Archivio di settembre 2008

VEGLIA DI PREGHIERA PER IL MESE MISSIONARIO

lunedì 29 settembre 2008

VEGLIA DI PREGHIERA MISSIONARIA NELLA FESTA DI S. TERESINA DEL BAMBINO GESÙ PATRONA DELLE MISSIONI E NELL’ANNO DEDICATO A PAOLO L’APOSTOLO DELLE GENTI


CANTO D’INGRESSO

Il Presidente, accompagnato dai ministri con il Libro dei Vangeli, i candelieri, la croce e il turibolo, terminato il canto, introduce alla preghiera.

SALUTO E MONIZIONE

Presidente: Nel nome del Padre …

Presidente: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

Assemblea: E con il tuo spirito.

Presidente: Carissimi, Papa Benedetto XVI ha indetto per la Chiesa universale un anno paolino nel bimillenario della nascita di Paolo di Tarso. La proposta di un anno dedicato alla figura di San Paolo è per ogni credente una preziosa occasione per accogliere la profondità del suo insegnamento e riscoprire la responsabilità di annunciare Cristo ai fratelli e alle sorelle di tutto il mondo. Paolo ci aiuterà a riflettere e a pregare in questa Veglia che ci unisce a tutta la Chiesa. Pregheremo affinché tutte le membra del Corpo di Cristo diventino fedeli cooperatori della Verità, con lo stesso assillo dell’Apostolo delle Genti: “Guai a me se non predicassi il Vangelo!”(Cor 9,16).

PREGHIERA CON IL SALMO 115

Solista: Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da’ gloria, per la tua fedeltà, per la tua grazia. Perché i popoli dovrebbero dire: «Dov’è il loro Dio?».

Assemblea: Il nostro Dio è nei cieli, egli opera tutto ciò che vuole.

Solista: Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo.
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono,
hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano.
Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano;
dalla gola non emettono suoni.
Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida.

Assemblea: Israele confida nel Signore: egli è loro aiuto e loro scudo.
Confida nel Signore la casa di Aronne:
egli è loro aiuto e loro scudo.
Confida nel Signore, chiunque lo teme:
egli è loro aiuto e loro scudo.

Solista: Siate benedetti dal Signore che ha fatto cielo e terra.
I cieli sono i cieli del Signore, ma ha dato la terra ai figli dell’uomo.
Assemblea: Non i morti lodano il Signore, né quanti scendono nella tomba.
Ma noi, i viventi, benediciamo il Signore ora e sempre.

ORAZIONE

Presidente: Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa’ che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

Assemblea: Amen.

LETTURA BIBLICA

Lettore: Ascoltiamo la Parola di Dio dal libro degli Atti degli Apostoli 22,3-5
Paolo disse al popolo: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti». (pausa di silenzio)

PREGHIERA (in piedi)

Solista: Signore, Dio dell’alleanza, ti sei manifestato ai padri come un Dio geloso e fedele. Tu hai fatto crescere nel tuo popolo il giovane Saulo, pieno di zelo per te e lo hai reso irreprensibile nell’osservanza della Torah, fino all’estremo proposito di distruggere la nuova via dei cristiani.

Assemblea: Suscita nelle nostre comunità lo zelo buono, perché, toccati dalla tua grazia, diveniamo anche noi zelanti nel praticare le opere di giustizia che hai predisposto per noi.

Solista: Il giovane Saulo fremeva minaccia e strage verso i discepoli del tuo Figlio, lavorando attivamente contro il nome di Gesù.

Assemblea: Accendi in noi quella passione ardente che ci spinga a edificare la tua Chiesa, Corpo mistico del tuo Cristo, nella carità e nella verità.

Solista: Quando piacque a te di rivelare a lui il tuo Figlio, hai trasformato lo zelo di persecutore di Paolo in quello di apostolo di Gesù Cristo.

Assemblea: Fa’ che anche noi, colmi di ogni conoscenza, e rivestiti della tua armatura, indossiamo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il Vangelo della vita e della pace.

ORAZIONE

Presidente: O Dio, presente nel cuore di ogni uomo, rivèlati a quanti sono nelle tenebre e nell’ombra di morte, perché nella tua luce riconoscano l’altissima vocazione di tuoi figli, da te eternamente scelti, chiamati alla grazia e destinati alla gloria. Per Cristo nostro Signore.

Assemblea: Amen.

LETTURA BIBLICA

Lettore: Ascoltiamo la Parola di Dio dal libro degli Atti degli Apostoli 22, 6-11
Paolo disse al popolo: «Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.

INTRONIZZAZIONE DEL LIBRO DEI VANGELI

L’assemblea, in piedi, intona il canto dell’Alleluia, mentre dall’ingresso della Chiesa viene portato in processione il libro dei Vangeli che viene presentato al Presidente che lo colloca sull’ambone dove viene incensato.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO Alleluia, alleluia, alleluia
Non è per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me:
guai a me se non predicassi il Vangelo! (1Cor 9,16) Alleluia, alleluia, alleluia

PROCLAMAZIONE DEL VANGELO

Presidente: Il Signore sia con voi.

Assemblea: E con il tuo spirito.

Lettore: Dal Vangelo secondo Marco 16,15-18

Assemblea: Gloria a te, Signore.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Parola del Signore.

Assemblea: Lode a te, o Signore.

OMELIA

PREGHIERA

Solista: Signore, Dio fedele e giusto, hai cercato Saulo sulla via di Damasco, mentre combatteva contro di te, saldo nelle sue certezze.

Assemblea: Prepara anche per noi un evento di grazia, mentre corriamo sulle nostre strade, inseguendo le nostre sicurezze; dirigi le nostre vie secondo i tuoi benevoli disegni.

