Archivio di giugno 2007

XI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

sabato 16 giugno 2007
XI Domenica del Tempo Ordinario
Prostitute
PRIMA LETTURA 2 Sam 12, 7-10. 13 SECONDA LETTURA Gal 2, 16. 19-21 VANGELO Lc 7, 36 – 8, 3   PRIMA LETTURA 2 Sam 12, 7-10. 13
In quei giorni, Natan disse a Davide: «[Tu sei quell'uomo!] Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Hittita».
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai».
SECONDA LETTURA Gal 2, 16. 19-21
Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno».
In realtà mediante la legge io sono morto alla legge, per vivere per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
Questa vita che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano. 
VANGELO Lc 7, 36 – 8, 3
 [In quel tempo, uno dei farisei invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».
Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; và in pace!».]
In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. 
OMELIA
Simone il fariseo pensava di avere fatto un gesto nobile nell’invitare il discusso Rabbì di Nazareth alla sua mensa. Non lo vedeva con disprezzo, come facevano molti del suo movimento, anzi. Era davvero incuriosito dalla predicazione di questo falegname del Nord scopertosi Profeta.
Dopo i convenevoli tutti si erano distesi ai bordi della stuoia che fungeva da tavola, colma di ogni ben di Dio. Era normale, in occasione dei banchetti, lasciare le porte di casa aperte, affinché i passanti potessero entrare ed ammirare la suntuosa ospitalità del padrone di casa.
Ma quando Simone e gli altri invitati vedono entrare “quella”, di colpo tutti tacciono.
L’imbarazzo cresce, la donna si avvicina a Gesù, si inginocchia e scoppia a piangere bagnandogli i piedi. Scioglie i capelli, gesto ambiguo, gesto di seduzione, sufficiente in una coppia per chiedere il divorzio, e asciuga i piedi di Gesù.
L’imbarazzo, ora, è stratosferico.
In cuor suo Simone tenta di difendere Gesù. Non può essere un Profeta, altrimenti saprebbe che razza di donna è questa e non si lascerebbe toccare, per non contrarre l’impurità rituale.
Gesù sorride: ha di fronte a sé due prostitute, la donna e il fariseo.
Meretrici
La donna è una prostituta, è “quella”, una segnata, una peccatrice, una dannata. Non importa perché è arrivata fino a quel punto di abiezione, non importa al perbenismo ipocrita la ragione di una scelta dolorosa, è condannata da sempre e per sempre. In nome della religione e della moralità che erge i muri per non mettersi in discussione, questa donna è il suo ruolo, il suo mestiere. Nessuna comprensione, nessuna possibilità, solo disprezzo, anche quando viene desiderata e usata.
Piange, ora. Piange senza disperazione, piange sentendosi amata da un uomo vero, sentendosi capita e accolta da Dio. Senza giudizio, senza peso, senza ambiguità. Piange tutto il suo dolore, tutta la sua tenebra, tutta la sua rabbia. La bambina che c’è in lei scopre il volto dell’assoluta misericordia.
Simone è una prostituta. Si vende a Dio, e si vende bene. Conosce bene la religione, vive fino in fondo i precetti di Israele, non come il popolino ignorante che si danna perché non conosce la Legge. Paga la decima anche sulla ruta e sulla menta, prega con fervore, studia la Torah giorno e notte. È in una posizione di privilegio nella classifica dei meriti. È devoto, ma freddo. Può permettersi di giudicare – la legge è dalla sua parte – può mantenere le distanze.
Gesù converte entrambi.
Maestro
Alla donna insegna che il metro di giudizio di Dio è l’amore e il perdono. La donna ha amato, tanto, male, facendosi del male, ma ha amato. A Dio basta, lui, che è l’Amore, riconosce l’amore anche quando è fatto a pezzi e fragile e disperato. Per Dio basta questo, salta ogni logica – religiosa, morale, perbenista – e va dritto all’essenziale: guarda al dentro, al desiderio, al dolore, alla verità. Quell’amore è l’origine del perdono, il perdono che Dio dà, sempre gratis, sempre senza condizioni, smuove l’amore.
A Simone, con delicatezza, senza rabbia, Gesù pone un caso da risolvere, quello dei due debitori, uno debitore di qualche euro, l’altro di qualche centinaia di migliaia di euro, che si vedono inaspettatamente condonati ogni pendenza. Chi sarà più contento? Simone ragione, riflette, giudica bene: sta imparando il punto di vista di Dio. È chiamato, il fariseo, a mettersi nei panni del debitore. Un altro evangelista ci dice che Simone è stato lebbroso: ragione in più, lui che ha sperimentato la solitudine e l’emarginazione, per annullare la distanza che crea la lebbra del giudizio. A Dio non importa la devozione se non è sorretta dalla passione, non cerca giusti ma figli, a lui non importa (a noi sì: molto!) la nostra immagine spirituale. Vuole dai suoi discepoli verità, passione, forza, anche a costo di sbagliare.
Il re
Così Davide sperimenta la compassione di Dio che lo stana dalla falsa immagine in cui si è rifugiato. Davide, potente, realizzato, sazio, annoiato cerca di salvarsi la faccia dopo avere avuto una relazione con Bersabea, che ora aspetta un figlio da lui. Invece di ammettere il proprio errore e assumersi le proprie responsabilità si inventa una tragica commedia in cui, alla fine, Davide diventerà assassino di Uria, marito di Bersabea. Per salvarsi la faccia Davide l’ha persa di fronte al popolo. Ma Natan, profeta scomodo, lo mette di fronte alle proprie responsabilità. Davide prende coscienza del proprio limite. E, riconoscendolo, diventa grande, il più grande. Dio preferisce chi sbaglia per troppa passione a chi non sbaglia per troppa tiepidezza. Chi è tiepido, lo sappiamo, è vomitato.
Il fariseo
Paolo, grande fariseo, era un assassino in nome di Dio. Poi Dio l’ha gettato in terra.
Ora, scrivendo ai Galati, riflette sulla sua precedente esperienza di fede: non è la legge che salva, non la norma, non il comandamento che posso osservare non per sovrabbondanza di passione, ma per scrupolo e per compiacimento. Da zelante osservante della legge Paolo riconosce di essere diventato un assassino, pensando così di compiacere Dio. No, la legge non serve a nulla, è l’amore che salva.
Allora
Tutti siamo prostitute. Ci vendiamo per un complimento, per coltivare il nostro ego (anche spirituale), per avere un ruolo sociale ed ecclesiale riconosciuto ed apprezzato, per essere, se non migliori, almeno non inferiori agli altri, disposti, come Davide, a tradire un’amicizia sincera pur di non ammettere i nostri errori.
Tutti siamo perdonati e amati. La donna e Simone e Davide e Paolo e tu, amico lettore.
Amati e perdonati da Dio, redenti e salvati, figli e uomini, discepoli e cercatori di Dio.
Tutti, se vogliamo, possiamo costruire la Chiesa, il sogno di Dio, comunità di persone che hanno sperimentato nella propria vita la tenerezza del Padre e, perciò, diventano capaci di perdono e di misericordia.

