|
|
|
Adorazione Eucaristica
|
|
|
|
“Siamo venuti per
Adorarlo”
|
Se tu conoscessi il dono di Dio
G. Oggi il Signore Gesù ci attende mentre, assetati, andiamo a cercare refrigerio. Egli vuole darci la sua acqua viva, per ristorarci e non avere mai più sete. La vicenda della Samaritana, che rappresenta la Chiesa, ci riguarda. È il cammino che dovremmo sempre fare: dall’incontro con Cristo, alla conoscenza di sé, alla fede, alla missione. È l’itinerario cristiano. La Samaritana rappresenta la storia di una vocazione. Tutto comincia da un incontro con Cristo, dal lasciarsi interpellare da lui, dall’accettarne la provocazione, per interrogarsi, scendere in se stessi, darsi delle risposte, impegnarsi. Questa celebrazione ci aiuti a riscoprire l’origini del nostro essere cristiani, che sta nel Battesimo, in cui attraverso il segno dell’acqua ci è stata donata la “Vita nuova”, e ci sproni a vivere gli impegni che abbiamo assunto in questo lavacro di rigenerazione.
G. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen
Canto
G. Cristo ci assicura della presenza di Dio. Egli non è più da ricercare su un monte o in un tempio, ma nella persona di Gesù, l’unico capace di saziare qualsiasi sete di verità, di libertà, di giustizia, di vita, di amore, di pace. Con la sete e la disponibilità della Samaritana, accostiamoci alla sua Parola per trovare ristoro.
(S) Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
1L Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 4, 5-15.19b-26.39a.40-42)
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». Parola del Signore
Davanti a Gesù Eucarestia
Durante la preghiera a Gesù Eucaristia ci metteremo in ginocchio. Stare inginocchiati ci fa ricordare
che siamo davanti al Signore e lo riconosciamo come l’Unico della nostra vita
(S) So che cos’è la sete, Gesù, conosco l’arsura che divora quando la borraccia è vuota
e la gola secca reclama un sorso d’acqua fresca, quando la polvere s’attacca ostinata
alla mia pelle abbrustolita. Ma conosco ancor di più il bisogno tenace
che abita le profondità dell’anima, quando da troppo tempo ormai
cammino in lande desolate e attraverso deserti senza fine.
E’ allora che, con tutte le mie forze, anelo a quella sorgente
che colma ogni mio desiderio e soddisfa ogni attesa.
No, non mi può bastare l’acqua delle pozzanghere e degli stagni,
rimedio temporaneo e rischioso per la mia debolezza cronica.
lo cerco te, Signore Gesù, perché solo tu mi puoi donare
l’acqua viva che estingue la mia sete senza tregua,
l’acqua che deterge e purifica da ogni peccato e da ogni sozzura,
l’acqua che risana e guarisce da ogni malattia e infermità,
l’acqua che zampilla e percorre ogni cavità della mia esistenza,
portando dovunque una vitalità e una forza straordinarie.
Tutti
O Dio, sorgente della vita, tu offri all’umanità riarsa dalla sete l’acqua viva della grazia
che scaturisce dalla roccia, Cristo salvatore; concedi al tuo popolo il dono dello Spirito,
perché sappia professare con forza la sua fede, e annunzi con gioia le meraviglie del tuo amore.
Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce,
penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola, perché alla luce della tua sapienza,
possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno,
testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen
Adorazione silenziosa
G. A mezzogiorno un uomo, seduto sull’orlo del pozzo aspetta la Samaritana: è Gesù che aspetta un’anima per rivelarle il dono di Dio. Le dice per primo:
(S) Ho sete, dammi da bere!
2L La sete della Samaritana è prevenuta dalla sete di Gesù. Dio ha sete della nostra sete, desidera che noi lo desideriamo. Per questo è venuto tra gli uomini:
(S) “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”
(Gv 4,34)
Tocchiamo oggi livelli profondi del cuore umano. Il bisogno di vita e di pienezza che spinge a cercare oltre il proprio limite, si incontra con la risposta di un Dio che ci è venuto incontro e s’è affaticato a cercarci, fino a dirci:
(S) Quello che tu cerchi…”Sono Io!”
La donna Samaritana è come l’emblema del cuore dell’uomo che passa di cosa in cosa – di marito in marito – senza mai trovare sazietà e soddisfazione. Non sospetta neppure che ci possa essere un’altra acqua capace di saziare la sua affannosa ricerca di felicità e di vita. Confida solo nei suoi consueti mezzi umani, i quali pure continuamente la deludono. Non sospetta… o forse non ha mai preso sul serio quel lontano segnale d’un Messia che sapeva avrebbe “annunciato ogni cosa”. Proprio come forse capita anche a noi:
(S) Affannati alla ricerca di vita piena, rincorriamo esperienze e acque che non saziano,
snobbando indifferenti e ostili quei grandi doni di Dio ricevuti gratuitamente fin dall’infanzia
che sono il nostro battesimo e la nostra fede.