Solista: Hai folgorato Saulo con la tua luce e hai rivelato a lui il nome di Gesù; con una chiamata personale ed unica hai sconvolto il corso della sua vita.

Assemblea: Concedi a quanti ti cercano con cuore retto e sincero di essere conquistati dal Signore Gesù Cristo e di vivere in lui e per lui.

Solista: Quella stessa luce che ha privato Paolo della vista, gli ha anche permesso di vedere il tuo Cristo crocifisso, vivo e glorificato.

Assemblea: La via di Damasco sia per la tua Chiesa il cammino verso i popoli che aspettano di rialzarsi nella luce del tuo vangelo.

L’assemblea si mette seduta. Dal fonte battesimale, o da altro luogo adatto) il Presidente attinge l’acqua benedetta da versare in un’anfora. Quindi, la stessa viene portata al centro del presbiterio. Il gesto è accompagnato da un canto.

La parola del Santo Padre dal messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2008:
Lettore: “Il mandato missionario continua ad essere una priorità assoluta per tutti i battezzati, chiamati ad essere « servi e apostoli di Cristo Gesù » in questo inizio di millennio”. “E voi, cari religiosi e religiose, segnati per vocazione da una forte connotazione missionaria, portate l’annuncio del Vangelo a tutti, specialmente ai lontani, mediante una testimonianza coerente di Cristo e una radicale sequela del suo Vangelo.” (Pausa di silenzio, poi l’assemblea si mette in piedi).

PREGHIERA

Solista: Padre e Signore di tutti gli uomini, nel tuo progetto di amore hai chiamato Paolo fin dal seno materno e hai fatto di lui uno strumento eletto per portare il nome di Gesù ai popoli.

Assemblea: Apri i nostri cuori a comprendere il mistero nascosto da secoli e da generazioni e manifestato ora in Cristo Gesù; conduci tutti alla fede e alla salvezza.

Solista: Hai chiamato Paolo non secondo i suoi meriti, ma secondo la grazia di Cristo e hai fatto di un persecutore della Chiesa un apostolo del Vangelo.

Assemblea: Rendici degni della nostra chiamata, perché la tua grazia non sia vana in noi. Concedici di risplendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita.

Solista: La parola divina del vangelo è la sorgente unica della chiamata di Paolo: nulla lo ha preparato, nessun uomo lo ha influenzato.

Assemblea: Si riveli anche nella nostra debolezza la forza di Cristo, potenza e sapienza di Dio, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a te.

PROFESSIONE DI FEDE E ASPERSIONE

Presidente: Carissimi, San Paolo ci ricorda che per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con Cristo nella morte, perché come Lui fu risuscitato dai morti, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (cf Rm 6,3-4). Facendo, quindi, memoria del Battesimo rinnoviamo la nostra professione di fede.

Presidente: Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Tutti: Credo.

Presidente: Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?

Tutti: Credo.

Presidente: Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

Tutti: Credo.

Presidente: Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna.

Tutti: Amen.

Il Presidente conclude: Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci hai liberati dal peccato e ci hai fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia per la vita eterna. (aspersione)

Assemblea: Amen.

LA SUPREMA TESTIMONIANZA DEL SANGUE

Al centro viene portata una bacinella con dell’acqua in cui sono stati lasciati cadere molti petali di rose rosse, da coprire la superficie dell’acqua. Il Presidente invita tutti i presenti a bagnarsi la faccia come partecipazione al martirio di Gesù e alla nostra disponibilità a versare il sangue per la nostra fede in Lui.
Il gesto viene accompagnato da un canto.

LETTURA BIBLICA

Lettore: Ascoltiamo la Parola di Dio dalla 2a di San Paolo a Timoteo 4, 6-8
«Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione».

Pausa di silenzio, poi l’assemblea si mette in piedi.

PREGHIERA

Solista: Signore Dio, giusto giudice, corona dei martiri, hai dato all’apostolo Paolo non solo la grazia di credere, ma anche di soffrire per Cristo.

Assemblea: Concedi a noi, che attendiamo con amore la tua manifestazione di combattere la buona battaglia della fede e di rendere la nostra bella testimonianza davanti a tutti gli uomini.

Solista: Nell’approssimarsi della sua morte l’apostolo sentì la certezza di aver raggiunto lo scopo della propria vita nella testimonianza del Vangelo fino all’effusione del sangue.

Assemblea: Fa’ che i cristiani in ogni parte del mondo non si vergognino del Vangelo, ma soffrano aiutati dalla forza di Dio e nelle prove conservino intatto il deposito della fede.

Solista: Ogni giorno l’apostolo Paolo non temette di esporsi alla morte a causa di Gesù, portando impresso in sé il mistero della Croce come il segno più forte del suo ministero.

Assemblea: Fa’ che anche noi portiamo sempre e ovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la sua vita sia manifesta in noi.

DIFFONDETE IL BUON PROFUMO DI CRISTO

Al centro del tavolo, dove sono state poste l’acqua battesimale e la bacinella con i petali di rose, viene portata l’ampolla del Crisma che viene aperta affinché suo il profumo possa essere percepito. Il Presidente esorta tutti con queste parole:

Presidente: Carissimi, l’Apostolo Paolo esorta i cristiani a diffondere nel mondo il “buon profumo di Cristo”. E’ l’invito ad essere testimoni con la coerenza della vita. Rivolgiamo, quindi, il nostro rendimento di grazie sul Crisma, l’olio misto al profumo, per rinnovare il ricordo di quanto Dio, Padre onnipotente ha realizzato e continua a realizzare in ciascuno di noi attraverso questo segno sacramentale.Il gesto che conclude questa nostra preghiera ci richiami alla responsabilità che l’Apostolo Paolo ha saputo vivere fino al martirio.

