamente l’uomo delle beatitudini è l’uomo libero dalle cose, libertà questa che può davvero far riscoprire il vero volto dell’uomo creatura di Dio.

Gesù loda quei poveri che vivono il mondo presente e contemporaneamente attendono la vita nuova che non avrà fine; minaccia i ricchi che vivono esclusivamente questo mondo che incatena alle soddisfazioni del momento e impedisce di considerare la profondità della propria umanità in una prospettiva di eternità.

Il quadro dei valori viene così profondamente rivoluzionato da Gesù e crea una situazione nuova che non è possibile eludere. Esige una risposta, il si o il no, la fede o l’incredulità; e l’accettazione comporta una vita davvero rinnovata interiormente, condizione necessaria per un serio cammino di conversione.
Il Vangelo annuncia che l’umanità è radicalmente trasformata e nessun uomo può entrare in questa novità se non è vitalmente collegato con quanto Cristo ha annunciato e fatto. Il battesimo costituisce solo il primo passo di una trasformazione progressiva scandita dall’Eucaristia domenicale. In essa l’uomo viene lentamente liberato dalle false sicurezze di una mentalità legalista per essere introdotto nella creatività di un amore che non conosce confini.

Questo è realmente un cammino verso la salvezza.

Questa domenica porta una data mariana importante, che riguarda la Beata Vergine di Lourdes. Lei in particolare ci invita ad affidarci a Gesù, vero ed unico medico delle anime e dei corpi, per intravedere alla fine del nostro cammino con immensa gioia, la dolce presenza del Salvatore e la vita senza fine.

Questa è la nostra vera speranza

Il mio “FotoViaggio” – Simo -

lunedì 5 febbraio 2007

Ecco finalmente un po’ di foto !
Riassumere in meno di 50 le oltre 1100 foto scattate in 15 giorni non è stata cosa facile; spero che qualcuna possa almeno in parte trasmettervi le emozioni che abbiamo provato.Un saluto a tutti, Simo

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V DOMENICA T.O. METTI A DISPOSIZIONE LA TUA BARCA…PRENDI IL LARGO….NON AVERE PAURA..SARAI UN FRATELLO UNIVERSALE

sabato 3 febbraio 2007

V Domenica del Tempo Ordinario
Barche a disposizione….. prendi il largo,non avere paura,diventerai pescatore di umanita’,sarai fratello universale
PRIMA LETTURA Is 6,1-2a.38
SECONDA LETTURA 1 Cor 15,1-11
VANGELO Lc 5,1-11
PRIMA LETTURA Is 6,1-2a.38 
Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro:

«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.

Tutta la terra è piena della sua gloria».

Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:

«Ohimè! Io sono perduto,

perché un uomo dalle labbra impure io sono

e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito;

eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».

Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse:

«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,

perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato».

Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

SECONDA LETTURA 1 Cor 15,1-11 
Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

VANGELO Lc 5,1-11 
In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.

Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone.

Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

COMMENTO 
Pietro e Andrea stanno lavando le reti, stanchi dopo una notte infruttuosa. Sulla riva c’è il Nazareno che sta parlando ad una piccola folla che si è radunata per ascoltare le sue parole. Un giovane infervorato che parla di Dio, che vende fumo, al solito. L’umore di Pietro e Andrea è nerissimo: pesca unfruttuosa. Mi immagino gli sguardi giudicanti dei due pescatori che vedono in Gesù un perdigiorno buono a nulla.

Poi, improvvisamente, Gesù avanza la richiesta della barca e Pietro – colto di sorpresa – accetta.

Lo fa per cortesia, perché ha paura di apparire scortese e maleducato. Lo fa perché in fondo, Pietro, è un pezzo di pane.

Rabbì Jeoshua
Ascolta, ora, Pietro. È un uomo rude, concreto, abituato ad annusare il lago per capire come cambierà il tempo, con le mani callose e ruvide, rovinate dalle corde e dal legno della piccola barca di famiglia.

Ascolta e sorride, dentro di sé.