SEI UN PICCOLO O UN GRANDE DEBITORE ?

sabato 16 giugno 2007

SEI UN PICCOLO O UN GRANDE DEBITORE?

Ci sono appuntamenti nella vita che non te li programmi perché non sono alla tua portata;
non ti spettano!
Però, sapete com’è, a volte uno ci spera, arrivi a sognare che possa capitare proprio a te…
Magari lo hai sognato anche tu in certi giorni;
hai pensato a quello che avresti fatto, a quello che avresti detto.
E’ vero, in tante occasioni l’amaro soffocante quotidiano ti ha riportato con i piedi per terra:
hai dovuto riscontrare che decisamente non poteva accadere a te.
Ma c’è stato quel giorno in cui…
“Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.”
…in cui, rannicchiati per terra, sfiancati dalle bastonate ricevute per le tante strade della nostra vita, abbiamo deciso di metterci ai Piedi di Dio.
Io decisamente non so con certezza quello che sia scoppiato nel cuore di questa donna peccatrice.

…..e tu lo sai?prova di immaginarlo….

LEGETE IN ”IN EVIDENZA ”I NOSTRI GRAZIE PER GLI AIUTI RICEVUTI

sabato 16 giugno 2007

20 GIUGNO FESTA DELLA NOSTRA FONDATRICE -MARIA CANSOLATRICE-esperienze di fede-speranza-amore

sabato 16 giugno 2007

AUGURI,AUGURI A TUTTI.Si perchè ormai anche voi fate perte della grande famiglia dei missionari della CONSOLATA e spero che questo vi consoli e vi renda felici.Essere in famiglia significa usufruire di tutte quelle grazie che la mamma di Gesu’ e nostra,elargisce ai suoi figli,e vi assicuro che i suoi beni condivisi sono tanti.

Qui’ a Isiro tutte le comunita’ sono in fermento per preparare degnamente la festa della Mamma di tutti.Gia’ da una settimana ci si prepara con preghiere e Messa,e questo è normale ,ma cio’ che è sorprendente è l’orario.Alle 5,30 del mattino ,è buio la chiesa si riempie di fedeli,piccoli ,grandi ,donne ,uomini…come alla domenica.Prima di andare al lavoro nei campi si riuniscono con il parroco per pregare Maria,celebrare la Messa,decidere il programma per la festa ,fare le prove dei canti e delle danze.Il sole illumina gia’ la foresta e una lieve nebbiolina di umidita’avvolge capanne e alberi,sono le 7,30,conla zappa sulle spalle gli adulti prendono i sentieri dei campi.I bambini e i giovani ,dopo aver portato una tanica d’acqua nel grosso serbatoio,che ho comprato per i muratori che costruiscono la scuola di Somana,prendono la strada della scuola dell’universita’.Anche la fraternita’ ”CASA OSCAR”si sta attivando per celebrare Maria la vigilia della festa ,perchè il giorno stesso tutti parteciperemo alla grande festa che la Parrocchia di Somana come dicevo sta preparando.Dopo una solenne S.Messa(solenne significa che dura 2 ore e 30,gia’ la capra è stata comprata per fare un ‘altretanta solenne cena.Pregheremo molto anche per tutti voi che siete missionari con noi .

