Archivio di aprile 2009

FINALMENTE DON SANDRO IN ITALIA

venerdì 17 aprile 2009

Don Sandro,unico sacerdote diocesano di Gibuti,ieri sera alle 19 e trenta, è stato prelevato dalla polizia gibutina e accompagnato all’aereoporto e,come persona non grata, con il primo volo disponibile è stato instradato  verso Parigi e da lì questa mattina 17/ 4 ha raggiunto la sua amata terra trentina,Auguroni don Sandro e buone vacanze un salutone da tutti noi che ti avremmo voluto abbracciare forte all’aereoporto e vivere un po’ con te la gioia della partenza verso la libertà,ma ci è stato negato anche questo.Ti portiamo comunque sempre nel cuore e continuiamo a pregare per te.

TERREMOTO IN ABRUZZO – Il pianto silenzioso

giovedì 9 aprile 2009
TERREMOTO IN ABRUZZO – Il pianto silenzioso
Dio nelle tragedie umane
Persiane sventrate, muri sberciati, distruzione. Sofferenza e dolore fra le macerie, volti sconvolti, feriti e tanti volontari provati e stanchi eppure solerti nel soccorrere.
Paesi rasi al suolo, tanto lavoro umano, tanto impegno nel costruire la propria casa, la propria città, la propria comunità.
Tutto allora è vano? Tutto cade proprio nel nulla e nella dissoluzione?
L’interrogativo è lancinante, soprattutto quando è in gioco la vita e i morti sono tanti e, forse, ancora più saranno. Le famiglie porteranno una grande ferita nei loro nuclei, i vecchi si sentiranno di peso e i giovani si chiederanno: vale proprio la pena di spendersi a costruire noi e le nostre case se poi così finisce?
La fatalità però non è la risposta di chi crede in Dio e nella solidarietà dei fratelli, di chi sa che l’Altro veglia su di te.
Qui, da dove scrivo, piove e il sole spunta solo a sprazzi, cedendo poi alle gocce fredde e desolanti. Mi sembra la metafora del nostro Dio, il Misericorde, che prende parte alla storia dell’uomo e della donna.
Che fa ora il nostro Dio e Creatore? È impassibile, stoico, incapsulato nella sua assenza di sentimenti e di partecipazione? No il nostro è un Dio che nel Figlio crocifisso si è donato all’umanità.
Ora Egli piange, con chi piange e con tutti coloro che trattengono le lacrime per rimboccarsi le maniche; Egli soccorre con il suo dolore e la sua sofferenza e le gocce piovono sulla terra. Sorride su chi ha teso subito la mano, su chi, incurante del pericolo ha rizzato la tenda e preparato 6.000 pasti caldi in un battibaleno, ed allora spunta il sole fra le nuvole.
Non è romanticismo o visione oleografica, è certezza di fede: la nostra storia è nelle nostre mani e dobbiamo chiederci come potremmo evitare simili sciagure, ma è sempre, e sempre tale rimarrà, la storia del Dio con noi, la storia di noi due che, oggi, insieme piangiamo e insieme sorridiamo. Sui morti e sulla distruzione, sulla generosità e l’altruismo.
Vedo una foto spettrale, desolante, se non fosse per un ramo fiorito che sbuca a sinistra e attraversa un terrazzo deserto. Una sciagura immane.
Lo penso di mandorlo e mi sento Geremia cui il Signore disse: “Che cosa stai vedendo Geremia?”. E il profeta rispose: “Un ramo di mandorlo io sto vedendo”, fra tante macerie e tanto dolore. Il Signore rispose: “Hai visto bene: io sto vigilando sulla mia parola per eseguirla”.
Il gioco delle parole ebraiche suona “shoqer” per “vigilo” e “shaker” per “mandorlo”. In quel mutamento di vocale sta il cuore della persona umana che diventa mandorlo e vigile per chi soffre, perché Egli il Signore è sentinella vigile e mandorlo per noi, di noi si prende cura, piangendo e sorridendo. Scopriamo fratelli, diventiamo mandorlo per tutti.

