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		<title>ECCOMI IN ROMAGNA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 16:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi fino a sabato prossimo sarò a Gambettola quindi chi volesse incontrarmi sarò a disposizione.Il viaggio di ritornoè stato un po&#8217; faticoso per via dei ritardi dell&#8217;aereo,ma alla fine sono quà.Buone vacanze a tutti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi fino a sabato prossimo sarò a Gambettola quindi chi volesse incontrarmi sarò a disposizione.Il viaggio di ritornoè stato un po&#8217; faticoso per via dei ritardi dell&#8217;aereo,ma alla fine sono quà.Buone vacanze a tutti.</p>
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		<title>Dialogare con l&#8217;islam, per sopravvivere in Medio Oriente</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA, lunedì, 12 luglio 2010 (ZENIT.org).- L&#8217;impatto dell&#8217;estremismo sui cristiani del Medio Oriente è stato esposto chiaramente in un discorso pronunciato il 27 giugno all&#8217;Oratorio di Birmingham (Gran Bretagna) da padre Samir Khalil Samir, uno dei maggiori esperti vaticani sull&#8217;islam.
Il sacerdote ha chiesto un&#8217;azione decisa per salvaguardare la presenza della Chiesa in una regione in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA, lunedì, 12 luglio 2010 (ZENIT.org).- L&#8217;impatto dell&#8217;estremismo sui cristiani del Medio Oriente è stato esposto chiaramente in un discorso pronunciato il 27 giugno all&#8217;Oratorio di Birmingham (Gran Bretagna) da padre Samir Khalil Samir, uno dei maggiori esperti vaticani sull&#8217;islam.<br />
Il sacerdote ha chiesto un&#8217;azione decisa per salvaguardare la presenza della Chiesa in una regione in cui la sua sopravvivenza è minacciata, e ha catalogato i Paesi mediorientali in base a una scala di oppressione anticristiana, con l&#8217;Arabia Saudita che detiene il triste primato.<br />
Padre Samir Khalil Samir, gesuita nato in Egitto e che vive in Libano, sta coordinando i preparativi per il Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, che si svolgerà in Vaticano dal 10 al 24 ottobre 2010 sul tema &#8220;La Chiesa cattolica nel Medio Oriente: Comunione e testimonianza. &#8216;La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un&#8217;anima sola&#8217; (Atti, 4, 32)&#8221;.<br />
Nell&#8217;incontro all&#8217;Oratorio di Birmingham, organizzato dall&#8217;associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), ha lamentato che &#8220;i cristiani in Arabia Saudita non possono nemmeno riunirsi nelle proprie case per pregare&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; la situazione peggiore, in cui i diritti umani sono praticamente sconosciuti&#8221;, ha denunciato.<br />
Riconoscendo che in molte zone del Medio Oriente i cristiani sono ormai una sparuta minoranza, ha sottolineato che &#8220;per molti l&#8217;unica soluzione è l&#8217;emigrazione&#8221;. &#8220;Annunciare Cristo a tutti è proibito. Non c&#8217;è uguaglianza&#8221;.<br />
In questo contesto, ha segnalato l&#8217;importanza di dialogare con l&#8217;islam.<br />
&#8220;La domanda è: &#8216;Chi può dialogarci?&#8217;. Anche se la situazione è dura per gli arabi cristiani, infatti, sono proprio loro che dialogano con i musulmani e che possono apportare un cambiamento&#8221;.<br />
&#8220;Siamo coinvolti nel dialogo ogni giorno &#8211; ha riconosciuto -. Lavoriamo insieme, andiamo a scuola insieme&#8221;.<br />
Il sacerdote, che ha fondato 20 scuole ed è autore di almeno 40 libri, ha ricordato la necessità di progetti congiunti con i musulmani, volti ad abbattere ignoranza e sfiducia e a promuovere l&#8217;istruzione.<br />
A suo avviso, l&#8217;islam &#8220;è in crisi&#8221; nel contesto di crescente insicurezza tra i musulmani sul rapporto tra fede e modernità, e le discussioni teologiche sono estremamente difficili per i diversi punti di vista su Gesù Cristo e sulla Bibbia, così come sul Profeta Maometto e sul Corano.<br />
&#8220;Abbiamo bisogno del vostro aiuto spirituale, della vostra preghiera per sostenere la gente in una regione in cui c&#8217;è oppressione &#8211; ha concluso -. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per progetti che promuovano istruzione e pace&#8221;.<br />
Durante l&#8217;incontro, il direttore nazionale di ACS nel Regno Unito, Neville Kyrke-Smith, ha parlato del suo recente viaggio in Ucraina, dove l&#8217;associazione sta dando un aiuto prezioso per permettere alla Chiesa di riprendersi dalle difficoltà che ha vissuto sotto il comunismo, sostenendo catechisti, seminaristi, religiose, monaci e sacerdoti.<br />
