Archivio di febbraio 2008

GIOIA GRANDE PER LA CHIESA CHE è A GIBUTI E NEL MONDO

giovedì 21 febbraio 2008

Oggi alle 15 è stato liberato il nostro caro fratello don Sandro grande festa all’Eucarestia questa sera alla razionecatedrale,tutti i preti attualmente in diocesi(4) , le religiose ,una ventina di laici presenti alla concelebrazione.Poi cena in comune con il vescovo e i preti.Dopo 4 mesi di prigionia è libero,ha perso 7 Kg. ma il morale è buono.Ringraziamo tuttti assieme il Signore .P.Fra 

DA GIBUTI

mercoledì 20 febbraio 2008

Amici carissimi,anche qui’ le giornate passano rapidamente,anche se il ritmo della vita è piu’ umano.Con il mio confratello congolese P.Andrè ci troviamo molto bene,è buono affabile e paziente.Mi insegna a vivere in dimensione contemplative come è buono vivere nel deserto(domenica pomeriggio sono gia’ andatoa fare una capatina a 40 km. di qui’,dove i dromedari vivono liberi ,anche in mezzo alla strada).Non ho ancora avuto il modo di incontrare molte persone gibutiane,ma ho gia’incontrato tutti coloro che qui’ lavorano e con la carita’ testimoniano in silenzio il Cristo Risorto e liberatore.In tutti ,noi siamo una ventina.Il mio confratello ed io celebriamo ogni sera la messa ad una comunita’diversa di suore o di fatelli.Il vescovo è tornato da un viaggio i Somalia e domani faremo assieme il programma per le prossime settimane.Per ora ho vissuto i silenzio e in preghiera ,spero presto di poter anche uscire ad incontrare persone e fare qualche lavoretto semplice e umile magari in qualche ospedale dela citta’ ma tutto dipende come si svolgono le cose qui’ in citta’

Il mio numero di cellulare è  00235608664 e poi l’email è sempre la stessa.

GRAZIE A TUTTI PER LE PREGHIERE E GLI AUGURI PER I MIEI E VOSTRI 35 ANNI DI SACERDOZIO. VI ABBRACCIO TUTTI E CONTINUATE A RICORDARMI MI FA’ MOLTO BENE SENTIRVI VICINI GRAZIE FRA

GRAZIE A DIO E ALLA VOSTRA AMICIZIA

sabato 16 febbraio 2008

Un grazie a Dio e a voi il mio viaggio e`è andato benissimo.

Oggi festeggiamo il Beato Giuseppe Allamano con le Suore e il confratello Congolese P.Andrè,che mi è venuto prendere allo aeroporto.Contento di accogliermi ,terminando cosi il suo eremitaggio,è stato un mese tutto da solo,in questa bella casa che abitiamo a 500 m. dall aeroporto.Il caldo è ancora sopportabile ,le tante zanzare un po meno.Come vedete inter net funziona quindi i collegamenti non sono interrotti.

Un salutone P.Francesco

LETTURE DELLA PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

sabato 9 febbraio 2008
Gesù viene presentato come il nuovo Adamo che, contrariamente al primo, resiste alla tentazione. Ma egli è anche il rappresentante del nuovo Israele che, contrariamente al popolo di Dio durante la traversata del deserto che durò quarant’anni, rimette radicalmente la sua vita nelle mani di Dio – mentre il popolo regolarmente rifiutava di essere condotto da Dio.
In ognuno dei tre tentativi di seduzione, si tratta della fiducia in Dio. Si dice, nel Deuteronomio (Dt 6,4): “Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Significa esigere che Dio sia il solo ad essere amato da Israele, il solo di cui fidarsi. Ciò significa anche rinunciare alla propria potenza, a “diventare come Dio” (Gen 3,5).
A tre riprese, Satana tenta Gesù a servirsi del suo potere: della sua facoltà di fare miracoli (v. 3), della potenza della sua fede che pretenderebbe obbligare Dio (v. 6), della dominazione del mondo sottomettendosi a Satana e al suo governo di violenza (v. 9). Gesù resiste perché Dio è nel cuore della sua esistenza, perché egli vive grazie alla sua parola (v. 4), perché egli ha talmente fiducia in lui che non vuole attentare alla sua sovranità né alla sua libertà (v. 7), perché egli sa di essere impegnato esclusivamente a servirlo (v. 10).

Antifona d’ingresso
Egli mi invocherà e io lo esaudirò;
gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita. (Sal 91,15-16)

Non si dice il Gloria.