Sono le solite storie dei rabbini devoti e dei credenti esaltati, parole belle e inutili, fiori alle catene della quotidianità. Le solite prediche da sorbire per non essere tacciato dagli altri di essere una bestia. Fumo negli occhi, come sempre.

Poi accade l’imprevisto: Gesù si gira e gli suggerisce di riprendere il largo.

«Questo è davvero troppo!», pensa Pietro. Ha ragione in fondo: che ne sa un falegname di pesca? Che faccia il suo mestiere senza rompere agli altri! Ma accetta e prende il largo. Quasi lo sfida, quell’arrogante falegname: vedrà che oggi i pesci sono andati in vacanza!

Dio ci raggiunge sempre alla fine di una notte infruttuosa, nel momento meno mistico che possiamo immaginare. Ci raggiunge alla fine delle nostre notti e dei nostri incubi, ci raggiunge quando siamo stanchi e depressi. Ci chiede un gesto di fiducia, all’apparenza inutile, ci chiede di gettare le reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze, sulle nostre capacità, ma di avere fiducia in lui.

Pietro lo fa e accade l’inaudito.

Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda.

Non è possibile, non è possibile, non è possibile.

Miracoli
Il miracolo è sempre un evento ambiguo, interpretabile in modi molto diversi, talora contrastanti. Simone avrebbe potuto dire, a quella vista: «Ma guarda un po’ la fortuna del principiante!», oppure: «Questi pesci moderni!Io gettavo la rete a destra della barca mentre questi correvano a sinistra!» o qualunque altro pensiero logico e assennato. Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario. Il miracolo è sempre nel nostro sguardo, Dio continua a riempire di miracoli la nostra vita. E noi non li vediamo.

È turbato, ora, il pescatore. Che sta succedendo?

Si butta in ginocchio, prima di arrendersi: «Non sono capace, non sono degno».

Peccatori?
È la scusa principale tirata fuori da tutti quelli che, per un istante, sfiorano Dio: non sono all’altezza, sono un peccatore. Siamo sempre lì, inchiodati al nostro becero e rancido moralismo: lascia fare a Dio!

Pensiamo che Dio voglia farci superare un esame, che ponga delle condizioni. No, sbagliato: siamo noi a porre delle condizioni, non Dio. Mai.

Gesù sorride: è un problema tuo, Pietro, a me stai bene così.

Io sono venuto per i malati, non per i sani.

Anche a me succede così: più mi scontro con i miei limiti e le mie fatiche, più avanzo scuse nei confronti del Signore. La buona notizia del vangelo è che Dio non ha bisogno di bella gente, di primi della classe, di giganti della fede: ha bisogno di me.

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE DAL LETAME NASCONO I FIOR (il caro Fabrizio)

Pescatori di umanità
Non avere paura, Simone, il Signore ti fa diventare pescatore di umanità. Sei chiamato a tirar fuori da te stesso e da chi incontrerai tutta l’umanità che li abita. Lascia le reti, quello che ti lega, le paure, i limiti, i giri di testa, lasciali, non rassettarli tutti i giorni, non aggiustarli, diventa libero per seguirmi.

Sogno una Chiesa che non ponga limiti, che dia fiducia ai peccatori, che tiri fuori, maestra in umanità, tutta l’umanità che abita nel cuore di ognuno con franchezza e misericordia. Pietro sarà in grande pescatore proprio perché autentico, proprio perché lascerà fare a Dio, dopo avere sperimentato il suo fallimento.

Allora che ne dite di gettare le reti?Tu che non hai mai pensato all’Africa …tu che hai paura dell’aereo…tu che non hai soldi….tu che hai troppi figli da guardare (1 e mezzo) tu …tu …incomincia il viaggio dentro di te per poi presto….PARTIRE…per la vera conversione del cuore e il miracolo dell’amore succedera’.