Kyrke-Smith ha citato l&#8217;ucraino padre Orest Demko, vicerettore di seminario, che ha detto: &#8220;Dobbiamo essere le mani di Cristo in questo mondo. Voi di ACS siete stati le mani di Cristo per noi&#8221;.</p>
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		<title>UNA PASSEGGIATA NELLA &#8221;FORESTA &#8221;DI DAI</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al nord del paese di Gibuti . a 1700 m.di altitudine al confine con l&#8217;Etiopia c&#8217;è un parco chiamato &#8221;Foresta di Dai&#8221;.Ieri con la direttrice della scuola e il deputato governativo,nostro amico ,nativo di quella zona,decidiamo di prenderci un giorno di riposo e fare una passeggiata in questa foresta.Ci alziamo all&#8217;alba e dopo due ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al nord del paese di Gibuti . a 1700 m.di altitudine al confine con l&#8217;Etiopia c&#8217;è un parco chiamato &#8221;Foresta di Dai&#8221;.Ieri con la direttrice della scuola e il deputato governativo,nostro amico ,nativo di quella zona,decidiamo di prenderci un giorno di riposo e fare una passeggiata in questa foresta.Ci alziamo all&#8217;alba e dopo due ore di viaggio sulla solita strada che faccio per andare al nord ,lasciamo la strada asfaltata e iniziamo a percorrere una strada che .chiamarla tale le vere strade si offendono,tutta sassi ,buche.21Km. normalmente sono pochi ma in montagna e su questo sentiero scoseso ci sono volute ben due ore per arrivare ai 1700 m di altitudine ,per fortuna che la nostra Toiota è forte.&#8221;Ed ecco arrivati&#8221; ci dice il Parlamentare Ali,&#8221;questo è il mio territorio e questa è la mia gente ,che mi ha votato e mi vuole bene.Io chiedo se la foresta è ancora lontana e lui come risposta mi dice che siamo al centro.Pochi alberi secchi e spennacchiate,che tristezza.(Vedi foto)in conpenso anche sul mezzogiorno non fa troppo caldo.Grande festa per il nostro arrivo,da parte dei cittadini della zona,pranzo nel Camping turistico e passeggiata con mucche e capre attraverso i cespugli che un vecchio del posto ci dice  un tempo erono grandi alberi e facevano tanta ombra che non si poteva vedere il cielo.Passiamo in rassegna la numerosa famiglia di Ali e incominciamo a salutare tutti perchè ,anche se il freschino di queste montagne ci piace,la strada del ritorno è lunga e si spera sempre di arrivare prima del buio.Passseggiata divertente o viaggio stancante &#8230;comunque sicuramente una giornata diversa con cari amici.</p>
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		<title>BUONE VACANZE</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi tutti ,scusate il silenzio di questo ultimo mese ,ma molte realtà si sono succedute,lavoro,caldo, partentenze della maggior parte dei collaboratori delle missioni insomma il tempo si è ridotto e il blog è restato silenzioso.
Comincio con il caldo ,in questo momento il termometro segna 45 all&#8217;ombra con vento caldo (Kamsim) che porta sabbia finissima che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi tutti ,scusate il silenzio di questo ultimo mese ,ma molte realtà si sono succedute,lavoro,caldo, partentenze della maggior parte dei collaboratori delle missioni insomma il tempo si è ridotto e il blog è restato silenzioso.<br />
Comincio con il caldo ,in questo momento il termometro segna 45 all&#8217;ombra con vento caldo (Kamsim) che porta sabbia finissima che entra ovunque.Nella mia stanza comunque riesco ad avere 30 gradi e a volte meno .Sono solo ,il mio compagno di viaggio è partito già da qualche settimana in Congo per le meritate vacanze,il Vescovo è in Libano per incontri e così io sono ancora quì &#8221;in trincea&#8221; ,ma per poco perchè il Vescovo ritorna il 10 ed io spero di partire per Roma il 14 notte e il 15 se Dio vuole sarò a Roma.Dopo alcuni impegni a Parigi ,spero di poter essere in Romagna e potervi incontrare .Per ora vi AUGURO BUONE VACANZE ,e se ci incontreremo vi aggiornerò sulla mia missione a Gibuti .<br />
Il mio telefonino in Italia è sempre lo stesso 3388326173 e la solita e.mail pfgiuliani@libero .it e ci si incontra anche su Facebook.Un salutone a tutti P.Fra</p>
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		<title>PREGHIAMO</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
BENEDETTO SII TU, SIGNORE
Dovrai sentire ancora la mia voce,
Signore,
sin dal mattino presto
dirigerò a te le orazioni
e guarderò in alto.