Colletta
O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione,
concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo
con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
 
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Prima lettura   Gen 2,7-9; 3,1-7
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
   

Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Parola di Dio  

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Salmo responsoriale   Sal 50  
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
 

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Seconda lettura   Rm 5,12-19 (forma breve: Rm 5,12.17-19)
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
   

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio.

Forma breve:
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
5, 12.17-19
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio

 

 
Canto al Vangelo (Mt 4,4b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 
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Vangelo   Mt 4,1-11
Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.
   
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore    

Preghiera dei fedeli
Desiderosi di vivere con cuore rinnovato, nella libertà di figli, chiediamo al Padre che ascolti le nostre preghiere e ci dia la forza di vivere secondo la sua divina volontà.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa si abbeveri alla Parola di Dio, da essa si lasci guidare sulle strade della storia, per esprimere frutti di santità, preghiamo.
2. Per coloro che sono rivestiti di autorità, perché svolgano il loro mandato con spirito di servizio, come un compito per il bene comune, preghiamo.
3. Perché gli uomini sappiano resistere alle tentazioni del potere, dell’avere e del piacere, gli idoli del nostro tempo, preghiamo.
4. Per i battezzati, perché accolgano con riconoscenza l’invito alla conversione di questo tempo quaresimale e si impegnino nell’itinerario della riscoperta di una fede autentica, preghiamo.
5. Per noi che partecipiamo a questa Eucaristia, perché il Signore scardini le nostre resistenze e ci renda aperti alla sua voce e al suo appello d’amore, preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, e donaci la forza di superare ogni prova, per raggiungere la comunione con te, che sei l’Amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA (COMMENTO ALLE LETTURE)

sabato 9 febbraio 2008
Le tentazioni di Gesù e del missionario

Riflessioni
La celebrazione della Quaresima “segno sacramentale della nostra conversione” (orazione colletta), ripropone con forza i temi fondamentali della salvezza,
e quindi della missione: il primato di Dio, il suo piano d’amore per l’uomo, la redenzione che ci viene offerta nel sacrificio di Cristo, la lotta permanente fra peccato e vita di grazia, i rapporti di fraternità e di rispetto con i propri simili e con la creazione… Sono temi vitali che riguardano non solo i cristiani, ma ogni essere umano.

Le tentazioni di Gesù (Vangelo) sono un’altra forma di epifania, o manifestazione della Sua personalità spirituale. Assieme alle Beatitudini, anche le tentazioni sono elementi autobiografici che aiutano a comprendere il personaggio Gesù: le Sue preferenze, criteri, scelte, rinunce, metodi… Il giardino dell’Eden (I lettura) e il deserto (Vangelo) (Vangelo) sono due scenari pieni di presenza divina: è in quel giardino che “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo”, facendone “un essere vivente” (v. 7); ed è nel deserto che lo Spirito condusse Gesù, “per essere tentato dal diavolo” (v. 1). Con la sua astuzia, il tentatore era riuscito ad ottenere un certo risultato nella caduta del primo Adamo, ma, ci assicura S. Paolo (II lettura), la rivincita di Dio è stata più forte, per la grazia di Cristo, il nuovo Adamo, riversata “in abbondanza su tutti” (v. 15).

Alcuni, per falsa misericordia o pudore, tendono a svalutare la portata delle tentazioni con cui il Cristo si è realmente scontrato; le ritengono indegne o impossibili per il Figlio di Dio. Invece, sono state, per Gesù, tentazioni vere, non un gioco-finzione; vere prove, come lo sono per il cristiano e per la Chiesa. “Se Cristo non avesse vissuto la tentazione come vera tentazione, se la tentazione non avesse significato nulla per lui, uomo e messia, la sua reazione non potrebbe essere un esempio per noi, poiché non avrebbe a che vedere con la nostra. Sarà esemplare soltanto quando, avendo affrontato realmente la tentazione, egli l’avrà superata dal suo interno. Non ci interessa una commedia o un esercizio stilistico!” (C. Duquoc). Gesù è stato provato in ogni cosa, come noi, escluso il peccato; perciò è in grado di venire in aiuto a chi è nella prova (cfr Eb 2,18; 4,15).

Gesù si è veramente interrogato sulle possibili scelte di metodo e di cammino per realizzare la Sua missione di Messia. Le vie possibili erano almeno tre: il profitto, il prestigio, il potere. Tutte e tre con un denominatore comune: la strumentalizzazione delle cose, di Dio e dell’uomo. Ognuna delle tre tentazioni rappresenta un modello di messia: – 1. un “riformatore sociale” (ossia, il profitto: convertire le pietre in pane per sé e per tutti avrebbe garantito un successo popolare); – 2. un “messia miracolistico” (il prestigio: un gesto appariscente, sia pur manipolando Dio, avrebbe assicurato spettacolarità; – 3. un “messia del potere”, (il potere: basato nel dominio su persone e cose).