L’iniziativa è di Gesù, che ci aspetta paziente per risvegliarci e convertirci, per far decantare la nostra sete ed elevarne il tiro. La donna cerca l’acqua del pozzo e Gesù la rinvia ad un’altra acqua:
(S) “Chi beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;
ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete”
Guarda, o uomo – ci dice Gesù – che tu hai una sete ben più esigente; che il tuo cuore è fatto per bisogni e destini ben più grandi; che solo totalità, infinità ed eternità ti possono saziare! Sentiamo bene di ritrovarci spesso a bocca amara. Dice il profeta Geremia:
(S) “Le nostre sono cisterne screpolate
rispetto alla sorgente di acqua viva che è il Dio da noi spesso abbandonato”
(Ger 2,13)
Questo Dio che sazia non è promessa lontana. E’ qui. E’ a portata di mano. Basta che noi lo riconosciamo. E’ Gesù in persona. Lo scopriamo in quella fede cristiana che noi abbiamo ricevuto e che forse non abbiamo mai studiato e stimato seriamente.
(S) “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!,
tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”
Quello che cerchi, c’è già. Il dono di Dio, l’acqua che disseta pienamente sono Io, Gesù!
(S) “Sono Io, che ti parlo”
Lui non solo sazia le nostre attese, ma le dilata, le supera, fino ad aprirci alle prospettive dell’eternità:
(S) “L’acqua che io darò diventerà sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”
Lui è vita divina. Ascoltiamo dunque questo rimprovero di Gesù! Abbiamo in mano la medicina giusta, e la snobbiamo, per andare poi magari a mendicare – come fanno parecchi oggi – a forme irrazionali di religiosità quanto con maggior sicurezza e contenuto la nostra antica fede cristiana ci offre da sempre.
(S) Dio ci offre continue occasioni perché impariamo a camminare sulla via santa della conversione.
Però, se ci ribelliamo, vanifichiamo la buona occasione offertaci dal Signore per conoscerlo
e dovremo aspettarne un’altra, sperando di non rifiutare anche quella.
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Pausa di silenzio per l’interiorizzazione
Sal 94
Tutti
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
(S) Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia.
Tutti
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
(S) Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce.
Tutti
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
(S) Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».
Tutti
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Canto
G. L’incontro col Dio vero rivelatosi in Gesù crea un nuovo rapporto con Lui, una nuova religione, un culto non più legato al luogo, ma al cuore.
(S) “Credimi donna, è giunto il momento in cui né su questo monte,
né in Gerusalemme adorerete il Padre. E’ giunto il momento, ed è questo,
in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità;
perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito,
e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.
3L “In spirito” significa nella potenza dello Spirito santo. Non è alla nostra portata attingere a Dio: egli è Spirito, qualcosa di alto, di inaccessibile alle nostre capacità. San Paolo dice che noi siamo “carne”, di corte prospettive, insufficienti a penetrare i misteri di Dio. Ciò che è più proprio e specifico di Dio lo rivela lo Spirito per creare in noi quella piena esperienza della divinità che ci fa gridare: Abbà! E’ lo Spirito a fondare in noi l’autentica speranza:
(S) “La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato”
(Rm 5,5)
“In Spirito e… Verità”. Per verità san Giovanni intende sempre la rivelazione che di Dio ha fatto Gesù e la sua stessa persona, il quadro oggettivo entro il quale instaurare i nuovi rapporti con Dio.
Più precisamente si tratta di porsi davanti a Dio in quella condizione nuova in cui ci pone Cristo, “figli nel Figlio”, legati e sostenuti da Lui come nostro fratello maggiore che dà valore efficace alla nostra fragile preghiera. Significa in concreto aprirsi a Dio nella confidenza piena del figlio rivolto al Padre, non con la paura dello schiavo verso il padrone.
(S) “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura,
ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!”
(Rm 8,15)
Molti dicono di credere in Dio e di pregarlo. Ma quale Dio pregano? Quello vero che ci ha mostrato Cristo – quindi Padre, fedele, misericordioso… – o qualche altro Dio-idolo? E con l’aiuto dello Spirito santo che ci coinvolge nell’intimità della Trinità e ci mette nella condizione di essere ascoltati quanto il Figlio Unigenito-Primogenito, o semplicemente con nostri fragili e generici sentimenti sempre distratti da molti banali interessi…?
