Archivio di dicembre 2007

……GIUSEPPE IL MITE

martedì 18 dicembre 2007
) Nella vita di Giuseppe tu, o Dio, sei entrato creando scompiglio, in un modo del tutto inatteso,
imprevedibile, inimmaginabile. Quanti problemi in così poco tempo:
una promessa sposa che attende un bambino (e Giuseppe sa che non è suo),
le possibilità offerte dalla Legge e poi la decisione più mite e rispettosa nei confronti di Maria,
di licenziarla in segreto. Nel mezzo del suo turbamento Giuseppe si sente interpellato,
in sogno (ma ci si può lasciar guidare dai sogni in cose di cosi grande importanza?).
Eppure Giuseppe si fida di te, mio Dio, si mette nelle tue mani, realizza la tua volontà
senza garanzie anticipate, senza segni straordinari, senza grosse possibilità di scelta,
neppure quella del nome. Ed è grazie a lui che il tuo Figlio avrà una famiglia come tutti,
una madre ed un padre. Ed è grazie a lui che il «Dio con noi» sarà protetto,
 garantito, cresciuto, preparato alla vita da un uomo che gli fa da padre.
Così si realizzano i tuoi progetti, con uomini e donne della pasta di Giuseppe e di Maria,
disposti a farti entrare nella loro vita fino a questo punto.
Marana thà, vieni Signore Gesù!

18 dicembre ( -6 giorni a natale )la PAROLA DI DIO

martedì 18 dicembre 2007
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio-con-noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore

18 dicembre ( -6 giorni a natale )

martedì 18 dicembre 2007
Dalla Parola del giorno Ecco, verranno i giorni nel quale susciterò…un germoglio giusto… questo sarà il nome con cui lo chiameranno: “Signore – nostra giustizia”. Come vivere questa Parola? Dio è amante di ogni espressione vera di vita. Anche delle piccole cose, della piccolezza stessa. Oggi Geremia profetizza un “germoglio giusto” che Dio farà spuntare. Un germoglio di speranza per un Pastore che sarà veramente saggio ed “eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra”. E’ un seme di speranza che il Signore semina nel cuore del suo popolo, promettendogli un regno di pace, di giustizia, e di benessere. Quello che colpisce è il continuo ed ardente desidero del Signore per il bene del suo popolo. Nonostante i molteplici tradimenti, ribellioni, disobbedienze e rifiuti di questo popolo dal cuore indurito, Dio non cessa mai di amarlo e cercare di portarlo sulla strada della vita vera e gioia piena. L’amore e la volontà di Dio non cambiano mai. Egli non smette di darci motivi di speranza. Fino ai nostri tempi, Dio rimane fedele alle sue promesse e al suo desiderio che tutti siano salvi. La natura umana non cambia e anche davanti al bene che Dio ci elargisce senza sosta, noi voltiamo le spalle e ostinatamente ci indirizziamo verso il non-amore, che poi diventa continuo malessere esistenziale. L’Avvento c’invita a prendere coscienza di quello che stiamo facendo, semina in noi la speranza, e ci mette davanti alla realtà sublime di un Dio che ci ama e sta con le braccia aperte per accoglierci di nuovo. Andiamogli incontro con fede e con canti di gioia! Nella mia pausa contemplativa, sosterò a vedere come sto accogliendo quest’invito del Signore e deciderò di correre incontro a Lui che viene a salvarmi, impegnandomi ad accogliere ogni buona ispirazione. Gesù, sei tu “il Signore, nostra giustizia!” Attirami a te! Fammi desiderarti sempre di più e costantemente! La voce di un dottore della chiesa Dio, vedendo il mondo sconvolto dalla paura, interviene sollecitamente per richiamarlo con l’amore, invitarlo con la grazia, trattenerlo con la carità, stringerlo a se con l’affetto. San Pietro Crisologo

