Archivio di giugno 2009

TESTIMONIANZA DI GIOVANI SPOSI (CLAUDIA E SAMU)

venerdì 12 giugno 2009

HO TROVATO QUESTA MEDITAZIONE DEI NOSTRI AMICI E HO PENSATO DI STAMPARLO 

Ciao a tutti, per chi non ci conosce siamo Samuele e Claudia.
Quando ci è stato chiesto dal gruppo famiglie e da Don Claudio di raccontare la nostra esperienza, la nostra esperienza di giovani sposi, siamo rimasti un po’ stupiti per il fatto di credere di non avere grandi cose da raccontare…ma per obbedienza apostolica ci proveremo! La nostra storia è ancora breve, infatti ci siamo sposati appena 6 mesi fa, lo scorso 10 agosto abbiamo scelto di consacrare il nostro amore al Signore e così ci siamo sposati.

È stato per noi un giorno di festa davvero speciale in cui abbiamo sperimentato la gioia di non essere soli, ma di far parte di una comunità.
La semplicità di quel giorno ha lasciato spazio all’originalità di ciascuno che mettendosi in gioco ha contribuito a renderlo speciale.
Tanti infatti nonostante il sol leone di agosto hanno rinunciato alla domenica in spiaggia per festeggiare assieme a noi e per contribuire alla realizzazione della festa e cogliamo l’occasione per ringraziare ancora tutti.
Tutto ciò ci ha fatto e ci fa capire come nel nostro cammino non siamo soli, e questo ci ha dato speranza e forza, prima ancora poi ci siamo resi conto che questa forza e questa speranza sia davvero del Signore, sembrerebbe banale ma in realtà abbiamo veramente sperimentato la sua mano e il suo sostegno, vi assicuriamo che da quando abbiamo deciso di sposarci ad oggi senza di Lui non sarebbe stata la stessa cosa.

E forse è anche questo uno dei motivi per cui due giovani oggi scelgono di iniziare un cammino impegnativo, consacrare l’amore che ci è stato donato da Lui nelle sue mani, è il nostro piccolo grazie a colui che ci ha voluti ancor prima di noi, e che con la sua presenza benedice ogni attimo.
Abbiamo iniziato così il nostro cammino di famiglia accolti dalla comunità che ci ha cresciuto e che ci ha fatto capire la bellezza del servizio in parrocchia e sin da subito abbiamo voluto caratterizzare se pur nel piccolo il nostro essere famiglia, abbiamo imparato infatti a non essere gelosi di un dono grande che ci è stato dato ma condividerlo e per noi ciò significa spenderci per gli altri…è vero che alle volte gli impegni sono davvero tanti ma la sua forza anima queste scelte.
Ci siamo resi conto che nella misura in cui ti doni all’altro e in prima persona alla Claudia e a Samuele ricevi; e crediamo che tutto ciò sia vero.

Tutto ciò però si scontra con la consapevolezza di non essere perfetti, ed ecco che tutti i piccoli difetti emergono nella vita di tutti i giorni. Non è stato facile unire due mondi differenti, le piccole incomprensioni hanno già animato le nostre discussioni, ecco però che l’essere cristiano e aver deciso di camminare nella sua luce aiuta, sostiene e fortifica i nostri passi.
Alle volte infatti il nostro orgoglio e la nostra intolleranza non ci fanno gustare l’originalità e la bellezza di chi ci sta accanto ma poi ti accorgi che le differenze non sono altro che piccoli tesori da custodire e valorizzare ma che soprattutto sono ricchezze.
Ti accorgi in quegli attimi che ti stai prendendo troppo sul serio, ed ecco però che la semplicità e la gioia, fondamenta in cui abbiamo scelto di appoggiare la nostra casa fanno sentire la loro forza e con tanta gioia si riparte per quel cammino verso la luce che il Signore ci ha fatto scegliere come meta!