(S) Il Battesimo ci ha costituiti “sacerdoti” per offrire un culto legittimo a Dio,
proprio perché inseriti in Cristo e arricchiti dallo Spirito santo.
Quel dono di Dio ricevuto al battesimo in questa prossima Pasqua deve essere riaccolto e vivificato.
Che il nostro tempo, arido di speranze e di certezze, abbia bisogno di interiorità e spiritualità è risaputo e riconosciuto da ogni analista. L’Israele di sempre cerca l’acqua per dissetarsi in questo deserto, magari lamentandosi proprio con quel Dio che ha abbandonato:
(S) “Il Signore è in mezzo a noi sì o no?”
(Es 17,7)
Il Mosè che ha fatto scaturire l’acqua dello Spirito – che dà la vita – è già venuto, e .. ci aspetta paziente ad un pozzo. Non manchiamo all’appuntamento! Il segno dell’acqua nel Battesimo sottolinea una purificazione e una vita nuova. La grazia dei sacramenti pasquali ci ridoni questa innocenza e la forza di una vita rinnovata.
(S) Quando tutto in te diventa arido e nulla ti soddisfa, quando ti si stringe il cuore e ti sembra di morire, quando si sgretolano le zolle delle tue fatiche e non vedi fiori nel tuo giardino…
scopri l’urgere di una insopprimibile esigenza: l’acqua. Un’acqua che non duri appena un’ora… un’acqua che non si estingua… Dio, l’unica acqua che disseta la tua sete.
Fermati al pozzo del tuo deserto: troverai un uomo, capace di condurti alle sorgenti della Vita.
Non dovrai camminare molto, perché il pozzo sigillato di acqua viva lui l’ha scavato in te
quando ancora tu non eri… scava nei tuoi giorni, e troverai la sua sete in te che estinguerà la tua.
Pausa di silenzio per l’interiorizzazione
Tutti
Aspettaci, Signore, al pozzo del convegno, nell’ora provvidenziale che scocca per ognuno.
Presèntati e parlaci per primo, tu mendicante ricco dell’unica acqua viva.
Distoglici, pian piano, da tanti desideri, da tanti amori effimeri che ancora ci trattengono.
Sciogli l’indifferenza, i pregiudizi, i dubbi e le paure, libera la fede.
Scava in noi il vuoto, riempilo di desiderio. Fa’ emergere la sete, attraici con il tuo dono.
Dilata il nostro cuore, infiammane l’attesa. Da’ nome a quella sete che dentro ci brucia,
senza che sappiamo chiamarla con il suo vero nome. Riportaci in noi stessi,
nel centro più segreto dove nessun altro giunge. Tra le dure pietre dell’orgoglio,
il fango dei compromessi, la sabbia dei rimandi, scava tu stesso un varco al tuo Santo Spirito.
Amen
Canto
Preghiere spontanee
Padre nostro
G. Siamo assetati oppure dissetati? Siamo assetati dell’acqua vera che “zampilla per la vita eterna” oppure ci siamo già dissetati delle tante “acque” che il mondo ci propone? Solo Gesù, acqua viva, può dissetare la nostra sete di eternità, amore, vita. Può colmare il nostro desiderio di assoluto, di vita senza fine. La vera acqua che disseta la nostra sete di Dio è Gesù di Nazaret, riconosciuto come Profeta, Messia e Salvatore del mondo. Ecco allora la nostra missione nella quotidianità della nostra esistensa: smascherare le false ricette di felicità e proporre e far conoscere Gesù, acqua viva. E nel frattempo, ricordarci che essere assetati di Gesù è l’atteggiamento giusto per essere buoni discepoli.
(S)Dopo tanta strada percorsa in terra arida, la sete.
Mille e più bevande ti hanno offerto colorate, attraenti, gasate,
alla moda, con mille gusti; e molte ne hai assaporato.
Ma bere non è dissetarsi!
Una sorgente di acqua fresca, pura, viva, scorre alla tua destra.
Zampilla, canta, dà forza, cresce, purifica, appaga.
Ora puoi bere, dissetarti, vivere.
Mi chino e bevo.
Tutti
Grazie, Signore, mi hai offerto un’acqua che non osavo sperare.
Mi hai donato te stesso, acqua che non ristagna, acqua che disseta per sempre. Presso quel pozzo,
quando tu mi hai parlato, sono cadute le tenebre, il mio cuore si è sentito ricolmo di gioia,
io mi sono sentito rinascere. Tutto questo ha fatto la tua grazia che, d’ora in poi,
voglio far conoscere a tutte le persone che ti cercano, senza saperlo,
in ogni briciola di gioia che il tempo mi offre.
“Dacci sempre o Signore
l’acqua viva che disseta!”
Canto