Benedetto sii tu,
Signore mio,
che facesti il firmamento del cielo,
e un cielo di cieli,
e potenze altissime,
e angeli, arcangeli,
cherubini, serafini,
e oceani sopra i cieli,
e foschie
ed evaporazioni sulla terra,
per gli acquazzoni, le rugiade,
la grandine, la neve come lana,
la brina come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/07/lucsin.jpg"><img src="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/07/lucsin.jpg" alt="" title="lucsin" width="300" height="286" class="aligncenter size-full wp-image-1019" /></a><br />
BENEDETTO SII TU, SIGNORE</p>
<p>Dovrai sentire ancora la mia voce,<br />
Signore,<br />
sin dal mattino presto<br />
dirigerò a te le orazioni<br />
e guarderò in alto.</p>
<p>Benedetto sii tu,<br />
Signore mio,<br />
che facesti il firmamento del cielo,<br />
e un cielo di cieli,<br />
e potenze altissime,<br />
e angeli, arcangeli,<br />
cherubini, serafini,<br />
e oceani sopra i cieli,<br />
e foschie<br />
ed evaporazioni sulla terra,<br />
per gli acquazzoni, le rugiade,<br />
la grandine, la neve come lana,<br />
la brina come cenere,<br />
il ghiaccio a cubetti,<br />
le nubi per confini della terra,<br />
e lampi, tuoni, venti gagliardi<br />
che tiri fuori dalle tue riserve,<br />
e le tempeste;<br />
e tutte le acque sulla terra,<br />
per bere e per bagnarci.</p>
<p>CONFESSERÒ I MIEI PECCATI</p>
<p>Confesserò i miei peccati<br />
e le colpe dei miei padri,<br />
poiché ti ho oltrepassato<br />
e trascurato, Signore,<br />
camminando tortuosamente davanti a te.</p>
<p>Non rappresentarti, Signore, i miei misfatti,<br />
e la mia vita non scrutarla<br />
alla luce del tuo volto,<br />
perdona invece l&#8217;iniquità del tuo servo,<br />
a misura della tua infinita misericordia;<br />
poiché sei stato generoso con me<br />
sin da bambino,<br />
e sempre fino a oggi.<br />
Ho peccato, cosa farò vicino a te,<br />
custode di ogni vita umana?<br />
Perché mi poni a bersaglio della tua ira,<br />
sì che io diventi peso a me stesso?<br />
Perdona invece la mia trasgressione<br />
e scaccia la mia malizia.</p>
<p>PIETÀ DI ME, FIGLIO DI DAVIDE</p>
<p>Trattienimi dal franare nell&#8217;abisso,<br />
perché un riscatto per me tu l &#8216;hai trovato.<br />
Pietà di me, Figlio di Davide,<br />
Signore, aiutami.<br />
Sì, Signore,<br />
perfino i cagnolini mangiano le briciole<br />
che cadono dalla mensa del padrone.<br />
Pazienza con me, Signore,<br />
ancora non ho di che ripagarti,<br />
lo confesso;<br />
ma perdonami l&#8217;intero debito,<br />
te ne supplico.</p>
<p>Per quanto tempo vorrai dimenticarmi,<br />
Signore? Per sempre?<br />
Per quanto tempo vorrai nascondermi<br />
il tuo volto?<br />
Per quanto ancora dovrò consigliarmi<br />
con la mia anima<br />
e affliggermi interiormente giorno e notte?<br />
Per quanto i miei nemici<br />
festeggeranno a mie spese?<br />
Pensaci e ascoltami, Signore Dio,<br />
tieni i miei occhi aperti,<br />
ché io non m&#8217;appesantisca<br />
nel sonno della morte,<br />
per timore che il mio nemico dica:<br />
Ho vinto io contro di lui,<br />
poiché se crollo, quelli che mi emarginano<br />
se ne rallegreranno;<br />
la mia fiducia è però<br />
nella tua misericordia.</p>
<p>ALLONTANA DA ME IL MALE</p>
<p>Allontana da me<br />
1. ogni iniquità, superstizione spiritica e ipocrisia,<br />
2. il culto di idoli, di personalità,<br />
3. i giuramenti affrettati e le bestemmie,<br />
4. negligenza e incuria in chiesa,<br />
5. alterigia e avventatezza,<br />
6. conflitti e rancori,<br />
7. licenziosità e corruzione,<br />
8. indolenza e frode,<br />
9. menzogna e parolacce,<br />
10. ogni comunicazione maligna,<br />
ogni pensiero osceno,<br />
ogni desiderio meschino,<br />
ogni pensiero scadente.</p>
<p>CONCEDIMI, O DIO</p>
<p>Concedimi<br />
1. di essere religioso e devoto,<br />
2. di adorarti e servirti,<br />
3. di benedire e attestare la verità,<br />
4. di confessare con proprietà di linguaggio la fede,<br />
5. affetto e obbedienza,<br />
6. pazienza e calma,<br />
7. sobrietà e purezza,<br />
8. contentezza e bontà,<br />
9. verità e incorruttibilità,<br />
10. pensieri buoni,<br />
perseveranza fino alla fine.</p>
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		<title>E chi è il mio prossimo?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dt 30,10-14
Col 1,15-20
Lc 10,25-37
Il Vangelo di oggi è molto importante perché ci indica come dobbiamo concepire la carità, come dobbiamo amare il prossimo (Albert Vanhoye).