Lettore: O Dio, tu dall’albero dell’ulivo hai fatto fluire per noi il crisma della salvezza, perché impregnato della forza del tuo Spirito, compia nei tuoi figli il disegno del tuo amore e arricchisca la tua Chiesa dei carismi.

Tutti: Noi ti rendiamo grazie, Signore.

Lettore: O Dio, nel tuo Figlio Gesù, il Cristo dal cui santo nome è chiamato crisma l’olio misto a profumo, tu hai svelato il valore dei segni antichi e hai portato a compimento le figure dell’antica alleanza per comunicarci la tua vita.

Tutti: Noi ti rendiamo grazie, Signore.

Lettore: O Dio, nel segno sacramentale del crisma, tu comunichi la forza del tuo Spirito perché i tuoi figli, rinati nel lavacro battesimale, siano resi più somiglianti al Cristo e diffondano nel mondo il profumo di una vita santa.

Tutti: Noi ti rendiamo grazie, Signore.

Il Presidente conclude con la seguente orazione: Preghiamo.
O Dio, che hai illuminato tutte le genti con la parola dell’apostolo Paolo, concedi anche a noi, di essere testimoni della tua verità e di camminare sempre nella via del Vangelo, per diffondere nel mondo il buon profumo di Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

BENEDIZIONE E CONGEDO

Terminata la Benedizione, il Presidente congeda l’assemblea con queste parole: Siate nel mondo il profumo di Cristo. Andate in pace.

Assemblea: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO FINALE

- “OTTOBRE MISSIONARIO” – Edizione speciale del 27 e 28 Settembre 2008

lunedì 29 settembre 2008

“Questa è un’idea che viene dal Cielo” esclamò Pio XI – lo riferì Giovanni Paolo II nel 1986 – quando 82 anni fa accolse il suggerimento di istituire la “GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE” (GMM) – quest’anno ricorre domenica 19 ottobre – momento più alto dell’ “OTTOBRE MISSIONARIO” che di fatto comincia domani e si conclude il 31 ottobre. Per questo fine settimana la pagina della MISNA sarà quindi riservata quasi esclusivamente all’”idea venuta dal cielo” e al mese in cui la Chiesa tutta riflette sulla sua natura intrinsecamente missionaria. Argomenti in qualche misura correlati – come il procedere della “Carovana Missionaria della Pace” in marcia in tutta Italia dal 25 settembre fino al 5 ottobre – ed eventuali notizie urgenti in ottica MISNA potranno trovare posto in questa edizione speciale, priva di regolari cadenze orarie, fino a quando lunedì mattina non torneremo al consueto notiziario quotidiano dal Sud del mondo.

IL MESE MISSIONARIO E L’INTENZIONE DEL PAPA

lunedì 29 settembre 2008

[“Perché in questo mese dedicato alle missioni, attraverso l’attività delle Pontificie Opere Missionarie e degli altri organismi, ogni Comunità cristiana senta la necessità di partecipare alla missione universale con la preghiera, il sacrificio e l’aiuto concreto”: inizia così il commento all’Intenzione Missionaria indicata dal Santo Padre per il mese di ottobre 2008 pubblicato dall’agenzia di notizie della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli ‘Fides’.]

La Chiesa è missionaria per sua natura. In prossimità della celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale del prossimo 19 ottobre, il Santo Padre ha ricordato che “il mandato missionario continua ad essere una priorità assoluta per tutti i battezzati, chiamati ad essere ‘servi ed apostoli di Gesù Cristo’ all’inizio di questo millennio” (Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2008). A volte si percepisce nei cristiani di oggi una fede alquanto comoda, poco impegnata, poco cosciente della necessità della missione. Potremmo dire che un cristiano che non avverte l’ardore di portare l’amore di Dio ai fratelli, un cristiano che non è missionario, non è veramente cristiano. La Parola del Signore, “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc, 16, 15-16), continua a risuonare nella sua Chiesa. Se la Chiesa rimanesse sorda a queste parole, sarebbe infedele a Gesù Cristo. In San Paolo abbiamo un insigne modello di missionario, “Guai a me se non predicassi il Vangelo” (1Cor 9, 16). Il Santo Padre ricorda che è un dovere urgente per tutti annunciare Cristo e il suo messaggio di salvezza (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Missioni 2008).

Nel mese di ottobre, mese per eccellenza dedicato alle missioni, obbedienti al desiderio del Santo Padre, dobbiamo realizzare uno sforzo affinché questa dimensione essenziale della Chiesa riscaldi in modo più profondo i nostri cuori e quelli di tutti i fedeli. Dobbiamo volgere i nostri occhi alla Chiesa delle origini, la Chiesa dei martiri e dei confessori. Quanti nostri fratelli hanno perso il loro lavoro, le loro case, la loro dignità o addirittura la loro vita per confessare la fede in Gesù Cristo! Essi sono una testimonianza di fedeltà ed obbedienza al mandato del Signore. Il Santo Padre parla di tre aspetti particolari della partecipazione missionaria: la preghiera, il sacrificio e l’aiuto concreto. La preghiera per le missioni è dimostrazione di una fede matura. Spesso, la preghiera dei cristiani è troppo egoista. Si prega soltanto per le proprie necessità. L’esistenza si riduce a girare intorno alla propria persone e non si è capaci di scoprire l’esistenza di altri fratelli. Talvolta essi scoprono la presenza di un altro, ma solamente nel suo aspetto più superficiale. Che tutti gli uomini giungano a conoscere l’amore di Dio manifestato in Cristo, affinché possano partecipare alla filiazione divina mediante il dono dello Spirito Santo, questo deve essere l’obiettivo, in quanto è la volontà del Signore: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10, 10). Pregare per l’estensione del Regno di Dio nel cuore degli uomini, pregare per i missionari e per la riuscita del loro lavoro, pregare affinché gli uomini aprano i loro cuore alla grazia dello Spirito Santo, sono intenzioni proprie di chiunque ama e valorizza la missione. Con le parole del Santo Padre: “è necessario che si intensifichi sempre più la preghiera, indispensabile mezzo spirituale per diffondere fra tutti popoli la luce di Cristo” (11.05.2008).