Tutto cio’ come lo definireste voi?……Fede semplice …fede ver…..fede…e dentro a tutto cio’ c’è tanta speranza e gioia,quella gioia e speranza nella vita che vi auguro a tutti voi.

Questo fine settimana andro’ ancora a celebrare  con i nostri fratelli piu’ lontani in foresta e anche con loro ,in comunione con voi,pregheremo,ci riempiremo il cuore di speranza,cresceremo nell’amore fraterno …e il mondo continua a cambiare e il regno di Dio va facendosi tra le pieghe sgualcite della nostra società.

Coraggio allora e festeggiate come potete anche voi con noi ,la mamma della nostra consolazione.

 

DAL CANADA’

Carrissimo Padre Francesco
abbiamo fatto una lunga chiacchierata e stato molto bello
ho visto come vivete in Africa non e tanto facile
spero che aprezzano la vostra presenza
noi preghiamo per voi e per loro affinche
il Signore e la Madonna vi consola
qui si festeggia la Consolata domani
tanti auguri a tutti i Missionari sparsi nel mondo
saluti buona salute e buon ritorno in Italia
Olga

UN INCONTRO PER RIFLETTERE IO VADO

giovedì 7 giugno 2007

2° LIVELLO - MONTANINO DI CAMALDOLI (AREZZO), 25 -29 LUGLIO 2007
DAL DIO DEI BISOGNI AL DIO DEL DESIDERIO
Quali sono le immagini di Dio che ci portiamo dentro e come le interpretiamo? Dio o meglio il modo in cui ce lo rappresentiamo è trasversale alla vita di ogni uomo ma riflette anche i fatti sociali in cui siamo coinvolti.
La lettura e l’elaborazione dei nostri vissuti religiosi ci aiuteranno a sperimentare in modo più adulto la nostra relazione con Dio.
L’incontro si terrà presso la Casa Oasi Divin Maestro, tel. 0575/556.016.
 
Superato il Monastero di Camaldoli, dopo circa 2 km si trova l’Oasi Divin Maestro.
Dal 25 al 29 luglio
 
GUIDERANNO GLI INCONTRI:

Arturo Paoli

Piccolo fratello del Vangelo di Charles di Foucauld. Dal 1960 al 2000 ha vissuto in America Latina, in particolare in Brasile a Foz do Iguaçu, dove ha dato vita a diversi progetti di solidarietà per i poveri della favela, diventando figura di riferimento per la spiritualità della liberazione. Attualmente vive a Lucca dove ha fondato nel 2006 la “Casa beato Charles de Foucauld”, luogo di incontri e vita fraterna condivisa.

Don Mario De Maio

Sacerdote e psicoanalista. Vive e lavora a Roma. È presidente dell’Associazione Ore undici, con la quale svolge attività di formazione, consulenza e orientamento a singoli e gruppi. Dal 2006 è anche presidente dell’Associaçao Madre Terra a Foz do Iguaçu, in Brasile, che cura un progetto di solidarietà rivolto a giovani svantaggiati.

Agnese Mascetti

Psicologa. Dopo aver condiviso per una decina d’anni l’esperienza di una comunità monastica, è impegnata nella ricerca di cammini che integrino crescita umana e spirituale.
 