La Tenda -di Federica-

sabato 3 febbraio 2007

Isiro, 3 Febbraio 2007

 
 
Una nuova voce vi scrive oggi, mi permetto di condividere le mie riflessioni con voi anche se non mi conoscete.
Ma prima, mi presento.
Forse già lo sapete, ma è partita per il Congo insieme ai vostri pioneri anche una ragazza… Sono Federica, ho quasi 26 anni, sono un’ infermiera da più o meno 3 anni. Sono reduce da un’ esperienza di servizio civile in Albania di un anno con la Carits Italiana. Da allora non sono più la stessa, diciamo che ho modellato il mio modo di vedere le cose e di vivere la vita.
Ora sono qui e c’è un perchè, non solo per farmi un’esperienza che mi arricchirà lo zaino, ma per capire…per conoscermi meglio…per trovare alcune risposte, e anche per pormi altre domande… vediamo come andrà a finire!
Intanto vi mostro cosa ieri ho scritto nel mio diario. Sono semplicemente riflessioni, nate in questi giorni..
 
 
“La tua tenda è il centro del mondo: ovunque tu siedi, siedi al centro del mondo. Il deserto è la tua patria: solo esso rispecchia il tuo spirito senza confini all’ orizzonte.”
 
Neisu – Isiro – Congo- Africa – Pianeta Terra
 
Mi ritrovo qui in uno dei posti più belli del mondo, al centro dell’ Africa, sull’ equatore, e il mio pensiero non vola solo su questo meraviglioso paese, ma vola e atterra dirittettamente al centro di me stessa.
Sto vivendo un viaggio al centro del mio spirito, e tutto intorno a me si ferma per un istante…
Un istante… un’ ora… un giorno… 3 settimane.
Qui il tempo non si misura in cose fatte nella giornata, si misura in battiti del cuore, si misura in respiri…
Respiri di libertà… di pace…
C’è la quiete, la tempesta è finita e si fa spazio dentro di me.
È ancora tempo di sorrisi, di sguardi, di incontri.
La mia tenda è pronta ad accogliere…
Non è importante il posto dove sono, non è importante quello che so fare, quello che posso offrire. L’essenziale è quello che sono, nel profondo, senza guscio, senza barriere, senza impedimenti e paure.
Spesso ci troviamo in corsa, tutti pronti ad andare “in scontro” all’altro. Ci scontriamo ovunque, e cosa ci rimane? Solo una corazza più forte, più resistente all’ urto.
Invece lo spirito è senza confini, se è coscente di se, arriva oltre il “deserto”…arriva a bussare alla porta, entra nell’ altra “tenda” e… senza far rumore.
La scoperta più bella non è vedere quanto è grande l’altra tenda, ma aver incontrato chi vi abita, un’altra vita, un altro spirito.
Ovunque tu sia, dove c’è una vita c’è un tesoro, e dove c’è il tuo tesoro, lì c’è anche il tuo cuore.
Allora spero che la mia “tenda” sia pronta sul serio,
davvero è tempo di movimento,
davvero è tempo di viaggio,
davvero è tempo di condivisione…
E’ tempo di far danzare l’ Amore!