Il secondo aspetto a cui si riferisce il Santo Padre è il sacrificio. Una parola sgradevole in questa società dei comfort e del piacere. Quando tutta l’esistenza è orientata a “godersi la vita” nel senso materiale dell’espressione, non si vuole sentir parlare di sacrificio. Con sempre maggiore frequenza, noi cristiani ci dimentichiamo della croce di Gesù Cristo. Si accusano di “fede dolorosa” quanti desiderano volgere gli occhi al Crocifisso. San Paolo non ha desiderato conoscere altra cosa che Gesù Cristo, crocifisso (1Cor 2, 2) e ha segnalato che “molti vivono come nemici della croce di Cristo” (Fil. 3, 18). Dimenticare che il sacrificio per amore a Cristo e unito con Lui ci introduce nel mistero della comunione dei Santi e ci rende partecipi della sua Redenzione, sarebbe un gravissimo errore. Solo Dio sa quante conversioni e quante grazie riversate sulle missioni sono dovute alla penitenza e al sacrificio di molte persone nascoste, semplici, suore di clausura come Santa Teresa di Lisieux, che si offrono a Dio con i loro dolori e le loro pene di ogni giorno!

Infine, Papa Benedetto XVI si riferisce all’aiuto concreto. Dobbiamo avere sempre innanzi agli occhi la figura della povera vedova del Vangelo: lei ha offerto ciò di cui aveva bisogno per vivere. Nessuno può scusarsi dicendo che non può offrire nulla per i fratelli in necessità. Molte volte l’abbondanza di beni materiali crea una sorta di insensibilità verso gli altri, oppure cerca di rassicurare la coscienza con qualche piccolo aiuto. Non dobbiamo dimenticare la legge della proporzionalità. All’interno della tradizione biblica, la decima è stata una forma tradizionale di elemosina. Chi più chi meno, tutti possiamo contribuire con qualcosa. Grazie a Dio esistono svariate forme di volontariato in cui molte persone prestano dei servizi di cooperazione missionaria durante il loro periodo di vacanza, dedicando il meglio dei loro talenti e della loro persona per manifestare l’amore di Dio per gli uomini, in servizi di evangelizzazione, di assistenza e sanitari. Maria, Regina degli Apostoli e Vergine del Rosario, San Paolo e Santa Teresa di Lisieux intercedano davanti a Dio affinché l’amore e l’impegno missionario crescano nei cuori di tutti i fedeli. La missione è questione di amore! Preghiamo anche affinché le Pontificie Opere Missionarie realizzino con sempre maggiore generosità il loro lavoro di portare il Vangelo fino agli estremi confini del mondo. Esse “sono strumento valido per animare e formare missionariamente il Popolo di Dio e alimentano la comunione di persone e di beni tra le varie parti del Corpo mistico di Cristo”.
[CO]

OTTOBRE MISSIONARIO: “DOPPIAMENTE CARO” ALLA ‘CONSOLATA’ (Padre Aquiléo Fiorentini)

lunedì 29 settembre 2008

Questi giorni offrono l’opportunità di ribadire l’importanza della missione nella Chiesa e l’occasione per noi di essere consapevoli del nostro ruolo nel mantenere vivo l’ ‘ardore missionario’”: lo dice alla MISNA, per definire l’ ‘Ottobre missionario’ padre Aquiléo Fiorentini Superiore Generale dell’Istituto Missioni Consolata. “In questo senso – continua – credo ci sia una forte sintonia con il Papa, che invita la Chiesa a non perdere la propria identità, che è quella di portare avanti la missione, donando agli altri con amore il dono ricevuto per amore con il battesimo”. L‘Ottobre missionario’, ricorda inoltre il religioso, è iniziativa doppiamente cara alla sua congregazione perché ebbe tra i primi animatori il fondatore della comunità religiosa, il beato Giuseppe Allamano. Padre Aquiléo sottolinea che quest’anno la Giornata della “missione universale” comunica in modo speciale con l’Anno Paolino: “Noi possiamo guardarci intorno e vedere il mondo di oggi per alcuni versi simile a quello in cui visse e agì san Paolo – invita a riflettere il missionario – un uomo che per sua storia personale era immerso in una molteplicità culturale, essendo un ebreo di lingua greca e cittadino romano. Egli ebbe l’illuminazione di capire tutte le potenzialità di comunicazione e diffusione che offriva quello che allora era l’impero più grande del mondo, con la sua fitta rete di strade e contatti tra popoli”. Il Superiore della Consolata conclude: “Anche noi, nel mondo globalizzato, possiamo raggiungere con tutti gli strumenti e vie di comunicazione gli uomini e le donne che oggi hanno sete di valori, offrendo loro la risposta migliore che abbiamo: il Vangelo di Gesù”. [BF][CO]