Cristiana Dobner
carmelitana scalza

ANCHE DA GIBUTI UNA PREGHIERA PARTICOLARE PER I FRATELLI DELL’AQUILA CHE SOFFRONO

martedì 7 aprile 2009

e’ ARRIVATA ANCHE QUì LA NOTIZIA CHE HA COLPITA LA CITTA’ DELL’AQUILA CI UNIAMO ALLA PREHIERA PER LE VTTIME DEL TERREMOTO E PER I SUPERTITI

AUGURI DI UNA FELICE E S.PASQUA

lunedì 6 aprile 2009

                                                                                         PASQUA 2009

Carissimi AMICI E FRATELLI  TUTTI

Mi accingo a celebrare la S.Messa della Domenica delle palme,la processione la farò con una famiglia cristiana congolese e il mio amico Marc americano che è qui ad Ali Sabiè,e vi penso tutti con nostalgia.

Sono passati alcuni mesi dalla mia partenza e le rare notizie che avete ricevuto  sono solo quelle del sito,ma vi assicuro che non vi ho dimenticato anzi ogni giorno vi metto sulla patena dell’Eucarestia che celebro e vi offro al Signore con tutte le vostre gioie e sofferenze e sento che fate altrettanto voi perché il coraggio di vivere qui con i fratelli Mussulmani non è mai diminuito grazie anche alla vostra preghiera e al vostro incoraggiamento. La nostalgia della vostra bella comunità a volte  mi sale in gola ed allora che fare?Prendo una caramella e va giù.Grazie comunque di esserci e di volermi bene continuiamo a crescere assieme nell’amore.

Qui tutto procede come sapete :servizi Eucaristici nelle Missioni del paese,incontri con la gente per ascoltarli nelle loro pene e dare loro conforto,ma due eventi importanti hanno rallegrato la nostra piccolissima comunità cristiana di Gibuti.

Primo è stato la liberarione di don Sandro l’unico prete diocesano ,processato condannato ,ora può partire e presto resteremo in tre il Vescovo ,il mio confratello congolese ed io a tener viva la fede  e a celebrare il Sacrificio Eucaristico nelle sette chiesette sparse nella pccola nazione di Gibuti.

Il secondo evento pasquale vissuto è che si sta realizzando il sogno che i Missionari della Consolata(noi due preti e le tre suore della consolata che sono qui con noi) speravano di realizzare da tempo,andare tra i più poveri con semplicità ,amore e servizio.

Abbiamo trovato un posto nella baraccopoli a 12 km da Gibuti e abbiamo incominciato una scuola di alfabetizzazione per le donne e ancora taglio e cucito per tutti,servizi che fanno le due suore ed io nel frattempo intrattengo i bambini ,con giochi e lavoretti scolastici.A frotte ,puntuali arrivano all’appuntamento accanto ad una casetta messa a nostra disposizione da un organismo di aiuto ai più poveri,gibuziano.Per ora tre giorni la settimana ci rechiamo a PK12 (POSTO KILOMETRO 12)così si chiama il posto senza nome ,ma con una grande anima.

I responsabili del posto ci accolgono con grande gioia e si adoperano per renderci il servizio più leggero.Quì abitano 1500 persone arrivate dall’Etiopia ,dalla Somalia e dal nord del paese desertico per trovare lavoro.Donne , uomini ,bambini vivono in baracche fatiscenti ,spesso per anni prima di potersi fare una casetta decente come il nostro amico Ibraim(capanna a due stanze come le vostre baracche per gli attrezzi eppore per loro :è casa bella. Speriamo di poer continuare a rendere servizio a queste famiglie che pregano cinque volte al giorno e che sperano in un mondo migliore per loro e i loro figli.

Saremo pochi a celebrare la Pasqua qui a Gibuti ma vi assicuro che la fede e la speranza in Cristo ,morto e risorto per Salvarci è grande.Grazie ancora di essere missionari con noi e con noi vivere,sperare e amare.

Buona Pasqua ,Cristo è vivo incontriamolo !
 

‘’E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!  Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. ‘’               ( 1Cor.5,9)
 

Da Gibuti ,dove la Speranza della Pasqua non è vissuta che da pochi cristiani ,vi inviamo i nostri più cari AUGURI.
Cristo è vivo, è in mezzo a noi è con noi quando viviamo in sincerità e verità il rapporto con i nostri fratelli.
L’esperienza più bella,pasquale,che le comunità M C e I M C di Gibuti stanno vivendo è
proprio quella della comunione piena :nella preghiera,nella riflessione e nel servizio ai nostri fratelli più poveri Mussulmani.E’ una scoperta meravigliosa,vissuta quotidianamente e per questo ristora l’anima e infonde coraggio,consola.
 