DALLA COLOMBIA IL NOSTRO AMICO P.ANGELO CI SCRIVE

lunedì 17 dicembre 2007
Carissimi,
sono appena tornato da una vereda, che si chiama la “Nuova
Ilusion”. E’ da due anni che esiste ma ufficialmente
questa nuova comunità ha un anno di fondazione.
La programmazione a questo viaggio è stato molto
elaborato. Dovevo andare il 12 ottobre, ma per vari motivi,
che solo posso intuire, mi hanno detto che era meglio
posticipare, così abbiamo programmato il viaggio per il 12
di novembre.
Come arrivarci? Il tragitto è verso la foce del fiume
Caguan per prendere poi il torrente “Suncilla” che visto
da una foto satellitare e anche nella realtà è un
groviglio di curve. In canoa dicono che ci vogliono 7 o 8
ore quando il livello dell’acqua è buono, altrimenti dai
due o tre giorni. Noi andiamo in “deslizador” e ci
impieghiamo 3 ore, grazie alla molta acqua che porta il
torrente e per il motorista che conosce bene il tragitto.
Arriviamo prima di mezzogiorno. Dialogando a lungo con il
presidente del villaggio e la gente, penso: “Questo è
proprio l’ultimo villaggio a sud della mia
parrocchia!!!”
E’ due anni circa che sono qui ed é la prima volta che
riesco a raggiungere “Nuova Illusion” questo villaggio,
sperduto nella selva amazzonica e per me europeo, anche dopo
due anni di permanenza in questi luoghi, rimango estasiato
dalla bellezza della natura.
Ho fatto il viaggio di tre ore in “deslizador” sempre in
piedi e non sentivo la stanchezza, proprio perchè attirato
dalla bellezza di un paesaggio che ti cattura e ti
anestetizza, tanto che la sera sono andato a riposare presto
perchè mi sentivo stanco
E’ impressionate quello che vedo, o meglio le
contraddizioni della gente che vive in questo territorio e
che ancora sogna una terra dove si possa guadagnare soldi in
modo rapido, facile e senza troppa fatica.
Il “paese della cuccagna” è nel cuore dell’uomo e
della donna di ogni latitudine. La gente ci accoglie molto
bene, famiglie molto giovani, mamme di 15 anni, che vengono
da varie parti della Colombia, da città molto belle come
Ibaguè, Manizales, Medellin.
Ragazze con appena con la V° elementare, in cerca
d’avventura, seguendo un uomo, che molte volte potrebbe
essere loro padre, che le illude promettendo un futuro
migliore, senza fatica, e con tante comodità.
Nel primo pomeriggio facciamo un incontro con la comunità,
un questionario sulla scuola chiestomi dalla diocesi di
Florencia e poi un po’ di catechesi: chi è Dio, la
Santissima Trinità., la Chiesa i Sacramenti in modo
generale.
Ci intratteniamo molto sul sacramento del matrimonio, qui
quasi inesistente. Ci sono solo due coppie sposate. Lo
sposarsi sembra passato di “moda”, addirittura la gente
si è messa in testa che il giorno che si sposano
incomincia il “fracaso” cioè il fallimento.
In ogni caso s’intavola un buon discorso e sembra che
qualcuno si stia animando. Il giorno dopo facciamo una bella
catechesi sul battesimo, perchè i padrini e soprattutto i
genitori, capiscano l’importanza di educare i figli come
figli di Dio e buoni cristiani.
Chiedo alla gente di cosa vive in questo angolo sperduto del
mondo. Ridono e cercano di spiegarmi che hanno qualche
vacca, voglio piantare cacao…
Chiedo direttamente: “Avete coca?”
Mi rispondono: “Sì padre, un po’per la sopravvivenza.
Produciamo un chilo di pasta di coca per raccolto, e
speriamo che non vengano a “fumigar”.
Continuo: “Dove sono le coltivazioni?”
“Padre si trovano molto all’interno della foresta a
circa un’ora da qui.”
Chiedo “Quante famiglie ci sono qui?
“ Siamo 23 famiglie.”
Continuo con le domande “ Quanti bambini stanno
studiando?”
“ Nella scuola ci sono 21 bambini. Lo scorso anno pagavamo
noi la maestra perchè il villaggio non era riconosciuto,
quest’anno è pagata dallo Stato.
“Quale futuro volete dare a questo villaggio?”
“ Vogliamo costruire qui in questo posto un centro
abitato. Per ora c’è la casa della comunità dove
studiano i bambini, e quest’altra casa. Vogliamo costruire
una scuola in cemento, o per lo meno con il pavimento in
cemento e abbiamo in programma altre costruzioni di case. Al
fine settimana ci troviamo qui per momenti ricreativi, e
come vede padre il campo di calcio più grande è per gli
uomini, quello più piccolo per le donne, inoltre
ascoltiamo musica beviamo qualcosa di fresco, facciamo le
nostre feste e nostri incontri”.
Terminiamo la giornata con la cena che è prima del calar
del sole e poi con nostro stupore vengono accesi i
generatori di corrente e qui in mezzo alla selva Amazzonica,
possiamo vedere al televisore il notiziario, attraverso di
un’antenna parabolica. Questo è un indice che qui
“corrono” soldi.
Dormire nella selva è sempre emozionante. La notte è
fresca gli unici rumori sono quelli stessi della selva, come
gli scrosci d’acqua…il cantare degli uccelli… e i vari
versi di animali che non so identificare, ma poi prevale il
sonno che mi da la possibilità di riposare e svegliarmi
con nuove forze.
Con suor Luz Marina che mi accompagna, prima della
Celebrazione dell’Eucarestia (la prima celebrazione), dei
5 battesimi e di due prime comunioni, facciamo una semplice
catechesi. Quest’anno nel nostro Vicariato celebriamo
l’anno della Parola di Dio, così incentriamo la
riflessione su questo tema prendendo il testo del
Seminatore.
Chiediamo alla gente che portino i vari materiali che
formano il cammino del Seminatore, foglie secche e sabbia
che formano la strada, poi le spine, i sassi e infine terra
buona.
A lato di questo cammino mettiamo un piatto con varie
sementi, con la Parola di Dio.
Leggiamo la parabola e chiediamo alla gente se vedono
qualche relazione e così incomincia il dialogo.
Dopo aver ripreso più volte il testo, leggiamo la
spiegazione che dà Gesù di questa bella parabola e
cerchiamo di portarla alla nostra realtà. Facciamo
scrivere alla gente in foglietti le situazioni di peccato e
di vita alla luce delle parole di Gesù.
La riflessione è molto partecipata, non manca il
riferimento alla coca come elemento di morte, la violenza
che molte volte nasce nelle famiglie e tra vicini,
l’inganno con promesse non mantenute, l’infedeltà
nella vita di coppia, la violazione dei diritti dei bambini
come lo studio, la salute, l’identità (non sono iscritti
all’anagrafe).
La gente rimane molto contenta di questa animazione e con
molta devozione e gioia partecipa all’Eucarestia, che si
conclude con la benedizione del villaggio e delle famiglie
che la compongono. Prima di ritornare alla parrocchia
centrale di Remolino del Caguan, il Signor Gustavo si
avvicina e mi dice che ha un grande desiderio di
approfondire la sua fede e mi chiede che cammino deve fare.
Allora lo invito a partecipare al corso biblico per
catechisti che realizzeremo in dicembre 2007 e lo invito a
comprare la Bibbia ed iniziare ad avvicinarsi alla Parola
che da vita, incominciando dai Vangeli.
Approfitto di questo scritto per farvi i miei più sentiti
auguri di Buon Natale e Felice anno nuovo.
In questo tempo ho l’agenda molto nutrita di impegni e
penso di visitare i villaggi più lontani, che faccio due
volte nel periodo di Natale e di Pasqua.
So che molti di voi leggono le mie lettere. Alcuni mi
scrivono e vi ringrazio per questa vicinanza. Alcuni
confratelli vicino a me commentano le mie “avventure”
con battute scherzose animandomi in questo lavoro
missionario.
Speriamo di avere sempre la forza di rispondere alla
missione che Gesù affida a ciascuno di noi. Buon Natale,
il Signore possa nascere nei nostri cuori e nelle comunità
dove viviamo, che trionfi sempre la vita, il Signore vi
benedica.
Con affetto e stima. p. Angelo Casadei imc.

