Archivio di gennaio 2008

SERVIRE E’ GIOIRE DI TAGORE

domenica 6 gennaio 2008
Servire è gioia

(Rabindranath Tagore)Dormivo e sognavo
che la vita era gioia.
Mi svegliai e vidi
che la vita era servizio.
Volli servire e vidi
che servire era gioia.

DALLA PAURA LA GUERRA RIFLESSIONE DI TOMAS MERTON

domenica 6 gennaio 2008
 Dalla paura la guerra

(Thomas Merton)Alla radice di ogni guerra sta la paura: non tanto la paura che gli uomini hanno gli uni degli altri, quanto la paura che essi hanno di tutto. Non è soltanto che non si fidino gli uni degli altri: non si fidano neppure di se stessi. Se dubitano che qualcuno possa voltarsi ed ucciderli, ancor più dubitano di poter essi stessi voltarsi ed uccidere. In nulla possono riporre la loro fiducia perché hanno cessato di credere in Dio.

Porrete fine alle guerre chiedendo agli uomini di fidarsi di uomini che evidentemente non meritano fiducia? No. Insegnate loro ad amare Dio e ad aver fiducia in Lui; allora essi saranno in grado di amare gli uomini in cui non possono avere fiducia ed oseranno far pace con loro, fidandosi non di loro ma di Dio.
Perché soltanto l’amore – che significa umiltà – può scacciare il timore che sta alla radice di ogni guerra.

Se gli uomini volessero davvero la pace, la chiederebbero a Dio ed Egli la darebbe loro. Ma perché Egli dovrebbe dare al mondo una pace che in realtà il mondo non desidera? Perché quella pace che il mondo sembra desiderare non è affatto pace.

Per alcuni, pace significa semplicemente libertà di sfruttare altri senza pericolo di rappresaglie o di interferenze. Per altri, pace significa la possibilità di derubarsi continuamente a vicenda. Per altri ancora significa facoltà di divorare i beni della terra senza essere costretti a interrompere i propri piaceri per nutrire coloro che vengono affamati dalla loro avidità. E per la grande maggioranza, pace significa semplicemente l’assenza di ogni violenza fisica che possa gettare una ombra su vite dedite alla soddisfazione dei propri appetiti animali di comodità e di piacere.
Molti uomini come questi hanno domandato a Dio ciò che essi credevano fosse la «pace» e si sono chiesti perché le loro preghiere non fossero state esaudite. Essi non potevano comprendere che in realtà erano esaudite. Dio ha lasciato loro ciò che desideravano, perché la loro idea di pace era soltanto un’altra forma di guerra.
Così, invece di amare ciò che tu credi sia la pace, ama gli altri uomini e ama soprattutto Dio. E invece di odiare coloro che credi fomentatori di guerra, odia gli appetiti e il disordine della tua anima, che sono le cause della guerra.

IL GIOCO DELLA VITA

domenica 6 gennaio 2008
 Il gioco della vita

(Anthony de Mello)La vita è come una partita in cui ciascun giocatore sfrutta come meglio può le carte che gli sono toccate.
Chi insiste a giocare non con le carte che ha ricevuto ma con quelle a cui sostiene di aver diritto, è destinato a fallire nella vita.
Non ci vien chiesto se vogliamo giocare. Su questo non c’è scelta, tutti devono partecipare. Sta a noi decidere come.

INCONTRO DELLA MONDIALITA’ DOMENICA 20 GENNAIO ORE 17,30 ALLA CONSOLATA

domenica 6 gennaio 2008
 

BAMBOLE CHE HANNO TUTTO

domenica 6 gennaio 2008
Bambole che hanno tutto…

(Gianni Rodari) La mia bambina ha una bambola,
la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina, i mobili della cucina
e chicchere e posate e scodelle,
e un armadio con i vestiti sulle stampelle in folla,
e un automobile a molla
con la quale passeggia per il corridoio quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola
e la sua bambola ha tutto,
persino altre bamboline più piccine
anche loro con le loro scodelline, chiccherine, posatine…
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco,
perché ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.

BUON ANNO 2008

domenica 6 gennaio 2008
Io ti auguro del tempo

Elli Michler, Aus: Dir zugedacht, Wunschgedichte,© Don Bosco Verlag, München, 19. Aufl. 2004Io ti auguro non tutti i possibili regali.
Io ti auguro solo quello che la maggior parte della gente non ha:
Io ti auguro del tempo per gioire e per ridere,
e quando lo usi puoi cambiare qualcosa là fuori.

Io ti auguro del tempo per il tuo fare, per il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per regalarlo.
Io ti auguro del tempo per non avere fretta e per correre,
ma il tempo per poter essere soddisfatto.

Io ti auguro del tempo non solo così per poterlo sprecare.
Io ti auguro che ti possa restare del tempo per stupirti,
e del tempo per avere fiducia,
invece che guardare come passa il tempo nell’orologio.

Io ti auguro del tempo per poter afferrare le stelle
e tempo per crescere, cioè per maturare.
Io ti auguro del tempo per sperare di nuovo e per amare,
non ha senso rinviare questo tempo.