‘’ Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo.  E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.’’ (1Cor.12,12)
 

   La vita condivisa nella Fede con tutte le sorelle e i fratelli che incontro ogni giorno ,mi fa
   capire l’importanza che ha per me l’altro,quando poi questo è un confratello o una
   consorella che condivide  gli ideali,i sogni di un mondo più umano e fraterno.
Impossibile allora non lodare e ringraziare il Signore della Vita ,per il saluto mattutino di Ibraim o Muamed o Issa che con un gran sorriso ti augura la benedizione di Allah su tutta la tua giornata.
Essere il corpo di Cristo Risorto tra i nostri fratelli Mussulmani significa oggi ancora riconoscere l’importanza della persona che in questo lungo venerdì santo della storia, ama, soffre, prega e vive un destino che solo Dio può trasformare in pace e amore.
 

Profughi, nomadi, soli e abbandonati in cerca di speranza per il domani; quando il sole nasce sul deserto di sabbia di Obok  o sulle montagne di Dai o sulle rive del mare di Tadjura la prima preghiera è che se Allah vuole ci sarà ancora un giorno da vivere per camminare verso la speranza: di un lavoro, al di là del mare (Yemen), di incontrare un fratello sorridente che ti regala un pezzo di pane, un bicchiere di acqua fresca.
La Pasqua della e nella  vita, che celebriamo ogni giorno, con i fratelli senza riconoscimenti ufficiali ed emarginati,(…. ancora oggi da  mesi non abbiamo un visto di soggiorno,spesso siamo derisi come gli infedeli e anche qualche pietra ogni tanto arriva contro la nostra macchina).
 

Ed è Pasqua per noi vivere la gioia con i pastori nomadi, per questa pioggia fuori stagione che farà rinverdire gli arbusti spinosi del deserto, nutrimento essenziale ed indispensabile per capre e cammelli.
 

‘’Il Corpo di Cristo ha molte membra’’ dice Paolo ed è proprio bello scoprire il valore profondo che ognuna di queste ha, nella vita tua e degli altri, nella comunità sociale e nella Chiesa.
Ognuno porta dentro la Pasqua di rinnovamento, di forza dello Spirito, di consolazione.  Ci si accorge di tutto ciò se si ha il coraggio di guardare fisso negli occhi l’altro, ed allora che, di quegli occhi, non ne puoi fare più a meno.
      Ecco allora l’impegno che ci viene dalla Pasqua del Signore:
 

’Nel deserto preparate
la via al Signore,
appianate nella steppa
la strada per il nostro Dio….
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e ogni uomo la vedrà,’’ ( Is.40,3)
 

Il deserto non è solo un luogo ma è anche la tua vita che incessantemente rinacse e si rinnova nel silenzio adorante.Il deserto non è solo un luogo ,ma anche la pace che è in te quando Gli presenti il vuoto del tuo nulla.
Il tuo deserto, il tuo ritiro è il luogo scelto da Dio,per aiutarti a vivere ed annunciare il suo messaggio di salvezza ,’’fino ai confini della terra’’= ai cuori spezzati che incontri ogni giorno.
Come cristiani ,come Missionari della Consolata ,abbiamo ricevuto questo invio nel mondo’’ nel deserto’’ a portare l’acqua viva della fede,della speranza della Carità ,in una parola la
 

CONSOLAZIONE CHE è GESU’ MORTO E RISORTO.
 

AUGURONI, sorelle e fratelli carissimi, i nostri auguri più cari affinché anche voi possiate fare l’esperienza della Pasqua come comunione di vita, come condivisione fraterna, come unione con l’altro, accoglienza, comprensione misericordia per tutti, nel servizio della carità, dove lo Spirito si rivela come forza e coraggio.
Così i nostri fratelli Mussulmani meditano e pregano il Corano:
’Dalla gente non distogliere il tuo sguardo,e non camminare sulla terra pieno di orgoglio,Dio non ama le persone superbe e fiere di se.Sii modesto quando cammini in mezzo alla gente. Abbassa la voce,il parlare forte è sgradevole come la voce dell’asino’’  (Corano,31,18-19)
E vi invitiamo ad andare nel silenzio del sepolcro vuoto e lì con ‘’tutti gli uomini di buona volontà’’ soffrire ,gioire amare e Sperare ‘’cieli nuovi e terra nuova’’.
 