P.S.: Ho ricevuto molte vostre risposte alla lettera
precedente, in questi ultimi mesi è molto difficile la
comunicazione, vi mando questa seconda lettera e quando
sarà possibile vi risponderò a ciascuno. A presto Buon
Natale, p. Angelo Casadei imc.
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PREPARIAMICI AL NATALE ASCOLTANDO LA PAROLA DI DIO -17 DICEMBRE (-7 GIORNI)

lunedì 17 dicembre 2007
Mt 1,1-17
Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.
 + Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Eliacim, Eliacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliud, Eliud generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.
 

Parola del Signore

 

COMMENTO

Matteo, attraverso un lungo elenco di nomi, vuole condurci a scoprire la centralità di Gesù, “figlio di Davide, figlio di Abramo”. Egli ha scritto il suo Vangelo per una comunità composta da persone provenienti sia dall’ebraismo che dal paganesimo. Con i due titoli dati a Gesù, “figlio di Davide” e “figlio di Abramo”, vuole spiegare ai due gruppi che Gesù è il compimento della promessa di Dio per entrambi. La tavola genealogica traversa la storia di Israele sino a giungere a “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo”. Gesù non vive al di fuori della storia, ne è anzi il compimento. In lui tutte le generazioni trovano conforto e salvezza; non appartiene a una sola cultura, o a una razza o a una sola civiltà. Non a caso nella lista genealogica entrano anche alcune donne pagane, come Racab e Rut, oppure donne che sono macchiate di colpa come Tamar e la moglie di Uria. Gesù è il “re” d’Israele e di tutti i popoli, è colui che salva e redime, è il culmine della storia. In quell’elenco perciò possiamo inserire anche i nostri nomi e quelli dei nostri cari o di chi incontriamo. Il Signore Iddio ha scelto di camminare con noi: Gesù è davvero l’Emmanuele, Dio con noi.