Papa Benedetto XVI a conclusione del 6° incontro mondiale delle famiglie ci ricorda che:
“è nel focolare domestico che s’impara a vivere veramente, a valorizzare la vita e la salute, la libertà e la pace, la giustizia e la verità, il lavoro, la concordia e il rispetto” e che la risposta alle sfide che la famiglia deve affrontare oggi consiste nel rafforzare la fiducia nel Signore. Una forza che ci viene dalla fede alimentata dall’ascolto della Parola di Dio e della preghiera.
Anche noi nel nostro piccolo cerchiamo di approfondire il nostro incontro con Gesù, è vero alle volte la pigrizia ha il sopravvento però cerchiamo attraverso la lettura del Vangelo del giorno, la preghiera, l’eucaristia e i vari momenti di incontro di viverli come occasione di confronto e crescita umana e spirituale.
Sono per noi questi i passi per edificare la nostra chiesa domestica e rafforzare i valori che crediamo indispensabili nel nostro essere famiglia.
A conclusione di questo nostro breve racconto vogliamo lasciarvi la riflessione che ci è stata detta dal Priore dell’Abbazia di S.Maria del monte di Cesena Dom Fabrizio Messina durante l’incontro dei giovani di venerdì sera.
“Non può esistere una vocazione, qualsiasi essa sia.. alla vita consacrata, all’educazione, alla famiglia che non sia legata ad una comunità”

IN DIALOGO-RIFLESSIONE SUL VIVERE IN COMUNIONE CON I NOSTRI FRATELLI MUSSULMANI

martedì 9 giugno 2009

2.   In dialogo con i musulmani…
uPer la comunità MC e IMC di Gibuti i mesi scorsi sono stati ricchi di riflessioni ,per  vivere missionariamente il dialogo con i nostri fratelli Mussulmani ,con i quali condividiamo ogni giorno:gioie e dolori,delusioni e speranze.
Prima la visita dei nostri Superiori che ci hanno incoraggiato a continuare con entusiasmo il nostro essere presenza significativa in questa Chiesa e in questo stato di Gibuti dove la semplicità,l’umiltà,la povertà sono le caratteristiche fondamentali.
Poi i ‘’grandi’’ della terra ci hanno aiutato, con i loro viaggi e il loro riflettere sul dialogo con i mussulmani, ad approfondire il nostro modo di essere testimoni efficaci di amore e di pace .
Ho scelto alcuni brani dei discorsi del Presidente Obama,del Papa e del Re di giordania che mi hanno fatto riflettere e di conseguenza confrontare il lavoro che stiamo facendo .
 

 

1)Discorso del presidente americano Barack Obama all’Università del Cairo.
…’’Fino a quando i nostri rapporti saranno definiti dalle nostre differenze, daremo maggior potere a coloro che perseguono l’odio invece della pace……… Adesso occorre porre fine a questo circolo vizioso di sospetti e discordia.
Io sono qui oggi per cercare di dare il via a un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo; l’inizio di un rapporto che si basi sull’interesse reciproco e sul mutuo rispetto; un rapporto che si basi su una verità precisa, ovvero che America e Islam non si escludono a vicenda, non devono necessariamente essere in competizione tra loro. Al contrario, America e Islam si sovrappongono, condividono medesimi principi e ideali, il senso di giustizia e di progresso, la tolleranza e la dignità dell’uomo.
Sono però convinto che per poter andare avanti dobbiamo dire apertamente ciò che abbiamo nel cuore, e che troppo spesso viene detto soltanto a porte chiuse. Dobbiamo promuovere uno sforzo sostenuto nel tempo per ascoltarci, per imparare l’uno dall’altro, per rispettarci, per cercare un terreno comune di intesa. Il Sacro Corano dice: “Siate consapevoli di Dio e dite sempre la verità”. ..     Assalaamu alaykum.
 