IL SILENZIO DELL’AMORE

sabato 3 febbraio 2007

In questo ultimo periodo sono entrato in silenzio e ho losciato che il sito venisse inondato dai commenti entusiasti di chi per la prima volta incontra la verita’ dei nostri fratelli africani.Mi sono accorto di amare questi ragazzi cosi’ veri ,genuini ed entusiasti,mi hanno incoraggiato a vedere con i loro occhi cio’ che per me stava diventando quasi normale e il normale avolte è solo la realta’ negativa.Mi hanno aiutato a scoprire gli odori dell’africa che il mio naso sentiva gia’ come puzze,la polvere rossa che invate tutto come colore vivo e meraviglioso dell’ambiente che abitiamo,sano e non inquinato….grazie allora a Samuele,Andrea,Simone e Federica per avermi incoraggiato ad essere anch’io piu’ attento al positivo che a cio’ che ci divide.Simone ha lanciato il dibattito sulla nostra incoerenza io vorrei che incominciassimo a riflettere sul nostro essere noi stessi nel gettare le reti(come dice il Vangelo della V domenica)sempre anche se le nostre logiche spesso non coincidono con la logica della provvidenza di Dio,non dobbiamo mai avere paura quando ascoltiamo la sua Parola e la mettiamo in pratica.Rilanciamo la nostra vita con entusiasmo al seguito di questi giovani che pur sapendo con Pietro che siamo peccatori non si sono chiusi in loro stessi ma con generosita’ tutti i giorni gettono le reti con coraggio creativita’ ed entusiasmo.Il ponte sognato ormai é costruito ,ora dobbiamo intrattenerlo con fiducia ,generosita’ e fedelta’ senza scoraggiarci.I giovani della casa Oscar hanno capito bene il nostro spirito e anche loro nella speranza di non essere delusi stanno intraprendendo il nostro stesso cammino con molte sacrifici,sicuri pero’ che tutto cio’ portera’ a vivere un giorno con gioia il miracolo dell’AMORE E DELLA FRATERNITA’.

Ringraziamo il Dio dell’amore che non guarda i nostri peccati ,ma la forza del nostro cuore a volerci convertire all’amore a fatti e non a parole.Coraggio allora e sempre avanti verso la realizzazione dei prossimo sogni sempre piu’ grandi ,belli e profondi,un salutone a tutti anche da Samuele ancora intento a contemplare la luna piena africana,e tante,tante altre realta’.

Il ritorno -Simo-

venerdì 2 febbraio 2007
Embote Nabino!
Di nuovo a casa………..che dire…..viaggio perfetto….
Prima di arrivare a qualche considerazione personale vi faccio una breve cronistoria del viaggio e della permanenza a Kampala.
Da Isiro a Doku di fianco al pilota per provare l’emozione di stare in cabina di pilotaggio poi il cambio con Andrea da Doku a Bunia per provare le stesse emozioni e successivamente,fino a Entebbe, il posto di “comando” è andato ad una dottoressa di Medici senza Frontiere.
Nell’ultimo tratto l’aereo ha ballato parecchio sotto alla pioggia e il sottoscritto ha avuto un po’ di “strizza”. Mi chiedo ancora come ha fatto Andrea a dormirsela tutta!!
Sull’aereo ho conosciuto un ragazzo italiano responsabile di progetto dell’ Unione Europea che lavora a Bunia e vive a Kampala con la famiglia; mi ha dato qualche suggerimento su possibili borse di studio erogate dalla U.E. (pare che per il Congo non ci sia ancora nulla ma sarà una delle nostre attività verificare) e sui finanziamenti che la U.E. eroga per progetti di “Anti Digital Divide”….noi non lo sapevamo nemmeno ma progetti come quelli realizzati ad Isiro sono spesso sponsorizzati direttamente dall’ UE!! Ci ha fatto i complimenti e mi ha detto che è la prima volta che sente che qualcuno porta dei computer nuovi in Africa.
“Anti Digital Divide” significa rendere fruibile la tecnologia digitale (internet in primis) ai paesi più poveri.
All’ aeroporto siamo stati accolti da Padre Crispin, Padre Charles e da Sarah, la bella segretaria della Bweyogerere Catholic Parish (la Consolata di Kampala).
Il giorno successivo Sarah ci ha accompagnato nella caoticissima Kampala per un tour nelle principali vie e per una visita al Santuario dei Martiri di Uganda. A pranzo nel centro ricreativo della Consolata e nel pomeriggio una birra (anche due….) con il simpaticissimo Padre Leo (ugandese doc che parla perfettamente italiano) sulla riva del Lago Vittoria
L’ultimo giorno di siamo stati sempre in compagnia di Padre Leo che ci ha accompagnato alle sorgenti del Nilo e, dopo una sosta in parrocchia, all’ aereo per Bruxelles. Da Bruxelles a Bologna volando sopra le Alpi imbiancate e poi,per concludere in bellezza, in treno fino a Cesena.
Cosa mi rimane di questo viaggio??
Tanto.
Per me è difficile esternare le mie sensazioni ma faccio uno sforzo perchè penso che “Mondialità” sia innanzitutto condivisione e perchè senza “l’idea” della mondialità non avrei fatto questa esperienza.
Cito due pezzetti del mio piccolo diario: il primo è “è difficile fare i conti con le proprie contraddizioni”, frase semplice che per me ha il valore di un monito e che mi è servita come motore per le mie riflessioni e in più, spero, che serva come invito ad un dibattito con voi.
Il secondo è una cosa che ho anche detto ai ragazzi di Maison par Oscar la sera prima di partire: “Non esistono mondi diversi ma un solo mondo con tanti luoghi”; Florentine era sorpresa della nostra capacità di adattamento, del nostro calarci in mezzo a loro…..noi che veniamo da un “altro mondo”….ho capito che dove vai vai le esigenze delle persone che prendono la vita con serenità solo sempre le stesse, il valore dello stare assieme, il valore del dialogo, il valore della semplicità, valori che il “nostro luogo” ha sepolto sotto una miriade di “finte esigenze” con le quali, però, torno a dire è difficile fare i conti.
In Congo sono riuscito a ritrovare un po’ della mia semplicità e cercherò di tenermela stretta.
Grazie Francesco per l’occasione che mi hai offerto.
Grazie a Andrea e Samu, Veri amici.