Io vado francesco
 

SS.Corpo e Sangue di Cristo testi e lectio divina

giovedì 7 giugno 2007
SS.Corpo e Sangue di Cristo
Il dono
PRIMA LETTURA Gn 14, 18-20 SECONDA LETTURA 1 Cor 11, 23-26 VANGELO Lc 9, 11b-17   PRIMA LETTURA Gn 14, 18-20
In quei giorni, Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abràm con queste parole:
«Sia benedetto Abràm dal Dio altissimo,
creatore del cielo e della terra,
e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
Abràm gli diede la decima di tutto.
SECONDA LETTURA 1 Cor 11, 23-26
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. 
VANGELO Lc 9, 11b-17
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.
Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.
OMELIA
Fa strano pensare di celebrare una messa per riflettere sulla Messa, buffo che ogni anno dobbiamo, proprio durante la Cena, fermarci a riflettere sul senso ultimo e profondo di ciò che stiamo facendo.
Se ciò accade è per cercare di arginare l’abitudine, per smuovere e risvegliare le nostre stanche e assonnate comunità, per chiederci – infine – cosa ne abbiamo fatto del dono del Risorto ai credenti, l’eucarestia.
Bene o male la partecipazione alla Messa domenicale segna l’argine fra “praticanti” e no, fra chi crede e chi, credendo, si raduna in obbedienza al Signore.
Ma la messa domenicale rischia, ahimè, di restare l’unico, fragile segno di appartenenza, un obbligo da assolvere, una scipita appartenenza che non converte il nostro cuore.
Quando mi incontro con qualche pretonzolo in giro per l’Italia le tre domande d’obbligo sono: quante parrocchie hai? Quanti abitanti ci sono? Che percentuale di partecipazione alla messa festiva?
E se anche avessimo il 100% della popolazione che partecipa alla Messa? Ciò significa che il Regno di Dio avanza? Non mi importa quanta gente partecipa alla Messa.
Mi importa di più quanti escono convertiti e consolati, prete in testa.
Melchisedek
Abramo è uscito da Ur dei Caldei. Lo ha fatto per ascoltare un’intuizione, una voce interiore che gli ha detto leck leckà, sbrigativamente tradotto con “esci dalla tua terra” ma che, in realtà, significa “vai a te stesso” o “và: ti conviene”. Tutti lo prendono per pazzo: suo padre Terach, secondo la tradizione rabbinica costruttore di idoli, i suoi concittadini.
Abramo è nel pieno della vita, nell’età in cui si raccolgono i frutti, perché inoltrarsi verso l’ignoto?
E invece parte, esce, se ne va, lascia tutto per cercare Tutto.
Non lo sa ancora, ma questo gesto gli farà incontrare Dio. Questo gesto lo farà diventare padre di una moltitudine: i cercatori di Dio.
Nel suo difficile percorso Abramo ha lasciato a suo nipote Lot le terre migliori, ha affrontato l’ostilità dei re del luogo e, infine, incrocia Melchisedek che offre per lui un sacrificio e lo benedice. Melchisedek è re di Salem, re della futura Gerusalemme, re di shalom, di pace, come interpreta la lettera agli Ebrei (Eb 6, 20).
I Padri cristiani hanno visto in lui una prefigurazione di Cristo, in quel pane offerto l’immagine dell’eucarestia, il pane del cammino.
Nel percorso interiore anche noi, come Abramo, come Elia (1 Re 19, 5-6), incontriamo un pane del cammino che ci accompagna alla scoperta del vero volto di Dio alla cui luce scopriamo il nostro vero volto.
L’essenziale
Paolo scrive una delle sue lettere alla comunità di Corinto, città cosmopolita in cui ha annunciato il vangelo. Non sono ancora passati vent’anni dalla resurrezione di Gesù e Paolo raccomanda alla comunità di andare all’essenziale, di distinguere bene le cose importanti dalle cose accessorie.
Paolo ripete ai Corinzi, con precisione, le parole del Maestro, il gesto che egli ha compiuto durante quell’ultima, tragica Pasqua. Paolo ha ricevuto il dono dell’eucarestia e chiede alle sue comunità di ripetere la Cena del Signore, in obbedienza, in attesa che il Signore Gesù venga.
Il fatto che ogni domenica milioni di comunità cristiane, dal caos delle grandi città europee alle sperdute missioni africane o asiatiche, si radunino per ascoltare la Parola e per ripetere la Cena è, in fondo, una questione di obbedienza. Noi facciamo la Cena in sua memoria, perché egli sia presente, perché riviviamo la sua passione, morte e resurrezione e, da quell’incontro, possiamo camminare durante la settimana.
Sintonia
Gesù, nel momento più difficile della sua vita, nel momento dell’abbandono e dell’incomprensione, compie un gesto definitivo: si dona, si consegna, non offre pane e vino, come Melchisedek, ma la sua stessa vita sull’altare della croce.
La Cena pasquale che egli celebra nell’indifferenza e nella distonia totale con gli apostoli ci dona la misura della solitudine e dell’amore di Dio.
Quel gesto, gesto d’amore assoluto, è celebrato e ripetuto ogni volta che una comunità di credenti si raduna insieme ad un prete.
Ma non può essere un gesto auto-celebrativo, un gesto isolato, un gesto neutro.
O l’eucarestia contagia la nostra vita, la riempie, la modella, la plasma, la informa o resta sterile, morta, inutile. La Messa inizia proprio nel momento in cui usciamo dalla porta della chiesa.
E dura un’intera settimana.
Quel pane ricevuto ci aiuta a sfamare la folla, ad accorgerci della fame insaziata di chi incontreremo durante la settimana e a mettere a disposizione quel poco che siamo per sfamare ogni uomo, nel corpo e nell’anima.
Allora
L’eucarestia, il pane di Dio, il pane del cammino, è il dono prezioso che ci fa diventare credenti, che ci sostiene e costruisce comunità. Questo è l’essenziale.
Il resto: chi celebra, come, quando, chi anima, chi legge, chi canta e cosa, è tutto dopo, per cortesia.
Noi preti siamo chiamati a diventare trasparenza, a lasciare che sia la Parola a fluire nelle nostre (brevi) omelie (Quanta poca Parola nelle nostre parole!), che siano eucarestie, cioè ringraziamenti, non luoghi da cui bacchettare le persone o occasioni per far sfoggio della nostra pirotecnica cultura teologica.
Ai discepoli, a coloro che amano il Signore, auguro che l’eucarestia torni ad essere ciò che è: incontro col Risorto, pane del cammino, farmaco e consolazione, luogo di accoglienza e di conversione, di fraternità e di perdono.