Un dottore della Legge volendo mettere alla prova Gesù gli chiese: “maestro che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù risponde invitando lui stesso a cercare la risposta nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dt 30,10-14<br />
Col 1,15-20<br />
Lc 10,25-37</p>
<p>Il Vangelo di oggi è molto importante perché ci indica come dobbiamo concepire la carità, come dobbiamo amare il prossimo (Albert Vanhoye).<br />
Un dottore della Legge volendo mettere alla prova Gesù gli chiese: “maestro che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù risponde invitando lui stesso a cercare la risposta nella Legge. E il dottore della Legge riesce a dare una risposta che corrisponde all’insegnamento di Gesù: cita quanto dice il Deuteronomio (6,5) “amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente&#8230;” e cita quanto dice il Levitico (19,18) “amerai il prossimo tuo come te stesso”. Gesù elogia la risposta del dottore della Legge e gli dice “fa questo e vivrai”. Il comando dell’amore è la via sicura verso la vita.<br />
Ma il dottore della Legge, riferendosi ad uno dei problemi più discussi, chiede ancora a Gesù “e chi è il mio prossimo?”.<br />
Vuole sapere come va interpretato il comandamento dell’amore per il prossimo, chiede a Gesù di precisare i limiti di tale amore. In quei tempi un buon giudeo sapeva che il suo prossimo era l’uomo della stessa religione e dello stesso sangue, ossia i connazionali o al massimo anche i proseliti. Invece con i vicini samaritani c’era un odio secolare.<br />
Gesù risponde portando un caso concreto, narra la parabola del buon samaritano. </p>
<p>Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei ladroni che lo depredarono, lo percossero abbandonandolo mezzo morto sulla strada. La strada che da Gerusalemme scende all’oasi di Gerico passando tra gole e dirupi deserti era pericolosa. Corre dalle montagne della Giudea al punto della massima depressione terrestre, a duecentocinquanta metri sotto il livello del mare, superando un dislivello di oltre mille metri su un percorso di una trentina di chilometri.<br />
Nell’oasi di Gerico abitavano tanti Sacerdoti e Leviti che si portavano a Gerusalemme per il loro turno di servizio nel Tempio. I primi ad imbattersi in quel malcapitato furono proprio un Sacerdote ed un Levita che non si fermarono ad aiutarlo. Avevano ambedue un cuore arido. Forse hanno tenuto questo atteggiamento perché temevano toccando quello sfortunato che giaceva sulla strada mezzo morto di incorrere in qualche impurità legale che li avrebbe resi inabili alle funzioni sacre. Invece Gesù un giorno dirà: “voglio la misericordia e non il sacrificio” (Mt 12,7). Lui che guariva i malati anche in giorno di sabato per dimostrare che l’amore è superiore a qualsiasi legge. La punta della parabola sta nell’intervento di un samaritano che si commuove profondamente. Il samaritano, proprio perché forestiero e non ben visto in Giudea, aveva tutto l’interesse a non immischiarsi in questo fatto, invece sarà proprio lui a chinarsi sul ferito divenendo così il modello da imitare nella scoperta del prossimo.<br />
Gesù indugia a descrivere minuziosamente la premura del samaritano per sottolineare tutta la prontezza del suo intervento, la delicatezza delle sue attenzioni, la generosità del suo cuore. </p>
<p>“E chi è il mio prossimo?”. Gesù con la parabola del buon samaritano scopre un orizzonte senza fine. Fa’ vedere aspetti e dimensioni insospettati del problema, attua insomma il passaggio dalla Legge al Vangelo.<br />
“Chi è il mio prossimo?”, la risposta è: non c’è nessun limite. La parola ‘prossimo’ indica l’uomo per se stesso, così com’è, non per qualcosa di aggiunto alla sua realtà. L’uomo in terra è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso (Gaudium et Spes).<br />
Più che chiedersi “chi è il mio prossimo”, bisogna chiedersi: a chi posso farmi prossimo. Anche Gesù disse: “chi dei tre ti sembra che sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”.<br />
L’importante è dimostrarsi prossimo verso il nostro prossimo, altrimenti egli ci rimarrà sempre molto lontano anche se di fatto si trova ad un passo da noi. Gesù ha questo pressante invito perché noi diventiamo buon samaritano del nostro prossimo: “va’ e fa’ anche tu lo stesso”.<br />
L’insegnamento di Gesù è quello di un amore universale, senza limiti; perciò dobbiamo abbattere tutte le barriere, i pregiudizi, e diventare il prossimo di tutti.<br />
Perciò Gesù chiede anche a noi di avere un cuore aperto a tutti. Egli, che è presente dappertutto come Figlio di Dio e che ha salvato tutti, ci chiede di aiutarlo a far giungere la sua grazia a tutti gli uomini, con grande generosità, restando uniti a Lui e spinti dalla sua carità (Albert Vanhoye). </p>
