LA SCUOLA NDAI: IL PROGETTO CHE FINANZIAMO
mercoledì 10 marzo 2010Lunedì mattina insieme alle suore della presentazione di Obok siamo stati in una scuola di prima alfabetizzazione da loro promossa insieme a padre Francesco.
La scuola si trova vicino ad un pozzo sul letto di un wed, e ci vanno tutti i bambini che vivono sulle montagne vicine; alla mattina bambini e genitori partono dalle montagne e camminano per qualche ora per arrivare fin qui.
La scuola è fatta tutta in legno (sembra un ovile per le capre), dentro ci sono tre file di assi di legno dove ci si siedono i bambini che sono in tutto una quarantina. I bambini sono tanti e di età diversa vanno dai 4-5 anni fino ai 12-13 anni. Qui si fa prima alfabetizzazione, stanno imparando il francese: come insegnante c’è un ragazzo che avrà circa una ventina d’anni e avrà fatto al massimo la terza media. Tutti i lunedì le suore vengono alla scuola e controllano il lavoro fatto dal maestro interrogano i bambini e lasciano i compiti da fare durante tutta la settimana. I bambini sono molto attenti e interessati alla lezione, ascoltano e si coinvolgono, sono veramente desiderosi di imparare. Finite le due ore circa di lezione un bel gioco e poi tutti a mangiare, le mamme dei bambini hanno preparato il pranzo intanto che i loro figli facevano lezione. Qui non si usa mangiare con la forchetta, i bimbi si raggruppano in 4 o 5 e gli viene dato un piatto bello colmo di pasta, con le loro manine prendono i maccheroni e mangiano, dovreste vedere con che gusto si leccano le dita per non sprecare niente! Una volta terminato il pranzo, dopo aver lavato tutti i piatti e le pentole e aver caricato gli asini con le taniche d’acqua partono per tornare alle loro case sulle montagne.
Questo progetto avviato dalle suore e da padre Francesco è davvero molto importante. Sono riusciti a sensibilizzare i genitori al diritto che hanno i loro figli di andare a scuola, e da a questi genitori la possibilità di richiedere al governo di costrure lì una scuola statale in muratura, con maestri pagati e qualificati. Senza il loro intervento questi bambini avrebbero fatto solo ed esclusivamente i pecorai nella loro vita, così invece gli viene offerta la possibilità di imparare il francese e di uscire dall’ignoranza. Magari qualcuno di loro farà comunque ilpastore, ma avrà una cultura di base, diritto di tutte le persone.
Questo progetto è davvero importante perchè come dice padre Francesco si servono i più poveri tra i poveri.