CARISSIMI ,ECCOMI DI RITORNO SUL BLOG…NON SO SE E’ UN BENE O UN MALE PER VOI!!!!!!!!

martedì 5 giugno 2007


 
Questa mattina con uno sprazzo di internet o letto il blog e cio’ che Samu scrive nel PS e in effetti ,non so se è per via del cervello afflosciato dalla malaria,o la vecchiaia  ma non avevo pensato di scrivere prima le mie notizie ,cio’ che sto facendo e spero in un altro sprazzo di internet potervele inviare…..grazie Samu dell’idea……
Questo lunghissimo tempo di selenzio ,forse ci ha fatto bene,almeno a me ha fatto tanto bene ,mi sono accorto cosa significa essere in Africa ‘’a tempo pieno’’ e solo…….Poi ancora quanto siete importanti per me….e questa riflessione la continueremo a voce; per ora NOTIZIE DI QUESTI ULTIMI MESI.
La piu’ bella e importante è stata l’arrivo della coppia di sposi spagnoli :D avid e Susi, 33 e 34 anni,pieni di zelo e amore per i notri fratelli.Stanno imparando il francese,ma allo stesso tempo,frequentano regolarmente la fraternita’,fra poco abiteranno sempre alla casa Oscar,con grande gioia di tutti i giovani. La famiglia cosi’ è cresciuta e le dinamiche comunitarie si distribuiscono piu’serenamente e gioiosamente.Hanno un contratto di tre anni,e si preparano a viverli con coraggio e dedizione.
Sempre alla casa Oscar ,i giovani hanno terminato il corso di informatica e con molti esercizi riescono a scrivere da soli,purtroppo,in questo periodo , non ha funzionato internet quindi non si sono potuti esercitare nella ricerca di articoli o libri.Mi chiedono in continuazione degli amici italiani e questo desiderio di notizie è molto bello perché ho potuto notare come sono stati  impressionati in bene dalla comunione stabilita con fratelli della loro eta’ italiani,gli orizzonti si sono ampliati,ora tifano anche per il milan.
E’ terminata la palizzata in bambu’ creata attorno alla nostra prorpieta’ cosi’ le capre dei vicini non possono piu’ venire a mangiarci i frutti dell’orto.
Tutti i campi ,attorno alla casa,che i giovani hanno coltivato stanno producendo benissimo ,anche perché ormai le piogge sono abbondanti ,di notte e di giorno.Presto incominceremo a mangiare il mais ormai maturo.
Stiamo terminando anche la casa per la coppia ,l’abbiamo imbiancata ,creato un bagno e sistemata  un po’ tutta.
Anche la scuola della Parrocchia di Somana per i bambini dell’asilo  piu’ poveri che frequentano gia’ ogni giorno ,è arrivata ormai al teto e speriamo di consegnarla finita presto ,grazie agli aiuti del Rotary club valle del Rubicone.
Finito di parlare delle costruzioni(spero di non ammalarmi mai anch’io di ‘’mattonite e cementite’’’) voglio comunicarvi alcune esperienze di rapporti umani vissuti.
Il giorno di Pasqua come ogni grande festa nella Parocchia di Somana c’è l’usanza di andare a truvare i piu’ poveri e portare loro conforto ,gioia e viveri spirituali l’Eucarestia e materiali,e quest’anno sono andato io .
Dopo la S.Messa delle ore 9 che è  terminata alle 12,30,sono partito a piedi con tre giovani ,incaricati di assistere i pveri e abbiamofatto il giro della parocchia,una realta’ difficile da descrivere ,ma che  resta impresa nel cuore,la maggior parte sono persone anziane ,donne ( 50,60 anni) abbandonate da tutti non hanno parenti  .Attendono ogni giorno la provvidenza o un po’ di riso o…..la morte,perche’ si vedono in volto i segni della malattia che sta progredendo,ospedele non se ne parla nemmeno,qui’ i vecchi muioiono vermente di stenti…..non esiste l’accanimento terapeutico ,ma qualche medicina ,per la tosse o la broncopolmonite la meriterebbero anche loro,magari gli antibiotici che noi gettiamo perché scaduti da una settimana…..e così va il mondo…..che ne dici non sarebbe ora di cambiarlo un po’?
Sono rientrto a casa con il cuore pieno di tutto,….erono le 17,..ecco il mio pranzo di Pasqua.
Pentecoste altro giro,ma nel frattempo ho visitato piu’ v0lte gli amici della Resurrezione.
Mentre siamo in strada ,ci chiama una signora della parrocchia,per andare a benedire la salma di una ragazza morta la sera prima,faceva parte della corale parocchiale.
Due settimane prima era andate all’ospedale per partorire una bella bambina che ha chiamato Beatrice.Brigitte aveva 24 anni ,nessun parente vicino,è della Regione dello Saba sud del Congo,solo un’amica anche lei in cinta.Di mariti qui’ non se ne parla,o meglio se ne parla per dire che non ci sono,che sono partiti dopo poco per altri luoghi in cerca di oro o diamanti.
Viene dimessa dall’opedale perché non ha soldi per pagare,ha una forte emoraggia,è debole,allatta la piccola Beatrice nessuo si interessa di lei ,le sono bastati 15 giorni per volare in cielo a cantare con la corale degli angeli le lodi del Signore……così si vive, così si muore nel 2007 a Isiro dove moltissimi hanno il cellulare per chiamare il vicino di capanna…..a 24 anni si muore per una semplice anemia,non ci sono i sldi per una flebo……cosiì mi spiega la signora che ci ha chiamati per benedire il corpo ormai morto di una giovanissima mamma.
E’ pentecoste,non ti preoccupare ,piccola Beatrice , per te la provvidenza c’è ..tu vivrai…..ci diamo subito da fare,biberon ,latte,una donna che la prenda con se.L’amica di Brigitte ha avuto una bella bambina ed  ha accetato ,con il nostro aiuto ,di allattarle tutte e due.
Nei giorni sucessivi siamo andati a vedere la capanna diroccata dove abitavano le due amiche,e abbiamo iniziato a costruirne una nuova per tre…una mamma povera e due piccole creature,che piangono e ridono ….e sperano diessere amate come tutti i bambini del mondo.
Una terza esperienza fatta in questo periodo è stata la predicazione degli Esercizi Spirituali al clero diocesano di Isiro .Erono 60 preti giovanissimi pieni di zelo e di amore per Dio e i fratelli .I racconti della loro vita Sacerdotale mi hanno veramente edificati,anche loro poverissimi come la loro gente.Uno mi diceva che quando piove va poca gente a messa e così a meta’ settimana finiscono le provviste del mangiare e parte nei campi a raccogliere quel po’ che la natura gli dona,e continuano ad evangelizzare ad annunciare il il Cristo morto e Risorto con entusasmo.
 