<p>Il samaritano sembra essere un personaggio al di fuori della realtà, così come sembra essere al di fuori della realtà il padre della parabola del figliol prodigo: una carità e una bontà così grandi fra gli uomini non si trovano.<br />
Gesù parlando del samaritano, pensava alla sua propria storia, così come nella parabola del figliol prodigo.<br />
“Va’ e anche tu fa’ lo stesso” questa proposta riassume una storia e una esperienza di amore infinito, tutt’ora in atto: la storia di Cristo che per tutti noi si è fatto buon samaritano (Settimio Cipriani).<br />
La parabola più che parabola è l’autoritratto di Gesù.<br />
Nella tradizione patristica fin dal secondo secolo era assai diffusa l’interpretazione secondo la quale il buon samaritano rappresenta Cristo venuto a soccorrere l’uomo aggredito e portato da satana a un passo dalla morte. “Perché l’uomo non avesse a perire, e perché tutto ciò che era per crollare in Adamo fosse più felicemente innalzato in Gesù” (Pio IX).<br />
Egli è il buon samaritano che è sempre pronto a curvarsi sulle nostre ferite con gesti di grande tenerezza e di dolcissima pietà (Luigi Pozzoli).<br />
L’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio è un riflesso del mistero divino e ambedue sono ineffabili. Dio ha desiderato farsi uomo perché voleva che l’umanità fosse il luogo prediletto della sua presenza.<br />
Vuol continuare ad essere buon samaritano per mezzo nostro: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).<br />
Lo sapeva san Martino che aveva dato metà del suo mantello al povero Ambiano e di notte sognò Gesù che gli diceva: “Martino ancora catecumeno mi ha rivestito del suo mantello”.<br />
Lo sapeva sant’Alfonso Rodriguez, portinaio in una casa di gesuiti nell’isola di Maiorca. Un giorno bussò alla sua porta Gesù stesso: “Alfonso tu mi tratti sempre bene quando arrivo alla tua porta, anch’io ti tratterò bene quando arriverai alla porta del paradiso”.<br />
Lo sapeva Madre Teresa di Calcutta. A lei un povero che ella aveva lavato, gli aveva ridato per così dire la sua fisionomia umana, disse “ma perché fai questo?” ed essa rispose in modo semplice “per amor di Dio”. E quel povero colpito da ciò disse: “allora Dio c’è”.<br />
Ecco, l’amore vicendevole è annuncio grande dell’amore di Dio<br />
<a href="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/07/dotleg.jpg"><img src="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/07/dotleg.jpg" alt="" title="dotleg" width="370" height="318" class="aligncenter size-full wp-image-1017" /></a></p>
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		<title>ACCOGLIENZA, ALTRO NOME DI DIO.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DOC-2266. ROMA-ADISTA. Una società in cui non ci si sente corresponsabili di nulla, neppure del destino dei propri simili, in cui l’accoglienza dell’altro, del diverso da sé, è solo uno sbiadito ricordo e al suo posto si ergono muri di prepotenza, di potere, di denaro, è una società cui sono venute a mancare le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DOC-2266. ROMA-ADISTA. Una società in cui non ci si sente corresponsabili di nulla, neppure del destino dei propri simili, in cui l’accoglienza dell’altro, del diverso da sé, è solo uno sbiadito ricordo e al suo posto si ergono muri di prepotenza, di potere, di denaro, è una società cui sono venute a mancare le sue fondamenta e che è destinata a crollare su se stessa. All’altra estremità dello spettro, la società in cui è praticata l’ospitalità, dove la condivisione del pane si trasforma nella sua moltiplicazion: lì Dio è all’opera e lì si avverte la sua benedizione. Così suor Elisa Kidané, missionaria comboniana, ha affrontato, insieme alla teologa islamica Shahrzad Houshmand, la penultima tappa del ciclo di incontri sul tema “Le diversità: un dono”, organizzato dal Cipax (Centro interconfessionale per la Pace) in collaborazione con la Comunità di base di S. Paolo, la sezione romana di Pax Christi, Religions for Peace e il Servizio Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche. Il ciclo &#8211; partito nell’ottobre scorso con un incontro dal titolo “L’altro come povero, come diverso, come nemico” (v. Adista n. 112/09) &#8211; ha esplorato da diversi punti di vista tutte le varie forme di negazione dell’altro e a questo scopo si è avvalso, nel corso di questi mesi, del contributo dell’economista Tonino Perna, del teologo Armido Rizzi, dei sociologi Luigi Manconi e Antonella Cammarota, solo per citarne alcuni.</p>
