UN SALUTO DALLA CALABRIA
venerdì 24 luglio 2009Mi trovo a S.Andrea sullo Jonio per predicare il triduo della festa pARROCCHIALE e vi ricordo tutti .
Mi trovo a S.Andrea sullo Jonio per predicare il triduo della festa pARROCCHIALE e vi ricordo tutti .
Non è facele vivere momenti di gioia profonda ma ieri con le siore di Madre Teresa abbiamo visitato i più poveri ,soli ammalati della baraccopoli di PK12,e abbiamo portato consolazione amore sincero ,grandi emozioni che vi racconterò presto a voce.Oggi festeggerò il mio 64 esimo conpleanno con loro e sarò felice .
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE MI HANNO FATTO GLI AUGURI.
Giovedì sera partirò per Roma e Sabato sera sarò a Messa alla Consolata di Gambettola. Se Dio vuole a presto ci potremo guardare negli occhi e sorridere di gioia e amicizia. Un abbraccio a tutti vostro amico P.Fra
Chi cammina accanto a voi o vi sta seduto accanto nel metrò ha una rotonda kippah sulla testa o un dolcissimo volto coperto da un velo nero musulmano o porta una croce ortodossa in bella evidenza… Qui, in terra inglese, a causa delle migrazioni la gente vive la dimensione multireligiosa. Quotidianamente. Ma ormai da tempo il variegato panorama religioso europeo si presenta ovunque. Questo vi porta a prendere coscienza di una grande verità: “I sistemi si oppongono, gli uomini si incontrano”. Infatti, religioni, culture o nazionalità si sono costruite come realtà autonome, sicure di sé, centrate su se stesse. Come un superbo grattacielo ogni religione ha sviluppato radici profondissime, i suoi grandi fondamenti e svetta nel cielo con i suoi insegnamenti, con testi sacri belli e luminosi. Ed è sostenuta dalle colonne invisibili di tanti testimoni lungo i secoli, uomini o donne grandi e appassionati.
Oggi, in cui l’uomo comunica e si incontra con l’altro in maniera nuova, rapida, sorprendente, non si può più vivere in grattacieli. Ogni religione è invitata a farsi tenda: uno spazio aperto, accogliente, ricco di senso per l’umanità. Spazio dove l’umano e il divino si incontrino e si comprendano. Dove si viva il mistero di Dio.
«Per comprendere l’altro non bisogna conquistarlo, – scriveva un grande islamista, Louis Massignon – bisogna farsi, invece, suo ospite: la verità si trova nell’ospitalità». L’ospitalità, l’accogliersi reciproca-mente, è sempre stato un grande segreto per comprendersi. Per avvicinarsi alla Verità.
È importante capire, allora, che al di là dei sistemi gli uomini possono costruire una storia di relazioni nuove, di orizzonti più vasti e di ponti a volte prodigiosamente estesi sull’abisso delle nostre differenze.
L’unità tra i popoli e le culture passa attraverso l’ascolto e l’apertura verso l’altro, attraverso il dialogo. Vivendo in mezzo a una popolazione interamente musulmana, Annalena Tonelli, medico, si esprimeva così: “Il dialogo con le altre religioni è condivisione. Non c’è bisogno quasi di parole. Il dialogo è vita vissuta, o meglio io lo vivo così, senza parole”.
Illuminante, poi, la risposta di un vescovo del Maghreb alla domanda: “Ma che cos’è mai una piccola Chiesa come la vostra, oggi, in un Paese totalmente musulmano?” “Una grande fortuna! ribatteva, incontrare l’altro nella sua differenza non è forse il messaggio di Cristo?” Risuona, così, chiaramente la raccomandazione di Timothy Radcliffe, domenicano: “Abbiamo bisogno di entrare in dialogo con altre culture, con altre religioni per trascendere i limiti della nostra identità europea e diventare pienamente cattolici”.
E ancora Annalena Tonelli: “Da quando sono con loro,musulmani, sono trent’anni che mi struggo perché anche nel nostro mondo noi fermiamo i lavori, ci alziamo se dormiamo, interrompiamo qualsiasi discorso per fare silenzio e ricordarci di Dio, meglio se assieme ad altri, per riconoscere che da Lui veniamo, in Lui viviamo, a Lui ritorniamo (Atti 17,28). Il dono principale è che i nomadi mi hanno insegnato la Fede, l’abbandono incondizionato, la resa a Dio”.