 
 

 

72 milioni di bambini nel mondo sono esclusi dall’istruzione

sabato 15 dicembre 2007
Il 20 novembre scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza – che si celebra ogni anno a ricordo di quel 20 novembre 1989, quando, con l’approvazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU, si sancì il riconoscimento a tutti gli effetti dei diritti dei bambini nel più vasto novero dei diritti umani universalmente identificati – “Save the Children” ha diffuso dati in base ai quali sono 72 milioni nel mondo i bambini e gli adolescenti esclusi dall’istruzione.
 

 

I dati provengono dall’UIS (Unesco Institute for Statistics), che ha anche elaborato i dati relativi ai bambini non scolarizzati perché vivono in paesi ancora afflitti o reduci dalle guerre, che ricevono solo un quinto della quota globale di aiuti all’educazione: corrispondono alla metà del numero totale, trentasei milioni. Nella Repubblica Democratica del Congo, in Eritrea, Sudan, Costa d’Avorio, metà dei bambini non ha la possibilità di andare a scuola, mentre il Pakistan è il secondo paese al mondo per numero di bambini che non vanno a scuola. Save the Children ha anche lanciato nel settembre 2006 la campagna internazionale “Riscriviamo il Futuro”, con l’obiettivo di garantire educazione a 8 milioni di minori in nazioni afflitte da guerre: nel corso di questo primo anno sono stati 3,4 milioni i bambini in più di 20 paesi che hanno potuto andare a scuola e ricevere un’istruzione. La Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia – ratificata da 191 paesi, tutti quelli del mondo, tranne Usa e Somalia – indica quattro principi fondamentali attraverso i quali interpretare tutti i diritti umani riconosciuti ai bambini ed agli adolescenti: il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (fisico, mentale, spirituale, psicologico e sociale); il principio del superiore interesse del bambino e dell’adolescente; il principio dell’ascolto; il principio di non discriminazione. Si è lontanissimi dal rispetto e dall’affermazione di questi principi, solo se si consideri il problema della scolarizzazione, la garanzia dei diritti fondamentali, e quindi alla vita, alla libertà, alla protezione.
 

Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ha affermato che “permangono insoluti e, anzi, si aggravano alcuni spaventosi aspetti quali il traffico di bambini, il lavoro minorile, il fenomeno dei bambini di strada, l’impiego di bambini in conflitti armati, il matrimonio coatto delle bambine, l’utilizzo dei bambini per il commercio di materiale pornografico. Combattere tali atti delittuosi resta compito primario e irrinunciabile di ogni autorità”. Una priorità urgentissima, rispetto alla tutela dei diritti dei bambini, è costituita dalla registrazione dei bambini alla nascita, che permette anche la raccolta e l’elaborazione di statistiche sulla mortalità e sulle cause dei decessi. Recentemente, la rivista “Lancet” ha dedicato un numero speciale ai bambini “invisibili”. Milioni di esseri umani, quarantotto secondo le stime, non vengono iscritti all’anagrafe né compaiono in alcun registro: oltre tre quarti dei quali nell’Africa subsahariana e nel sud-est asiatico, ma anche in America Latina, dove, in base ai dati, un bambino su sei non esiste. Nell’agosto scorso, il Governo del Paraguay, insieme all’Unicef, all’Organizzazione degli Stati americani e ad una delle maggiori Ong per l’infanzia, Plan International, ha organizzato la prima Conferenza regionale dell’America latina sulla registrazione alla nascita e il diritto all’identità, dal titolo “Registrami, rendimi visibile”, con la presenza di delegati di diciotto paesi. ha l’obiettivo di mobilitare il consenso per la costituzione di un piano nazionale e regionale che garantisca, entro il 2015, la registrazione immediata, universale e gratuita all’anagrafe civile di tutti i bambini latinoamericani. L’iniziativa ha avuto anche lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della registrazione alla nascita quale strumento per consentire al bambino il godimento dei suoi diritti: se il solo certificato di nascita non costituisce in tal senso una garanzia, la registrazione contribuisce a identificare e proteggere legalmente i bambini più emarginati e vulnerabili. 