<p>“Tanti &#8211; ha sottolineato la missionaria comboniana nell’incontro svoltosi a Roma il 14 aprile scorso sul tema “L’ospitalità è sacra” &#8211; rivendicano le radici cristiane, facendone una bandiera politica: bisognerebbe invece tornare ad abbeverarsi alle Sacre Scritture che ci indicano la strada maestra per rendere credibile la nostra appartenenza alla religione, qualsiasi religione, la religione in cui ci si sente a casa, per accogliere e far diventare sacra l’ospitalità”.</p>
<p>Tra i nomi con cui il Corano chiama Dio, le ha fatto eco la teologa Houshmand, ce n’è uno che più di tutti richiama questa idea di ospitalità, ed è il nome “Karim”, “colui che è generoso, colui che dona”: “Nella sura 17.70 il Corano parla di questa generosità di Dio nei confronti di tutti gli esseri umani, laddove dice: ‘Abbiamo onorato i figli di Adamo, li abbiamo trasportati sulla terra e sul mare, abbiamo elargito loro buone cose e li abbiamo preferiti al di sopra di molte altre nostre creature’. Ciò che ci interessa &#8211; ha proseguito la teologa &#8211; è l’espressione ‘Abbiamo onorato i figli di Adamo’: ogni essere umano, senza eccezione, è stato onorato da Dio nel Corano”. “Come Dio elargisce questa sua generosità verso i figli di Adamo, così chiede all’uomo di fare lo stesso verso gli altri uomini: nella mistica infatti si dice che l’uomo realizzato è colui che si veste di tutti i nomi di Dio, e quindi anche del nome ‘Karim’”. “E se Dio è stato generoso nei confronti dell’essere umano &#8211; ha concluso Shahrzad Houshmand &#8211; quest’ultimo a sua volta deve vestirsi di questo nome essendo generoso verso il prossimo”.</p>
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		<title>LO SPIRITO IN VACANZA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Faustino Vilabrille
Dice Gesù: “Lo Spirito Santo, che il Padre manderà in mio nome, vi insegnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14,26).
Circola una barzelletta che dice che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo decidono di andare in vacanza. Il Padre vuole tornare sul Sinai (per ricordare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Faustino Vilabrille<br />
Dice Gesù: “Lo Spirito Santo, che il Padre manderà in mio nome, vi insegnerà ogni cosa, e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14,26).</p>
<p>Circola una barzelletta che dice che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo decidono di andare in vacanza. Il Padre vuole tornare sul Sinai (per ricordare Mosè, i comandamenti, la li-berazione del popolo dalla schiavitù, ecc.); il Figlio vuole tornare a Betlemme (per la nascita tra i poveri), a Nazareth (per il lavoro da operaio), in Galilea (per la cura degli infermi, il cibo agli affamati, la proclamazione del Regno di Dio: fraternità, giustizia, uguaglianza, amore), a Gerusalemme (per l’eucarestia, il comandamento nuovo, la denuncia degli oppressori, la persecuzione, l’uccisione, il sepolcro vuoto&#8230;); e lo Spirito Santo dice: “Io voglio andare a Roma, perché non ci sono mai stato&#8230;”.</p>
<p>Sì, Spirito Santo, ti chiediamo di venire presto a Roma per disfarti il prima possibile di ricchezza, fasti, mitrie, cappelli, berrette, palli, prelature, pastorali, anelli d’oro, abiti da migliaia di euro, cerimonie offensive per i poveri, successi mondani, autoritarismo, dogmatismo, ornamenti di lusso, titoli quali porporato, santità, santo padre, eccellentissimo, reverendissimo, sua santità&#8230;</p>
<p>Sì, Spirito Santo, ti chiediamo di venire a Roma per realizzare il più presto possibile: </p>
<p>- l’impegno con i poveri: “Beati i poveri perché vostro è il Regno dei Cieli”;</p>
<p>- l’impegno per la giustizia: “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia”;</p>
<p>- l’impegno per la fraternità: “Uno solo è vostro Padre: tutti voi siete fratelli”;</p>
<p>- l’impegno per l’uguaglianza: “Non chiamerete nessuno signore sulla terra; il maggiore fra di voi sia il servo di tutti”;</p>
<p>- l’impegno per l’austerità: “gli uccelli hanno i nidi e il Figlio dell’uomo non ha dove poggiare il capo”;</p>
<p>- l’impegno per la verità: “la verità vi farà liberi”;</p>
<p>- l’impegno con gli affamati, gli assetati, gli infermi, i denudati, gli incarcerati: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, in carcere e siete venuti a vedermi, perché il tempio vivo di Dio sono le persone: non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi? Il tempio di Dio è sacro: voi siete il tempio del Dio vivo” (san Paolo).</p>