2)”Insieme, cristiani e musulmani sono sospinti a cercare tutto ciò che è giusto e retto”
di Benedetto XVI (discorso nella moschea di Amman)
….’’Distinti amici, confido che i sentimenti da me espressi oggi ci lascino con una rinnovata speranza per il futuro. L’amore e il dovere davanti all’Onnipotente non si manifestano soltanto nel culto ma anche nell’amore e nella preoccupazione per i bambini e i giovani – le vostre famiglie – e per tutti i cittadini della Giordania. È per loro che faticate e sono loro che vi motivano a porre al cuore delle istituzioni, delle leggi e delle funzioni della società il bene di ogni persona umana. Possa la ragione, nobilitata e resa umile dalla grandezza della verità di Dio, continuare a plasmare le vita e le istituzioni di questa Nazione, così che le famiglie possano fiorire e tutti possano vivere in pace, contribuendo e al tempo stesso attingendo alla cultura che unifica questo grande regno!’’……
 

3)In occasione di questa storica visita alla moschea Re Hussein Bin Talal, qui ad Amman, le porgo, Santità, papa Benedetto XVI, il benvenuto
…..’’È dunque urgente che i musulmani illustrino l’esempio del profeta, soprattutto, con opere virtuose, carità, pietà e buona volontà, ricordando che il Profeta stesso aveva una natura elevata. Infatti, nel Corano Dio afferma: “Veramente avete nel messaggero di Dio un esempio di comportamento, per chiunque spera in Dio e nell’ultimo giorno”.
Infine, devo ringraziarla, Santità, per i numerosi suoi altri gesti di amicizia e di cordialità verso i musulmani,’’….
 

 

uNella baraccopoli di PK12, che frequentiamo già da un po’ di tempo, ci siamo inseriti con umiltà e con tanto amore  a rendere quei servizi che gli abitanti del quartiere ci hanno richiesto. Continuiamo a restare in ascolto dei loro bisogni,che sono tanti e che noi purtroppo non sempre sappiamo dare una risposta .
Condividere le loro sofferenze è un modo vero per essere fratelli,e come ci ha ricordato il Re Hussein anche noi cristiani come i Mussulmani dobbiamo vivere con loro e fare opere virtuose di carità,di pietà di buona volontà.
Il Papa ci ricorda come il dialogo deve iniziare da un profondo amore per l’altro,un’amore vissuto nella verità,nell’ascolto reciproco,nel rispetto, come dice il Pes.Obama,e questo ci fa crescere assieme in comunione ,fraternità e pace.
 

Ciò che comunque, il continuo dialogo con i nostri fratelli,ci impegna nella preghiera continua e nella comunione profonda con lo spirito che anima tutta la nostra vita .Impariamo da loro la fedeltà alla preghiera quotidiana ,il Muezim scandisce durante il giorno i  momenti dell’incontro con Dio ,che è sempre presente, ciò da speranza e pace alla vita di tutti i giorni .
Il contatto costante con i nostri fratelli ci insegna e ci fa crescere nella coscienza che il dialogo vero con l’altro è fatto di conoscenza empatica,di ascolto,di condivisione delle speranze e di tanta pazienza che il Signore ci doni la Sua consolazione e la Sua Pace.
 

AUGURI E BUONA FESTA DELLA CONSOLATA A TUTTI
P.Francesco Giuliani i.m.c.
 

LA NOSTRA VITA A GIBUTI GIORNO PER GIORNO

martedì 9 giugno 2009

La nostra vita quotidiana
 

Domenica 12/4. Pasqua di Risurrezione. Dopo una Settimana Santa intensa, che ha radunato numerosi fedeli provenienti da diversi Paesi dell’Africa ed ora residenti a Gibuti, viviamo questo grande giorno in clima di serena fraternità e di azione di grazie al Padre per il dono di Gesù Risorto.
La veglia Pasquale ha visto nove nuovi battezzati e la celebrazione di due matrimoni. E’ stata una celebrazione partecipata e commovente.
 

Giovedi 16/4. Padre Sandro de Pretis, Vicario Generale, lascia Gibuti dopo 16 anni di servizio alla Diocesi.
Nel tardo pomeriggio è stato prelevato dalla polizia gibutina, accompagnato all’aeroporto e avviato verso l’Italia con il primo volo. Riportiamo alcune sue parole inviateci dall’Italia: “Io ringrazio Dio che mi ha donato di vivere questa esperienza. Non so perchè, ma è vero che questa sofferenza mi ha fatto rimanere accanto alla Croce e mi ha permesso di pregare con più intensità e sincerità…”
 

Sabato 18/4. L’Incontro comunitario IMC e MC è iniziato alle ore 9 nella comunità delle suore MC. Presenti P.André, P.Francesco, Sr. Marzia, Sr. Dorota e Sr. Anna.
Scopo:

  1. Dare un volto alla nostra missione, un volto di Dio misericordioso che ama, consola, che si dona generosamente senza attendere contraccambio.