Concludo con le parole che Paolo scrisse ai cristiani di Corinto

 

‘’  Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti.  Tutto si faccia tra voi nella carità.’’(1cor.16,13)
 

BUONA PASQUA A TUTTI e Implorando  su di voi tutti la benedizione della SS.Vergine Consolata ,nostra madre
Vi abbraccio di cuore vostro amico  missionario nel deserto di Gibuti
Salom= Salom  p.Francesco
 

DIALOGO INVIATO A TUTTI GLI AMICI DALLA COMUNITA’ IMC DI GIBUTI

lunedì 6 aprile 2009

I MISSIONARI DELLA CONSOLATA

 MC / IMC – Djibouti-

Aprile 2009  N° 8
 

 

1.   In dialogo con voi…
Buona Pasqua ,Cristo è vivo incontriamolo !
 
‘’E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. ‘’
( 1Cor.5,9)
 
Da Gibuti ,dove la Speranza della Pasqua non è vissuta che da pochi cristiani, vi inviamo i nostri più cari AUGURI.
Cristo è vivo, è in mezzo a noi è con noi quando viviamo in sincerità e
verità il rapporto con i nostri fratelli.
L’esperienza più bella,pasquale,che le comunità M C e I M C di Gibuti stanno vivendo è proprio quella della comunione piena :nella preghiera,nella riflessione e nel servizio ai nostri fratelli più poveri Mussulmani.
E’ una scoperta meravigliosa, vissuta quotidianamente e per questo ristora l’anima e infonde coraggio, consola.
 
‘’ Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo
Spirito.’’ (1Cor.12,12)
 
La vita condivisa nella Fede con tutte le sorelle e i fratelli che incontro ogni giorno ,mi fa
capire l’importanza che ha per me l’altro,quando poi questo è un confratello o una
consorella che condivide gli ideali,i sogni di un mondo più umano e fraterno.
Impossibile allora non lodare e ringraziare il Signore della Vita ,per il saluto mattutino di Ibraim o Muamed o Issa che con un gran sorriso ti augura la benedizione di Allah su tutta la tua giornata.
Essere il corpo di Cristo Risorto tra i nostri fratelli Mussulmani significa oggi ancora riconoscere l’importanza della persona che in questo lungo venerdì santo della storia, ama, soffre, prega e vive un destino che solo Dio può trasformare in pace e amore.
 
Profughi, nomadi, soli e abbandonati in cerca di speranza per il domani; quando il sole nasce sul deserto di sabbia di Obok o sulle montagne di Dai o sulle rive del mare di Tadjura la prima preghiera è che se Allah vuole ci sarà ancora un giorno da vivere per camminare verso la speranza: di un lavoro, al di là del mare (Yemen), di incontrare un fratello sorridente che ti regala un
pezzo di pane, un bicchiere di acqua fresca.
 
La Pasqua della e nella vita, che celebriamo ogni giorno, con i fratelli senza riconoscimenti ufficiali ed emarginati,(…. ancora oggi da mesi non abbiamo un visto di soggiorno,spesso siamo derisi come gli infedeli e anche qualche pietra ogni tanto arriva contro la nostra macchina).
 
Ed è Pasqua per noi vivere la gioia con i pastori nomadi, per questa pioggia fuori stagione che farà rinverdire gli arbusti spinosi del deserto, nutrimento essenziale ed indispensabile per capre e cammelli.
 