IL BELLISSIMO CALENDARIO 2008 E’ PRONTO -AIUTACI A DIFFONDERLO-GRAZIE

sabato 15 dicembre 2007
 

ULTIME NOTIZIE DA ISIRO (CONGO)

sabato 15 dicembre 2007
Fr.Domenico missionario della Consolata a Isiro è tornato in Italia per le meritate vacanze e mi ha dato notizie di tutti i nostri amici.Tra le altre cose mi ha detto che la costruzione della scuola elementare di Somana con gli ultimi risparmi che abbiamo inviato (5000$) sono riusciti a fare tutto il tetto ed ora stanno facendo :porte ,finestre ,banchi,lavagne…

Urge ancora il nostro aiuto. Il ricavato della vendita dei calendari servira’ per fare tutto questo.Grazie se ci aiuti a diffondere il bellissimo calendario fatto dal GRUPPO MONDIALITA’ 

ULTIME DAL CONGO

sabato 15 dicembre 2007
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO   14/12/2007   14.13 REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO NORD-KIVU: CALMA PRECARIA, NUOVI SPOSTAMENTI DI POPOLAZIONE Altro Altro, Standard

Sembra regnare una calma relativa oggi sul fronte dei combattimenti nel Nord-Kivu, nord-est della Repubblica democratica del Congo, dove ieri, secondo fonti della MISNA, sarebbero stati respinti dall’esercito regolare (Fardc) due attacchi lanciati dagli insorti fedeli al generale dissidente filoruandese Laurent Nkunda, a Rumangabo e Rukoro. Circola inoltre la notizia della scoperta a Katwiguru, nel territorio del Rutshuru, di fosse comuni con un numero imprecisato di corpi; per ora non si hanno informazioni precise sul ritrovamento, che sarebbe almeno il secondo del genere dopo le fosse scoperte a Rubare (Rutshuru) durante il mese di settembre. Si registrano intanto nuovi spostamenti di popolazione: per timore di scontri, gli abitanti di Masisi-centre (60 chilometri a nord-ovest di Goma) starebbero scappando verso località circostanti. Il capo di Stato maggiore, generale Kayembe, ha chiesto ai civili di mantenere la calma, sostenendo che “la situazione è sotto controllo”. Negli ultimi giorni, riferisce la Caritas-Congo, diverse migliaia di persone sono giunte a Kanyabayonga, in territorio di Lubero, (circa 150 chilometri a nord del capoluogo del Nord-Kivu, Goma), dopo aver camminato almeno due giorni. A Goma, scarseggiano i beni di prima necessità a causa dell’insicurezza sulle strade della regione, che impedisce gli spostamenti dei commercianti, e i pochi prodotti disponibili vengono venduti a un prezzo sempre più alto. [CC]

CONFERENZA DI BALI

sabato 15 dicembre 2007
INTERNAZIONALE   15/12/2007   8.54 CONFERENZA DI BALI: CONCLUSA CON UN ACCORDO, DOPO LACRIME E DURE POLEMICHE Natura ed Ambiente Natura ed Ambiente, Brief

Si è concluso poco fa, con un accordo tutto da decodificare, il negoziato internazionale di Bali sul futuro delle modalità di lotta al surriscaldamento del pianeta. Dopo una notte e una mattinata di difficile negoziato – che ha visto perfino le lacrime del principale rappresentante Onu e il Sudafrica prendere fermamente posizione contro le resistenze degli Stati Uniti a qualsiasi proposta – la Conferenza di Bali ha adottato uno « schema di marcia » (cosiddetta ‘road map’ o ‘ feuille de route’) per cominciare « al più tardi entro l’aprile 2008 » i primi incontri per il negoziato necessario a preparare in anticipo l’accordo che farà seguito al cosiddetto « Protocollo di Kyoto » in iniziale scadenza nel 2012. Sia la presa di posizione del Sudafrica sia le sonore reazioni negative dei partecipanti sia un accorato appello del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon hanno avuto ragione all’ultimo minuto, quando tutto sembrava perduto, dell’intransigenza della delegazione americana. Paula Dobriansky, capo della delegazione di Washington, quando aveva annunciato ancora una volta il suo no, era stata accolta da un boato di disapprovazione. “Inaccettabile ! » aveva tuonato a un certo punto il Sudafrica, in fondo a nome di gran parte del Sud (ma forse anche del nord), riferendosi all’opposizione americana verso l’accordo di compromesso che, faticosamente elebaorato, recepisce la proposta del gruppo dei paesi in via di sviluppo « G77 » e della Repubblica popolare cinese. E c’è stato anche chi non ha saputo trattenere singhiozzi e lacrime pianto durante i lavori conclusivi della 13/a Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici di Bali; è stato Yvo de Boer, principale responsabile Onu per le attività concernenti il clima e infaticabile animatore dell’assise, disperato per la dura e protratta resistenza americana.[MB]