I giovani della Maison P.Oscar.

venerdì 2 febbraio 2007

Dopo la gioia e l’entusiasmo iniziale, la vita si fa concreta e il tempo passa anche qui, tra le mura della maiçon, è bello osservar questi giovani come me e come noi, che sono qui dove P.Francesco presta il suo servizio ad Isiro.
Nella maiçon Oscar c’è anche la bella e famigerata biblioteca, dove dalla mattina alla sera è quasi sempre piena di ragazzi dove si tocca con mano la loro voglia di imparare e di conoscere le cose.
Tanti sono poi gli incontri personali che Francesco fa durante il giorno, quasi tutti, bussano alla porta nella disperata ricerca di un pò di soldi che come al solito purtroppo è sempre molto meno delle incessanti richieste.
Ma la speranza, tipica di queste terre, non manca nemmeno a lui, e perciò da quando mi trovo qui sono molti i giovani nuovi che sono entrati a casa Oscar, grazie anche alle tante adozioni che animano gli amici a casa e sopratutto Monica.
E così passo dopo passo, (malemme…malemme direbbero loro piano…piano) Francesco cerca di valorizzarli e coinvolgerli nel sogno di una società più vera..più giusta.
A volte sembra di seminare e basta, ma poi sin dalle piccole cose ti accorgi che qualche frutto sta maturando, forse non è a caso che in questi giorni stia osservando le piante del mango che dai fiori sono passate proprio in questi giorni a portare qualche piccolo frutto…piano piano ma la speranza di raccoglierne e gustarne qualcuno fa apprezzare la calma della natura.
E così vedi i giovani della fraternità, affiatati coinvolti ed entusiasti di questo luogo e tra di loro, lo si vede ai loro incontri (quelli del lunedi sera), ne partecipano generalmente una sesantina, e sono in tanti quelli che chiedono la parola per condividere le varie riflessioni, ammetto il mio stupore e la gioia di quell’appuntamento di comunione. Poi tanti altri piccoli gesti dalla cena della sera tutti insieme in comunità, ai momenti di sport e gioco e la stessa messa dello studente aumentano e alimentano la fiamma della speranza.
Ora tocca a noi, dobbiamo fare la nostra parte senza aver paura e senza scoraggiarsi nell’essere solo una piccola goccia, perciò coraggio e aiutiamoci assieme a voler più bene a questi nostri fratelli.

p.s. Scusate il lungo silenzio ma per fortuna l’assenza di benzina al server di internet ci fa ricordare che…..siamo in africa :-)