Sono tre modelli di messia -falsi, o, per lo meno, equivoci- che minacciano anche la missione dei discepoli e della Chiesa di ogni tempo e luogo. A volte si è creduto che potere, denaro, dominio, super-attivismo, presunta superiorità etnica o culturale… fossero vie evangeliche ed apostoliche. Per il missionario sono tentazioni permanenti. Ripieno della forza dello Spirito, Gesù supera le tentazioni: opta per la Parola di Dio come unico alimento capace di saziare totalmente il cuore dell’uomo (v. 4); si fida del Padre e del suo piano (v. 7); sceglie di rispettare il primato di Dio, l’unico degno di ricevere la riverente adorazione dell’uomo (v. 10). Al raggiungimento di tali obiettivi mira anche la pratica quaresimale del digiuno, della preghiera e dell’elemosina. Se queste pratiche sono vissute in spirito di condivisione e di missione, contribuiscono grandemente a quella moderazione e sobrietà che sono vie indispensabili per la salvezza dell’umanità. (*) Le tentazioni di Gesù erano “tre scorciatoie per non passare attraverso la croce” (Fulton Sheen), ma Gesù accetta la croce, con amore e muore perdonando. Così ha vinto! Così ci ha salvato!

Parola del Papa
(*) “Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro.
(*) “Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro.
I conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti (cf enciclica Spe salvi n. 31)… Se c’è una grande speranza, si può perseverare nella sobrietà. Se manca la vera speranza, si cerca la felicità nell’ebbrezza, nel superfluo, negli eccessi, e si rovina se stessi e il mondo. La moderazione non è allora solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l’umanità. È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio”.
Benedetto XVI
Omelia nella Epifania del Signore, 6.1.2008

Sui passi dei Missionari
- 10/2: B. Luigi Stepinac (1898-1960), arcivescovo di Zagabria (Croazia), difensore della fede, della libertà religiosa e della dignità umana sotto il regime comunista in Iugoslavia.
- 10/2: Memoria della morte del Papa Pio XI (Achille Ratti, +1939), che diede un grande impulso all’attività missionaria, con numerose iniziative e importanti documenti.
- 11/2: Madonna di Lourdes (apparizioni nel 1858). – Giornata Mondiale del Malato.
- 12/2: S. Saturnino, sacerdote, e 48 laici nordafricani martiri (+304, ad Abitine, Cartagine), che dichiararono davanti al proconsole romano: “Senza la domenica non possiamo vivere”.
- 14/2: SS. Cirillo, monaco (+Roma 869), e Metodio, vescovo (+885), due fratelli, nati a Salonicco; divennero evangelizzatori dei popoli slavi e danubiani. Sono com-patroni d’Europa.
- 15/2: S. Claudio La Colombière (1641-1682), sacerdote gesuita francese, promotore della devozione al Cuore di Cristo.
- 15/2: Memoria del P. José de Acosta (+1600), missionario gesuita spagnolo in Perú, studioso e difensore della cultura indigena; ebbe un ruolo importante nel III Concilio Limense (1582-1583).
- 16/2: B. Giuseppe Allamano (1851–1926), sacerdote italiano, fondatore degli Istituti dei Missionari e delle Missionarie della Consolata (Santuario mariano di Torino).

AMICI CARISSMI

sabato 9 febbraio 2008
Amici carisimi,ecco il mio programma per i prossimi giorni.

Lunedi’ mattina con i carissimi amici Arianna e Raffaele andro’ a Roma.Il 13 ho l’appuntamento al Consolato per il visto e il 15 alle 2,35 con un volo Etiopian Airline volero’ ad Adis Abeba dove restero’ qualche ora e se Dio vorra’ alle 12,30 ora locale saro’ a Gibuti.

Ecco il mio indirizzo e tel di Gibuti :MISSIONNAIRES DE LA CONSOLATAROUTE DE L’AEROGARE  -B.P.41 DJIBOUTI-AMBOULI-REP.DE DJIBOUTI   TEL.00253 340936.( Vi sono 3 ore di differenza)

Vi chiedo ancora una preghiera,e se Dio vorra’ qundo arriveranno le rondini ritornero’.ARRIVEDERCI VOSTRO AMICO MISSIONARIO p.FRANCESCO.   MIE NOTIZIE DA GIBUTI POTRETE SEMPRE LEGGERLE QUI’.