Ancora tante altre storie di vita quotidiana che su internet non ci stanno, vi raccontero’ al mio ritorno,per ora facio tanti auguri a tutte le mamme,se esiste ancora una festa della mamma.
Ciao a tutti e a presto tante altre notizie da Isiro.
Se il Signore vuole i primi di luglio saro’ ancora da voi in ‘’’’pelle e ossa’’.
Mi raccomando visitate e comprate i quadri della mostra del gruppo Nicompani ,presso la biblioteca comunale di Gambettola.
Cerchero’ di aggionare anche le foto del blog.
Un saluto ,un abbraccio una benedizione a tutti vostro amico Fra.
Dimenticavo di dirvi che ho adottato Beatrice e Teresina e a un mese dalla loro nascita celebrero’ il battesimo nello spiazale davanti alla capanna dove una povera mamma ha lacsiato una bimba orfana,e quel giorno dal cielo cantera’ per noi,e sara’ anche lei felice…..due piccole creature,la nuova generazione del Congo….strappate alla poverta’ e alla morte,vivranno,e saranno sorelle universali……..e tutti gli altri bambini che non incontrano la provvidenza per strada?
Ci saremo sempre noi?
 
Grazie ai fedelissimi che nonostante il blog fosse bloccato hanno continuato ad aprirlo e a sperare notizie ,grazie di essere con me sempre ,mi incoragiate molto e non mi fate cosi’ sentiretroppo la solitudine.
 

DOMENICA FESTA DEL CORPUS DOMINI – EUCARESTIA

martedì 5 giugno 2007

Tra le tante belle prediche che sentirete domenica io voglio solo sottolineare un aspetto,della festa del corpus Domini, il corpo di Cristo vivente ora nel mondo siamo noi.
SEI tu che ti cibi di lui,diventi Lui e le tue mani sono quelle di Cristo così i tuoi piedi,le tue idee i tuoi sentimenti sono i suoi. Non è meraviglioso tutto questo?Forse un po’ impegnativo ,maa noi amiamo gli impegni forti,e allora incomincia subito ad essere per l’altro:amore,speranza,consolazione.Ricordati che hai solo il momento presnente per essere te stesso cioè il Cristo amore per il tuo amico ,per tua moglie,tuo marito,tuo figlio……
S.Teresina dice:’’la mia vita è un baleno un’ora che passa..Tu sai mio Dio che per amarti sulla terra non ho altro che l’oggi.’’’AUGURI DI BUONA FESTA.