Ø     Essere una presenza di preghiera.
Ø     Essere una presenza in relazione discreta tra la gente.
Ø     Essere testimoni di comunione tra di noi.

  1. Conoscere ed approfondire la realtà di P.K12 e quella di Ali Sabieh.

Questo incontro è stato preparato nella preghiera, si è cercato di evidenziare gli aspetti positivi, quelli negativi e le sfide di questi ambiti.
Percepiamo che la Missione qui a Gibuti risponde al nostro Carisma, ci sfida ad essere presenze che gettano il seme e fiduciose dell’efficacia della Parola testimoniata attendono che germogli,  presenze in continua conversione, presenze che si lasciano educare dalla povertà della  gente a vivere del necessario.  L’incontro si è concluso nella comunione e nella gioia di stare insieme.
 

Venerdi 1 maggio. Festa di S. Giuseppe lavoratore. Presiede l’Eucarestia nella chiesa Boulaos Mons. Patrick Le Gal, vescovo della Diocesi dell’armata Francese. La celebrazione è molto solenne, i canti scelti e preparati sono eseguiti dalla comunità africana. Dopo la S. Messa tutti sono invitati dal cappellano militare
P. Christophe Buirette nel salone per un rinfresco familiare.
 

Domenica 10/5. Accogliamo con gioia  la vice generale Sr. Anair Voltolini che sarà con noi per qualche giorno.
 

Lunedi 11/5. Nella mattinata Sr. Anair si intrattiene con noi condividendo i cammini nuovi dell’Istituto ed ascoltando le nostre iniziative ed esperienze soprattutto a PK12.
Il pranzo ci viene  offerto dai nostri confratelli. Abbiamo vissuto insieme un momento bello di fraternità.
 

Martedi 12/5. Nel pomeriggio Sr. Anair, Sr. Marzia, P. Francesco e Sr. Anna si recano a PK 12.
La nostra esperienza tra quella distesa di baracche in lamiera continua ad entusiasmarci.
Le donne, le giovani e i ragazzi partecipano con  assiduità e interesse alle attività che l’associazione ha loro proposto e che noi, missionari/e,  cerchiamo di realizzare. Si sono aggiunti alla nostra equipe una volontaria francese che si intrattiene con i più piccoli e un giovane italiano, Angelo dei caschi bianchi, che li forma ed anima nello sport. 
 

Mercoledi 13/5.  Di buon mattino partiamo tutti: Sr. Anair, Sr. Marzia, P. André, P. Francesco Sr. Dorota e Sr. Anna verso la missione di Ali Sabieh, piccola città che dista a 95 Km. da  Gibuti capitale. Ha un’altitudine di 750 m. Il clima è buono. Si calcola che la popolazione ammonta a circa 15.000 abitanti. La missione fondata nel 1938 è dedicata a S. Luigi Re di Francia.
Le attività che attualmente si svolgono sono  la scuola primaria e la scuola di alfabetizzaione.
Dopo aver visitato i diversi  edifici, alcuni dei quali  cadenti, con Mark Desser, un volontario seminarista di origine Americana e responsabile della missione, ci rechiamo nella piccola cappella per l’adorazione eucaristica mariana animata da Sr. Anair. Il tema è incentrato sulla disponibilità di Maria al Padre. “Lo Spirito Santo scenderà su di te.”  E’ lo Spirito che la plasma, che genererà in lei la Parola fatta carne, è lo Spirito che la rese beata, discepola, credente, fedele ed  è  dal suo SI che dipende la trasformazione del mondo. E’ stato un momento intenso di preghiera che si è prolungato nel pranzo e nella convivio fraterno.
 

Giovedi 14/5.  Sr. Anair lascia Gibuti e prosegue per l’Etiopia con destino al Tanzania. Il nostro ringraziamento a lei è veramente sentito.
 