‘’Il Corpo di Cristo ha molte membra’’ dice Paolo ed è proprio bello scoprire il valore profondo che ognuna di queste ha, nella vita tua e degli altri, nella comunità sociale e nella Chiesa.
Ognuno porta dentro la Pasqua di rinnovamento, di forza dello Spirito, di consolazione. Ci si accorge di tutto ciò se si ha il coraggio di guardare fisso negli occhi l’altro, ed allora che, di quegli occhi, non ne puoi fare più a meno.
Ecco allora l’impegno che ci viene dalla Pasqua del Signore:
 
‘’Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio….
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e ogni uomo la vedrà,’’ ( Is.40,3)
Il deserto non è solo un luogo ma è anche la tua vita che incessantemente rinasce e si rinnova nel silenzio adorante.
Il tuo deserto, il tuo ritiro è il luogo scelto da Dio,per aiutarti a vivere ed annunciare il suo messaggio di salvezza ,’’fino ai confini della terra’’.
Come cristiani ,come Missionari della Consolata ,abbiamo ricevuto questo invio nel mondo “nel deserto’’ a portare l’acqua viva della fede,della speranza della Carità ,in una parola la CONSOLAZIONE CHE è GESU’ MORTO E
RISORTO.
 
AUGURONI, sorelle e fratelli carissimi, i nostri auguri più cari affinché anche voi possiate fare l’esperienza della Pasqua come comunione di vita, come condivisione fraterna, come unione con l’altro, accoglienza, comprensione misericordia per tutti, nel servizio della carità, dove lo Spirito si rivela come forza, coraggio.
Così i nostri fratelli Mussulmani meditano e pregano il Corano:
‘’Dalla gente non distogliere il tuo sguardo,e non camminare sulla terra pieno di orgoglio,Dio non ama le persone superbe e fiere di se.Sii modesto quando cammini in mezzo alla gente. Abbassa la voce,il parlare forte è sgradevole come la voce dell’asino’’ ( Corano,31,18-19)
E vi invitiamo ad andare nel silenzio del sepolcro vuoto e lì con ‘’tutti gli uomini di buona volontà’’ soffrire ,gioire amare e Sperare ‘’cieli nuovi e terra nuova’’.Implorando su di voi e sull’istituto tutto la benedizione della SS.Vergine Consolata ,nostra madre e del Beato G.Allamano nostro padre,vorrei che risuonassero ,in questa Pasqua,nel cuore di tutti le parole del Padre:
‘’ Uno per tutti ,tutti per uno.Questo ripeto, in una comunità è la cosa più necessaria.’’
( Così vi voglio ,133)
                                                                          P. Francesco Giuliani e comunità IMC e MC
 

« La bonne odeur du Christ »
Un buon profumo é quasi sempre associato  alle  sostanze odorifere o alle sostanze chimiche o vegetali destinate a donare e produrre  profumo. Questi sono degli aromi o aromatici.
Nei  loro usi, i profumi fanno anche oggetto di eleganza, di fascino e di seduzione .
Ma nello stesso tempo il profumo viene utilizzato nelle cerimonie cultuali e sacrificali.
E’ il caso dell’incenso, per esempio, che simboleggia la presenza di Dio (o del sacro),
paragonabile a la « colonna di nube » che  copriva la Tenda dell’incontro, chiamato la Tenda dell’appuntamento (Ex 30,7-8 Ex 33, 7-10 ; Lev. 16,11-13).
Parlando del linguaggio della croce, S. Paolo afferma che é « stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, é potenza di Dio, la follia per quelli che vanno a perdersi » (1 Cor. 1-18).
E’ per questo che egli non ha vergogna del Vangelo poiché  «  é potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede » (Rom 1,16).  E’ per questo  l’Apostolo dei pagani ci esorta a ringraziare Dio il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo, e diffonde per mezzo nostro il « profumo della sua conoscenza ». Paolo fonda questo argomento meditando sul mistero della croce di Cristo, e lo giustifica in questi termini : « Se  Cristo é la vittima, noi siamo il profumo del sacrificio che sale verso Dio ». (cfr 2 Co 2,15-16).      
Questo é tanto più vero  non solamente per quelli che sono salvati, cioé per quelli che credono, ma anche per quelli che non credono. In questo caso, egli si riferiva probabilmente alle parole che Simeone aveva rivolto alla Vergine Maria al tempio secondo i quali Gesù sarebbe la rovina o la risurrezione di molti in Israele, e segno di contraddizione e di divisione (cfr Lc 2,34). 
          Finalmente, per gli uni, la croce rappresenta questo « odore di morte per la morte e per gli altri profumo di vita per la vita » (2 Cor 2,16).
Di conseguenza, siamo noi coscienti e convinti di essere il « profumo di Dio » e che noi  abbiamo ricevuto la missione di spandere in tutta l’umanità la sua sapienza e la sua forza ?
In ogni situazione una cosa é certa: é che il Signore ci ha estremamente amati , a tal punto  che Egli ci ha associati alla sua opera e per la sua missione. Dunque, noi siamo il « buon profumo di Cristo ».
                                                                                                         P. André Nekpala, imc.