<p>Sì, Spirito Santo, vieni e ricorda loro tutto quello che ci ha detto Gesù. Ricorda loro e bene il Regno di Dio, il Messaggio di Gesù, i fatti della sua vita, il suo impegno con i bambini, i malati, le donne povere e disprezzate, l’uguaglianza assoluta di diritti fra uomini e donne: ricorda loro molto chiaramente che non hanno il diritto di discriminare le donne &#8211; come fanno da due millenni &#8211; perché Gesù non solo non lo ha fatto, ma, nell’evento più importante della sua vita (la resurrezione), ha tenuto particolarmente presenti le donne. Ricorda loro chiaramente che devono denunciare le ingiustizie e gli ingiusti che causano tanta ingiustizia fino ad uccidere di fame centomila persone al giorno, che non basta che facciano beneficenza a quelli che prima hanno reso poveri, che bisogna lottare per i diritti umani di tutti gli uomini, anche all’interno della stessa Chiesa, e che firmino una buona volta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ricorda loro il Concilio Vaticano II, che sembra dimentichino apposta; che abbandonino tradizioni di altri tempi che oggi non hanno più valore e rivolgano l’attenzione al presente (“vino nuovo in otri nuovi”).</p>
<p>Ricorda loro di domandare ed ascoltare, perché non sanno tutto. Di’ molto chiaramente che non sei un loro patrimonio esclusivo e che tu semini verità anche in altre religioni, popoli e culture, pure in coloro che si confessano agnostici e non credenti; che dove c’è verità lì sei anche tu.</p>
<p>Sì, Spirito Santo, vieni e ricorda loro anche di preoccuparsi molto di più della Madre Terra. Di’ loro che già dal-l’origine dell’Universo battevi le ali su di essa come ci racconta la Genesi; che la Terra può vivere senza l’uomo, ma non l’uomo senza la Terra; che tu sei anche nei pesci, negli uccelli, nei minerali, negli alberi, negli animali; che vesti di bellezza i gigli, che ti curi dell’alimento dei passeri&#8230; Di’ loro che imparino dalle donne indigene, che, per quanto bisogno abbiano delle piante per preparare cibo o medicine, non colgono mai la pianta intera, solo alcune parti, e le chiedono perdono perché le stanno togliendo qualcosa che le apparteneva; o dai maya, che, per ogni albero che tagliavano, piantavano cinque semi e ti chiedevano perdono perché toglievano la vita ad un essere che tu stavi preservando.</p>
<p>Ricorda loro, come san Paolo nella Lettera ai Romani, che tutti gli esseri vivi sono chiamati alla resurrezione. Insisti su questo, Spirito Santo caro, perché la Terra è già malata, ha la febbre, rimane senza alberi e il sole la brucia; perché pochi uomini, ricchi e potenti, la stanno togliendo agli africani, i quali, rimanendo senza terra da coltivare, muoiono di fame. Di’ loro che la Terra ha la sua dignità e i suoi diritti.</p>
<p>Anche a noi, seguaci di Gesù, devi ricordare una quantità di cose, che però ti dirò un’altra volta. Per il momento e hai abbastanza da fare a Roma. Mi sa che avrai molto lavoro, e che delle vacanze&#8230; dovrai dimenticarti.</p>
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		<title>L’OSPITALITÀ È SACRA -Il silenzio della Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E ciò che più rammarica è il silenzio di fronte al rifiuto dell’altro, anche il silenzio dei cristiani e della Chiesa: si parla a sproposito di tante cose e poi non si alza la voce quando l’orfano, la vedova, lo straniero, i piccoli, i bambini vengono oppressi e rifiutati solo perché diversi. È qui che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E ciò che più rammarica è il silenzio di fronte al rifiuto dell’altro, anche il silenzio dei cristiani e della Chiesa: si parla a sproposito di tante cose e poi non si alza la voce quando l’orfano, la vedova, lo straniero, i piccoli, i bambini vengono oppressi e rifiutati solo perché diversi. È qui che vorremmo sentire alta la voce della Chiesa; è qui che vorremmo vedere la gente andare in piazza contro questa deriva barbarica nei confronti degli indifesi.</p>
<p>Più la società si barrica dietro muri di prepotenza, di po-tere, di denaro, più diventa difficile praticare l’ospitalità. Finché si tiene chiuso il proprio cuore, si lascia chiuso anche lo spazio: più è ristretto il proprio spazio, meno possibilità esistono di dialogo e di interazione. Don Tonino Bello diceva che la convivialità delle differenze è il futuro della società: ospitare nel proprio cuore i popoli, ospitare nel proprio cuore il diverso.</p>