 

 

Venerdi 15/5. Nella mattinata accogliamo con gioia il Superiore Generale P.Aquiléo Fiorentini venuto a celebrare l’Eucarestia nella chiesa di Boulaos. A cena sono con noi il Superiore generale, Monsignor Giorgio Bertin, P. Andrè e
P. Francesco.
 

Domenica 17/ 5.  Missionarie e Missionari si ritrovano presso la comunità IMC per pregare, ascoltare e condividere.
 Il Superiore Generale P. Aquiléo Fiorentini , durante l’adorazione Eucaristica, ci invita a riflettere sull’esperienza di S. Paolo nella comunità. Sottolineando che nell’incontro con Cristo  e con la comunità dei fratelli Paolo ricupera la vista e diventa cristiano. Paolo, continua il Superiore,  ha avuto il grande coraggio di confrontarsi con la comunità e nonostante le divergenze non rompeva con la Chiesa Madre. Paolo ama la comunità in modo assoluto: “È bello invece essere circondati di premure nel bene sempre e non solo quando io mi trovo presso di voi, figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi! ” (Gal. 4,18).  “È giusto, del resto, che io pensi questo di tutti voi, perché vi porto nel cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che mi è stata concessa sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del vangelo. Infatti Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. (Fil.1,7-8)
Alla fine della sua presentazione P.Aquiléo ci  invita a riflettere su tre elementi utili per la comunità:

  • L’esperienza di Paolo,
  • La sua dottrina
  • La sua sapienza: annunciare il Vangelo secondo la Grazia ricevuta…

Dopo l’adorazione abbiamo continuato nella sala di comunità IMC la nostra riflessione sul nostro essere a Gibuti. Abbiamo condiviso l’esperienza che insieme stiamo realizzando a PK 12, in uno dei quartieri più poveri nella periferia della capitale, e presentato i nostri desideri e i nostri sogni che in futuro speriamo  di realizzare.
L’agape fraterna corona l’incontro IMC e MC.
 

Venerdi 5 Giugno.  La comunità IMC e MC si ritrova per tutta la giornata nella missione di Arta, che dista a circa  35 Km. da Gibuti capitale, dove P.Francesco Giuliani guida il ritiro e ci invita a riflettere su Romani 8,18-28: La vita nello Spirito.
 

Sabato 6 Giugno. Dall’Argentina ritorna Sr. Celia  dove ha assistito il fratello ammalato di tumore.
 

 

 

DISCORSO OBAMA AL CAIRO

giovedì 4 giugno 2009

Una svolta storica e un segnale incoraggiante che il clima sta cambiando, anzi che negli Usa è già cambiato. Purtroppo non sono sicuro che anche l’Europa abbia questo tipo di consapevolezza”. Ad esprimersi in questi termini al SIR sul discorso odierno del presidente Barack Obama al Cairo, è il sociologo ed esperto di islam Stefano Allievi. Per Allievi, che parla di “intelligenza e pragmatismo”, non si è trattato di “un’offensiva mediatica volta a creare una nuova immagine degli Stati Uniti, bensì di una svolta davvero concreta” perché il presidente Usa “ha affrontato con intelligenza politica e senza fare sconti i problemi più scottanti, sia quelli riguardanti gli Stati Uniti (Guantanamo, Iraq e Afghanistan), sia quelli legati al mondo islamico: libertà religiosa, diritti della donna, diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato di Israele”. Secondo l’esperto, Obama “non ha fatto sconti, e la sua chiarezza, alquanto insolita nel mondo politico, dimostra che per la prima volta c’è una ‘visione’ da parte degli Usa rispetto ai rapporti con il mondo islamico, destinata ad avere delle influenze, prima sul clima culturale e poi sulle politiche anche in Europa”. In tale visione, “non improvvisata ma già enunciata nel discorso di investitura e in altre successive circostanze”, non vi è solo “la chiara definizione dei problemi, ma anche l’indicazione della strada per affrontarli”. Anche per il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, “siamo davanti ad un evidente cambiamento di strategia americano che sicuramente sarà accolto in modo positivo dal mondo arabo. Fa ben sperare per il futuro”. “Il presidente Usa – spiega al Sir il francescano – è stato molto equilibrato, ribadendo il legame con Israele ma assumendo nel contempo una posizione nuova con il mondo arabo che segna una ripartenza ed un cambio di strategia e di rapporti che daranno ulteriore impulso alla ricerca di una soluzione del problema principale, quello del conflitto israelo-palestinese”. Un cambiamento politico e diplomatico che per Pizzaballa “comporterà di certo delle rinunce alle parti in campo: Israele e palestinesi dovranno ripensare le rispettive posizioni e richieste. Altra novità, importante, da segnalare è che Obama si è rivolto ad Hamas chiedendo di fatto il riconoscimento di Israele. Come anche il riconoscimento del nucleare pacifico per l’Iran. Temi che probabilmente non saranno piaciuti ad Israele”. Tuttavia, aggiunge il Custode, “Obama si è, in maniera equilibrata, impegnato nei confronti sia di Israele che dei palestinesi”. Sul rischio di un discorso solo di facciata, il religioso non ha dubbi: “certamente gli Usa vogliono rifarsi un’immagine davanti al mondo arabo, oggi negativa, ma non basta un discorso, ci vogliono fatti concreti. Oggi ho visto un Obama sincero, determinato e trasparente”.