1.2. La nostra vita quotidiana
 

Giovedì 29/1 – Insieme ai Padri abbiamo festeggiato l’anniversario di fondazione dei  nostri due Istituti. La celebrazione Eucaristica è stata presieduta da P. Andrè. Nell’omelia ha sottolineato la Santità di vita dei Missionari cui il Fondatore dà tanta importanza perché è  li che la missione si realizza. Il missionario deve essere uno specialista di Dio ed è  dalla Parola che viene santificato ed  inviato.
 

Lunedì 2 febbraio – Festa della Presentazione del Signore al Tempio e giornata dedicata alla vita consacrata. Tutte le religiose/i presenti a Gibuti partecipano ad una solenne celebrazione presieduta dal Vicario Episcopale P.Sandro de Pretis, durante la quale ognuno rinnova la consacrazione a Dio.
 

Lunedì 16/2 – Sentita e partecipata è stata la celebrazione in occasione della festa del nostro beato Padre Fondatore. Ha presieduto l’Eucaristia Monsignor Giorgio Bertin, L’omelia  tenuta da P. Andrè offre profonde riflessioni sulla vita e sul carisma del Beato Giuseppe Allamano.
Dopo la messa viene offerta una bibita fresca ai partecipanti.
 

Venerdì 20/1 – Abbiamo iniziato  la nostra mezza-giornata al mattino, con la S.Messa nella casa dei Padri Missionari della Consolata.

Presenti erano: P.Andrè, P.Francesco, sr.Anna, sr.Celia Cristina e sr.Dorota. Siamo stati contenti della presenza di P.Francesco tra noi e del suo ritorno a Djibouti.
E’ seguita una spontanea riflessione e condivisione  sul  documento di base: “Cammini di collaborazione e di autonomia tra IMC/MC”. E’ stata letta anche la dichiarazione sul comune dei intenti dei Capitoli Generali 2005. Si nota in tutti tanta buona volontà di camminare in comunione e nel rispetto reciproco. L’incontro è stato concluso con l’agape fraterna.
 

 Venerdi 20 /3 – Marcia nel deserto: direzione Arta plage piccola città  che dista  a circa  35 Km. da Gibuti capitale.
Numerose macchine e tre pullman  hanno condotto i 100 pellegrini (giovani, adulti e bambini) verso la meta prestabilita.
La marcia è stata preparata da P.Andrè e da P.Francesco. Per dare la possibilità a tutti di partecipare attivamente si sono formati 10 gruppi. Essendo l’anno Paolino, durante il percorso abbiamo riflettuto e pregato su alcuni testi biblici presi dalle lettere di S. Paolo.
La marcia si è conclusa con la celebrazione Eucaristica presieduta dal Mons. Giorgio Bertin e concelebrata da P.Sandro, P. Andrè, P. Francesco ed il cappellano militare americano.
Dopo la S. Messa, l’agape fraterna ha dato la possibilità ai numerosi convenuti di stare insieme in comunione e nella gioia.
 

Giovedì 26/3 – Siamo grate al Signore per la libertà concessa a P.Sandro e ringraziamo P.Sandro che ha sostenuto questa prova con tanta fede e tanto coraggio offrendoci una profonda testimonianza:
L’essere senza difesa, e ancor più senza possibilità di resistere, rimanere silenzioso davanti al chiasso delle menzogne, rispettare quelli che non ti rispettano, ricordarli nella preghiera ….. significa parlare da cuore a cuore a chi ti vuole condannare. E’ un dialogo del silenzio e della pazienza, della costanza; la stessa fede in Dio è come un dialogo che si manifesta in tali attitudini.”
 