OTTOBRE MISSIONARIO: IL DIALOGO A ZAMBOANGA, CON PADRE ANGEL

lunedì 29 settembre 2008

È un momento non facile per padre Angel Calvo, missionario clarettiano a Zamboanga, nel sud delle Filippine: nei molti anni che ha collaborato nelle trattative per il rilascio di persone rapite da miliziani e ribelli, questa volta negozia per la liberazione di un’amica. Esperancita Hupita è un’operatrice dell’associazione cristiano-musulmana ‘Nagbilaab’ per lo sviluppo e la pace, che il missionario ha contribuito a fondare sull’isola di Basilan; insieme con Milet Mendoza, volontaria del ‘Christian Children’s Fund’, è stata sequestrata il 15 settembre da un gruppo armato non identificato. Da allora padre Calvo attende e lavora per trovare un contatto con i rapitori. “Essere un mediatore è parte insita dell’essere missionario” dice il religioso, nelle Filippine da 33 anni, ormai sua seconda patria, ma che non si trattiene nel dire la mia “bella Valladolid” quando ricorda la città castigliana dove è nato. “La missione è sempre una missione di pace, per la riconciliazione, per curare le ferite lasciate dalla guerra, dall’odio e dal pregiudizio” continua il religioso a cui si è chiesto il senso del messaggio contenuto nell’ ‘Ottobre missionario’ celebrato dalla Chiesa universale, “ogni giorno lavoriamo per la costruzione di una nuova cultura di pace e fratellanza che nella nostra esperienza diciamo essere cristiana ma che abbraccia i valori fondamentali anche delle altre fedi”. Zamboanga è una delle zone più delicate dell’arcipelago, dove vivono insieme cristiani, musulmani e tribali, presi in mezzo nel conflitto tra governo centrale e differenti sigle di ribelli musulmani e comunisti, mentre quotidianamente affrontano i problemi di un paese povero. “Il dialogo è la condizione fondamentale per la missione in Asia: dialogo con i poveri, con le diverse culture, con le altrui religioni, in una sincera dimensione di partecipazione e rispetto” continua padre Calvo che in questi giorni è coinvolto nella gestione di un corso di formazione per missionari dei paesi asiatici promosso dal Pontificio Istituto Missioni Estere. Nelle Filippine il nome del missionario spagnolo è legato a decine di iniziative pacifiste e di stretta cooperazione tra cristiani e musulmani, incluso il ‘Movimento interreligioso per la pace’, organizzazione ombrello di gruppi cattolici, protestanti, musulmani e indigeni, di cui è il presidente. “In questi giorni di Ramadan, la componente islamica del gruppo è stata particolarmente attiva, invitando i cristiani a condividere il momento serale della rottura del digiuno: un vero atto spirituale, in cui, dopo essersi purificati con la rinuncia, si ringrazia Dio per sua misericordia” dice il religioso. È questo forte radicamento nella società, intessuto in anni di lavoro comune, che gli fa sperare di trovare, anche questa volta, gli strumenti per raggiungere i rapitori di Esperancita e Milet e ottenerne il rilascio. [BF]
[CO]

OTTOBRE MISSIONARIO; CHARLES DE FOUCAULD IN UNO SCRITTO DI ALBINO LUCIANI

lunedì 29 settembre 2008

Dal sito online “Humilitas-Papa Luciani”, che la MISNA ringrazia, uno scritto giovanile di Albino Luciani su una grande figura missionaria:

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“Confessionale dell’abate Huvelin. A Parigi, ottobre 1887. Si presenta un giovane signore che non si inginocchia, ma si china soltanto e dice: «Signor abate, io sono senza fede; vengo perché m’istruiate». L’abate lo guarda: «Mettetevi in ginocchio e confessatevi; crederete». «Ma io non sono venuto per questo». «In ginocchio!». È dolce la voce dell’abate, e ferma. Il giovane sente che l’umiliarsi è per lui mezzo a ritrovare la fede. S’inginocchia e fa la confessione della sua vita. Quando si rialza per uscire, l’abate lo richiama: «Siete ancora digiuno?» «Sì». «Andate anche alla comunione ». Fu così che il visconte de Foucauld dopo tredici anni di incredulità ritornò alla fede e si incamminò al sacerdozio. Ma chi avrebbe mai pensato che tra le pieghe di quell’anima il Signore avesse deposto il seme di una vocazione ecclesiastica? Ricchissimo, privo di genitori a sei anni, con un nonno che cercava solo di accontentarlo in tutto, Carlo de Foucauld era venuto su senza controllo. A quattordici anni, l’età delle passioni, l’età che decide, egli era libero di gettarsi in una folla di letture e perdeva la fede. Uscendo dal liceo, oltre le impressioni delle sue letture, non portava con sé che due cose: una grande passione ai classici greci e latini e la volontà di godere la giovinezza e le ricchezze. Troppo poco per affrontare la vita a diciassette anni! Troppo poco anche per soddisfare alle esigenze dell’accademia militare di Saint-Cyr alla quale si iscrisse. Egli, intelligentissimo, in mezzo ai suoi compagni – ce n’erano che dovevano diventare famosi, come Pétain, Laperrine e altri – fa la figura dell’effeminato e del fannullone. «Intelligente – dicono i registri di scuola – ma trascurato; spirito poco militare; distinto, ma di testa leggera; non pensa che a divertirsi ». Difatti, conduceva la bella vita. A febbraio, non ha ancora tagliato le carte dei testi di scuola. Si fa allontanare dal collegio. Veste con estrema ricercatezza, fuma solo sigarette di alta marca, profonde mance da lord e gioca forti somme. Un consiglio di famiglia gli è imposto per sorvegliare le spese. Non cambia sistema neanche quando è inviato col suo reggimento ad Algeri, perché, poco dopo lo sbarco, un ordine del ministero della guerra lo radia dal quadro degli ufficiali pei seguenti motivi: indisciplina e cattiva condotta. Tutt’altro che vocazione ecclesiastica! Ma ecco un avvenimento: il marabutto Bou-Amanà predica la guerra santa contro i francesi e solleva mezza Algeria. Il reggimento di de Foucauld è tra i primi a fronteggiare l’insurrezione. E lui deve starsene inoperoso, mentre i suoi compagni si batteranno e copriranno di gloria! Non può sopportarlo, e per la prima volta si umilia, domandando di rientrare in servizio a qualunque condizione! È riammesso al grado. E allora si vede un de Foucauld nuovo, insospettato, impastato di coraggio, di sangue freddo, idolo dei suoi soldati, capace di sacrifici frequenti, fatti col sorriso sul labbro, col cuore in mano. L’ambiente eroico lo ha scosso e ha rivelato la sua natura ricca e generosa. Primo colpo di timone col quale Dio orienta al sacerdozio quell’anima. Il secondo colpo viene dopo. Il mondo arabo con cui la guerra lo ha messo a contatto, lo interessa fortemente. Chissà quali segreti e quali bellezze racchiude? Lo attira specialmente il Marocco, dagli immensi piani allora inesplorati. Sente in sé la vocazione del viaggiatore. Non esita un istante: dà le dimissioni da ufficiale; si chiude nelle biblioteche passandovi giornate intere ad apprendere l’arabo e a fissare dei piani. Quando tutto è pronto, parte. Con un servo e due mule, vestito che sembra un giudeo del Marocco, dormendo il più delle volte all’aperto, passa di tribù in tribù, prendendo contatti coi capi, facendo osservazioni e appunti. Nessun pericolo lo intimidisce, nessuna difficoltà lo arresta. Dopo undici mesi è di nuovo ad Algeri e pubblica la relazione del suo viaggio, le sue note geografiche, militari e politiche, riempiendo la Francia di stupore e ammirazione. Mentre il suo nome è sulla bocca di tutti viene a Parigi. Ma l’aspetta qui il Signore. Solo sulle sabbie del Marocco, egli aveva riflettuto sulla religione. Adesso, poi, si sente inquieto; invidia coloro che hanno la fede; la desidera, la cerca, e la ritrova ai piedi del sacerdote. E dopo pochi anni è sacerdote anche lui, e torna nel Marocco diventando missionario e martire là dove prima era passato esploratore. Ho sotto gli occhi due ritratti di de Foucauld: l’allievo ufficiale di Saint-Cyr e il missionario. Il viso dell’ufficiale non dice quasi niente: rotondo, grasso, non ha un’espressione; gli occhi infossati nell’orbita, sembrano più piccoli causa il grasso che li preme; le labbra poco pronunciate, indolenti, sono labbra che gustano, ma che parlano poco e comandano niente. Sul viso del missionario, i tratti rivelano decisione ed energia; il sorriso esprime amor di Dio, gli occhi splendono. Si pensa a s. Francesco d’Assisi e a s. Ignazio. Come si spiega che due ritratti così dissimili appartengano alla stessa persona? Si spiega così: la grazia della vocazione ha trasformato quella persona; ha impresso un sigillo sul suo volto, gli ha dato il significato di un vessillo, la potenza di un canto! E quanti giovani diverrebbero vessillo e canto nella chiesa di Dio, se non lasciassero passare la voce del Signore che li chiama!”[PMB]

CAROVANA MISSIONARIA: “CONTEMPLAZIONE dell’ACQUA e della VITA

lunedì 29 settembre 2008

[La prima settimana del Mese Missionario che comincia oggi ha come tema, scelto dalle Pontificie Opere Missionarie, la "Contemplazione". Dal sito online "Giovaniemissione.it" abbiamo tratto il titolo e il testo che segue collegata al passaggio della 'Carovana Missionaria della Pace' nella valle del Vajont dove un "lago residuo" ricorda anche la tragedia del 1963 ma soprattutto occasione per contemplare e riflettere non solo sull'Acqua. Inevitabile una piccola, casuale associazione d'idee: provenendo da nord e da Sud le diverse parti della Carovama Missionaria si salderanno tra il 4 e il 5 ottobre a Roma all'Abbazia delle Tre Fontane...Forse un 'segno'?]