In terra musulmana, infatti, è il dialogo della vita, bello ed esigente, del vivere insieme seppure differenti e del farsi dono agli altri che i cristiani sperimentano ogni giorno. Silenziosamente, squillano ancora nell’aria e negli animi le parole di Giovanni Paolo II ai giovani, nello stadio di Casablanca: “Voi siete testimoni della grandezza di Dio, noi, invece, di un Dio che è amore!” I cristiani non vivono laggiù per convertire, ma semplicemente per amare.
In fondo, le religioni nel loro incontro, sono destinate a rivelare il loro punto di gravità, il loro centro, il loro vero volto: una riscoperta grande e preziosa per ognuna. Confrontarsi con altri, infatti, fa emergere quasi per incanto la propria originalità, i propri punti di forza o… l’infedeltà al proprio ideale. Così, nel cristianesimo risalterà che il centro di tutto è il nome stesso di Dio: l’amore. Sorprendente responsabilità.
Ciò fa concludere ad Annalena Tonelli prima di cadere martire in Somalia, alla maniera di Paolo: “Eppure la vita ha senso solo se si ama. Nulla ha senso al di fuori dell’amore. La mia vita ha conosciuto tanti e poi tanti pericoli, ho rischiato la morte tante e poi tante volte. Sono stata per anni nel mezzo della guerra. Ho sperimentato nella carne dei miei, di quelli che amavo, e dunque nella mia carne, la cattiveria dell’uomo, la sua perversità, la sua crudeltà, la sua iniquità. E ne sono uscita con una convinzione incrollabile che ciò che conta è solo amare”.
Renato Zilio missionario a Londra
Autore di “Lettere da Gibuti. Comunita’ cristiane nel mondo musulmano” 2.da ristampa, Ed. Messaggero, Padova 2009 e “Parole dal deserto” Ed. Paoline, prefazione card. G.Cottier, 2009.
Carissimi eccomi a voi con qualche notizia,bella e meno bella.
Ora sono solo a casa ,e in Diocesi (pensate …sono vescovo sic.perchè sono tutti in vacanza compreso il Vescovo e ha scritto una lettera che mi abilita a fare le sue veci…ma solo nel periodo che lui non c’è.Il mio fratello Andrè è in vacanza fino a quando io non parto ,e se Dio vuole partirò il 16 ed arriverò a Roma il 17 luglio e poi programmerò le visite e le vacanze.
Ho capito perchè tutti sono partiti è arrivato il KAMSIN che significa 50 giorni di vento tempesta di sabbia,50 gradi di caldo all’ombra e non nel vento che scotta.Ho capito anche il senso del burca delle donne e dei turbanti per gli uomini fuori si riesce a stare solo vestiti,tutti coperti altrimenti la finissima sabbia ti sferza la faccia ed entra ovunque,il tutto continuerà per 50 giorni circa.Il Sole non si vede più è buio anche di giorno perchè la nube di sabbia prende tutto il cielo.La vita allora si svolge chiuso in casa e quando devo andare a celebrare la Messa di corsa in macchina e con questa a fari accesi a bassa velocità si va nelle comunità.Le Missioni fuori di Gibuti ,nel deserto sono chiuse le suore e i fratelli laici sono partiti,quindi ho solo il servizio in città.
Per questo caldo ,spesso viene meno la corrente ed allora si comincia a soffrire molto ,non funziona più l’aria condizionata e il motorino dell’acqua spento ,senza luce e senza acqua,proprio come gli amici del deserto,ma dopo ore di sudate tutto si ripristina e si incomincia a respirare,mi sembra proprio di vivere in frigo.Andiamo ancora a PK12 e i nostri amici sono sempre più contenti di ricevere i nostri servizi,comunque ache loro con le capre vanno in montagna fino a settembre.La settimana prossima faremo la festa di fine attività.
Ecco allora le ultime dalla Missione .In questo periodo ho molto tempo per pregare e leggere e così ho deciso di fare gli esercizi con un bellissimo0 libro del Card. Martini.Poi vado al mattino due ore in curia ad attendere se ci sono persone che desiderano parlare.
ARRIVEDERCI A PRESTO p.FRA