Sabato 28/3 – Sr. Marzia e Sr. Anna invitate da P. Francesco si recano nella missione di Tadjura che dista a circa 173 da Gibuti e nella missione di Obok 62 km da Tadjura. L’esperienza è stata positiva, abbiamo trascorso due giornate di profonda comunione tra di noi e  le religiose di queste missioni. Al nostro ritorno, dopo essere state raggiunte da P.Andrè e Sr. Dorota, insieme ci siamo dirette ad Ali Sabieh. Osservando questa missione, abbiamo ammirato con quale tenacia  e amore le Suore Canadesi e i Padri Cappuccini avevano lavorato e aperto un solco di collaborazione molto bello e questo può essere un punto positivo per il nostro futuro.
La giornata si è conclusa con l’agape fraterna.
 

Venerdì 3 aprile – La comunità IMC e MC dedica la giornata al  ritiro mensile. La meta prestabilita era Arta ma a causa dell’abbondante pioggia (veramente una benedizione di Dio) ci siamo dirette presso la Comunità IMC.  P. Francesco Giuliani ha introdotto e animato il ritiro e ha offerto alla nostra scelta vari  temi biblici. E’ stata una giornata molto intensa di preghiera, di condivisione durante la Celebrazione Eucaristica e di comunione piena tra di noi. 

 

2.   In dialogo con i musulmani…

Venerdì 6 marzo – P.Andrè, P.Francesco e Sr. Anna si recano a PK 12 per  conoscere più da vicino la realtà del quartiere n˚ 4.

PK 12  è un quartiere periferico situato a 12 Km. da Gibuti
Il quartiere è stato fondato nel 1993 per una concentrazione di rifugiati  provenienti da diversi quartieri poveri della città: Ambuli, Arhiba, Salines ovest ed alcune zone del grande quartiere di Balbala.
Altri  sono venuti ad abitarvi dopo essere fuggiti dalle zone rurali a causa della siccità .
Ci sono anche in seno al quartiere  dei sinistrati dell’ultima piena de “ l’uadi “ d’Ambouli avvenuta in marzo 2004.
All’inizio PK 12 era un luogo di deposito di rifiuti domestici.
Tutte le etnie sono rappresentate, ma il quartiere è maggiormente abitato da Afar  e da Somali.
Tra questa povertà, c’è un settore  della città molto movimentato sopratutto in questi ultimi tempi a causa del movimento nella zona chiamata Dorale che non è molto lontana da PK12.  Infatti è obbligatorio il passaggio in  questa zona per l’entrata e l’uscita dal porto, venendo dalla strada che comunica con l’Etiopia.
Per il momento, a parte i piccoli commercianti, la maggioranza della gente vive disoccupata e questo aumenta l’ignoranza e l’analfabetismo.
I redditi delle famiglie sono molto bassi.
C’è anche un piccolo settore di quartiere dove un  gruppo di nomadi vende il latte dei loro cammelli.
Il  responsabile di una associazione, Nour Mohamed Guelleh, ci invita nella sua casa, ci offre una bibita fresca e condivide con noi il suo progetto di sviluppo di  quella zona.  Prima di concludere offre a ciascuno un souvenir di Gibuti.
 

Martedì 10/3 – La comunità musulmana ricorda la nascita di Maometto. Questa  festa del Mouloud è celebrata con tanto fervore, il profeta viene ricordato con canti e poesie soprattutto tra le confraternite religiose.

 

Sabato14/3 – Il villaggio di PK12 desta la nostra attenzione ed il nostro interesse. P. Francesco, Sr. Marzia, Sr. Dorota e Sr. Anna vengono accolte con tanto entusiasmo dal responsabile dell’associazione  “Entre-aide et developpement sociaux”. Il presidente  mostra loro  lo statuto dell’associazione e fa visitare il  quartiere. Notano che la gente è molto semplice ed ospitale.

 

Giovedì 19/3  – Ritorniamo a PK 12 con P.Andrè, P. Francesco, Sr. Marzia e Sr. Anna. Ad accoglierci nel quartiere oltre al presidente dell’associazione Nour Mohamed, ci sono alcuni suoi consiglieri Hachem (controllore del progetto) e Ali Munir aiutante del segretario. Alla richiesta che cosa vi aspettate da noi, loro ci propongono alcune attività, le più urgenti: alfabetizzazione, economia domestica, sensibilizzazione AIDS.