  • NONsolo nel suo tempo Gesù compiva miracoli. Anche oggi avvengono miracoli, numerosissimi. Viviamo circondati da miracoli e non ce ne rendiamo conto. Tutto ciò che accade è prodigioso, è prodigioso ciò che è comune. Tutto ciò che è ordinario è un miracolo: un miracolo ancora più meraviglioso, perché passa inavvertito. È il miracolo invisibile e umile di tutti i giorni a far dire a sant’Agostino che la moltiplicazione dei pani non fu un prodigio più grande di quello che si realizza tutti i giorni con qualsiasi seme; soltanto fu meno usuale.
  • A questo proposito si narra che un maestro spirituale non s’interessasse ai fenomeni miracolosi che compiva un grand’uomo, il quale risiedeva nella periferia della sua città. Quando gli chiesero di punto in bianco perché fosse contrario ai miracoli, egli rispose: “Come si può essere contrari a ciò che accade davanti ai propri occhi in ogni momento della giornata?”. Tutta la realtà è segno che ci fa partecipare alla storia della salvezza, in quanto svela il disegno di un Dio che interviene nella nostra vita per coinvolgerci, per farci suoi collaboratori.
  • Anche il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, riportato da tutti e quattro gli evangelisti, vuole rendere presente, attuale, manifesta, la potenza divina, richiamando la folla, che seguiva Gesù con la curiosità di chi cerca il nuovo, l’inusuale, al vero senso della vita, che poi è corrispondere all’amore e alla chiamata di Dio. Nella narrazione di questa azione portentosa di Gesù, però, viene usato un linguaggio liturgico, tipico della celebrazione dell’Eucaristia. Si può pensare, allora, che sin dalla catechesi primitiva i catechisti tenessero il miracolo in relazione all’Eucaristia, poiché Gesù, probabilmente, intendeva compiere un segno per rimandare, per anticipare la comprensione dell’Eucaristia che avrebbe istituito.
  • Il significato più evidente del miracolo è che Gesù, Parola che si fa carne, nutre gli uomini, sazia la loro fame, colma la loro indigenza, è refrigerio per la loro sete. I cinque pani d’orzo rimandano, con tutta probabilità, alla consuetudine di preparare l’Eucaristia proprio con pani d’orzo, che era il pane dei poveri, della gente più povera. Ebbene Gesù “prese quei pani, li benedisse, li spezzò” (cfr Lc 9,16). È un richiamo evidente all’Ultima Cena, quando l’Eucaristia viene istituita. Distribuiti i pani e i pesci, dopo che i presenti si furono saziati (cfr Lc 9,17) vennero raccolte dodici ceste di parti avanzate. La Didaché spiega l’azione del raccogliere, da parte dei discepoli, come il mettere insieme i figli di Dio che erano dispersi e che sono ricondotti all’unità, come è ricondotta all’unità dell’unico pane la moltitudine dei chicchi di grano che sono stati macinati.
  • I dodici canestri, così, rappresentano con tutta probabilità la Chiesa, che è fatta “raccogliendo” insieme i pezzi consacrati che sono i cristiani, nei dodici cesti che rimandano al ministero dei dodici apostoli. Del resto sono proprio i discepoli che ricevono da Gesù il pane della vita e lo distribuiscono alla folla, sottolineando in tal modo l’importanza del ruolo sacerdotale (cfr Gn 14,18-20) nell’ambito della comunità cristiana. Insomma, il miracolo della moltiplicazione dei pani è l’introduzione per lo sviluppo del grande discorso eucaristico in cui Gesù che muore, che si sacrifica, diventa cibo che nutre e che ricompone l’unità della Chiesa, e così salva dalla fame e dalla morte coloro che non hanno niente da sperare nella realtà del mondo.
  • Gesù Cristo che si distribuisce, che si fa a pezzi per raccogliere i pezzi attraverso i dodici canestri e per fare unità, dimostra una passione per l’unità della Chiesa che è eminentemente eucaristica. Perciò quando si celebra l’Eucaristia, quando si adora il mistero eucaristico, bisogna bruciare nel desiderio dell’unità e bisogna fare quello che Gesù ha fatto: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19); cioè dare la carne e dare il sangue perché sia fatta unità. Ma più facilmente, per fare unità saremo in grado di dare una piccola mortificazione d’orgoglio, oppure un silenzio, oppure di contenere uno scatto di nervosismo che ognuno di noi può avere quando la sua suscettibilità è stata ferita. Si potranno evitare calunnie e pregiudizi, insofferenze e divisioni; si potrà perdonare con il cuore, guardarsi negli occhi con simpatia, sentirsi vicini, fratelli nella costruzione del Regno.
  • L’Eucaristia, dunque, è un miracolo, in quanto segno della presenza di Dio, per mezzo di Cristo, nel suo popolo, tra la sua gente. Però essa vale molto più di una statua che piange, perché non è semplicemente un segno, bensì un sacramento, cioè un segno efficace della grazia di Dio, un modo speciale in cui Dio si rende presente. Dio non è mai raggiunto direttamente in lui stesso, ma sempre insieme al mondo e alle cose del mondo, che sono trasparenti e diafane a causa sua. Nelle cose noi conosciamo Dio. Le cose sono segni che rivelano, indicano Dio.Il sacramento è anch’esso segno, in quanto è una parte del mondo, ma porta in sé un altro mondo, quello di Dio. Mentre rende presente Dio, fa parte anche del mondo di Dio. Dunque il sacramento ha una funzione indicatrice, propria del segno, ma anche una funzione salvifica, nel senso che riconosce la presenza e l’azione divina, consentendo all’uomo di immergersi in essa.
  • L’Eucaristia, allora, non è soltanto un segno, ma in quanto sacramento è un segno efficace, che cioè produce ciò che significa. In essa la presenza di Cristo non è soltanto ricordata, ma è reale. Gesù è presente, in quel pane e in quel vino che rendono i fedeli membra vive del suo Corpo.
  • “E’ verità essenziale, non soltanto dottrinale ma anche esistenziale, che l’Eucaristia costituisce la Chiesa, e la costruisce come autentica comunità del popolo di Dio, come assemblea dei fedeli, contrassegnata dallo stesso carattere di unità, di cui furono partecipi gli Apostoli e i primi discepoli del Signore. L’Eucaristia costruisce sempre nuovamente questa comunità e unità; sempre la costruisce e la rigenera sulla base del sacrificio di Cristo stesso, perché commemora la sua morte sulla Croce, a prezzo della qualesiamo stati redenti da lui” (Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis, n.20).
  • È proprio vero: “Se la gente conoscesse il valore dell’Eucaristia, l’accesso alle chiese dovrebbe essere regolato dalla forza pubblica” (Santa Teresa di Lisieux).