<p>Ospitare è scomodo perché fa saltare i propri schemi: per riuscire a fare spazio dentro se stessi al totalmente altro, all’ospite, bisogna avere imparato l’arte del saper morire a se stessi. Bisogna imparare che l’ospitalità verso l’altro significa che il diverso da noi deve diventare diverso “come noi”. Perché, nel dire che gli altri sono diversi, ci dimentichiamo che anche noi siamo diversi per gli altri. C’è una bella versione del tradizionale “Ama il prossimo tuo come te stesso”: “Ama il prossimo tuo, è come te stesso”. È come te stesso: con tutti i tuoi limiti. Con noi stessi siamo molto indulgenti: amare l’altro significa scusarlo nella stessa misura in cui scusiamo noi stessi. Solo se ridimensioniamo la nostra immagine, impareremo che accogliere l’altro vuol dire fargli spazio: assumere un atteggiamento positivo nei confronti del totalmente altro vuol dire riconoscerlo nella sua dimensione umana e culturale. Vuol dire, in altre parole, rispettare l’altro. Per questo dovremmo allenarci ad aprire le nostre menti e i nostri cuori alla conoscenza reciproca, in quanto si ama solo ciò che si conosce: solo allora ci sarà l’incontro di anime e di culture, solo allora saremo capaci di accogliere l’altro, solo allora sapremo che l’accoglienza è sacra.</p>
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		<title>annunciare il Vangelo nei Paesi islamici</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 14:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>P.Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dialogo dei cattolici con l’Islam ha bisogno di grande apertura reciproca, ma anche di piena libertà religiosa per i cristiani nel mondo islamico, compreso il diritto di annunciare il Vangelo. Lo affermano vari esperti in piena attività per la stesura dell’Instrumentum laboris (IL) del Sinodo dei vescovi per il Medio oriente, che si terrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dialogo dei cattolici con l’Islam ha bisogno di grande apertura reciproca, ma anche di piena libertà religiosa per i cristiani nel mondo islamico, compreso il diritto di annunciare il Vangelo. Lo affermano vari esperti in piena attività per la stesura dell’Instrumentum laboris (IL) del Sinodo dei vescovi per il Medio oriente, che si terrà in Vaticano dal 10 al 24 ottobre 2010. Intanto, Benedetto XVI ha nominato i presidenti e i relatori del raduno.</p>
<p>Nel documento in preparazione un’ importante tematica messa a fuoco è quella del dialogo con l’Islam. Esso necessita di grande amicizia, ma nello stesso tempo di grande chiarezza. È necessario infatti sottolineare l’urgenza di attuare una vera libertà di religione, col diritto ad annunciare il vangelo nei Paesi islamici, allo stesso modo in cui i musulmani hanno diritto ad annunciare l’Islam.<br />
L’IL, ottenuto dall’integrazione fra i Lineamenta e le risposte venute dalle diverse parti del mondo, sarà pubblicato in occasione della visita di Benedetto XVI a Cipro nel prossimo giugno.</p>
<p>A differenza di altri Sinodi, che hanno avuto una preparazione molto più lunga, questo del Medio oriente sta avendo una preparazione più breve, forse dettata dall’urgenza della situazione. Esso è stato indetto subito dopo il viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa, lo scorso maggio e il documento di lavoro (Lineamenta) è stato pubblicato lo scorso 19 gennaio. Secondo gli esperti le risposte giunte sono state numerose (almeno 200 pagine). Molte risposte provengono da Iraq, Egitto, Siria.</p>
<p>Di particolare interesse quelle dalla Terra Santa (Israele e Palestina), che riguardano in particolare il rapporto con il mondo ebraico. Le Chiese – si dice – sono “troppo arabe” e vivono troppo poco la testimonianza nel mondo ebraico (e israeliano). Alcuni sottolineano il valore della riscoperta delle radici ebraiche della fede cristiana.</p>
<p>Il documento in preparazione ripropone la visione di Benedetto XVI e del Vaticano di “due popoli; due Stati” per Israele e Palestina, che possano vivere nella sicurezza e nella pace all’interno dei loro confini, eliminando la violenza come modo di risolvere le dispute.</p>
<p>Fra le risposte giunte alla segreteria, ve n’è anche una dal mondo ebraico; nessuna dal mondo musulmano.</p>
<p>Il 24 aprile scorso Benedetto XVI ha scelto i responsabili del Sinodo. Delle personalità scelte come presidenti, tre sono cardinali: Nasrallah Sfeir, patriarca maronita del Libano; Emmanuel Delly, patriarca caldeo di Baghdad; Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali. Insieme ad essi vi è anche il patriarca siro-cattolico Ignace Youssif Younan. Quest’ultimo è il più giovane del gruppo della presidenza (66 anni), ma ha grande esperienza e un’esperienza internazionale, avendo studiato in America.</p>
<p>Il relatore generale, che farà l’esposizione iniziale e globale per il Sinodo, è il patriarca di Alessandria dei Copti, mons. Antonios Naguib; il segretario speciale sarà mons. Joseph Soueif, arcivescovo maronita di Cipro.<br />
<a href="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/05/vangislmgf.jpg"><img src="http://www.animafrica.net/wp/wp-content/uploads/2010/05/vangislmgf.jpg" alt="" title="vangislmgf" width="450" height="304" class="aligncenter size-full wp-image-1007" /></a></p>
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