Hanno sottolineato l’importanza di lavorare insieme nella trasparenza e nella fiducia reciproca.
 

Lunedì 23/3 – Nella mattinata il nuovo Nunzio Apostolico di Gibuti, Somalia ed Etiopia,  Mons. George Pantikulam, è stato ricevuto in udienza dal Presidente della Repubblica Ismaïl Omar Guelleh. Durante l’incontro il Presidente ha sottolineato  che la diplomazia Vaticana è molto apprezzata qui a Gibuti come altrove, per la sua virtù, la sua discrezione, la sua efficienza ed influenza sulle faccende del mondo. La Santa Sede, attraverso una diplomazia pacifica, ha sempre operato in favore della mediazione, del dialogo e della pace.

Sono parole queste che incoraggiano la Chiesa di Gibuti a continuare su questo cammino.
Nella sera Mons. George  ha presieduto alla celebrazione Eucaristica in cattedrale.
 

Martedì 31/3 -Diamo inizio alle attività di PK 12, ci recheremo tre pomeriggi: martedì, mercoledì e giovedì.

P. Francesco si intrattiene con i numerosi ragazzi. Sr. Marzia insegna cucito alle donne e Sr.  Anna offre alle giovani che non hanno avuto la possibilità di frequentare la scuola un po’ di alfabetizzazione.
C’è tanto desiderio nelle donne di emancipazione e di realizzazione della propria dignità, per cui si stanno impegnando al massimo.
 
   3. In Dialogo con Noi…
 

 

 

P.FEDELE CRIPA IMC DA NEISU (CONGO ) CI AGURA BUONA PASQUA

venerdì 3 aprile 2009

                                                    BUONA PASQUA 2009

Carissimi, eccoci di nuovo ad un’altra PASQUA DI RISURREZIONE…quante ne abbiamo vissuto nella nostra vita? Qualcuno diceva: troppo bello per crederci…Vi auguro di non essere tra questi sfortunati obbligati a mettere la PASQUA ,festa tra le feste…!

PASQUA è notizia, fatto talmente importante e decisivo che san Paolo arriva ad esclamare:

“Se Cristo non è risorto allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede”

Sto per terminare il periplo quaresimale nei villaggi della nostra grande missione di Neisu: ho iniziato per tempo: all’inizio gennaio ede a fine marzo ne ho visti una cinquantina…

Quaresima dura, ma trascorsa vittoriosamente perché gli occhi erano puntati sulla meta :P ASQUA!

Da queste parti lo scontro violento morte-vita è giornaliero…

Tre volte mi sono incontrato inaspettatamente sulla strada con “sorella morte” nelle mie visite quaresimali:

  • Una giovane mamma incinta morta di parto.
  • Un bimbo  di un anno e mezzo…morto chissà di che cosa…
  • Un giovane , una volta aitante, ormai misero scheletro falciato vittima tra tante vittime dell’AIDS .

Dolore, lacrime, rassegnazione,via crucis vissute cercando di puntare gli occhi umidi sulla PASQUA DI RISURREZIONE. Il lieto messaggio del Cristo Risorto è il natale della nuova umanità! IL EST VIVANT gridavano i carismatici venuti a pregare sul corpicino del bimbo morto…

Questo grido: è vivo, mi ha quasi svegliato da un torpore doloroso: Il bimbo è vivo in LUI per sempre!

             BUONA PASQUA FRATELLO.  BUONA PASQUA SORELLA!

Forse vale la pena, per tutti di lasciarci afferrare e coinvolgere dalla rivincita di Cristo sulla morte.

Sulla morte dell’indifferenza, della mediocrità, del pensare solo a se stessi, del pessimismo ateo.

Ecco la notizia, l’augurio: la rivincita della vita, della speranza, dell’amore solidale, del cuore nuovo!

Questa è la Pasqua come evento, come notizia e come testimonianza!

Continuiamo ad essere insieme, mano nella mano, nella nostra missione di testimoni della Pasqua di Risurrezione.

Vi ringrazio e vi abbraccio.             

                                             P.Fedele. Neisu 2009