 

 

BENEFICARTE

lunedì 4 giugno 2007
Comunicato stampa 


 

Associazione Culturale e Ricreativa
NICompany 

con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Gambettola 

 

 

presenta 

 

B E N E F I CA R T E 

“nella vita quotidiana dove tutto ha un
prezzo… abbiamo scoperto la generosità
di un gesto che non ha prezzo” 

 

 INAUGURAZIONE SABATO 2 GIUGNO, ore 15 

 

ingresso libero, possibilità di acquisto 

apertura mostra: dal 02 al 30 giugno 2007 

 

Lunedì 

10.00 / 12.45 

15.00 / 18.00 

 

Martedì 

10.00 / 12.45 

 

20.30 / 22.30 

Mercoledì 

10.00 / 12.45 

15.00 / 18.00 

 

Giovedì 

 

16.00 / 19.00 

20.30 / 22.30 

Venerdì 

10.00 / 12.45 

15.00 / 18.00 

20.30 / 22.30 

Sabato 

10.00 / 12.45 

16.00 / 19.00 

20.30 / 22.30 

Domenica 

 

16.00 / 19.00 

20.30 / 22.30 

 

c/o Centro Culturale “F. Fellini”
corso mazzini, 73 – 47035 Gambettola (FC

 

 

 

All’interno della suggestiva cornice del Centro Culturale “F.Fellini”, un gruppo stilisticamente eterogeneo di giovani ragazzi, uniti dalla voglia di far vibrare la sfera culturale, si riconosce e si aggrega nell’associazione NICompany per organizzare “beneficARTE”, una mostra il cui ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza per progetti di cooperazione umanitaria. 

 

“beneficARTE” verte intorno al tema del paesaggio, un tema che sembrava appartenere alla tradizione “dimenticata” dell’arte e che invece, oggi torna al centro dell’attenzione, sollecitato non da estetizzanti discussioni sul destino dell’arte, ma dalla concretezza e dall’urgenza stessa dei problemi del sociale: aiutare i paesi in via di sviluppo a crescere autonomamente è un pensiero da affrontare con amore, con rabbia, con passione e senza preconcetti. 

 

Gli oltre 30 quadri in vendita, provengono da una collezione privata gentilmente concessa all’associazione NICompany proprio per allestire la mostra “beneficARTE” e donare il ricavato in beneficenza… pittura di paesaggio dunque, un approdo in cui sguardo e spirito si rigenerano: luogo di memorie, di lontananze, di pace, di amore per la natura, di utopie. 

 

Ecco che allora il linguaggio pittorico può trasformarsi in uno strumento per riappropriarsi, senza falsi imbarazzi, del senso perduto dell’impegno sociale che da sempre caratterizza la realtà dell’associazione culturale NICompany. 

 

 

 

INFORMAZIONI: 

Ass. Culturale e Ricreativa NICompany 

Corso Mazzini, 73 – 47035 Gambettola (FC) 

cell. 349.6639309 – www.nicompany.it

Impegnamoci giocando!!!

domenica 3 giugno 2007

Ciao a tutti,

come va? tutto bene? Chi ha notizie di Fra lo condivida sul blog, visto che le notizie scarseggiano e molti vorrebbero essere sempre aggiornati! Io l’ho sentito la scorsa settimana e dopo qualche acciacco sembra che si stia riprendendo e sia pronto (e carico più che mai, sarà un male o un beneJ???)per passare le vacanze in Italy!

 

Veniamo al dunque…per la festa della Consolata (16-17 giugno) come già vi anticipavo ci danno l’opportunità di allestire un banchetto per intrattenere i ragazzi con giochi vari!Ora però bisogna decidere quali giochi e come organizzarci, per poter prestare il nostro servizio al meglio, quindi come già stabilito l’ultima volta, è confermato l’incontro organizzativo per domani sera (LUNEDI 4 GIUGNO) ore 20.45 alla Consolata assieme a P. Daniele.

Sarà questa anche l’occasione per decidere la data del prossimo incontro NON per fare, ma per ESSERE, e fare il punto della situazione sull’essere mondialità. Tutti invitati per dare il nostro contributo.

 

PS. La NICompany ha aperto la mostra “BeneficARTE” presso il centro culturale Fellini di Gambettola, il ricavato dell’asta dei quadri esposti sarà interamente devoluto per i progetti di P.Francesco in Congo. Hanno chiesto a noi un piccolo aiuto per tenere aperta la mostra, (L’UNIONE FA LA FORZA!!) chi può faccia sapere anche sul Blog o alla Claudia. I turni da coprire sono ahimè al sabato e alla domenica ma almeno un piccolo sforzo si può fare per aiutare questi nostri amici che come noi si danno da fare per i nostri fratelli congolesi!!!

 

PS.2 Per Fra, sappiamo che ogni tanto leggi il blog, e in molti sentiamo la mancanza di racconti d’Africa, la connessione è difficile, vero, ma una volta preparato lo scritto a computer scollegato poi basta poco per inserirlo e per noi respirare quell’aria vuol dire molto…chi ha orecchie per intendere in—-tenda!!! (gli altri ovviamente in camper…J) Ciao FRA!!

 

Samuele