L’Acqua anche se la sposti o la trattieni, continua a scorrere non rinunciando mai alla sua libertà. Provate a mettere le mani nel torrente, l’Acqua per quanto possiate stringere fra loro le dita, passerà oltre. Si gonfierà attorno all’ostacolo, attraverserà gioiosa quello che per noi è troppo stretto, andando ad abitare con il suo passaggio anche gli spazi più piccoli. Se per ipotesi riuscissimo ad impermeabilizzare il concavo delle mani, essa eternamente paziente, attenderebbe l’usura, e prima o poi, mantenendosi ancora limpidamente libera, andrebbe oltre, a servire ciò che sta oltre. Tornando Acqua, bella Parola. La sua missione intrinseca è portare vita, ed è inarrestabile. Anche una diga di cemento alta quasi 300 metri non la distoglie dalla sua essenza. Nel frattempo, eternamente generosa, rinfresca, lava, nutre, alleggerisce dalle fatiche. Se inquinata può sempre infossarsi, facendo l’amore con le ghiaie e le sabbie, cercando poi, dopo essersi fatta filtrare, una fonte come via d’uscita, per ripresentarsi all’amico cielo che la contiene e l’attende, pura… ancora una volta. R-esitente. Se poi dovessimo riuscire a fermarla per sempre, essa morrebbe lentamente, ma la sua morte è sempre legata alla vita… migliaia di insetti la userebbero come grembo per le loro uova, gli esseri vegetali la ricoprirebbero trovando nutrimento, qualche assetato animale di passaggio la berrebbe… e se qualcuno dovesse commuoversi per la sua lenta morte, ancora rinascerebbe dagli occhi, attraverso il pianto, ancora Acqua, ancora libera… per ripercorrere il suo ciclo, che è vita nella sua essenzialità. Qui l’Acqua apparentemente ha portato morte, ma se la guardiamo da una prospettiva più ampia essa non si è tradita, ci ha solo ri-preso, per ricordarci come si possa rischiare sentendosi onnipotenti, come si possa perdere la misura e smettere di partecipare all’armonia. Non esiste l’Acqua cattiva. È l’essere umano che ha portato la morte, non l’Acqua…essa è innocente. L’essere umano che ha smesso di saperla com-prendere, che si è dimenticato di amarla, di ringraziarla, di celebrarla. L’essere umano che ha deciso di mercificarla. Ma lei non è merce, è vita, ha solo l’esigenza di scorrere per raggiungere gli Altri, per nutrire i mari che diventano nubi, poi pioggia e ancora vita. Di un grande bacino artificiale ora resta un lago residuo, che è di una bellezza unica. Una bellezza d’Acqua. Dedichiamo il nostro silenzio a quest’Acqua. Resti solo il rumore del suo scorrere. Diventi canto ci conduca a noi stessi. Una melodia da interiorizzare e che ci colleghi a quella moltitudine di donne (portatrici d’Acqua) che in luoghi arsi dal sole distanti da qui, camminano quotidianamente verso il pozzo, per chilometri, con anfore sulla testa, vuote all’andata e colme di vita al ritorno. Anfore piene di vita per tutti al villaggio. Anche qui, su questo fondo ghiaioso di fiume, le donne scendevano in cerca dell’Acqua, per lavare. In altri luoghi, su nel paese vecchio, la gente si radunava attorno all’Acqua (fontane), la sera con le bestie, per bere. Anche le case le hanno costruite in stretto rapporto con l’Acqua (alcune letteralmente sopra le sorgenti) per vivere. L’auspicio è quello di ri-assumere anche questa dimensione celebrativa e contemplativa dell’Acqua, da ricordare quando avviciniamo le labbra ad una bottiglia di plastica, moderna trappola per l’Acqua, ed inquinante per l’ambiente; o quando passiamo di fianco ai nostri fiumi, ridotti a rivoli, cementificati e semplificati, maledetti quando straripando inondano le nostre invasive e spudorate costruzioni spinte oramai oltre gli argini naturali. Perchè l’Acqua sia maestra di vita, come quando sgorgò, non a caso, dal costato di quel Cristo morto in croce, tradito come l’Acqua, ma portatore di vita”.
[CO]

1 ottobre S.TERESA DI GESU’ BAMBINO E DEL VOLTO SANTO PATRONA DELLE MISSIONI

lunedì 29 settembre 2008

Si arrampica a Milano sul Duomo fino alla Madonnina, a Pisa sulla Torre, e a Roma si spinge anche nei posti proibiti del Colosseo. La quattordicenne Teresa Martin è la figura più attraente del pellegrinaggio francese, giunto in Roma a fine 1887 per il giubileo sacerdotale di Leone XIII. Ma, nell’udienza pontificia a tutto il gruppo, sbigottisce i prelati chiedendo direttamente al Papa di poter entrare in monastero subito, prima dei 18 anni. Cauta è la risposta di Leone XIII; ma dopo quattro mesi Teresa entra nel Carmelo di Lisieux, dove l’hanno preceduta due sue sorelle (e lei non sarà l’ultima).
I Martin di Alençon: piccola e prospera borghesia del lavoro specializzato. Il padre ha imparato l’orologeria in Svizzera. La madre dirige merlettaie che a domicilio fanno i celebri pizzi di Alençon. Conti in ordine, leggendaria puntualità nei pagamenti come alla Messa, stimatissimi. E compatiti per tanti lutti in famiglia: quattro morti tra i nove figli. Poi muore anche la madre, quando Teresa ha soltanto quattro anni.
In monastero ha preso il nome di suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, ma non trova l’isola di santità che s’aspettava. Tutto puntuale, tutto in ordine. Ma è scadente la sostanza. La superiora non la capisce, qualcuna la maltratta. Lo spirito che lei cercava, proprio non c’è, ma, invece di piangerne l’assenza, Teresa lo fa nascere dentro di sé. E in sé compie la riforma del monastero. Trasforma in stimoli di santificazione maltrattamenti, mediocrità, storture, restituendo gioia in cambio delle offese.
E’ una mistica che rifiuta il pio isolamento. La fanno soffrire? E lei è quella che “può farvi morir dal ridere durante la ricreazione”, come deve ammettere proprio la superiora grintosa. Dopodiché, nel 1897 – giusto cent’anni fa – lei è già morta, dopo meno di un decennio di vita religiosa oscurissima. Ma è da morta che diviene protagonista, apostola, missionaria. Sua sorella Paolina (suor Agnese nel Carmelo) le ha chiesto di raccontare le sue esperienze spirituali, che escono in volume col titolo Storia di un’anima nel 1898. Così la voce di questa carmelitana morta percorre la Francia e il mondo, colpisce gli intellettuali, suscita anche emozioni e tenerezze popolari che Pio XI corregge raccomandando al vescovo di Bayeux: “Dite e fate dire che si è resa un po’ troppo insipida la spiritualità di Teresa. Com’è maschia e virile, invece! Santa Teresa di Gesù Bambino, di cui tutta la dottrina predica la rinuncia, è un grand’uomo”. Ed è lui che la canonizza nel 1925.
Non solo. Nel 1929, mentre in Urss trionfa Stalin, Pio XI già crea il Collegio Russicum, allo scopo di formare sacerdoti per l’apostolato in Russia, quando le cose cambieranno. Già allora. E come patrona di questa sfida designa appunto lei, suor Teresa di Gesù Bambino.