DOMENICA 7 GIUGNO FESTA DELLA SS.TRINITA’

giovedì 4 giugno 2009

“Uno che ama colui che viene da Lui, uno che ama colui da cui viene e l’amore stesso” (amante, amato, amore) (sant’Agostino).

“Il Padre è l’eterna provenienza dell’amore, il Figlio è l’eterna venuta dell’amore, lo Spirito è l’avvenire dell’amore eterno” (Eberard Jungel).

“Se in se stesso Dio è amore, dobbiamo riconoscere in Lui una pluralità di persone. Infatti il vero amore è orientato verso altrui. Sorge e si sviluppa con una relazione da una persona ad un’altra persona. Il Padre nel suo amore genera il Figlio, lo Spirito procede dall’amore che unisce Padre e Figlio. Dall’eternità le tre persone divine esistono in virtù del più perfetto amore” (Jean Galot).

Questa Santissima Trinità non è chiusa in sé, irraggiungibile, ma come una comunione di vita che di per sé tende ad espandersi e raggiungere ogni realtà attraendola nel suo amore (Gianfranco Ravasi).

Sentirsi a casa

giovedì 4 giugno 2009

Vi sono tanti mondi nell’universo ma tutti hanno un solo cielo, un solo cielo, un solo destino. Quindi ricorda, ovunque andrai, basterà guardare il cielo per sentirti a casa.

Il mendicante cieco

mercoledì 3 giugno 2009

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta:
“Sono cieco, aiutatemi per favore”.
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose:
“Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.
Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è scritto:
“Oggi è primavera… ed io non la posso vedere.”

Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio.
Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita.
 

Preghiera anonima ritrovata nel campo di concentramento di Vucht

mercoledì 3 giugno 2009

Credo che c’è il sole 

anche se adesso è nuvoloso. 

Credo che c’è l’amore 

anche se adesso non lo sento. 

Credo che c’è Dio 

anche se adesso dubito.

P.STEFANO VICE SUPERIORE GENERALE IMC CI FA’ MEDITARE COSI’

martedì 2 giugno 2009

Il primo mezzo di evangelizzazione resta la testimonianza
quotidiana di una vita autenticamente
cristiana, una vita fedele al Signore, una vita segnata
da libertà, gratuità, giustizia, condivisione, pace,
una vita giustificata dalle ragioni della speranza.
Questa vita improntata a quella di Gesù potrà
suscitare interrogativi, far nascere domande, così
che anche a noi verrà chiesto di “rendere conto
della speranza che ci abita”. Per questo servono
missionari che narrino con la loro esistenza stessa
che la vita cristiana è “buona”: quale segno più
grande di una vita abitata dalla carità, dal fare il
bene, dall’amore gratuito che giunge ad abbracciare
anche il nemico, una vita di servizio tra gli uomini,
soprattutto i più poveri, gli ultimi, le vittime della storia.