Io ti auguro del tempo per trovare te stesso,
ogni giorno, ogni ora per trovare la felicità.
Io ti auguro del tempo anche per perdonare gli altri.
Io ti auguro di avere tempo per vivere..

traduzione dal tedesco di una poesia tratta dal libro:
Dir zugedacht Wunschgedichte

EPIFANIA FESTA DELLA SPERANZA ,FESTA DELLA MISSIONE

domenica 6 gennaio 2008
Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.
Matteo aggiunge nel suo Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.
Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi.
Perché potessero provare la gioia del vedere Cristo, dell’adorarlo e dell’offrirgli i loro doni, i Magi sono passati per situazioni in cui hanno dovuto sempre chiedere, sempre seguire il segno inviato loro da Dio.
La fermezza, la costanza, soprattutto nella fede, è impossibile senza sacrifici, ma è proprio da qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Dio che si rivela a noi, così come la gioia di dare o di darsi a Dio. “Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”.
Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore.
Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore.

 Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

Canto delle comunità brasiliane Dio solo può donare la fede, ma tu puoi donare la tua testimonianza. Dio solo può donare la speranza, ma tu puoi dare fiducia ai tuoi fratelli. Dio solo può donare l’amore, ma tu puoi insegnare ad altri ad amare. Dio solo può donare la pace, ma tu puoi seminare l’unione. Dio solo può donare la forza, ma tu puoi sostenere lo sfiduciato. Dio solo è il cammino, ma tu puoi indicarlo ad altri. Dio solo è la luce, ma tu puoi farla brillare agli occhi di tutti. Dio solo è la vita, ma tu puoi suscitare negli altri il desiderio di vivere. Dio solo può fare quello che sembra impossibile, ma tu puoi fare il possibile. Dio solo basta a se stesso, ma egli preferisce contare su di te.

Re-magi, questo è il nome con il quale siamo soliti ricordare i tre personaggi che, oltre i pastori, sono passati a trovare il nascituro figlio di Dio. Re-Magi un appellativo strano il loro, sono quindi dei Re? Ma ce li vedete tre sovrani che da soli partono, percorrono per chissà quanti giorni strade difficili e si lanciano nell’avventurosa ricerca di un eventuale altro sovrano per adorarlo? Mah… Questi tre personaggi erano quelli che noi oggi potremo chiamare scienziati, degli studiosi di astronomia provenienti dall’oriente, mossi inizialmente da una grandiosa ed irrefrenabile voglia di sapere se i loro studi gli avevano portati a scoprire qualcosa di incredibile. Loro sapevano che una stella cometa dalla grandiosa intensità, una stella come ne appaiono veramente poche in millenni, avrebbe accompagnato la nascita del Re dei Giudei. La scienza dei Magi si sposa poi con la “promessa” dei testi sacri che indicavano in Betlemme il luogo natale del “bambino”. I Magi trovano Gesù e respirano le prodigiose sensazioni di trovarsi di fronte ad un evento unico, incredibile, importantissimo, anche per loro che non credevano nel Dio dei giudei, erano “pagani”. L’Epifania ha dei significati eccezionali, uno è l’attestazione storica della nascita e presenza di Gesù, provata tramite l’apparizione di quella stella cometa, che è stata identificata anche da studi astronomici recenti, abbinata a quanto sapevano i Magi dall’oriente, con le sacre scritture della Bibbia, e con i dati del censimento. Capite, l’Epifania è la prima attestazione che Gesù non è leggenda. È vivo è reale, ma è anche Dio, d’altronde l’aveva promesso… Un altro fatto importante è che Gesù sia stato visto prima dai poveri del posto, perlopiù pastori, e da stranieri, che professavano altre religioni. Questo ci dice quanto Dio sia universale, di tutti. Non solo per la salvezza di un popolo, ma di tutti quelli che lo cercheranno. Poi ci sono i poveri, quelle persone che hanno poco o niente, loro potrebbero essere le prime a prendersela con un Dio che le ha relegate ad una posizione apparentemente svantaggiata nella vita, loro invece sono i primi ad adorarlo, i primi a portare i doni al Dio della speranza. I tre studiosi, partiti per consacrare i loro studi, sono tornati con ben di più, hanno trovato la felicità, la gioia. Grazie ai Magi capiamo che anche la nostra ricerca di Dio verrà premiata e il dono sarà molto, molto più grande di quello che saremmo mai capaci di desiderare. L’ANGOLO DELLE CURIOSITA’: LA BEFANA È difficile raccontare la reale storia della fantomatica “Befana”, il nome è una storpiatura in “volgare” della parola Epifania, ma le origini sono sicuramente diverse dalla festa cristiana. Alcuni sostengono che provenga dal popolo celtico, altri che sia una figura dei tempi romani, per entrambe le correnti di pensiero la misteriosa vecchina non è caratterizzata da connotati molto positivi. Una leggenda la lega ai biblici Re-Magi e anche noi preferiamo ricordarla così: La leggenda della Befana Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, portando dolci e regali ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare. Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, portando dolci e regali ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.