BREVI DA FRONTI DI CRISI E CONFLITTO

lunedì 29 settembre 2008
29/9/2008   9.20
BREVI DA FRONTI DI CRISI E CONFLITTO (Libano, Algeria, Iraq, Sri Lanka, Afghanistan, India)
Altro, Standard

LIBANO – Un’esplosione, probabilmente dovuta allo scoppio di un ordigno piazzato all’interno di un’automobile, ha causato la morte di almeno 5 persone e il ferimento di altre 17 (rispettivamente 6 e 16 secondo altre fonti) a Tripoli, nel nord del Libano. Gran parte delle vittime sono militari che si trovavano a bordo di un autobus. Il bilancio è parziale, sul mezzo si trovavano 24 militari.

ALGERIA – Un attentatore suicida si è fatto esplodere ieri sera a bordo della sua auto provocando la morte di tre persone e il ferimento di altre sei. Il fatto è avvenuto vicino a Dellys, 40 chilometri a est di Algeri, all’ora dello ‘Iftar’ (rottura del digiuno): ne ha dato notizia l’agenzia algerina Aps citando fonti di sicurezza. E’ il primo attentato suicida in Algeria dall’inizio del Ramadhan.

IRAQ – Una serie di esplosioni ha causato ieri a Baghdad la morte di almeno 32 civili e il ferimento di altri 100. Gli attentati sono avvenuti in alcuni quartieri a maggioranza sciita della capitale irachena alla rottura del digiuno e in tutti i casi gli attentatori hanno impiegato autobombe. L’attentato più cruento è avvenuto nei pressi di un mercato nel quartiere di Karradah dove sono rimaste uccise 19 persone.

SRI LANKA – Un attentatore suicida in sella a una bicicletta si è fatto esplodere uccidendo una persona e ferendone altre nove nella località di Vavuniya. Le autorità di Colombo hanno accusato dell’attentato l’Esercito di liberazione delle Tigri tamil (Ltte). Scontri tra Tigri tamil e militari nelle vicinanze del porto di Nachikkudah secondo fonti governative sono costati la vita a 10 ribelli e due soldati; un bilancio reso più grave da ulteriori scontri avvenuti tra sabato e domenica che avrebbero provocato la morte di 13 separatisti e cinque militari.

AFGHANISTAN – Dopo la morte di Malalai Kakr, nota donna poliziotta, uccisa ieri davanti la sua abitazione di Kandahar in un attentato rivendicato dai talebani, altre sei persone sono rimaste uccise a causa di un attentato suicida all’interno di un bazar nella città di frontiera di Spin Boldak. Ieri, sono intanto giunte con un giorno di ritardo rispetto all’accaduto notizie di scontri tra soldati francesi della coalizione internazionale a guida americana e insorti: il bilancio finale è di un morto e due feriti tra gli insorti, e di quattro feriti tra i transalpini.

INDIA – Secondo fonti governative 11 persone appartenenti a gruppi che lottano per l’autonomia del Kashmir hanno perso la vita a seguito di scontri con l’esercito. Nei combattimenti, avvenuti nelle foreste di Kagnan, a nord di Srinagar, capitale estiva del Kashmir, avrebbe perso la vita anche un soldato.[ GB

A ROMA DA OGGI VII EDIZIONE DI “FESTA D’AFRICA FESTIVAL”

martedì 16 settembre 2008

Comincia oggi a Roma, al Teatro Palladium, protagoniste soprattutto le donne, la VII edizione del “Festa d’Africa festival”, manifestazione unica nel suo genere in Europa, diretta da Daniela Giordano e organizzata dal Centro ricerche teatrali ‘Scenamadre’. In sette anni di attività il festival ha fatto conoscere all’Italia moltissimi artisti africani contribuendo alla demolizione di stereotipi e pregiudizi oltre che all’integrazione e all’incontro tra culture e popoli, soprattutto attraverso attività artistiche e culturali come teatro, danza, musica, scultura, cinema e letteratura. Per il teatro, verrà presentato lo spettacolo “Attivamente coinvolte”, ispirato alla “Risoluzione Onu 1820” che definisce lo stupro come crimine di guerra e contro l’umanità; la Giordano porta in scena il contributo di molte donne nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti. Irène Tassembedo, coreografa del Burkina-Faso, presenterà per la danza la prima nazionale de “Le sacre du tempo” in cui danzatori e musicisti raccontano la vita di un villaggio in cui, con il furto di uno sgabello sacro, va in frantumi l’equilibrio della comunità, leggenda e al tempo stesso metafora per alcuni aspetti della vita contemporanea. Un’altra burkinabé, la regista Fanta Régina Nacro, con “La nuit de la verité” racconterà il rifiuto della moglie del presidente di partecipare ad una festa per un trattato di pace dopo un conflitto; della stessa regista, anche produttrice dei suoi film, saranno presentati i cortometraggi “Femmes Capables” e “Bintou”, premiato come miglior cortometraggio al “Fespaco 2001”, la più importante manifestazione africana di cinema e attività correlate. Per la musica africana protagoniste saranno Tasha Rodrigues dell’Angola ed Esha Tizafy, originaria del Madagascar. Per concludere, il convegno “Mai più senza i miei figli, l’immigrazione femminile in Europa”.[PMB]