Teofilo di Antiochia, un vescovo del II
secolo, ai pagani che gli chiedevano “mostrami il
tuo Dio”, ribaltava la domanda: “mostrami il tuo
uomo e io ti mostrerò il tuo Dio”, mostrami la tua
umanità e noi, attraverso la nostra umanità, vi diremo
chi è il nostro Dio, qual’è la nostra famiglia.

La gioia di vivere la nostra vocazione e fraternità
Una vita felice, beata. Certo, non in senso mondano
e banale, ma felice nel senso vero, profondo,
perché la felicità è la risposta alla ricerca di senso.
Tale dovrebbe essere la nostra vita : liberata dagli
idoli alienanti, contrassegnata dalla speranza e dalla
comunione fraterna.
Incominciare con questo è già osare il cambiamento!
Auguri e buon cammino!
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-2-GIUGNO-NOTIZIE DA GIBUTI

martedì 2 giugno 2009

Carissimi Amici,sollecitato da qualche e-mail , mi sono accorto che in questo ultimo mese ho trascurato il sito ,ma vi assicuro che sto bene ,anche se il caldo in questo periodo è forte e quindi cerchiamo di bere molto e di limitare un po’ i nostri viaggi nel deserto.Quì le scuole sono terminate e quindi tutti cercano di partire e andare verso le montagne dove il caldo è meno forte.Anche le famiglie dei militari francesi sono ritornate in Francia.

Il mese di maggio è stato molto interessante per la nostra piccola comunità dei Missionari della Consolata sono venuti ad incoraggiarci nel nostro lavoro missionario ,prima la vice superiora Generale delle suore Missionarie e poi è arrivato P.Aquileo superiore generale dei missionari.

Con loro abbiamo messo a punto il nostro servizio in questa diocesi e ci hanno incoraggiato a continuare il nostro servizio nella baraccopoli e soprattutto la nostra presenza come Sacerdoti nelle varie missioni della diocesi.

Noi continuiamo ad andare il fine settimana nelle quattro comunità a celebrare la festa e durante la settimana continuiamo ad andare a PK12 baraccopoli di Gibuti a organizzare i ragazzi con diverse iniziative.Le suore continuano la scuola di alfabetizzazione  e scuola di taglio e cucito per le donne.Con grande sorpresa nostra,le donne continuano fedeli a frequentare le attività che abbiamo loro proposto.I ragazzi aumenteno sempre di più soprattutto quando organizziamo piccoli tornei di calcio,il dopo scuola è un po’ meno frequentato ma cerchiamo di organizzarci per poter dinamicizzare anche la scuola.

Con noi Missionari ora vengono ad aiutarci i volontari italiani e francesi che sono qui a Gibuti per servizi nelle scuole,al pomeriggio sono liberi e ne approfittano per aiutarci nelle varie attività.E’ proprio bella questa gara a cercare chi ha più bisogno e darsi da fare per animarli consolarli,farli sentire un po’ meno soli.

Quì i più poveri sono proprio i baraccati che cercano lavoro,sono senza foglio di soggiorno ,ed hanno famiglie numerose da sfamare,ed è davvero difficile capire come riescono a sopravvivere,è vero che sono molto ammalati e spesso li accompagnano all’ospedale,e i bambini sono denutriti,speriamo un giorno di poter aiutare loro anche con aiuti alimentari.

Abbiamo ricevuto anche la visita del cappellano della naveve militare italiana che sta pattugliando il golfo di Aden per sventare gli assalti dei pirati somali,con alcuni marinai abbiamo passato un po’  di ore tra i ragazzi di pk12.

Se il Signore vuole (come dicono sempre i nostri amici mussulmani) verso la fine di luglio dovrei essere in Italia per rifarmi un po’ le forze e avviso già le mie amiche infermiere di prepararsi a farmi tante flebo di ferro ,perché poi a settembre dovrò ripartire.

Oggi è la festa della nostra bella Italia e ne approfitto per farvi gli AUGURI.

 

Un ABBRACCIO A TUTTI E UN RICORDO PARTICOLARE NELLA PREGHIERA.

VOSTRO AMICO MISSIONARIO P.FRANCESCO